KATHY REICHS.

DUECENTOSEI OSSA.


Traduzione di: Irene Annoni.
2009 Rizzoli Editrice, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Ringraziamenti.
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Si ringrazia la dottoressa Cristina Cattaneo dell'Istituto di Medicina Legale di Milano per la cortese collaborazione.
Questo libro  dedicato ai miei colleghi delle scienze forensi che hanno dimostrato il loro
impegno e le loro capacit professionali richiedendo e ottenendo legittima certificazione da parte delle
rispettive associazioni di categoria.
L'esame era un osso duro, ma ce l'abbiamo fatta!
Complimenti a tutti!
American Board of Forensic Anthropology
American Board of Criminalistics
American Board of Forensic Document Examiners
American Board of Forensic Engineering
American Board of Forensic Entomology
American Board of Forensic Odontology
American Board of Forensic Psychology
American Board of Forensic Toxicology
American Board of Pathology
American Board of Psychiatry and Neurology
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Il mio grazie sentito va a Peter Bush, Laboratory of Forensic Odontology Research, School of
Dental Medicine, SUNY di Buffalo, per la consulenza su microscopio elettronico a scansione e
spettroscopia a emissione di raggi x, e a S.
Kelly Sears, Facility for Electron Microscopy Research, McGill University.
Sincera gratitudine a Michael Warns, che, come di consueto, ha indagato su vari fronti. Chi
immaginava che ci fossero tante cave alla periferia di Chicago?
Michael Cook mi ha messo a disposizione le sue conoscenze in tema di fognature.
Renate Reichs mi ha aiutato a mappare il territorio di Chicago. Jack Kenney ha offerto
indicazioni sull'ufficio del medico legale della contea di Cook. William Rodriguez ha collaborato alla
definizione di alcuni dettagli di antropologia forense.
Michael Bisson mi ha illuminato sulla gestione delle risorse culturali. Ronnie Harrison ha
risposto alle domande sulle procedure di polizia. E, naturalmente, c' la signora gentile che mi ha
aiutata telefonicamente dalla Bibliothque et Archives nationales du Qubec.
Apprezzo il costante sostegno di Philip L. Dubois, chiarissimo rettore della University of North
Carolina di Charlotte.
Sono grata alla mia famiglia per la pazienza e la comprensione che sempre mi dimostra,
specialmente quando divento irritabile, o durante le mie lunghe assenze. La mia riconoscenza va inoltre
a Paul Reichs per avere letto e commentato il manoscritto.
Un grazie sconfinato alla mia meravigliosa agente, Jennifer Rudolph Walsh e alle mie brillanti
editor, Nan Graham e Susan Sandon. Desidero anche riconoscere l'impegno di quanti si adoperano
strenuamente nel mio interesse, in particolare: Katherine Monaghan, Paul Whidatch, Anna Simpson,
Margaret Riley, Britton Schey, Tracy Fisher, Michelle Feehan. E, naturalmente, sono in debito di
gratitudine con la ciurma canadese, soprattutto con Kevin Hanson e Amy Cormier.
Gli eventuali errori present in questo libro sono da ascrivere unicamente a me e se ho
dimenticato di ringraziare qualcuno me ne scuso. Conoscete la tiritera.
Ho consultato alcuni articoli di Bush, di Brion Smith et al.
Smith, B.C., A Preliminare Report: Proximal Facet Analysis and the Recovery of Trace
Restorative Materials from Unrestored Teeth, Journal of Forensic Sciences, vol. 35, 4 luglio 1990.
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1.
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Freddo.
Torpore.
Confusione.
Aprii gli occhi.
Buio. Pi buio di un inverno artico.
Sono morta?
Obbedendo a un qualche stimolo del sistema limbico, inspirai a fondo.
Il mio cervello registr degli odori.
Muffa. Terra umida. Qualcosa di organico che evocava il trascorrere del tempo.
Ero all'inferno?In una tomba?
Mi misi in ascolto.
Silenzio. Impenetrabile.
No... dei rumori c'erano: il sibilo dell'aria attraverso le mie narici, il sangue che martellava
nelle orecchie.
I cadaveri non respirano. I cuori dei morti non battono.
Sopraggiunsero altre sensazioni: la durezza della terra sotto di me e un bruciore sul lato
destro del volto.
Sollevai la testa.
Sentii la bile inondarmi la bocca.
Spostai il bacino per alleviare la pressione sul collo piegato.
Un dolore lancinante esplose nella mia gamba sinistra.
Un gemito ruppe il silenzio.
Istintivamente, il mio corpo si raggomitol in posizione fetale. Il martellare si fece pi forte.
Restai cos, ripiegata su me stessa, ad ascoltare il ritmo della mia paura.
Poi capii: il lamento era uscito dalla mia stessa gola.
Sento dolore. Reagisco. Sono viva.
Ma dove sono?
Sputando bile, cercai di allungare la mano, ma sentii che qualcosa la bloccava.
Avevo i polsi legati.
Provai a sollevare un ginocchio al petto: i piedi salirono, entrambi, i polsi furono trascinati
verso il basso.
Tentai una seconda volta, con pi forza: i neuroni si eccitarono nuovamente lungo la gamba.
Soffocando un altro grido di dolore, mi sforzai di imporre un po' d'ordine nel caos della mia
mente.
Ero stata legata, le mani ai piedi, e abbandonata. Dove? Quando? Da chi?
Perch?
Scandagliai invano la memoria alla ricerca di fatti recenti. Ma il vuoto mi portava troppo
lontano.
Ricordavo un picnic con mia figlia Katy, ma era d'estate: la temperatura, ora, suggeriva il
gelo invernale.
Tristezza. Un ultimo addio a Andrew Ryan. Era stato in ottobre. L'avevo pi rivisto?
Un maglione rosso a Natale. Natale di che anno? Non ne avevo idea.
Disorientata, vagai con la memoria in cerca di un dettaglio recente: tutto era sfocato.
Vaghe sensazioni irrazionali apparvero e poi svanirono. Una figura che emergeva dall'ombra.
Uomo o donna? Rabbia. Grida. Per che cosa? Contro chi?
Neve che si scioglie. Schegge di luce su vetri rotti. Le fauci oscure di una porta socchiusa.
I vasi dilatati pulsavano contro le pareti del mio cranio. Per quanto mi sforzassi, non un
ricordo affiorava dalla mia mente in stato di semincoscienza.
Ero stata drogata? Colpita alla testa?
La gamba era messa davvero cos male? Sarei riuscita a camminare? O almeno a strisciare?
Le mani erano intorpidite, le dita inutili. Con uno strattone cercai di divaricare i polsi: nessun
segno di cedimento delle corde.
Lacrime di frustrazione mi bruciarono l'interno delle palpebre.
Vietato piangere!
Serrando la mascella, ruotai sulla schiena, sollevai i piedi e divaricai di scatto le caviglie. Un
bruciore insopportabile divamp lungo l'arto inferiore sinistro.
Poi il nulla.
Mi risvegliai. Mesi dopo? Ore? Impossibile dirlo. Avevo la bocca pi secca, le labbra pi
aride. Il dolore alla gamba si era trasformato in un indolenzimento sordo.
Nemmeno lasciare alle pupille il tempo di abituarsi all'oscurit serv a qualcosa.
Come potevano adattarsi? Non c'era un filo di luce in quel nero denso.
Le stesse domande si ripresentarono alla mia mente. Dove? Perch? Chi?
Evidentemente ero stata sequestrata. Ero vittima di un gioco perverso o di un preciso disegno
di morte?
Quel pensiero innesc un primo ricordo distinto: la foto di un autopsia, un cadavere
carbonizzato, le mascelle spalancate in un ultimo grido d'agonia.
Poi un susseguirsi convulso di immagini. Due obitori. Due sale autopsia. Le targhe sulla porta
di due laboratori, TEMPERANCE BRENNAN, ANTROPOLOGA FORENSE. TEMPERANCE
BRENNAN, ANTHROPOLOGUE JUDICIAIRE.
Ero a Charlotte? Davvero troppo freddo per il North Carolina, anche in inverno.
Ma era inverno? Mi trovavo nel Quebc?
Ero stata aggredita in casa? Per strada? In macchina? Davanti all'difice Wilfrid-Derome?
Al laboratorio?
Ero stata scelta per caso dal mio aguzzino? 0 qualcuno mi aveva presa di mira a causa del
mio mestiere? Poteva essere la vendetta di un ex condannato o di un parente con la fissazione del
complotto. A quale caso avevo lavorato ultimamente?
Dio, quel luogo era cos freddo, e buio, e silenzioso.
E perch quell'odore, d una familiarit allarmante?
Cercai nuovamente d divincolare le mani e i piedi. Invano. Non riuscivo nemmeno a mettermi
a sedere.
Aiuto! Sono qui! Qualcuno mi aiuti!
Urlai fino a ridurmi la gola in fiamme.
C' qualcuno? Per favore...
Le mie invocazioni rimasero inascoltate.
Il panico minacciava di sopraffarmi.
Non morirai senza reagire!
Tremando per il freddo e la paura, smaniando di tornare a vedere, mi misi sul dorso e
cominciai a dimenare i fianchi, tendendo le mani il pi possibile verso l'alto, cercando di non pensare
al dolore lancinante alla gamba. Una spinta, due, tre. La punta delle dita sfior qualcosa di duro poco
pi di trenta centimetri sopra la mia faccia.
Mi allungai ancora. Contatto. Una pioggia di pietrisco mi fin negli occhi, in bocca.
Sputacchiando e sbattendo le palpebre, ruotai sul fianco destro e mi spinsi indietro con un
braccio e i piedi. Il suolo accidentato mi escoriava la pelle del gomito, delle ginocchia. La caviglia
lev un grido di protesta. La ignorai: dovevo muovermi.
Dovevo uscire di l.
Avevo percorso un brevissimo tratto quando incontrai una parete: forme rettangolari con
della malta intorno. Mattoni.
Il cuore batteva all'impazzata, ruotai sull'altro fianco e arrancai nella direzione opposta. Di
nuovo, urtai quasi subito un muro.
L'adrenalina mi inond il corpo mentre il terrore si sommava al terrore. Il sangue mi si gel
nelle vene, dai polmoni uscivano solo brevi respiri affannosi.
La mia prigione era alta non pi di cinquanta centimetri e larga meno di due metri! Poco
importava la lunghezza: sentivo le pareti premere su di me.
Persi il controllo.
Trascinandomi in avanti, cominciai a gridare e a battere i pugni contro la parete.
Le lacrime mi rigavano le guance. Chiamai, pi e pi volte, sperando di attirare l'attenzione
di un passante, un operaio, un cane.
Quando mi fui scorticata le nocche, iniziai a usare i palmi. E quando non riuscii pi ad
agitare le braccia, ruotai su me stessa e presi a picchiare con i piedi.
Dall'anca mi part un dolore lacerante. Insopportabile. Le grida di aiuto si trasformarono in
mugolii agonizzanti.
Sconfitta, ricaddi indietro, ansimando, il sudore che mi colava sul corpo immobilizzato.
Una parata di volti marci attraverso la mia mente. Katy. Ryan. Mia sorella Harry. Il gatto
Birdie. Il mio ex marito Pete.
Li avrei mai pi rivisti?
Cominciai a singhiozzare senza controllo.
Poi persi conoscenza. O forse no. La prima sensazione consapevole fu di un suono.
Un suono esterno al mio corpo, non prodotto da me.
Rimasi immobile.
Un suono esterno al mio corpo, non prodotto da me.
Tic. Tac. Tic. Tac. Tic.
Uno spiraglio si apr nella mia mente.
E la memoria vi si intrufol.
2
Altra occhiata al quadrante. Altro sospiro. Altro balletto dei piedi sotto il tavolo.
Sopra di noi, un orologio a parete ticchettava a ritmo costante, indifferente all'irrequietezza di
Ryan.
Era di quelli meccanici vecchio tipo, rotondo, la lancetta dei secondi che scandiva ogni singolo
incremento con un secco tic-tac.
Ispezionai l'ambiente attorno a me: stessa pianta di plastica, stessa orrenda riproduzione di un
paesaggio invernale, stesse tazze mezze piene di caff tiepido.
Telefono, proiettore a cristalli liquidi, schermo, puntatore laser: niente di nuovo era apparso
magicamente dall'ultima volta che mi ero guardata attorno.
Tornai all'orologio. Un logo identificava la casa produttrice con il marchio Enterprise. O forse
era il nome di quel particolare modello.
La gente di solito battezza i dispositivi segnatempo? Charlie Cronometro? Quentin Quarzo?
Okay, ero nervosa quanto Ryan. E molto, molto annoiata.
Tic. Tac. Tic. Tac. Tic.
Secondo il vecchio Enterprise erano le dieci e ventidue. E sei secondi. Sette. Otto.
Stavamo aspettando dalle nove.
Ryan riprese a tamburellare con le dita sul tavolo, come stava facendo ormai a intermittenza da
una trentina di minuti. Quel suono cominciava a darmi sui nervi.
Ci ricever appena possibile dissi.
 stato lui a chiederci di venire qui.
Gi.
Come si fa a perdere un cadavere all'obitorio?
Hai sentito Corcoran: hanno avuto pi di duecento corpi. Sono ai limiti della capienza.
Io, spesso, sono considerata impaziente, ma il lieutenant-dtective  Andrew Ryan, Section des
crimes contre la personne, Sret du Quebc, dava al termine un nuovo significato. Conoscevo la
trafila: presto si sarebbe messo a passeggiare nervosamente su e gi.
Eravamo in una sala riunioni del CCME - ufficio del medico legale della contea di Cook, West
Side di Chicago -, giunti in volo da Montral su richiesta di Christopher Corcoran, un patologo dello
staff.
Pi di tre anni prima, una cinquantanovenne di nome Rose Jurmain si era recata da Chicago in
Quebc ad ammirare i colori della natura in autunno. Il quarto giorno di permanenza in territorio
canadese, aveva lasciato la pensioncina in cui alloggiava per fare una passeggiata. Ed era scomparsa. I
suoi effetti personali erano rimasti in camera. Nessuno l'aveva mai pi vista n sentita.
Trenta mesi dopo erano stati rinvenuti dei resti in un'area boschiva ottocento metri a nord della
pensione. Decomposizione avanzata, danno prodotto dagli animali esteso. Io avevo compiuto
l'identificazione, Ryan aveva seguito le indagini. Ora stavamo riportando Rose a casa.
Il motivo del servizio scorta? Io lo facevo per amicizia nei confronti di Corcoran e gi che c'ero
per rivedere i luoghi della mia infanzia. Ryan? Per lui era un viaggio gratis nella Citt del vento.
S, ma perch Chris Corcoran e il suo principale avevano richiesto espressamente la nostra
presenza, anzich mandare un qualsiasi dipendente a Montral o incaricare del ritiro un'agenzia di
spedizioni? Fino a quel momento, i famigliari di Rose Jurmain non avevano mostrato alcun interesse
per ci che rimaneva di lei.
E perch venivamo convocati a Chicago nove mesi dopo la chiusura del caso? Il Bureau du
coroner aveva archiviato la morte di Rose come incidente: perch quell'interesse proprio ora?
Molte domande e nessuno a cui rivolgerle: arrivando al CCME, Ryan e io avevamo trovato
furgoni di troupe televisive lungo tutta Harrison Street e il palazzo chiuso.
Corcoran ci aveva parcheggiato in sala riunioni, liquidandoci con una spiegazione frettolosa. Il
giorno prima, un'impresa di pompe funebri aveva reclamato un corpo per la cremazione.
Inspiegabilmente, la salma era sparita.
Tutto il personale era impegnato a far fronte all'emergenza mentre il capo medico legale teneva
a bada la stampa. Risultato: Ryan e io in attesa con le mani in mano.
La famiglia far il diavolo a quattro, immagino comment il lieutenant-dtective.
Sicuro. E i media ci andranno a nozze. Cadaveri smarriti. Parenti sotto shock.
Politici imbarazzati. Questa s che  roba da Pulitzer.
Sono una divoratrice di notizie. A casa, leggo, o per lo meno sfoglio, da cima a fondo ogni
quotidiano della giornata. In trasferta, seguo la CNN o un'emittente locale. Quel mattino, nella mia
stanza d'albergo, avevo dato un'occhiata alla WFLD e alla WGN, ma, bench al corrente della
sparizione, non avevo previsto il cancan mediatico che ne sarebbe derivato, n i suoi effetti sulla nostra
tabella di marcia.
Puntualmente, Ryan si alz e cominci a percorrere la stanza a grandi falcate.
Guardai il mio amico Enterprise: un tempismo perfetto!
Dopo avere totalizzato grossomodo una trentina di metri, ricadde pesantemente sulla sedia.
Chi era Cook?
Non lo seguivo.
Contea di Cook?
Non ne ho idea risposi.
Quanto  grande?
La contea?
No, il sedere di mia zia Dora.
Hai una zia di nome Dora?
Tre.
Memorizzai l'informazione e mi ripromisi d'indagare Successivamente.
Cook  la seconda contea degli Stati Uniti per numero di abitanti, la diciannovesima per
dimensioni dell'organo governativo. L'avevo letto da qualche parte.
Al primo posto chi c'?
Ti sembro un almanacco?
Vuoi dire un adante.
Anche gli almanacchi a volte contengono dati censuari obiettai, sulla difensiva.
Dopo il volo da Montral non ero in vena di scherzi.
Bench generalmente amabile, Ryan non  un buon compagno di viaggio, neanche quando gli
dei dell'aviazione sono propizi. Il giorno prima, per giunta, si erano accaniti contro di noi.
Anzich due ore, il nostro volo dal Pierre Elliott Trudeau all'O'Hare ne aveva impiegate sei:
prima un ritardo a causa del maltempo, poi un guasto meccanico, poi problemi disciplinari con i
membri del personale che ballavano nudi sulla pista d'atterraggio, o qualcosa del genere. Frustrato e
irritato, il mio accompagnatore aveva passato il tempo a contestare tutto ci che dicevo: la sua idea di
una bonaria punzecchiatura tra amici.
Trascorsero vari minuti.
Tic. Tac. Tic. Tac. Tic.
Ryan stava per rialzarsi, quando la porta si apr ed entr Christopher Corcoran in camice da
laboratorio, jeans e scarpe da ginnastica. Con la carnagione pallida e lentigginosa, gli occhi verdi e i
capelli rossi, era lo stereotipo vivente dell'irlandese. E
in pi era decisamente nervoso.
Scusatemi per l'attesa. Questa storia del cadavere scomparso si  trasformata in una tragedia
greca.
Odio quando i cadaveri se ne vanno in giro da soli. Caro vecchio umorismo alla Ryan.
Corcoran fece un sorriso mesto. Specie se sono sotto la tua responsabilit.
Era un tuo caso? domandai.
Annu. Guardandolo, un milione di ricordi mi inond la mente. Un ragazzino pelle e ossa, tutto
braccia e gambe, pel di carota; banchi in ferro battuto fissati al pavimento in file serrate; giochi
improvvisati per strada in calde sere d'estate; messe interminabili su dure panche di legno.
Da piccoli, Chris e io eravamo stati vicini di casa in un quartiere del South Side chiamato
Beverly e membri orgogliosi della St Margaret's of Scotland (i cattolici di Chicago mappano la
popolazione per parrocchie e non in base alle suddivisioni amministrative: pare strano, ma  cos).
Quando avevo otto anni, mio padre e il mio fratellino morirono, e ci che rimaneva della
famiglia si trasfer nel North Carolina. Corcoran rest dov'era e non sapemmo pi nulla l'uno
dell'altra.
Io frequentai la University of Illinois, mi specializzai alla Northwestern. Lui studi alla
Michigan, facolt di medicina, e consegu la specializzazione in patologia. Fu la medicina legale a farci
rincontrare.
Successe nel 1992, per il caso di un neonato trovato chiuso in una valigia.
All'epoca Corcoran si era gi sposato, era tornato a Chicago e aveva preso casa in Longwood
Drive. Anche se un po' pi a est e in un quartiere molto pi altolocato rispetto alle origini, era tornato
all'ovile.
Alla fine, si scopre che era sempre stato qui. La sua voce mi riport al presente.
Il cadavere scomparso. Era cos magro che si era nascosto dietro una signora obesa, su uno dei
ripiani alti. I tecnici, semplicemente, non l'hanno visto.
Tutto  bene... chios Ryan.
Corcoran sbuff. Andate a dirlo a Walczak.
Di Stanley Walczak si diceva che la sua ambizione era superata solo dal suo ego.
Ma anche a scaltrezza non scherzava affatto: appena il suo predecessore era andato in pensione,
nove mesi prima, aveva riscosso favori ovunque grazie alla sua complessa rete di agganci politici,
ritrovandosi, con sorpresa di alcuni e disappunto di molti, una bella nomina a medico legale della
contea.
Walczak  arrabbiato? domandai.
Detesta l'inefficienza e la cattiva pubblicit sospir Chris. Gestiamo circa venti ritiri al
giorno. Tra ieri e questa mattina, lo staff ha dovuto telefonare a pi di sessanta agenzie di pompe
funebri per verificare se era stata effettuata una consegna sbagliata.
Quattro tecnici e tre investigatori sono stati sottratti alle loro mansioni abituali per controllare i
cartellini sugli alluci. Ci son volute tre ispezioni per ritrovare il corpo.
Diavolo, met della cella frigorifera  occupata dagli ignoti a lungo termine.
Gli errori possono capitare dissi consolatoria.
Da queste parti, un cadavere nel posto sbagliato non  considerato esattamente una brillante
mossa carrieristica.
Sei un ottimo patologo, Christopher. Walczak  fortunato ad averti.
A parer suo, avrei dovuto risolvere la situazione con maggior rapidit.
Ti aspetti conseguenze? domand Ryan.
I famigliari hanno messo in mezzo gli avvocati, probabilmente stanno contrattando. Niente di
meglio di una pioggia di dollaroni per alleviare un'angoscia insopportabile, anche se il danno non
sussiste.  lo stile americano.
Gir intorno alla scrivania e si sedette.
Walczak sar qui a momenti: ora  a colloquio con il legale della famiglia Jurmain. Sono
sicuro che lo adorerete.
Davvero?
Perry Schechter  una leggenda a Chicago. In un'intervista definiva il suo approccio
provocatorio. Sosteneva che essere irritanti disorienta la gente e la induce a scoprire i punti deboli.
Caratteriali o testimoniali?
Non ne ho idea. So solo che quel tizio  un pitbull.
Guardai Ryan. Alz le spalle come per dire: Al diavolo!.
Prima che arrivino i due piccioncini, spiegami perch siamo qui chiesi a Chris.
Un sorriso mesto. Hai mai mangiato una barretta Muu-Muu o una tortina Coccod?
Quando Harry e io eravamo piccole, mamma infilava decine di quelle merende confezionate nei
nostri cestini del pranzo. Bench mi sfuggisse il nesso con l'argomento in discussione, annuii.
Ryan appariva disorientato.
Tentai di tradurre a Ryan in termini analoghi di cultura qubcoise.
Merendine concluse.
Tredici variet riprese Corcoran. Prodotte e vendute dalla Smiling J Foods per due
generazioni.
Si trovano ancora? Non ricordavo di averle pi viste in circolazione da anni.
Corcoran annu. Con nomi diversi.
Un bello schiaffo per i nostri amici della fattoria.
Riusc a sfoderare un sorriso quasi autentico. La J di Smiling J stava per Jurmain.
La famiglia ha venduto a una conglomerata nel 1972. Per ventuno milioni di dollari.
Non che ne avesse bisogno: era gi piena di soldi.
Cominciai ad afferrare il quadro.
Ryan pure.
Grande patrimonio uguale grande influenza politica conclusi.
Esatto.
Dunque, trattamento con i guanti.
Precisamente.
Non ci arrivo. Il caso  stato chiuso pi di nove mesi fa. I Jurmain hanno ricevuto un rapporto
completo e non hanno mosso un dito. Malgrado le comunicazioni ufficiali del coroner, nessuno ha
mostrato finora il minimo interesse a reclamare i resti.
Far del mio meglio per riassumere una lunga storia, ma assai poco originale.
Corcoran guard il soffitto raccogliendo le idee. Poi cominci.
La famiglia Jurmain appartiene alla crme di Chicago. Patrimonio non antico, forse, ma
vecchio abbastanza: casa a East Winnetka, Indian Hills Country Club, Ivy League per l'istruzione dei
ragazzi. Si danno del tu con senatori e membri del Congresso. Rendo l'idea?
Ryan e io confermammo che la rendeva.
Il padre di Rose  l'attuale patriarca, un vecchio bastardo di nome Edward Allen Jurmain. Non
Ed. Non Al. Non E. A. Edward Allen. Rose era la pecora nera, che ha sempre rifiutato di prendere
qualunque direzione ritenuta auspicabile dal capofamiglia. Nel 1968, invece di debuttare in societ, 
finita sul Tribune per aver aggredito un poliziotto al congresso nazionale dei democratici.
Invece di iscriversi allo Smith College o al Vassar,  andata a Hollywood per diventare una
star. Invece di sposarsi, ha manifestato tendenze omosessuali.
Quando ha raggiunto i trenta, il vecchio ha chiuso i rubinetti. L'ha cancellata dal testamento e
ha proibito al resto della famiglia di avere contatti con lei.
Finch non avesse visto la luce indovinai.
Esattamente. Ma quello non era lo stile di Rose. Se ne infischi del vecchio tiranno e si adatt
a vivere con un piccolo fondo fiduciario lasciatole dal nonno. Soldi che Edward Allen non poteva
toccare.
Un vero spirito libero commentai.
S, ma non era tutto rose e fiori. Secondo la sua compagna, Janice Spitz, all'epoca della
scomparsa Rose era depressa e soffriva di insonnia cronica. Inoltre, beveva molto.
Collima con il resto della storia osserv Ryan.
La Spitz pensa che si sia suicidata? domandai.
Se  cos, non lo ha mai dichiarato.
E allora che succede, adesso? chiesi. Perch questo interesse improvviso?
Due settimane fa, Edward Allen ha ricevuto una telefonata anonima.
Corcoran  uno che arrossisce, gli accade sempre quando  imbarazzato o ansioso.
Gli accadde anche in quel momento.
Riguardo alla morte di Rose? domandai.
Annu, evitando il mio sguardo. Avvertii un primo rimescolio di disagio.
Che cosa ha detto l'informatore anonimo?
Walczak non ha ritenuto opportuno confidarmelo. So solo che  stato incaricato di
sovrintendere a una riapertura del caso.
Tabarnouche.  Ryan si appoggi allo schienale della sedia, disgustato.
Io non trovai nulla da dire.
Tic. Tac. Tic. Tac. Tic.
Fu Corcoran a rompere il silenzio.
Oggi Edward Allen ha ottantun anni ed  piuttosto malandato. Forse  pentito di avere
allontanato Rose dalla sua vita, forse  ancora lo stesso figlio di puttana dispotico di sempre, forse 
pazzo: quel che so  che ha chiamato il suo avvocato, l'avvocato ha chiamato Walczak ed eccoci qui.
Jurmain ritiene che il caso sia stato mal gestito? domandai.
Corcoran annu, lo sguardo fisso sul piano della scrivania.
E anche Walczak ne  convinto?
S.
Mal gestito da chi? Suonai pi brusca di quanto avrei voluto.
Gli occhi di Corcoran si alzarono e incontrarono i miei. Vi lessi autentica angoscia.
Guarda, Tempe, non sta a me...
Feci un respiro per ritrovare la calma e ripetei la domanda.
Mal gestito da chi, Chris?
Da te.
3
Lanciai un'occhiata a Ryan. Lui si limit a scuotere il capo.
Non dire assolutamente che te ne ho parlato ammon Corcoran. Non l'avevo mai visto cos
teso.
Certo che no. Il mio tono era sorprendentemente calmo. Apprezzo...
La porta si apr. Chris e io raddrizzammo la schiena fingendo un'aria innocente.
Entrarono due uomini dai completi impeccabili: sembrava che Armani in persona glieli avesse
disegnati addosso.
Quello in abito blu era Stanley Walczak, un pavone che considerava se stesso una leggenda.
Specialmente con le donne.
Io stessa, incontrandolo nel corso degli anni ai meeting dell'American Academy of Forensic
Sciences, ero stata oggetto delle sue attenzioni in almeno una occasione... e per ben cinque minuti
buoni.
Perch mi aveva lasciato perdere? Ovvio: sono sopra la quarantina. Stanley, malgrado i suoi
cinquant'anni passati, predilige partner che abbiano appena smesso il primo reggiseno. Meglio se di
misura abbondante.
Il tizio in abito grigio doveva essere Perry Schechter: capelli neri radi e un volto lungo, segnato,
sicuramente il risultato di almeno sei decenni di esistenza. Valigetta e atteggiamento gridavano:
Avvocato!.
Ci alzammo e Walczak ci esamin con uno sguardo rapido ma penetrante. Si accost a Ryan e
tese la mano. I due si presentarono, scambiandosi una stretta.
Corcoran fece tintinnare le chiavi nella tasca del camice.
Tempe! Metri di dentatura incapsulata lampeggiarono nella mia direzione.
Sembri sempre pi giovane tub il medico legale.
A conti fatti, potevo resistere al suo celebre fascino.
Piacere di vederti, Stan. Offrii una mano.
Mi avvilupp le dita tra due palmi, trattenendole decisamente troppo a lungo.
Tu e il dottor Corcoran vi conoscete gi, mi pare di capire.
Chris e io rispondemmo affermativamente.
Walczak present Schechter.
Segu un altro scambio di strette di mano.
Signori, dottoressa Brennan i suoi denti biancheggiarono di nuovo al mio indirizzo,
possiamo procedere?
Raggiunse la scrivania con passo deciso e si mise a capotavola.
Ryan sfil dei documenti dalla sua cartella, io dalla borsa del mio computer portatile. Mentre
Schechter si installava accanto a Corcoran, avviai il laptop.
Dunque esord il medico legale. Vi starete entrambi domandando, immagino, perch la
dipartita di una vecchia signora eccentrica con gravi problemi psichiatrici e una marcata tendenza al
bere vi abbia costretti a venire fin qui.
Ogni decesso merita adeguata considerazione. Suonai pedante persino a me stessa, ma dicevo
sul serio. Io condivido la visione del mondo di Horton l'elefante: una persona  una persona. Per
quanto eccentrica, o anziana. E Rose Jurmain non aveva nemmeno sessant'anni.
Walczak mi guard per un momento. Con la chioma argentea e l'abbronzatura artificiale,
dovevo ammettere che era un bell'uomo. Esteriormente.
Proprio per questo disse, ho assegnato al dottor Corcoran la riapertura del caso.
Christopher si agit sulla sedia, chiaramente a disagio.
La dottoressa Brennan e io intervenne Ryan saremo lieti di rispondere a qualunque domanda
sull'indagine, l'analisi dei resti e le conclusioni del coroner.
Eccellente. In tal caso affider il seguito della riunione all'avvocato Schechter e al dottor
Corcoran. Se c' qualcosa, qualunque cosa, di cui possiate aver bisogno, non esitate a comunicarmelo.
Rivolse a Corcoran uno sguardo eloquente e lasci la stanza.
Mi compiaccio che lei parli inglese, detective.
Un'impercettibile tensione intorno agli occhi di Ryan sugger che le prime parole di Schechter
non lo entusiasmavano.
Mais oui, monsieur  replic con perfetto accento parigino.
Il signor Jurmain richiede chiarimenti su un certo numero di punti. Il tono dell'avvocato
indic che neanche l'umorismo di Ryan era particolarmente apprezzato.
Chiarimenti? Il detective rispose al gelo con il gelo.
 profondamente turbato.
Lei ha copia dei nostri rapporti?
Schechter estrasse dalla ventiquattrore un blocco in carta legale gialla, una penna Cross d'oro e
una grande busta bianca. Riconobbi il logo sulla busta e la scritta
Laboratoire de Sciences Judiciaires et de Mdecine Legale.
La dottoressa Brennan e io abbiamo preparato il materiale fotografico relativo alla scena del
crimine e all'autopsia, allo scopo di illustrarvi le varie fasi dell'indagine.
Schechter premette il pulsante della penna con gesto teatrale.
Schiaffiamogli i suoi chiarimenti nel culo a questa testa di cazzo borbott Ryan in francese.
 Certainement  concordai.
Collegai il laptop al proiettore, aprii PowerPoint, scelsi un file contrassegnato LSJML 44893 e
feci doppio clic  su un'immagine. Una veduta panoramica dell'Auberge des Neiges riemp lo schermo.
Realizzata in legno di sequoia, con deliziosi balconcini intagliati e cassette portafiori alle finestre, la
locanda pareva uscita da Tutti insieme appassionatamente.
Corcoran mi pass il puntatore laser.
Ryan cominci.
La signora Jurmain si  registrata all'Auberge des Neiges il 20 settembre. Aveva prenotato per
due settimane. Il 23 ha riferito ad altri ospiti l'intenzione di andare a fare una passeggiata il giorno
successivo.
E questi ospiti sarebbero...? domand Schechter.
Il detective consult i suoi appunti.
John William Manning di Montral e Isabelle Picard di Lavai. Secondo Manning e Picard,
quella sera la Jurmain appariva in stato di ebrezza, come pure in varie altre occasioni nel corso di quei
tre giorni.
Ryan fece scorrere alcune carte dall'altra parte del tavolo: probabilmente le trascrizioni degli
interrogatori dei membri del personale e degli ospiti dell'albergo.
Corcoran diede un'occhiata fugace. Schechter si prese il tempo di leggere. Poi: Sono scritti in
francese.
Le pi profonde scuse. Il tono era l'esatto opposto del rammarico.
L'avvocato produsse un indecifrabile rumore di gola.
Passai a una veduta della camera di Rose. Tappetino intrecciato, mobili in pino laccato,
sovrabbondanza di chintz rosa a motivi floreali. Una valigia aperta su un divanetto, gli abiti che
debordavano come magma da un vulcano.
Mostrai la foto del comodino, poi il primo piano delle etichette di cinque flaconcini:
ossicodone, diazepam, temazepam, alprazolam, dossilamina.
Li indicai con il puntatore laser. Via via che il circoletto rosso saltava da un medicinale all'altro,
Corcoran traduceva in termini commerciali a beneficio del legale.
L'antidolorifico Oxycontin, gli ansiolitici Valium e Xanax, i sonniferi Restoril e Unisom.
Schechter inspir aria attraverso le narici, espir lentamente.
Quando Rose si metteva un'idea in testa, non c'era verso di farla ragionare.
Sempre quella mania di andare per i boschi. Tre anni fa  stata la volta del Quebc.
Disse Quee-beck  con lo stesso tono sprezzante con cui certi americani pronunciano Eye-rack
per Iraq o Dar-four  per Darfur. Anche se la sua... indugi, in cerca delle parole adatte, se la
sua salute non era buona, era impossibile dissuaderla.
Ryan prosegu senza commentare.
Alle ore 15.20 del 24 settembre, la signora Jurmain  stata vista camminare da sola sul Chemin
Pierre Mirabeau, in direzione di Sainte Marguerite. Malgrado la temperatura gelida, stando alle
dichiarazioni di un motociclista, indossava una giacca leggera, senza cappello n guanti.
Mentre proiettavo una mappa della regione, Ryan pass un altro foglio a Schechter.
Quel giorno, il sole  tramontato alle 17.00 circa. Alle 19.00 era buio pesto. Nella notte, le
temperature sono precipitate a -8.
Il 25 settembre, l'assenza della signora  stata notata. Si  tentato invano di chiamare il numero
con prefisso tre-uno-due fornito dalla cliente al momento del check-in: un'indagine successiva avrebbe
dimostrato che si trattava di una linea inesistente.
Il 26, la scomparsa della Jurmain  stata comunicata alla SQ di competenza per la zona di
Sainte Marguerite. I boschi lungo la strada e intorno all'Auberge sono stati perlustrati con i cani
poliziotto. Senza alcun risultato.
Altre carte.
Che cos' la SQ? chiese Schechter.
La Sret du Quebc. Polizia provinciale.
Perch non chiamare quella locale?
Ryan si addentr nell'ABC delle forze dell'ordine in stile qubcois,  esibendo un forte accento
alla Maurice Chevalier ogni volta che se ne presentava l'occasione.
Nelle citt principali e nei centri urbani di una certa grandezza c' la polizia locale. L'isola di
Montral, per esempio,  sotto la giurisdizione del Service de police de la Ville de Montral, SPVM,
precedentemente noto come Police de la Communaut Urbaine de Montral o CUM. Stessa gente,
nuova denominazione.
Nelle zone rurali, il rispetto della legge  affidato alla Sret du Quebc o SQ.
Dove non esiste la polizia provinciale, cio in tutte le province tranne Ontario e Quebc, c' la
Royal Canadian Mounted Police, la polizia a cavallo (per i francofoni: Gendarmerie royale du Canada
o GRC). Occasionalmente, le Giubbe Rosse sono coinvolte in indagini sul territorio del Quebc, ma 
raro.
Insomma, la divisione delle competenze nella Belle province  pu essere complicata come in
un qualunque Stato americano: FBI, polizia di Stato, polizia municipale, polizia di contea, stradale,
ufficio dello sceriffo. Chi chiamare? Bonne chance.  Ma questo, Ryan non lo disse.
L'Auberge des Neiges  ubicato settantacinque chilometri a nord dell'isola di Montral, sulle
Laurentides, i Monti Laurenziani. La citt pi vicina  Sainte Marguerite. Perci, il caso della signora
Jurmain  di competenza della SQ. Posso continuare?
Ancora una volta, Schechter agit la mano con fare arrogante. Avrei voluto allungarmi
dall'altra parte del tavolo e prendere a schiaffi quello stronzo presuntuoso.
Trenta mesi dopo la scomparsa, il 21 marzo, Andr Dubreuil e suo figlio Bertrand
inciamparono in resti all'apparenza umani. Le spoglie si trovavano a una ventina di metri dalla strada
provinciale, circa ottocento metri a nord dell'Auberge des Neiges.
Sono stati avvertiti la SQ, il coroner e l'LSJML. In quest'ordine.
Mentre proiettavo una seconda mappa, Schechter scribacchi il primo appunto della mattinata.
Poi: Lei  un detective della SQ?.
Section des crimes contre la personne.
Tradussi. Il tenente investigativo Ryan  l'equivalente di un detective della Omicidi. 
assegnato ai casi straordinari.
E per quale motivo questo caso sarebbe considerata straordinario? l'avvocato allung a
dismisura l'ultima parola.
Fin dall'inizio si  sospettato che i resti in questione appartenessero alla signora Jurmain e dal
momento che non era cittadina canadese, l'indagine  stata affidata al detective Ryan.
Schechter e Corcoran diedero un'occhiata fugace al rapporto di polizia inerente il ritrovamento,
che Ryan fece scorrere sul piano della scrivania. Quando rivolsero nuovamente l'attenzione allo
schermo, passai a un'altra serie di immagini in JPEG.
La prima offriva una veduta panoramica di una stretta carreggiata a due corsie, il margine
ghiaioso delimitato da una fitta boscaglia. Le sei successive documentavano l'estensione di territorio
tra la strada e il corpo. Al suolo, cumuli isolati di neve ricoprivano la vegetazione morta, il contorno
annerito per il deflusso d'acqua dovuto al disgelo.
L'ottava immagine mostrava un gruppetto di pini circondato dal nastro giallo della scena del
crimine. Nella nona si vedevano alcune persone all'interno del perimetro: Ryan con un parka verde
pisello e una sciarpa azzurro cielo e due tecnici della Scientifica che indossavano tute blu con la scritta
Service de l'identit judiciaire, Division des scnes de crime.
C'ero anch'io. Fiato gelato usciva in volute da tutte le bocche.
La foto numero dieci era un primo piano di un monticello scuro in mezzo alla neve. Incassato
nel groviglio di foglie, rami spezzati, muschio e aghi di pino, c'era un lucido oggetto scuro delle
dimensioni di un cavolo, una massa di capelli imbrattati di materia grigia sulla destra.
Il cranio. Lo cerchiai muovendo il puntatore laser.
Le immagini successive si concentravano sullo scheletro parziale, sparpagliato con andamento
per lo pi lineare a partire dalla testa. Mandibola, vertebre, coste, sterno, i due emibacini, sacro, mano
destra, gamba destra: tutto presentava chiazze dello stesso color terra bruciata.
Nominai le ossa, una a una.
Evidentemente umano comment Corcoran.
Gli animali hanno disseminato le spoglie entro un'area di circa venti metri quadri aggiunsi.
Mentre proiettavo la mappa del sito, Ryan forn copie cartacee. La dottoressa Brennan ha
documentato la posizione di ogni elemento scheletrico.
Quando Corcoran e Schechter alzarono gli occhi dai fogli, ripresi l'esposizione, cominciando
dal gruppo centrale e spostandomi verso l'esterno, fino ai resti isolati.
Ogni cono segnaletico contrassegna l'ubicazione di un osso o di un gruppo di ossa.
Procedendo con le immagini, identificai nuovamente le parti del corpo.
Femore destro, tibia, rotula. Calcagno, ossa tarsali, metatarsali e falangi di destra.
Radio destro. Ulna e ossa della mano destra. Incisivo centrale inferiore sinistro.
Incisivo centrale superiore destro.
Possiamo tornare ai fatti? disse Schechter.
Ryan riprese la parola.
Considerata la nota storia di alcolismo della signora Jurmain, l'evidenza di abuso di farmaci, il
racconto dei testimoni oculari e le condizioni climatiche della notte del suo mancato rientro alla
pensione, il coroner ha dichiarato la modalit del decesso accidentale e la causa un'ipotermia
esacerbata dallo stato di ebrezza.
Sta dicendo che Rose si  ubriacata, ha lasciato l'albergo ed  morta di freddo?
chiese il legale.
Fondamentalmente s. Tra breve, la dottoressa Brennan descriver l'identificazione dello
scheletro e l'analisi del trauma.
Non tra breve. Adesso.
Prego, signore?
Basta con questo ridicolo sotterfugio.
Trasalendo, guardai Ryan. Il suo viso era una maschera di granito rivolta all'uomo dall'altra
parte del tavolo. Conoscevo quell'espressione e mi affrettai a intervenire.
Il detective Ryan ha fornito il contesto delle conclusioni del coroner, ma se lei preferisce
passare oltre, non abbiamo obiezioni.
Propongo di saltare direttamente alla sua relazione, dottoressa.
E io propongo che lei specifichi esattamente dove vuole arrivare. Il tono di Ryan era una
lama d'acciaio.
Molto bene, detective. Il mento di Schechter si sollev un poco. Il mio cliente ritiene che
sua figlia non sia morta per assideramento. Crede invece che sia stata uccisa.
Poggi gli avambracci sul piano del tavolo, intrecci le dita e si sporse in avanti.
E che lei, dottoressa Brennan, abbia volutamente insabbiato la verit.
4
I miei occhi corsero alla ricerca di quelli di Corcoran. Lui li tenne fissi sullo schermo.
 cos? Il tono di Ryan evocava la guerra di trincea. A che scopo?
Questo  ci che intendo appurare.
Schechter agit le dita curate verso il puntatore laser. Glielo porsi.
Mostri il primo piano dei resti allo stato del ritrovamento.
Le viscere annodate, feci come richiesto. Come preteso.
Il dischetto rosso apparve sulla parte semisepolta dello scheletro e si spost dalla mandibola alle
clavicole, alle coste superiori. Infine si ferm, e prese a compiere angolose evoluzioni intorno a un
osso.
E lo sterno dissi.
Lo so anch'io.
Il nodo allo stomaco mi si allent un poco: era l che Schechter voleva arrivare? In tal caso era
pi imbecille di quanto pensassi: evidentemente non si era disturbato a consultare un osteologo.
Chiusi il file relativo alla scena del crimine e ne aprii un altro con le foto scattate in laboratorio.
La serie iniziale mostrava un sacco per cadaveri, dapprima chiuso, poi aperto e con le ossa visibili
all'interno; la serie successiva, il tavolo anatomico e lo scheletro incrostato di terra sul piano in acciaio
inox.
Alcune ossa erano collegate da brandelli di muscoli e legamenti essiccati, ma per la maggior
parte giacevano isolate, pi o meno nella posizione che avevano occupato quando il corpo era intatto.
Qui si possono vedere i resti come sono arrivati all'obitorio, prima di qualunque
manipolazione. Devo indicare i singoli elementi?
Ennesimo gesto sdegnoso di Schechter. Il legale disponeva di un ampio repertorio.
Devo spiegare il processo di pulitura?
Non pertinente.
Benissimo. Procediamo all'identificazione.
Il mio cliente non mette in dubbio che le spoglie appartengano a sua figlia.
Magnifico. Parliamo del trauma: devo chiarire i termini antemortem, perimortem e
postmortem?
Succintamente.
Nel caso dei resti scheletrici, l'espressione antemortem si riferisce a eventi traumatici
antecedenti al decesso: infortuni avvenuti nel corso della vita e che manifestano evidenza di guarigione.
Perimortem si riferisce al trauma subito al momento della morte. Postmortem  il trauma inflitto in
seguito alla dipartita, un danno associato alla decomposizione, a un abuso compiuto sul cadavere,
all'azione di animali e cos via.
In che modo tutto ci  pertinente? Gli piaceva quella parola.
 pertinente  nella misura in cui permette al suo cliente di comprendere che cosa sia successo
alla figlia. E forse, ancora pi importante, che cosa non le sia successo.
Di nuovo la mano.
Non insister sull'importanza della distinzione tra i traumi perimortem e postmortem, ma
desidero chiarire che, per l'antropologo, tale distinzione ha a che vedere pi con la qualit delle ossa
che con l'epoca della morte.  un argomento complesso, dunque mi si perdoni se tender a
semplificare.
Nel tessuto osseo fresco, o vivente, il contenuto di umidit  relativamente elevato e il
collagene - la componente che conferisce all'osso la sua elasticit -  piuttosto duttile. Ci permette un
certo grado di flessione in presenza di tensione o compressione. Con la decomposizione, invece,
l'umidit si perde e il collagene degenera, per cui la capacit di piegarsi diminuisce. In altre parole,
l'osso secco risponde all'imposizione di un carico come la materia inorganica, pi che come quella
organica. Bastano forze di entit inferiore perch raggiunga il punto di rottura.
Pensiamo a un legno secco rispetto a uno verde: sottoposto a pressione, il primo si spezza, il
secondo si deforma.
Schechter prese un appunto sul suo blocco, ma non mi interruppe.
In pratica ci significa che le fratture a carico dell'osso disidratato sono meno nette e hanno
margini pi frastagliati; i frammenti tendono a essere pi piccoli; la formazione di spicole, piuttosto
comune nel tessuto fresco,  rara; fratture concentriche circolari e radiali - prodotte dalla propagazione
dell'energia nell'osso -
sono poco frequenti.
Impressionante. Siamo tutti esperti adesso.
Conoscendo la sua strategia, ignorai la scortesia dell'avvocato.
Altrettanto importante al fine di stabilire la modalit del decesso  distinguere le lesioni o
anomalie antemortem. Poich i primi segni di guarigione sono difficili da rilevare, i resti scheletrici
vengono analizzati da tre punti di vista: macroscopico, radiografico e istologico.
Evitiamo il gergo disse Schechter.
Macroscopico significa evidente a occhio nudo. La prima indicazione di riparazione
antemortem  una stretta fascia di riassorbimento della superficie adiacente alla sede della frattura, che
riflette l'infiammazione nel punto in cui la membrana sovrastante era stata strappata. Si riscontra
inoltre una graduale erosione alle estremit fratturate. Queste alterazioni sono visibili dieci-quattordici
giorni dopo il verificarsi della lesione.
Radiografico significa evidente ai raggi x. Qui la guarigione si manifesta come un
offuscamento dei margini di frattura, sempre circa dieci-quattordici giorni dopo l'infortunio. Il gap tra i
monconi, poi, si allarga con il procedere della formazione di calli.
Gli occhi dell'avvocato si assottigliarono leggermente.
Un callo spiegai  una rete disorganizzata di tessuto osseo giovane a fibre intrecciate, che si
forma rapidamente nella sede di una frattura. Funge da stucco, per tenere in posizione i monconi. Via
via che la riparazione procede,  progressivamente sostituito da osso vero e proprio.
Istologico significa evidente al microscopio. In questo caso la guarigione  manifestata
innanzitutto da spicole di osso neoformato all'interno del callo. Le spicole sono visibili gi cinque-sette
giorni dopo la frattura.
Arriveremo a Rose, prima o poi, in giornata?
Aprii un nuovo file in PowerPoint. Ora lo scheletro della signora Jurmain era ripulito da terra e
residui di tessuto. Ogni osso giaceva allineato con precisione anatomica, fino alle falangi distali di mani
e piedi.
Come accennava prima il detective Ryan, i resti hanno subito un considerevole
danneggiamento postmortem dovuto all'azione degli animali necrofagi.
Scelsi un'immagine del femore destro. Invece di un pomolo arrotondato da una parte e dei
condili dall'altra, la diafisi femorale terminava in lunghe schegge frastagliate. Cliccai sulla tibia, quindi
sul perone, mostrando un danno analogo nella parte inferiore della gamba.
Notate le fissurazioni e frantumazioni longitudinali. Tali caratteristiche, insieme alla
dispersione di parti sul terreno, suggeriscono la presenza di un grande carnivoro intento a nutrirsi.
Passando a un primo piano del femore, puntai il laser su un'anomalia circolare, poi su un'altra.
Quelle sono incisioni di canini. A giudicare dalla grandezza, direi che i commensali
appartenevano alla specie Ursus americanus.
Orsi neri spieg Corcoran.
Gli orsi mangiano le carogne? Schechter non tent di dissimulare la propria repulsione.
Di gusto risposi.
Proseguii con un'immagine ravvicinata della mandibola.
Ma non erano soli, qui. Osservate il margine inferiore. Feci correre il raggio lungo il bordo.
Vedete quei solchi paralleli?
Roditori disse Chris.
Esatto. Una volta completata la scheletrizzazione, sono entrati in scena topi e ratti.
Il patologo scosse il capo. Non ho mai capito che gusto ci trovino, una volta che la carne 
andata.
L'osso essiccato  una ricca fonte di minerali e proteine.
Schechter si tir la punta del naso tra pollice e indice. Se il suo scopo  impressionarmi,
dottoressa, non ci siamo proprio.
Il mio scopo  informarla.
Arriviamo al dunque. Lanci uno sguardo fulminante nella mia direzione.
E arriviamo. Quasi sorridevo: non vedevo l'ora di smontare quel pallone gonfiato.
Concludendo... Mi sporsi in avanti, poggiai sul tavolo gli avambracci e intrecciai le dita come
aveva fatto lui. Ho osservato un danneggiamento significativo dello scheletro di Rose Jurmain,
interamente di natura postuma.
Che intende con di natura postuma?
Intendo postuma. Prodotto dopo la morte.
Dagli orsi.
E dai roditori.
Non ha riscontrato alcuna evidenza di un trauma perimortem?
N perimortem, n antemortem
Che mi dice dello sterno?
Mi ha sentito.
Incresp le labbra in un sorriso da rettile. Non ha un'immagine dello sterno, dottoressa? O 
riluttante a mostrarcela?
Ryan si spost in avanti con la sedia. Io gli posi una mano sul braccio. Mi guard.
Scossi la testa appena.
C'est un ostie de crosseur.  Un maledetto stronzo, tradotto a spanne.
Sta per finire al tappeto replicai in francese.
Pigiai alcuni tasti sul laptop. Lo sterno di Rose sostitu la mandibola sullo schermo.
Accanto, c'era una radiografia.
Afferrando il puntatore, Schechter fece danzare il circoletto rosso intorno a un piccolo difetto,
cinque centimetri sopra l'estremit inferiore dell'osso. Poi, il dischetto balz sull'immagine
radiografica, in cui l'anomalia appariva come un cerchio scuro sul grigio-bianco dell'interno spugnoso
dello sterno.
Non mi dir che quello l'hanno fatto gli orsi.
No di certo.
Come lo spiega? domand l'avvocato.
Lei  come lo spiega? chiesi io, quasi con dolcezza.
 chiaramente una lesione da colpo d'arma da fuoco!
Non ne rilevo alcun segno evidente.
Ovvero?
Niente frammenti di proiettile o residui metallici visibili ai raggi x, niente bordi frastagliati,
nessun frammento d'osso disseminato intorno, nessuna frattura radiale.
Sta dicendo che il foro  il risultato di un trauma antemortem?
No. Sapevo che era puerile farla tanto lunga, ma non potevo resistere alla tentazione. Il tizio
era talmente sgradevole che godevo a tenerlo in sospeso prima di suonargliele definitivamente.
Si spieghi.
Il foro non  affatto conseguenza di un trauma.
Niente trauma. Per la prima volta la voce di Schechter conteneva una nota d'insicurezza.
No.
Vada avanti.
La spiegazione richiede una conoscenza dello sviluppo sternale.
L'avvocato fece il solito gesto con la mano, forse con meno disinvoltura.
Raccolsi le idee, poi cominciai.
Lo sterno  costituito in origine da due placche cartilaginee verticali poste una accanto
all'altra. Nel tempo, le due placche finiscono per saldarsi lungo la linea mediana e diventano osso,
ovvero la trasformazione in osso vero e proprio.
L'ossificazione procede a partire da sei centri, quattro dei quali formano il corpo, la parte lunga
e sottile, dello sterno. Se non ci sono obiezioni, limiterei le mie osservazioni al corpo sternale, in
quanto  l che si situa il foro.
Prego. Era la prima volta che usava quella parola nell'intera mattinata.
Spostai il laser da un capo all'altro dell'osso.
Notate le creste trasversali: ciascuna delimita la sede di saldatura di elementi giovanili separati
detti sternebri. L'ossificazione ha inizio nel primo sternebro durante il quinto-sesto mese fetale, nel
secondo e terzo durante il settimo-ottavo mese fetale e nel quarto durante il primo anno dopo la nascita.
Questo, cio, se le cose avvengono normalmente. Ma talvolta non lo fanno. In taluni casi,
l'ossificazione di uno sternebro ha inizio da pi di un punto d'origine.
Negli sternebri inferiori, tale alterazione coinvolge in genere due centri situati uno accanto
all'altro.
Indugiai. Per irritare Schechter? Forse.
Poi conclusi lentamente, con il tono della maestra che si rivolge a un allievo zuccone. La
mancata unione di questi centri accostati d luogo a un'anomalia detta forame sternale: un'alterazione
dovuta a saldatura incompleta di un segmento sternale inferiore, che ossifica da due centri separati a
destra e a sinistra.
Schechter scarabocchi qualcosa, sottoline, poi parl di nuovo.
Sta dicendo che Rose aveva uno di quei cosi?
S.  scritto a pagina tre del mio rapporto, paragrafo: Identificatori distintivi.
Mentre Schechter voltava pagine, proiettai una nuova immagine: un primissimo piano del foro.
Ne elencai le caratteristiche.
Singola anomalia di forma circolare con diametro di quattordici millimetri; bordi lisci,
tondeggianti, come il buco di una ciambella; collocazione lungo la linea mediana, nel terzo inferiore
del corpo sternale.  da manuale.
Ma Rose avrebbe potuto condurre una vita normale con un difetto del genere?
Le guance dell'avvocato erano chiazzate.
Come molte altre persone.
Non avrebbe manifestato dei sintomi?
No.
Quanto  diffusa l'anomalia?
I fori sternali ricorrono nel sette-dieci per cento circa della popolazione.
Nessuno parl per quello che parve un tempo molto lungo.
Tic. Tac. Tic. Tac. Tic.
Non ha trovato niente che induca a pensare a un colpo d'arma da fuoco?
Niente.
Nessun segno evidente di omicidio?
Scossi il capo. Nessun segno di strangolamento, percosse, accoltellamento o lesioni d'arma da
taglio. Nessun segno di reazione difensiva sulle ossa di braccia, mani o dita. A parte il danno provocato
dagli orsi, nessun segno di violenza d'alcun genere.
Mi faccia ricontrollare.
Sotto i suoi occhi, ripercorsi l'intero scheletro, un osso dopo l'altro.
Di quando in quando, uno Schechter ammorbidito poneva una domanda.
Al termine della dimostrazione, sedemmo, muti.
Tic. Tac. Tic. Tac. Tic.
Vedevo il cervello del legale in piena attivit, che si sforzava di classificare le nuove
informazioni e, forse, conteggiava le ore da fatturare al vecchio Jurmain.
Mi dica, avvocato, che cosa c' all'origine di tutto questo? Con un gesto abbracciai lo
schermo, i documenti, noi quattro seduti intorno al tavolo.
Non  assolutamente...
Pertinente, lo so. Mi faccia contenta.
Schechter mi guard fisso, le labbra tese in una sottile linea dura. Pensai che avrebbe afferrato
penna e blocco e se ne sarebbe andato. Con mia sorpresa, invece, mi rispose.
Qualcuno ha informato il signor Jurmain che l'indagine sulla morte della figlia era stata
condotta in modo negligente o deliberatamente falsata.
Da me.
S.
 Chi  l'avrebbe informato?
Schechter esit, decidendo senza dubbio quanto omettere e quanto rivelare.
La persona al telefono non ha lasciato un nome.
La rabbia travolse qualunque senso di trionfo potessi aver provato.
E avete scatenato questa caccia alle streghe solo sulla base di una soffiata anonima?
Il mio cliente riteneva la chiamata attendibile.
Avrebbe potuto consigliare il suo cliente in merito alla procedura appropriata.
Di nuovo, mi fiss a lungo.
Sostenni lo sguardo.
Tic. Toc. Tic. Toc. Tic.
Senza commenti, raccolse le sue cose, chiuse la ventiquattrore e si avvi verso la porta. Poi si
volt, la mano gi sul pomolo.
Lei ha un nemico, dottoressa Brennan. Direi che  suo interesse scoprire chi ha fatto quella
telefonata.
E se ne and.
5
Richie Cunningham  stato di grande aiuto.
Chi?
Dai, non ti ricordi? Richie e Fonzie? Happy Days?  Ryan si indic la testa.
Capelli rossi?
Tu guardi troppa televisione.
Migliora il mio inglese. Ancora l'assurdo accento parigino.
Corcoran ci ha avvertito delle accuse strampalate di Jurmain dissi. Ryan, per, non aveva
tutti i torti: il mio amico d'infanzia non si era esattamente gettato nel fuoco per difendermi.
Mettiamoci in marcia, campione.
Viaggiammo in direzione est sulla Harrison, io al volante, Ryan alla mia destra.
Quella soluzione era stata oggetto di un acceso dibattito all'aeroporto e in hotel: lui vantava doti
superiori di guida, io la conoscenza della citt. Un po' tirata per i capelli, ma avevo un'altra
argomentazione a prova di bomba: l'auto a noleggio era intestata a me, quindi decidevo io.
Chris non  mai stato uno che prende posizione aggiunsi.
Direi che un coniglio ha pi palle. Dovrebbe prendere lezioni da Schechter.
Gi. Sbuffai. Schechter  uno zuccherino.
E tu te lo sei mangiato.
Sogghign, muovendo le sopracciglia in modo sornione.
Sorridendo, alzai la mano destra. Batt il cinque.
Guidai in silenzio per alcuni istanti con in testa un pensiero assai poco allegro.
Ryan gli diede voce.
Schechter ha ragione sulla necessit di identificare quella chiamata anonima.
S dissi.
Vuoi che vada a parlare con Jurmain?
Grazie, posso farlo io.
Una domanda mi assilla.
Chi  il merdosissimo bastardo che ha telefonato?
Be', s, ma anche: perch? A che scopo volerti incastrare? Hai fatto incazzare qualcuno
ultimamente? Pi del normale, intendo.
Gli rivolsi Lo Sguardo.
Occhio alla strada. Quella roba  scivolosa.
Era vero. Il nevischio aveva martellato senza tregua il parabrezza fin dalla mattina; ora veniva
gi ancor pi fitto. Le temperature si aggiravano intorno allo zero e il sole non riusciva a raggranellare
le forze per bucare la spessa coltre di nubi color cobalto.
Una fanghiglia semighiacciata ricopriva auto parcheggiate e cassette della posta, orlava il
cordolo dei marciapiedi, e il manto stradale pareva una lastra di ghiaccio nero.
Dev'essere una cosa personale continu Ryan. Qualcuno con cui ti sei scontrata in qualche
circostanza.
Lo penso anch'io. Una persona interna al mio ambiente di lavoro, probabilmente in Quebc:
chi altro poteva sapere che ho collaborato al caso Jurmain?
I media avevano dato spazio alla vicenda?
Ricordo vagamente un paio di righe su Le Journal in seguito al ritrovamento dei resti. O
forse dopo l'identificazione. Ma  stato nove mesi fa: Jurmain ha ricevuto la chiamata solo da due
settimane.
Sentivo montare la rabbia. Guardai l'orologio sul cruscotto: 1.40. Meglio cambiare argomento.
A che ora  il tuo volo?
Sei e mezza.
Ti va di mangiare?
Muoio di fame.
Suggerimenti?
 la tua citt, decidi tu.
Risposta esatta.
Dove siamo? domand Ryan.
Poco pi a ovest del centro. A Chicago lo chiamano il Loop.
Perch?
Qualcosa a che vedere coi vecchi binari della El che formavano un cerchio.
La El?
La sopraelevata: Elevated CTA tracks.
CTA?
Andiamo, Ryan, ci potresti anche arrivare: Chicago Transit Authority. In questa citt, il
trasporto pubblico comprende metropolitana, mezzi di superficie e sopraelevata. El  l'abbreviazione di
sopraelevata, ma lo usano per riassumere il tutto.
Stai parlando dei treni per i pendolari.
Nessuno qui usa la parola treno: solo quelli che vengono da fuori e gli abitanti delle
periferie. Per la gente di Chicago il treno  la Metra, che collega il Loop ai sobborghi.
E fin dove arriva questa meraviglia polivalente?
Mi vedi in mano un bastone con un cartello?
Eh?
Non sono una guida turistica.
Avevi detto che conosci il posto come le tue tasche.
L'avevo detto, infatti. Ci che non  avevo detto  che mi ero trasferita da Chicago a Charlotte
quasi tre decenni prima e il mio ricordo dei dettagli poteva essere un tantino confuso. Ma questa era
facile.
I vecchi binari della El costeggiano Lake Street a nord, Wabash Avenue a est, Van Buren
Street a sud e Wells Street a ovest.
All'interno dell'anello c' l'originario quartiere degli affari. A pensarci bene, forse, il nome
Loop potrebbe risalire a prima della sopraelevata. Credo derivi in realt da una linea tranviaria che
esisteva nei tardi anni Ottanta dell'Ottocento.
Te lo stai inventando.
Se vuoi un professionista, prendi il bus turistico.
Sai almeno dove stai andando?
S.
Alla nostra sinistra, nel mezzo dell'Eisenhower Expressway, un convoglio della Linea Blu
sfrecciava sui binari a livello della carreggiata. Ai lati, grigi fiumi di auto avanzavano a singhiozzo
sulle corsie autostradali, tentando di scorrere verso est e verso ovest.
Quel posto sembra aver passato da un pezzo la data di scadenza. Ryan indic una struttura in
stile Beaux Arts che occupava due isolati alla nostra destra.
Il Cook County Hospital. Credo che adesso si chiami Stroger. E che vogliano buttarlo gi: un
sacco di gente  contraria.
Non sembra cos vecchio in E.R.  osserv.
Davvero: troppa TV.
L'accendo per Charlie.
Al nostro pappagallo piacciono i serial televisivi?
Veramente preferisce le sitcom. Adora le risate registrate.
Charlie era stato un regalo di Natale di Ryan e nel pacchetto era compreso il fatto che avrebbe
badato lui al volatile quando non mi trovavo a Montral. All'inizio ero scettica, ma la soluzione aveva
funzionato e, malgrado la tendenza dell'animale alla parlata scurrile, mi ci ero affezionata.
Ironia della sorte: Ryan mi aveva scaricato, mentre il mio amico pennuto mi era rimasto fedele.
Quella parte sembra ancora in buono stato.
Lanciai un'occhiata alla mia destra.
Non  pi il County,  il Rush Presbyterian spiegai.
Passavamo sotto il ponte pedonale che collega i binari della El al complesso ospedaliero,
quando il Turista Folle colp di nuovo.
Ma l il palazzo si allarga andando in su?
Sapevo a che cosa si riferiva prima ancora di guardare. Quella  la UIC, University of Illinois,
Chicago. Una volta la chiamavano Circle Campus.
E quello strano edificio che cos'?
La University Hall: contiene uffici amministrativi e segreterie di facolt. Il blocco superiore 
pi largo, perci la cima risulta pi ampia della base di circa sei metri.
Ryan allungava il collo per vedere meglio la bizzarra costruzione attraverso lo spicchio di
parabrezza ripulito dal tergicristallo.
Brutalismo dissi. Idem per il campus.
Se lo dici tu...
Il termine  stato coniato da un architetto che si faceva chiamare Le Corbusier, non ricordo il
vero nome. Deriva dal francese bton brut, cemento a vista. Potevi anche arrivarci.
Ruot la testa verso di me. Che cavolo di nome  brutalismo? Perch non chiamarlo
orribilismo o atrocismo o...
Vallo a dire a Le Corbusier.
Ovviamente il tizio non s'intendeva di marketing.
L'invenzione  sua, perci decide lui.
Descrivi lo stile.
Non sapevo se Ryan era sinceramente interessato o solo molto annoiato. O se mi stava mettendo
alla prova. Al diavolo. Ripescai nei meandri del cervello un articolo letto circa un miliardo di anni
prima.
Il brutalismo implica l'uso di geometrie squadrate ripetitive e colate di cemento totalmente
disadorne. Ha avuto successo tra gli anni Cinquanta e Settanta, poi ha perso consensi.
Ges, e come sar mai potuto succedere?
Ryan si rilass, si appoggi allo schienale. Non male, Brennan.
Come sai che non me lo sono inventata?
Dove andiamo?
Quartiere greco.
Perch?
Agnello e ristoranti col parcheggiatore.
Un'accoppiata imbattibile.
Svoltai a sinistra e mi portai sulla Halsted, percorrendo il cavalcavia. Qualche minuto dopo,
parcheggiavo accanto al marciapiede in Adams Street. Quando scesi dall'auto, il vento mi stratton la
sciarpa e mi soffi in faccia una spruzzata di nevischio, i cristalli, come tanti spilli, mi si conficcarono
nelle guance.
Presi lo scontrino da un uomo in parka con un berretto arancio dei Bears calcato fin sugli occhi
e guadagnai pattinando il ristorante, Ryan al seguito.
L'interno del Santorini  era esattamente quel che prometteva il nome. Tavoli in legno, sedie
impagliate e impeccabili tovaglie di lino, muri imbiancati, caminetto in pietra, abbondanza di attrezzi
da pesca alle pareti. Appendemmo le giacche a un piolo, quindi un cameriere con baffi alla Sonny
Bono e camicia azzurra a quadri ci scort a un tavolo nella parte rialzata della sala. Della folla dell'ora
di pranzo restava solo qualche avventore, per lo pi in giacca e cravatta e con le guance arrossate dal
retsina.
Un secondo cameriere ci port i men: stessi baffi, camicia diversa. Ordinai una Diet Coke,
Ryan una Sam Adams.
La gente va pazza per i frutti di mare, ma a me piace l'agnello. Ignorando il men, mi scossi
via l'umidit dai capelli.
Nemmeno un'occhiata alla lista?
So che cosa voglio.
Ryan studi le proposte del giorno. Agnello youvetsi?
Scossi la testa.
Kampana?
Nooo.
Sei infantile.
Agnello ai carciofi.
Non oggi, pasticcino.
Controllai. Maledizione, era vero: l'agnello ai carciofi era disponibile solo il gioved e la
domenica.
Nessun problema... mi appoggiai allo schienale, le braccia conserte, ...
fiorellino.
Non era proprio la mia giornata: io odio il freddo - il freddo umido non ne parliamo - poi
l'incontro con Schechter e la scoperta di avere un nemico anonimo, ora niente agnello ai carciofi. O
forse era l'essere vicino a Ryan. O il sentirgli rispolverare quel vezzeggiativo del passato. Il mio umore
era in caduta libera.
Accanto a noi, due uomini discutevano pregi e difetti di giocatori di hockey che non conoscevo.
Fuori, il suono di una sirena divenne assordante, poi si attenu e scomparve. Vetri tintinnarono da
qualche parte alla mia sinistra. Quando torn il cameriere, ordinai l'agnello exohiko, Ryan prese il
misto di mare e un'altra Sam Adams.
Restammo a lungo senza parlare. Il suo boccale era quasi vuoto quando, infine, chiese: A che
cosa stai pensando?.
Non  la domanda che tutti gli uomini detestano fare?
Non io. Scocc il suo radioso sorriso da ragazzino.
Non potei non restituirlo. Eravamo una squadra da cos tanto tempo: lui svolgeva le indagini, io
lavoravo sulle vittime. Anche se la rottura tra noi era stata difficile, volevo che almeno quello
continuasse. All'inizio eravamo stati solo colleghi: potevamo tornare a esserlo.
Penso che, finito di mangiare, dovrei portarti direttamente all'aeroporto. Con questo tempo, la
vedo brutta arrivare all'O'Hare.
Molto sensato. Annu con aria solenne.
Passarono i minuti. Accanto a noi i due uomini dissentivano circa le capacit dell'allenatore dei
Blackhawks.
Arrivarono i piatti. Il mio si rivel composto da bocconcini d'agnello con formaggio in pasta
fillo.
Mangiando, mille ricordi indesiderati si presentarono sgomitando alla mia attenzione. L'inizio:
il mio arrivo al laboratorio di Montral, armata di sani principi contro le relazioni sentimentali sul
lavoro. Il disprezzo di Ryan per quei principi e, infine, la mia capitolazione.
Il seguito: cene a lume di candela, camminate in montagna, spuntini sul divano, vecchi film in
TV. Gite sulle Laurentides. Le due Caroline, Israele, il Guatemala.
L'epilogo: Ryan che mi rivela l'esistenza appena scoperta di una figlia, eroinomane e piena di
rancore. La sua decisione di riavvicinarsi alla madre della ragazza per tentare con lei di salvarla dalla
droga.
La nostra ultima cena, le parole che mi avevano spezzato il cuore: io ero fuori dai giochi, ora
toccava a Lily e Lutetia. Adieu.  Scusa. Tante buone cose.
Poi, mesi dopo, un'ammissione d'errore, una richiesta di perdono, un invito a tentare di nuovo.
Lily era in comunit, lui e Lutetia vivevano separati. Ryan voleva me, voleva noi.
Calma, amico! Non  cos semplice.
Erano passati due mesi da quella chiacchierata. Io non avevo respinto, n abbracciato l'idea di
una riconciliazione: quando uno si  scottato una volta, ci va con i piedi di piombo.
Banale, s. Ma c' una ragione se certe frasi diventano luoghi comuni.
Cazzarola, hanno chiuso l'O'Hare. Quelle parole fecero breccia nel mio fantasticare. Lanciai
un'occhiata al tavolo vicino: uno dei due critici sportivi fissava il display del suo BlackBerry.
Ha appena detto che l'aeroporto  stato chiuso? domandai.
Da non credere, eh?
Come mai?
Un allarme bomba o un'infrazione delle norme d sicurezza o chiss che altro.
Il cellulare di Ryan emise uno strano gracidio.
Messaggio mi annunci. Il mio volo  stato cancellato. Stava gi pigiando sui tasti.
Per i successivi trenta minuti, parl con varie compagnie aeree, poi con almeno otto alberghi.
Nessun volo. Nessuna camera libera.
Com' che sono stati tutti cos veloci? domandai.
Evidentemente nessuno molla la sua prenotazione. E devono esserci vari congressi in citt.
Aria innocente da chierichetto. Temo proprio che tu sia incastrata con me.
Ma io ho dei programmi.
Immagino che potrei cercare  di affittare una macchina. Falso.
Cielo, non potevo portare Ryan con me, l dove stavo andando.
Anche se... con questo tempo e non conoscendo la citt... continu lui.
Gli autonoleggi forniscono cartine. Oppure puoi chiedere un veicolo con il GPS.
Tent inutilmente con Hertz e Avis.
Incredibile! Stava veramente accadendo? Poteva andare peggio di cos?
Pensai alla serata che mi aspettava.
Poteva eccome!
D'accordo dissi, mentre Ryan chiedeva il numero di prenotazione alla Budget.
Ti lascio la mia macchina, ma dovrai accompagnarmi in periferia.
Sembra fattibile. Sicuramente laggi i motel avranno ancora delle camere libere.
Sicuramente.
Ma non and cos.
6
Persino con il traffico pi forsennato, ci vuole meno di un'ora per arrivare in auto dal Quartiere
greco a Elmhurst. Quel pomeriggio ne impiegammo due e mezzo.
Quando raggiunsi St. Charles Road, l'orologio sul cruscotto segnava le 18.40.
Grandioso: avevo annunciato il mio arrivo per le quattro, sarebbero stati gi tutti l.
Se avessero visto Ryan, la riunione si sarebbe trasformata in un circo.
Esagerata? Fidatevi: conosco i miei polli.
Ryan aveva sentito menzionare spesso i miei pittoreschi parenti acquisiti. In auto gli illustrai le
ultime puntate della saga. Mi ero persa il giorno del Ringraziamento e a Natale avrei replicato
l'affronto portando Katy nel Belize a fare immersioni, anzich a Chicago ad appendere la calza al
caminetto. Cos, avevo deciso di approfittare della trasferta in citt, per trascorrere un paio di giorni con
la trib dei Peterson.
I tuoi ex famigliari acquisiti?
Mmm.
Bench vivessimo separati da anni, io e il mio ex marito non eravamo tecnicamente degli ex:
non avevamo mai divorziato. Ora lo stato delle cose stava per cambiare: recentemente
l'ultracinquantenne Pete aveva infilato un diamante al dito della poco pi che ventenne Summer.
Inutile dire che, quell'anno, anche il vecchio Pete aveva disertato il tacchino dai suoi.
La tua ex suocera preparer la cena?
Hai appena mangiato, Ryan.
Tu dici meraviglie della sua cucina.
Avr la casa piena di gente.
Zia Klara e zio Juris?
Negli anni, gli avevo raccontato qualche aneddoto sul clan paurosamente affiatato e
considerevolmente esteso che  la famiglia lettone di Pete: la gita annuale in spiaggia, la gara di
decorazione delle uova a Pasqua, i canti natalizi davanti agli orsi del Brookfield Zoo. La presenza
obbligatoria a battesimi, lauree, matrimoni e funerali. Il passaparola telefonico che fa sembrare il
sistema nazionale di allarme calamit una cosetta da dilettanti. Evidentemente, il detective ricordava il
nome dei personaggi chiave.
Ed ecco la storia. Dopo la Seconda guerra mondiale e la successiva occupazione sovietica dei
Paesi baltici, la nonna di Pete, i suoi figli e le loro mogli decisero che era meglio cercare pascoli pi
verdi. Secondo la leggenda famigliare, la partenza da Riga implic una fuga nel cuore della notte e un
viaggio infernale su un cargo malridotto.
Poi venne un lungo periodo di forzata inattivit, in campi profughi sparsi qua e l nella
campagna tedesca. Per nulla scoraggiate dal protrarsi dell'attesa, le coppie ne approfittarono per
crescere e moltiplicarsi. Madara e Vilis generarono Janis - il nostro
Pete - e sua sorella Regina, Klara e Juris generarono Emilija e Ludis.
Dopo otto lunghi anni, entr in scena una chiesa lettone di Chicago.
Acconsentendo a sponsorizzare la coraggiosa piccola truppa, il pastore e il suo gregge
garantirono occupazione, alloggio e una rete di sostegno linguisticamente comprensibile nella Citt del
vento.
Al suo arrivo, la famiglia visse in un negozio abbandonato: non granch, ma era pur sempre un
tetto.
I fratelli sgobbarono facendo un doppio lavoro e infine riuscirono ad acquistare in societ un
grande edificio fatiscente a Elmhurst, sobborgo vicino alle fabbriche, all'universit e alla chiesa lettone.
Cosa forse pi importante, i grandi, antichi alberi del quartiere ricordavano a Omamma la patria
perduta d'oltreoceano.
La nuova dimora era una sgangherata costruzione con camere sufficienti a ospitare l'intera
trib. Ma quella non era una famiglia in stile americano. Negli Stati Uniti si andava affermando l'unit
riproduttiva nucleare, consacrata sul piccolo schermo dai Cleaver di Ci pensa Beaver:  madre, padre e
al massimo due rampolli.
Qualche anno dopo, i fratelli accesero mutui separati: Pete e i suoi rimasero nella casa grande
con Omamma e un collie di nome Oskars; zii e cugini si trasferirono in una propriet pi piccola a due
isolati di distanza.
Case, automobili, televisori, lavatrici, fondi per l'universit dei ragazzi: in capo a un decennio le
famiglie del clan Peterson vivevano il sogno americano. Juris continu a lavorare fino alla pensione
nella stessa fabbrica di frigoriferi, Vilis and a insegnare matematica a tempo pieno all'Elmhurst
College.
A quasi mezzo secolo dalla loro odissea transatlantica, alcune cose sono cambiate.
La vecchia Omamma  morta, ormai, e anche Vilis. La madre di Pete, oggi detta Vecamamma,
 la matriarca in carica. Si sono aggiunti i coniugi, e una nuova generazione di cugini condivide
attualmente i pierogi  al desco famigliare. I legami di parentela si sono moltiplicati attraverso nascite e
matrimoni, ma sono sempre forgiati nell'acciaio della vecchia generazione.
Come ci si sente? chiese Ryan. A ritrovarsi con i parenti del proprio ex?
Benissimo.
Non a disagio?
Al momento considerano Pete una testa di cazzo e me la regina degli angeli.
Questo dovrebbe giocare a tuo favore.
Ecco come faremo: io agguanto la borsa e mi fiondo in casa, tu parti. Subito.
Chiaro?
Non stiamo un po'esagerando?
Chiaro?
Ryan fece un vigoroso saluto militare con due dita.
Mentre svoltavo a nord su Cottage Hill, l'auto slitt violentemente. Premetti e rilasciai pi volte
il freno con delicatezza, finch le ruote posteriori non tornarono ad allinearsi con quelle davanti.
Mi aspettavo un commento caustico, ma Ryan non ne fece alcuno.
Apparvero antichi olmi ai lati della strada. Oltre gli alberi, le finestre al primo piano di grandi,
vecchie case proiettavano rettangoli di luce su prati coperti di neve mista a fango. Di fronte a noi, in
Church Street, due strutture avvolte nell'ombra incombevano come bunker nel freddo: la Immaculate
Conception High School e la Hawthorn Elementary.
Una svolta a destra, quindi avanzai di mezzo isolato e accostai slittando al cordolo davanti a una
bianca dimora vittoriana, il cui portico - che girava tutto intorno alla costruzione - formava dei gazebo
agli angoli. Le colonne dai ricchi motivi ornamentali poggiavano su un muro esterno in calcare, alto
circa un metro e venti da terra. La tettoia dell'ala destra, quella sopra l'ingresso e il tetto dell'abitazione
componevano un trio di triangoli che guardava la strada.
Il tutto orlato di ghiaccioli d'un bianco elettrico. Molto natalizio.
Misi in folle e mi rivolsi a Ryan.
C' un Marriott sulla Statale 83 e un Holiday Inn sulla York Road. Indicai la direzione
generica di ciascun albergo. Se sono pieni, fai chiamare Oak Brook dalla reception:  una citt di
alberghi che si incontra proseguendo.
Balzai fuori e aprii la portiera posteriore, afferrando dal sedile la mia borsa e un trolley. Fiocchi
di neve mi arrivarono in faccia come pallottole ghiacciate.
Incontrai Ryan che faceva il giro per mettersi alla guida.
Quando avrai una stanza e un volo, chiamami. Domani penseremo a come fare con la
macchina.
Lui disse qualcosa che si perse nel vento.
E sii prudente gli gridai, mentre si allontanava. Ho rifiutato l'assicurazione supplementare.
Dopo di che, sfrecciai in direzione della casa, una mano che combatteva con la sciarpa, l'altra
che trascinava il trolley sulla fanghiglia nevosa, congelata in brevi onde irregolari.
Prima che il mio pollice toccasse il campanello, la porta si apr e fui risucchiata dentro. L'aria
sapeva di detersivo al limone, pane di segale e carne arrosto.
Chi era quello in macchina con te? domand Vecamamma, dopo avermi stampato un bacio
sulla guancia. Non un bacetto simbolico, di cortesia: la vecchia signora ne piazzava sempre uno deciso
e umidiccio in pieno volto.
Un tizio con cui lavoro.
Un poliziotto? Allie sbirciava da dietro la finestra. Con i capelli scuri, gli occhi verdi e la
pelle d'avorio, mia nipote non mostrava traccia del bagaglio genetico baltico.
S.
Fico. Apparve la sorella minore di Allie, Bea, con indosso un maglione lunghissimo, una
gonna cortissima, collant neri e stivaletti. Su una bionda alta un metro e ottanta, quel look faceva
abbastanza colpo.
E il tuo amico poliziotto non ha fame? Vecamamma mi stava strattonando il cappotto con
forza sufficiente a scuoiare la selvaggina. Sto facendo la coscia di maiale. Agli uomini piace la coscia
di maiale.
Ha gi mangiato. Riuscii a scivolare fuori da entrambe le maniche, conservando l'uso delle
braccia.
Come si chiama? Bea era diretta quanto Allie era timida.
Ryan.
 carino?
Lavoriamo insieme.
Che vuol dire? Non ci hai fatto caso?
Alise e Beatrise! Finite di apparecchiare la tavola. L'ordine di Vecamamma rimbomb dalle
profondit del guardaroba. Siamo in dodici.
Solo una dozzina. Poteva andar peggio.
Vecamamma riemerse dall'armadio con un'acconciatura che sembrava quella di Kramer nel
Jerry Seinfeld Show.  Serrandomi il braccio in una stretta mortale, mi ingiunse: Lascia la valigia.
Teodors la porter su nella tua stanza.
L'arteria principale della casa  un ampio corridoio centrale. Da questo, porte ad arco si aprono
su soggiorni e sale da pranzo, i primi assai poco sfruttati, le seconde molto di pi. A sinistra, una
scalinata conduce al piano superiore.
La cucina  pi avanti, sulla destra, preceduta da uno stanzino in cui si ripongono stoviglie e
posate. Di fronte, due camere da letto e un bagno.
A ridosso del muro posteriore si estende una tavernetta con pareti rivestite in legno, moquette
scozzese, un massiccio camino in pietra e metratura sufficiente a garantire l'esecuzione di passaggi
lunghi nelle partite di football famigliari. Be', di passaggi laterali, almeno.  il centro sportivo dei
Peterson, nonch salone delle feste, angolo degli oratori improvvisati e cuore della casa.
Dalla porta aperta, vidi Ted, Ludis e Juris che fissavano un maxischermo, in testa un berrettino
a maglia identico a quello del parcheggiatore del Santorini.  Ted aveva girato il logo della National
Football League sulla nuca. Ludis e Juris, che erano della vecchia guardia, lo tenevano sul davanti, al
centro.
C' Tempe trill Vecamamma.
Ludis e Juris sollevarono bottiglie di Special Export. Ted disse: Da Bearsi.  I loro occhi
rimasero incollati al televisore.
Il marito di Emilija, Gordie, e quello di Regina, Terry, conversavano accanto a un albero di
Natale sovraccarico che faceva concorrenza alla Torre di Pisa. Gordie  calvo e panciuto, e ha vedute
politiche che fanno apparire Rush Limbaugh un liberale. Terry  basso, dai capelli ispidi, e ha votato
democratico per tutta la vita. A ogni riunione di famiglia, l'uno tenta sempre di mostrare all'altro i
punti deboli del suo modo di ragionare. Quando poi gli animi si infiammano - in genere a nord della
terza o quarta birra Vecamamma e zia Klara esprimono bofonchiando la loro disapprovazione.
Varcavo, al seguito di mia suocera, le porte a vento della cucina, quando fui colta da
un'improvvisa folgorazione.
Valigia. Singolare.
La mano mi corse alla spalla: solo la cinghia della borsa.
Merda!
Vecamamma inarc un ispido sopracciglio.
Ero a met del corridoio quando udii il suono del campanello.
Vado io gridai.
Ma Bea era gi l.
Sentii il tintinnio di una catenella, poi i cardini della porta. Una voce maschile.
Risolini.
Quando arrivai, Ryan era in anticamera, il mio computer portatile appeso a una spalla fradicia
di nevischio.
Ho pensato che ti poteva servire. Batt con il palmo sulla tracolla.
Grazie. Avanzai di un passo, presi il laptop. Spiacente di averti fatto perdere tempo.
Nessun disturbo.
Nevica ancora, l fuori? chiese Bea.
Un vero tempaccio.
Tempaccio?
Dovrebbe restare per la cena, in attesa che smetta disse Bea. Mia nonna cucina sempre per
un reggimento.
Ha delle cose da fare replicai fissandolo minacciosa, gli occhi ridotti a due fessure.
 il tuo amico poliziotto? Vecamamma si era materializzata alle mie spalle.
Avevo dimenticato una cosa in macchina. Il detective Ryan  stato cos gentile da portarmela.
Se ne sta andando.
Certo che no. Guardalo:  bagnato fradicio. E a Ryan: Agente, vorrebbe unirsi a noi per la
cena?.
 un investigatore, non...
Non esagero mi interruppe Bea. Prepara quintali di roba.
In effetti si sente un profumino delizioso.
Profumino? Tempaccio? Grandioso: Ryan si stava producendo in una strampalata versione
canadese della famiglia Walton.
Ho fatto coscia di maiale e crauti.
Non vorrei disturbare... Sorriso schivo.
Quale disturbo? Mettere in tavola un piatto in pi?
Tempe non fa che parlare della sua cucina.
Allora  deciso. Vecamamma esib un metro buono di dentatura.
Bea, prendi il cappotto dell'agente.
7
Mentre gli altri migravano in taverna, agguantai Ryan e gli impartii qualche direttiva.
Non bere il vino fatto in casa di Gordie, non parlare di politica con Ludis o Juris, non
partecipare a giochi competitivi di alcun genere, non lasciarti sfuggire informazioni sul mio lavoro, n i
particolari di ci che faccio.
Perch?
Alcuni dei parenti di Pete hanno un inquietante gusto del macabro.
Sapeva di che cosa stavo parlando.
Noi del settore cadaveri siamo abituati a subire il terzo grado sulla nostra attivit, specie a
proposito dei casi che hanno vasta eco mediatica. A me e a Ryan capita regolarmente, tanto che, se
siamo invitati a cena da qualche parte, la padrona di casa tende a prevenire gli ospiti circa l'opportunit
di trattare certi argomenti a tavola.
Non funziona mai. Anche se, personalmente, evito il discorso e, quando interrogata, sono
propensa a tergiversare, c' sempre uno tra i commensali che insiste a sondare i particolari pi
truculenti e riservati. Pare che il mondo si divida in due: quelli che proprio non ne vogliono sapere e
quelli che non ne hanno mai abbastanza. Ryan e io li chiamiamo, rispettivamente, i Paraocchi e le
Trivelle.
Trivelle? chiese lui.
Di brutto. Tranne Vecamamma e Klara: a mia suocera i discorsi da autopsia fanno venire i gas
intestinali.
Sanno di... agit un dito teso tra il suo petto e il mio. Di noi?
No, ma hanno uno spiccato istinto di branco. Proseguii con la lista degli ammonimenti.
Non pensare nemmeno per un momento di accettare un invito a fermarti per la notte.
Holiday Inn a tutto gas.
E, un ultimo consiglio...
Ti ascolto.
Molla l'atteggiamento alla John Boy Walton.
Le cose andarono meglio del previsto. Ryan accett ed elogi il Bordeaux torcibudella di
Gordie, parl di Big Moe e Bizzy Bone con Bea e Allie, delizi Vecamamma, Emilija e zia Klara
realizzando cigni dal collo storto con i tovaglioli.
Nessuno gli chiese del suo stato civile, nessuno indag sui nostri rapporti, nessuno lo torment
con le solite curiosit morbose su storie di omicidio e depravazione.
Poi, mentre ci radunavamo in sala da pranzo, entr come un tornado Cukura Kundze.
Che dire della signora Cukurs?
I Cukurs erano pilastri della piccola congregazione che aveva accolto i Peterson migranti nel
Nuovo Mondo. Pi liberale di molte donne della sua generazione, Laima aveva sempre destato non
poco scalpore con le sue imprese nella rispettabile comunit luterana di cui faceva parte. Le sculture
esplicite, il linguaggio colorito, il periodo hippy, che veniva menzionato solo a mezza voce. E quel
tatuaggio oltremodo inopportuno.
Ottantaquattro anni, e vedova da dieci, recentemente aveva iniziato a frequentare un
ottuagenario ungherese che tutti chiamavano il signor Tot: nessuno aveva afferrato il suo nome di
battesimo e ormai, dopo quattro mesi e tanti arrosti consumati insieme, nessuno osava domandarglielo.
O forse l'appellativo formale appariva pi consono: anche Laima, in fondo, era da sempre
Cukura Kundze, bench il suo nome fosse noto ai Peterson da mezzo secolo. Quella sera, comunque,
la signora si present senza il compagno e con una crostata.
 ai lamponi disse, porgendo il dolce a Vecamamma. Quello chi ? aggiunse.
Un poliziotto amico di Tempe.
Bene. Cukura Kundze portava occhiali dalla montatura in plastica trasparente, probabilmente
progettati per le truppe d'assalto. Annu cos enfaticamente che quei cosi le rimbalzarono sulla gobba
del naso. I mariti tradiscono. Le donne hanno le loro necessit.
Pete non tradiva! La torta sbatt sul tavolo.
Cukura Kundze si schiar rumorosamente la gola come solo le vecchie signore sanno fare. Lui
e Tempe hanno deciso che era tempo di andare ognuno per la sua strada, tutto qui. E, rivolta a me:
Giusto?.
Grazie al cielo, Emilija usc dalla cucina, reggendo ciotole di crauti, broccoli lessati e cetrioli
alla panna acida. Seguiva Regina con pomodori a fette, patate e sugo di carne. Zia Klara portava il pane
di segale e strane salsiccette grigie, Juris un vassoio di maiale arrosto grande come il Nebraska.
Tutti prendemmo posto. I piatti si riempirono rapidamente, poi, altrettanto rapidamente,
cominciarono a svuotarsi. Attaccai discorso per prima, sperando di riuscire a mantenere la
conversazione su un terreno neutrale.
Come va la stagione dei Bears?
Seguirono dieci minuti di analisi sportiva. Quando l'interesse inizi a scemare, virai
sull'hockey. I Blackhawks...
Cukura Kundze dribbl l'argomento, rivolgendosi a Ryan. Porta un Taser?
chiese picchiettando il ponticello degli occhiali con un'unghia smaltata di rosso.
Con il Taser gli si paralizza il culo ai criminali.
Non ho mai usato la pistola paralizzante.
Ha una pistola vera, giusto? Il tono di Ted esprimeva tutto il suo disprezzo per la domanda
dell'anziana signora. Glock? SIG? Smith and Wesson?
Mai ucciso qualcuno? Cukura Kundze, ormai, era lanciata.
Montral ha poca criminalit violenta. Ryan annu in segno di ringraziamento, mentre Gordie
gli riempiva nuovamente il bicchiere. Non potevo credere che ne prendesse ancora. Pete, una volta,
aveva descritto il vino di Gordie come un delicato Meritage con un vago retrogusto di piscio di capra.
Ma avr pure spappolato qualche cervello sul muro. Brontolii di disapprovazione di
Vecamamma e Klara.
I Blackhawks arriveranno ai playoff quest'anno? domandai.
Qualcuno mi passa le patate? chiese Ludis.
Ho letto di una guerra tra bande di motociclisti a Montral. Cukura Kundze pareva un hobbit
tra Allie e Bea.  venuto a prendere a calci in culo qualche Hell's Angel? O a battere le strade in cerca
di vagabondi?
Ryan e io siamo qui per questioni amministrative intervenni. A proposito, lui  tifoso dei
Canadiens.
A sbattere dentro qualche magnaccia?
Niente di cos eccitante rise Ryan. Tempe e io abbiamo passato la giornata all'obitorio.
Le patate? ripet Ludis.
Gliele passammo, con la carne e altro. Seguirono una serie di manovre per fare spazio a
scodelle e piatti di portata.
Gordie vers dell'altro vino a Ryan, il quale, incredibilmente, trangugi senza battere ciglio.
S, il detective tifa per i Canadiens. Tentai di nuovo con l'hockey. Ha una maglietta di Saku
Koivu.
L'obitorio di Chicago? Gli occhi di Cukura Kundze erano spalancati dietro le lenti spesse.
Si trattava solo di fornire gli incartamenti di un'indagine risolta.
Come in Caso chiuso  disse Bea. Adoro quel programma.
Hai dei contatti all'obitorio? Riconobbi il tono della Cukurs. E lo sguardo.
S. Diffidente.
Ti ho mai chiesto un favore, Tempe?
L'ultima volta era stato un berretto del Dipartimento di polizia, la volta prima l'aspirina con
codeina che si trova solo in Canada. Non dissi nulla.
Faresti una cosa per rendere felice una povera vecchia prima che lasci questo mondo?
Lo sbuffo di Vecamamma scompigli i ricci permanentati sulla sua fronte.
Io, veramente...
Non  per me, no no. Per me non ti chiederei nulla.  per il povero signor Tot.
In un osservatorio lass sull'Haleakala, un dispositivo di monitoraggio intergalattico emise un
flebile segnale, allertato dal buco nero di silenzio che si era improvvisamente creato in una periferia del
Midwest.
Il signor Tot? Immobilit assoluta. Avvertii dodici paia di occhi fissi su di me.
Suo nipote  sparito e, secondo la marina,  in assenza ingiustificata. Fregnacce: Lassie non
sarebbe mai venuto meno ai suoi doveri.
Lassie? Dal volume della voce capii che zia Klara non portava l'apparecchio acustico. Ha
detto Lassie?
Il signor Tot  convinto che il ragazzo sia morto.
Magari ha un'amnesia salt su Allie. Sapete, si ritrova in qualche citt sconosciuta e non
ricorda chi . L'ho visto in TV.
Lassie  un cane. Klara parlava cos forte, che l'avrebbero sentita fino a Topeka.
Come Oskars. Dov' Oskars?
Il collie era morto nel 1984.
Cukura Kundze dissi gentilmente. Non c' davvero nulla che io possa fare.
Potresti chiedere a Richie Cunningham di controllare qualche cartellino all'alluce. Gli occhi
di Ryan avevano il tipico luccichio brillo da pessimo Bordeaux.
Richie Cunningham non era il bravo ragazzo di Happy Days?  disse Ted.
Prima ancora faceva il piccolo Opie puntualizz Regina.
Ron Howard esclam Susan. Adesso  un regista.
C' un tizio all'obitorio che si chiama Richie Cunningham? chiese Ludis.
Non  il suo vero nome dissi io, fissando Ryan con occhi a lama di coltello.
Perch lo chiamate cos?
Il dottor Corcoran ha i capelli rossi.
E le lentiggini. Ryan fece un sorriso ebete. Perfetto. Il tenente Spugna non sarebbe stato in
grado di guidare quella sera.
Questo Richie potrebbe dare un'occhiata in giro, magari vedere se il coroner ha messo Lassie
sotto ghiaccio? Bisognava riconoscerglielo: la vecchia era tenace come l'herpes.
Ma il signor Tot ha denunciato la scomparsa? domandai senza entusiasmo.
Immediatamente. Ed  partito lui stesso a cercare il ragazzo. Certo, non aveva idea di dove
andare. L'ha accompagnato un suo amico del bowling, il signor Azigian.
Che cosa gli fa pensare che il nipote sia morto? domandai.
Avevano i biglietti per la partita Sox-Cubs, a Wrigley Field. Credi che Lassie se la sarebbe
persa?
Non avevo idea di che cosa avrebbe fatto Lassie, ma sapevo che ogni anno un sacco di gente,
semplicemente, pianta tutto e sparisce. Lo tenni per me.
Una telefonata a Corcoran non pu far male disse Ryan.
Coro di voci di approvazione.
Bene. Sorriso forzato. Lo chiamo domani.
Al dessert, Cukura Kundze fece una rivelazione.
Quasi quattro anni prima, nella settimana del suo ventunesimo compleanno, Laszlo Tot aveva
lasciato la base navale Great Lakes - a una sessantina di chilometri da Chicago, lungo il lago Michigan
- in licenza per il weekend. Ma il comune di seconda classe Tot non si ripresent a rapporto il luned
seguente, n i giorni successivi. In conformit al protocollo, venne aperta un'inchiesta militare e se ne
diede notifica alle autorit civili.
Si compirono delle ricerche, che risultarono tuttavia infruttuose e, con il tempo, vennero
interrotte. La marina riclassific il comune Tot alla voce Assenza non autorizzata.
Due mesi dopo la chiusura delle indagini, una Ford Focus del 1992 fu trovata nel parcheggio
del centro commerciale di Northbrook, a nord-est della citt. Dai registri della motorizzazione l'auto
risultava intestata a Laszlo Tot. La pista non diede alcun risultato.
Quando mi avviai di sopra, quella sera, Ryan, Ludis e Gordie stavano stappando la quarta
bottiglia. Il dibattito verteva sul controllo della vendita di armi da fuoco.
Sayonara.
A colazione, normalmente, prendo un caff, magari uno yogurt o un bagel. Se proprio sono in
vena, ci aggiungo della crema di formaggio o della marmellata.
Non  lo stile di Vecamamma.
Dopo un pompelmo, bacon e frittelle con burro e sciroppo, chiamai l'ufficio del coroner.
Corcoran rispose quasi subito.
Cominci scusandosi per la dbcle del giorno prima. Gli assicurai che non c'era risentimento
da parte mia. Poi gli fornii una versione succinta di Torna a casa Lassie.
Disse che avrebbe lanciato una ricerca al computer, per individuare soggetti non identificati
corrispondenti alla descrizione di Laszlo Tot. Promise che mi avrebbe richiamato presto.
Stavo riagganciando, quando Ryan entr in cucina dal disimpegno. Era rosso in volto e
indossava Reebok, guanti, sciarpona di lana e pantaloni della tuta.
My kind of town, Chicago is...  Slacci il nodo della sciarpa, se la tolse e riprese a cantare,
modificando il verso. Melting fast  Si sta sciogliendo in fretta.
Sei andato a correre?
Solo cinque chilometri.
Considerati gli ettolitri di vino consumati la sera precedente, appariva in forma relativamente
buona.
Mia suocera volt le spalle ai fornelli, la spatola sollevata.
Labrit. Ka tev iet?  Buon giorno. Come va?
Labi, Paldies. Et vous,  Vecamamma?
Trs bien, monsieur. Merci.
I miei bulbi oculari roteavano verso il cielo, quando trill il cellulare. Corcoran.
Risposi immediatamente.
Il computer non  in funzione disse Chris. Senti, perch non passi? Facciamo un
sopralluogo. Poi, quando il sistema verr riattivato, se ci sono resti di tuo interesse, li cerchiamo.
Avevo in programma di trascorrere la giornata con Vecamamma, incollando foto nell'album di
famiglia e preparando biscotti natalizi, ma conoscevo mia suocera: avrebbe voluto che aiutassi Cukura
Kundze.
Dov' Walczak? domandai.
Milwaukee.
Posai fugacemente lo sguardo su Ryan, chiedendomi se gli sarebbe servito un passaggio
all'O'Hare. Al diavolo: il suo amicone Gordie poteva fargli da autista.
Sar l verso le dieci.
8
Corcoran e io individuammo due possibilit.
Una era un'overdose di eroina: maschio bianco di et stimata venti-venticinque anni. Il corpo
nudo era stato ritrovato sedici mesi prima nel South Side, vicino all'angolo tra la 45a e Stewart, tra i
binari della Chicago & Western Indiana Railroad e i margini di Fuller Park. Nessun amico o famigliare
si era fatto avanti. Una ricerca tra i pregiudicati non aveva prodotto alcun risultato. Idem per otturazioni
e impronte.
Il giovane si trovava ancora in una cella frigorifera.
L'altra era uno scheletro. Il referto del patologo lo descriveva come bianco, maschio, et
diciotto-ventiquattro anni. Le ossa stazionavano in deposito da trentotto mesi.
Entrambe si rivelarono un buco nell'acqua.
Anche se l'informazione doveva ancora essere immessa nel sistema, Corcoran venne a sapere
che l'uomo nella cella frigorifera era stato finalmente identificato due giorni prima.
Risult che il cadavere apparteneva a uno studente diciannovenne dell'Ohio, uno schizofrenico
che aveva mollato gli studi per andarsene nella grande citt senza chiamare casa. Ci che poi gli era
successo per le strade malfamate di Chicago era impossibile a dirsi. Ora, mamma e pap attendevano la
salma.
Telefonando a Cukura Kundze, avevo saputo che Lassie era alto uno e ottantasette e pesava pi
o meno ottantacinque chili. La misurazione delle ossa lunghe di Mister Scheletro indicava una statura
massima di uno e sessantasette. Richiamai il caso a computer per verificare la stima. Coincideva.
Non  il tuo uomo comment Corcoran.
No confermai.
Eravamo in piedi accanto a un piano di lavoro nel deposito del CCME.
Chris mi guard riporre le ossa di Mister Scheletro nella loro cassetta.
Chi si occupa della parte antropologica, qui? domandai, rimettendo il coperchio al suo posto.
Per anni ci siamo avvalsi della collaborazione di un esperto che veniva dall'Oklahoma. Ora 
andato in pensione e ci arrangiamo con quel che passa il convento: a volte uno specializzando, a volte
un tirocinante, a volte un patologo dello staff.
Gente che lavora gratis indovinai.
Walczak sostiene che non ci sono abbastanza fondi.
Un giorno questa politica gli coster cara.
Ehi, non prendertela con me. Anche secondo me dovremmo disporre solo di specialisti
qualificati. Renderebbero pi facile il mio lavoro.
Chi ha analizzato questo tizio? Posai il palmo sulla cassetta di Mister Scheletro.
Corcoran consult la scheda del caso.
A.P. Vale a dire Tony Papatados, dottorando alla UIC. Dissotterra ossa in Per. O
era in Bolivia? Non ricordo.
Un archeologo.
Non eri un'archeologa anche tu?
S. Non mi fraintendere. Molti bioarcheologi e antropologi fisici sono eccellenti ricercatori. E
molti hanno estese nozioni di osteologia: come si misurano correttamente le ossa, come si determinano
et e sesso. Ma non  sono specificamente preparati sull'intero spettro delle tematiche forensi e, in gran
parte, hanno scarsa esperienza con le popolazioni moderne.
Pensiero improvviso. Se Walczak impiegava gente non qualificata per i casi antropologici, era
possibile che alcuni reperti fossero stati valutati erroneamente.
Ti spiace se rimango un po' qua dentro?
Nessun problema. Perch?
Laszlo Tot era un militare e la sua scomparsa era stata denunciata. Se fosse arrivato qui, anche
semidecomposto, l'identificazione sarebbe stata un gioco da ragazzi con otturazioni e impronte. Ma
supponi che il suo corpo non sia stato ritrovato per un pezzo... E se lo scheletro fosse stato esaminato
da qualcuno con, diciamo, capacit limitate?
Noi rischieremmo di ignorarlo perch la perizia  fuorviante.
O del tutto sbagliata.
Immagino sia possibile. Suonava scettico.
Puoi cercare nel database soggetti decomposti e scheletri arrivati negli ultimi quattro anni?
Corcoran batt sulla tastiera, guard lo schermo, digit ancora, poi premette un unico tasto.
Aspetta, c' una stampante nel mio ufficio.
Torn dopo qualche istante con un elenco di quattordici codici del CCME. Per ogni caso aveva
stampato anche il rapporto della polizia, quello stilato all'ingresso in obitorio e il referto
dell'antropologo.
Sette cadaveri erano giunti malamente decomposti. Per questi, la carne residua era stata
asportata, le ossa ripulite mediante bollitura. Un soggetto era carbonizzato, uno mummificato: in
entrambi i casi i resti erano stati lasciati com'erano. Di altri cinque individui erano arrivati in obitorio
soltanto reperti ossei.
Sono tutti laggi. Corcoran indic la scaffalatura sulla quale avevo riposto Mister Scheletro.
Per dovrai fare tutto da sola.  appena arrivato un bambino vittima di maltrattamenti: l'autopsia
tocca a me.
Nessun problema.
Mi mostr dove si trovava l'attrezzatura necessaria e scarabocchi un numero, nel caso mi
servisse un tecnico. Quindi se ne and.
Cominciando dai soggetti giunti come meri scheletri, delineai un profilo biologico per ciascuno:
et, sesso, razza e statura. Al termine dell'operazione, confrontai i risultati con quelli riportati sulle
schede.
All'1.15, Corcoran pass a vedere se volevo prendermi una pausa.
Sopra un sandwich confezionato all'insalata di pollo del distributore, dall'aspetto assai
discutibile, un pacchetto da sei di Ringo e una Diet Coke, parlammo delle mie intenzioni riguardo a
Jurmain. Gli dissi che avrei telefonato a Edward Allen come prima cosa l'indomani mattina e magari
sarei andata a Winnetka per fargli una visita a sorpresa.
Chris si scus di nuovo e, di nuovo, gli assicurai che non era lui l'oggetto delle mie ire.
All'1.45 tornai in deposito.
Alle quattro avevo ormai finito con gli scheletri. Una femmina di razza mongoloide era stata
classificata come negroide. Un uomo bianco anziano aveva un
omero destro, attaccato chirurgicamente, che era in realt il femore di un grosso cane.
Nessuno corrispondeva a Lassie.
Sapendo che avrei avuto bisogno di radiografie, saltai il soggetto carbonizzato e quello
mummificato per dedicarmi ai decomposti ripuliti. Al terzo gruppo di ossa, incappai nella vena madre.
Durante la prima met del Ventesimo secolo, la contea di Cook era stata uno dei maggiori
produttori di calcare e dolomite degli Stati Uniti. Il grosso della pietra proveniva da cave situate nelle
zone periferiche a ovest e a sud di Chicago: Elmhurst, Riverside, La Grange, Bellwood, McCook,
Hodgkins, Thornton. Per lo pi veniva spedita lungo l'Illinois & Michigan Canal, in seguito sul
Sanitary and Ship Canal.
Anche se l'epoca d'oro dell'attivit estrattiva  tramontata da tempo, il paesaggio ne conserva le
cicatrici. Non parlo di piccole ammaccature del suolo: quei pozzi sono mastodontici.
E perfetti per liberarsi di un cadavere.
Secondo l'agente di polizia Cyril Powers, il 28 luglio 2005, un corpo decomposto era stato visto
galleggiare a faccia in gi poco pi a sud del ponte autostradale della Tri-State Tollway sopra la cava di
Thornton. Powers aveva contattato il personale della Material Service Corporation, i proprietari e gli
operatori della cava, poi aveva richiesto dei rampini e un furgone dell'obitorio.
I resti erano stati registrati come 28LUG05 e il caso era stato assegnato a un patologo dello staff
di nome Bandhura Jayamaran. Questi aveva stimato un intervallo postmortem di due-tre settimane.
Per l'avanzata decomposizione e il grave danno cranico, con assenza di quasi tutto il lato
sinistro del volto e dell'intera mandibola, rimanevano solo tre denti: il primo molare e i premolari
superiori di destra. Nessuno dei tre presentava una caratteristica distintiva o un'otturazione.
La rilevazione delle impronte era impensabile. Concludendo che dal corpo si potesse ricavare
ben poco, Jayamaran l'aveva fatto ripulire e aveva ordinato l'archiviazione delle ossa in attesa di
analisi antropologica.
Un mese dopo, 28LUG05 veniva esaminato da un tizio identificato solo dalle iniziali ML,
secondo il quale il soggetto era un maschio bianco sui trentacinque anni, alto uno e settantatr,
centimetro pi, centimetro meno. L'et era stata stabilita con riferimento alle condizioni della sinfisi
pubica, l'insieme di piccole superfici all'incontro dei due emibacini. L'altezza era stata calcolata
usando la lunghezza del femore.
ML aveva rilevato traumi a carico di vertebre, coste e cranio, prodotti dalla caduta nella cava, e
fratture antemortem risolte di radio destro e ulna destra.
Non aveva azzardato ipotesi circa la modalit del decesso.
I descrittori forniti dal perito erano stati inseriti in un database della polizia di Chicago,
Dipartimento persone scomparse e, una settimana dopo, nel NCIC, il National Crime Information
Center dell'FBI. N l'una, n l'altra ricerca avevano dato luogo a un'identificazione.
Il 4 settembre 2005, 28LUG05 era approdato sullo scaffale nel deposito del CCME.
Okay, ML. Vediamo come te la sei cavata.
Composi innanzitutto i frammenti di cranio in quello che somigliava a un cranio esploso. Poi
allineai in ordine anatomico le ossa del postcranio.
Cominciai con la valutazione del sesso, esaminando prima il cranio, poi il bacino.
L'osso frontale di destra s'incurvava in una grande cresta arrotondata alla base della fronte,
sopra l'orbita, l'occipitale presentava una sede d'inserzione muscolare prominente nel centro esatto
della parte posteriore del cranio. Il processo mastodeo di destra - una sporgenza ossea protesa verso il
basso dietro il meato acustico - era impressionante.
Il bacino, una volta articolato, presentava un'area pubica massiccia, con un angolo acuto sotto il
punto in cui si incontrano anteriormente le due met. Ciascun lato s'incurvava in su, in un'incisura
stretta e profonda al di sotto del corpo dell'ileo.
Okay. Aggiudicato. 28LUG05 era di sesso maschile.
Presi nota, quindi passai all'ascendenza.
Qui le cose si facevano complicate: il massiccio facciale era semidistrutto e il cranio troppo
danneggiato per consentire misurazioni significative. Malgrado ci, appariva evidente che la testa era
stata di forme contenute, non particolarmente allungata n corta e tondeggiante, gli zigomi in linea con
i mascellari, il ponte nasale, l'apertura piriforme di dimensioni moderate.
Di nuovo, concordavo: 28LUG05 era bianco.
Trascrissi il risultato e mi dedicai alla stima dell'et.
Sull'osso innominato, o emibacino, sinistro, la faccia pubosinfisaria appariva malamente erosa.
Il danno era meno esteso sulla destra e, sebbene deteriorati, si potevano osservare alcuni dettagli.
Collocando l'osso sotto un microscopio per dissezione, ne esaminai la superficie ingrandita.
E avvertii un formicolio alla base della nuca.
Tornai allo scheletro, prelevai quarta e quinta costa e le portai al microscopio.
All'estremit sternale ogni elemento terminava in una depressione poco profonda, delimitata da
una parete liscia con il bordo ondulato.
Altro formicolio.
Presi un appunto, poi passai a valutare la statura.
Trovata una tavola osteometrica, misurai femore, tibia e perone destri. Stavo considerando le
stime generate, sul mio laptop, dal Fordisc 3.0, quando Corcoran entr, spingendo la porta.
Cielo, ragazza. Sei ancora qui?
Forse l'ho trovato.
Stai scherzando?
Accennai con la testa a 28LUG05. Qualcuno con le iniziali ML ha esaminato questo
scheletro.
Corcoran assunse un'aria pensosa, scosse il capo. Non ricordo un ML. Ricordo il luglio 2005,
per. Lavoravo a un caso strano: in effetti, poi, ci ho scritto su un articolo per il Journal of forensic
sciences. L'hai letto?
Fu il mio turno di scuotere il capo.
Senti questa. Una sessantottenne  vista viva l'ultima volta al picnic di famiglia del 4 luglio.
Nessuno ha pi sue notizie per due settimane. Alla fine, la figlia va a verificare e trova un cadavere sul
pavimento del soggiorno. Inutile dire che a quel punto mamma non aveva un aspetto smagliante.
Faccio l'autopsia, non trovo nulla che suggerisca la causa del decesso e quindi la registro come
ignota. Un attimo dopo un poliziotto viene a dirmi che uno dei nipoti ha ammesso di averle sparato. A
quanto pare, il piccolo verme aveva bisogno di soldi per la droga e la nonna non scuciva. Io sono
alquanto scettico, perch non ho trovato organi perforati, ossa intaccate, frammenti di proiettili o tracce
metalliche visibili ai raggi x. Niente.
Mmm. Non volevo sembrare scortese, ma il caso non era per me, al momento, del minimo
interesse.
Allora il vecchio Sherlock, qui, ci ha rimesso le mani. E indovina?
Preparai la mia espressione da Sono davvero colpita.
Doveva essersi mossa mentre il ragazzo premeva il grilletto. Trovo la traccia di una pallottola
che viene gi dritta lungo i muscoli paralleli alla colonna. Anche se nessun organo era stato colpito, la
vittima, probabilmente,  morta dissanguata. Era raggiante.
Sei un genio. Attesi in rispettoso silenzio per mezzo secondo, ML ha completamente
sbagliato.
Che cosa? Oh.
Lo condussi al microscopio.
Da' un'occhiata alla sinfisi pubica. Mentre parlavo, Corcoran regol la messa a fuoco.
Quella superficie si modifica durante l'et adulta. Parte del cambiamento implica la formazione di un
bordo lungo il perimetro. Vedi il gap sul margine superiore?
Sul lato ventrale?
S.
Lo vedo.
Nei giovani adulti uno iato come quello  normale. Il lato ventrale del bordo  ancora in
formazione. Con il passare degli anni, le estremit del cerchio si congiungono e il bordo  completo. In
seguito comincia a deteriorarsi. Anche questo  normale.
All'inizio si forma, poi si distrugge.
Esattamente. Chi ha poca esperienza confonde spesso i due stadi. Vedendo il gap, ML l'ha
interpretato erroneamente come disgregazione e ha stimato un'et di trentacinque anni.
Corcoran alz lo sguardo su di me.
Questo tizio era pi vicino ai venti che ai trenta, quando  morto. Ma non  l'unico problema.
Incroci le braccia sul petto.
ML ha usato un sistema antiquato per la determinazione dell'altezza, ha effettuato
scorrettamente le misurazioni e ha fatto riferimento a un numero di ossa insufficiente.
Poi ha usato le formule sbagliate per risolvere le equazioni di regressione e ha male interpretato
il significato statistico delle stime che quelle equazioni hanno generato.
Devo illustrarti gli errori uno a uno?
No.
ML ha collocato l'altezza tra centosessantanove e centosettantaquattro centimetri; io tra
centottantadue e centottantanove.
Conclusione?
Ventotto-luglio-zero-cinque era un maschio bianco sopra il metro e ottanta, morto a circa
vent'anni di et.
Come Lassie.
Ci sei. La marina aveva mandato il materiale antemortem, nel caso vi fosse arrivato un
soggetto che corrispondeva alla descrizione di Tot?
Corcoran sollev le spalle e le lasci ricadere: non sapeva.
Posso controllare disse.  stato meno di cinque anni fa. Se abbiamo ricevuto la
documentazione relativa a Tot, dev'essere ancora qui.
Ci fu una pausa mentre entrambi consideravamo la cosa.
Qualche idea riguardo alla modalit del decesso? domand.
Non ho riscontrato nulla di evidente.
Per non  logico. Thornton  a sud-ovest della citt.
La Great Lakes  praticamente nel Wisconsin. Se questo  il nipote dei tuoi conoscenti, si 
fatto - o gli hanno fatto fare - un bel viaggetto, e mi pare di aver capito che la sua macchina  stata
ritrovata a nord della citt.
Altra pausa. Vidi mentalmente la vecchia Cukura Kundze, gli occhi umidi, trepidanti dietro le
lenti fuori moda. Me lo sentivo: la vittima era Laszlo Tot.
A un tratto mi accorsi di essere esausta. Guardai l'orologio: le 5.50. Ero all'obitorio da quasi
otto ore. E anche mariana  album di famiglia e biscottini avrebbero dovuto aspettare.
Posso analizzare il trauma domani dissi, dopo aver parlato con Jurmain.
Benissimo. Corcoran arross.
Sapevo dove si andava a parare.
Walczak non caver un centesimo.
Non ti preoccupare lo rassicurai. In questo caso  gratis.
Quando uscii dal CCME, scendeva la neve, coprendo il sudicio nero delle grondaie di Harrison
Street. Mentre percorrevo la Eisenhower in direzione ovest, lasciai vagare i pensieri.
Dov'era andato Laszlo Tot nella sua ultima ora in questo mondo? Che cosa aveva fatto? Che
cosa aveva provocato la sua morte? Qualche atto di stupidit?
D'incoscienza? Di avidit? Qual era il giorno della partita di baseball che si era perso? Venerd
sera? Sabato? Domenica? Dove pensava di dormire quella notte?
Di nuovo vidi la vecchia Cukura Kundze. Se avessi potuto arrestare il dolore che stava per
travolgerla, lo avrei fatto. O trasformare per magia 28LUG05 nell'amato nipote di qualcun altro. Ma
non potevo. Invece, avrei cercato risposte. Per la giustizia. Per Cukura Kundze. Per il signor Tot. Per
Lassie. Ogni persona  importante. Ancora il vecchio Horton.
Edward Allen Jurmain. Chi aveva versato fango nelle orecchie del vecchio a proposito della
mia incompetenza o della mia corruzione? E perch?
Le dita serrarono il volante.
Come avrei convinto Jurmain a dirmi ci che sapeva del misterioso informatore?
Era pi saggio telefonare o presentarsi direttamente a Winnetka? Sarei riuscita a trovare il modo
di farmi ricevere da quell'uomo?
Pensai a Pete e a Summer, la sua fidanzata ventenne dalle grandi tette. Come procedevano i
preparativi del matrimonio? Poteva importarmene di meno?
Katy. Sapevo che mia figlia non era soddisfatta del suo impiego nell'ufficio della difesa
pubblica della contea di Mecklenburg. Aveva poi mollato? Per fare cosa?
Ryan. Mi chiesi se gli fosse andato tutto liscio con il volo, se mi mancava. Io sarei rientrata a
Charlotte la domenica. Avrei voluto che mi venisse a trovare? Le cose sarebbero mai pi state come
prima? Potevano tornare a esserlo?
Mi faceva male la testa. Era stata una lunga giornata.
Pensai a Vecamamma, indaffarata intorno alla sua vecchia cucina economica.
Quella sera per cena era previsto agnello con cavoli e carote! Chiss se aveva preparato da sola
i biscotti.
Sorrisi, felice di avere qualcuno che cucinava per me. Non sapevo chi avremmo avuto a cena,
n quanti saremmo stati intorno al tavolo, ma ero felice di non tornare in una casa vuota.
Sissignori. Difficile da crederci ma sentivo il bisogno di famiglia. Patate stronca-arterie e sugo
di carne, pane e burro, crostata al rabarbaro, gelato. Conversazioni futili. Libert dalle preoccupazioni
per Pete, Ryan, Katy, Jurmain. Una tregua da ex mariti, ex amanti, figlie irrequiete e informatori che ti
pugnalano alle spalle.
Ma soprattutto, dalla morte violenta.
9
A casa, feci venti minuti di yoga, poi un bagno molto caldo.
Immersa tra le bolle fino al mento, valutai il da farsi con Cukura Kundze e il signor Tot. Decisi
di andarli a trovare solo dopo aver finito l'esame delle ossa e stabilito senz'ombra di dubbio che
28LUG05 fosse Laszlo. A quel punto, speravo anche di poter spiegare che cosa l'avesse ucciso.
Studiai inoltre una strategia per affrontare Jurmain. Dopo averci riflettuto, optai per una visita a
domicilio. Ci sarei andata direttamente dal CCME, all'ora di pranzo: cos, forse, avrei colto di sorpresa
il vecchio. Che diavolo? Alla peggio mi avrebbe fatto sbattere fuori dal maggiordomo.
L'acqua era ormai tiepida, quando cominci a suonare il campanello. Uscii dalla vasca, mi
infilai jeans e una felpa rossa extralarge. Niente phon, niente trucco. Non  fantastico essere in
famiglia?
Tra lo stretching e le bolle, il nodo allo stomaco si era allentato un po', il mal di testa aveva
ceduto.
O forse era stata l'aspirina. Comunque, mi sentivo rilassata.
Niente cadaveri per quella sera. Niente accuse di negligenza professionale.
Niente frecciate a doppio senso di Ryan.
Fortunatamente, a cena saremmo stati in pochi: forse anche quello avrebbe contribuito alla mia
ritrovata serenit.
Venivano Andrejs e Brigita, pur senza i genitori, assenti per motivi di salute.
Secondo Vecamamma, le emorroidi di Emilija eran cresciute di almeno sei chili durante la
notte. L'indisposizione di Gordie, invece, rimaneva avvolta dal mistero.
Regina e Terry avevano il bingo del gioved sera a St. Ignatius, Ted era di turno per il suo
lavoro serale, Bea aveva un compito da consegnare, Allie una lezione. Sulle scuse degli altri non ero
informata.
Zio Juris e zia Klara sarebbero stati naturalmente presenti, accompagnati dalla macedonia
d'ananas in gelatina, con panna montata senza lattosio.
Nel corso delle mie abluzioni, avevo ponderato i pro e i contro di una chiamata a Ryan. I contro
avevano vinto: lui era a casa ormai, con il mio numero nella memoria del telefonino.
Le scampanellate attutite continuarono a pi riprese, annunciando l'arrivo dei commensali.
Riconobbi le voci dalla cadenza e dal volume.
Al quarto dong,  mi giunse attraverso le tavole del pavimento il barrito da contralto di zia
Klara. Tutti presenti o giustificati: tempo di socializzare.
Ero in cima alle scale, quando, con mia sorpresa, il campanello suon ancora.
Sentii aprirsi la porta, poi la voce di Gordie.
Sveiki,  Vecamamma.
 Vai tev iet labak?  Che le prendeva a mia suocera? Gordie era bilingue pi o meno come
George Bush, perch chiedergli della sua salute in lettone?
Non potevamo perderci il tuo agnello arrosto fu la risposta.
Lei disse qualcosa che non afferrai. Gordie rispose. Alle risate segu una seconda voce
maschile.
Sveiki,  Vecamamma.
No.
Sveiki, monsieur.
Tabarnac,  che profumino!
Tabarnac, monsieur.  Ora Vecamamma stava quasi flirtando.
Con un sospiro teatrale, scesi ciondolando. Ryan e Gordie venivano lungo il corridoio, entrambi
con un sorriso chilometrico stampato in faccia.
Gordie punt verso di me due dita a mo' di pistola. Gli uomini vengono dalla terra, le donne
pure. Rassegnatevi.
George Carlin.
Ryan e Gordie si diedero il cinque in aria.
Ma i vegetariani li mangiano i coniglietti di cioccolato? disse Gordie.
Ancora Carlin rispose Ryan. Cazzo, quando  morto non ci volevo credere.
Pausa. Se Dio non avesse voluto che mangiassimo gli animali, perch li avrebbe fatti di
carne?
Woody Allen? tir a indovinare Gordie.
John Cleese.
Andy, amico. Ne sai qualcosa di monologhisti.
Avete passato la giornata giocando a Indovina il comico? Ero l'unica a non sbellicarsi.
Billy Goat!
Billy Goat!
Si batterono un cinque in aria, scombinato, da brilli.
Basso!
Sberletta sul palmo.
Quando, nel 1910, ebbe inizio lo sviluppo della rete stradale pubblica di Chicago, gli urbanisti
ebbero l'idea di realizzare strade su due o tre livelli. Suona folle? In realt non lo . La soluzione era
dettata dalla morfologia del territorio e dall'andamento del traffico. Ecco come funzionava.
Molte vie del Loop attraversavano il fiume sotto forma di ponti basculanti, arcate rimovibili
azionate da complessi sistemi di contrappesi. I ponti basculanti non disturbano il passaggio delle
imbarcazioni, ma richiedono spazio franco sufficiente nei punti di accesso all'acqua.
I binari ferroviari complicavano ulteriormente le cose.
Alcuni correvano lungo il fiume, altri morivano al limitare dell'acqua. E anche le rotaie
richiedevano spazio libero sufficiente.
Cos, nei punti di attraversamento del corso d'acqua, fu creata una zona di smistamento. Molte
strade a pi livelli nacquero proprio perch si trovavano in quell'area. L'idea era che il traffico locale
utilizzasse il piano superiore, i veicoli commerciali e il traffico di scorrimento viaggiassero sotto.
La pi famosa e lunga multidecker   Wacker Drive, che costeggia il lato sud del ramo
principale e il lato est del ramo meridionale del fiume Chicago. Un'altra  Michigan Avenue.
La Billy Goat Tavern  si trova sul livello inferiore della Michigan. Apparentemente, Gianni e
Pinotto avevano fatto un po' di confusione procedendo verso l'abbeveratoio prescelto, ma alla fine
l'avevano trovato.
Sapevi che Billy Goat ha ispirato lo sketch Cheezborger-Pepsi di Belushi al Saturday Night
Live?  mi chiese Ryan.
S. Sorriso finto. Posso parlarti da sola?
Sicuro.
Scusaci, per favore dissi a Gordie.
Senza dargli il tempo di replicare, mi voltai e varcai la soglia del soggiorno. Un suono di passi
alle mie spalle mi assicurava che Ryan veniva dietro di me.
Che ci fai  qui? chiesi in un sussurrato fortissimo.
Gordie e io abbiamo giocato a racquetball. Poi ci siamo fatti un paio di birre.
Quell'uomo  uno spasso.
Perch non sei a Montral?
Perch sono a Chicago.
Hai capito benissimo. Sto cercando di passare qualche giornata piacevole con la famiglia di
Pete.
Sono fantastici. Vecamamma ...
Lo so, uno spasso. Dovevi andare a casa oggi.
L'unico volo che avrei potuto prendere era alle otto di sera. Vecamamma ha detto che ero il
benvenuto, che potevo restare finch volevo. Gordie ha proposto il racquetball e un giro sul Loop. Mai
stata al Navy Pier?
S. I miei molari non eran proprio serrati, ma poco ci mancava.
Ryan alz le spalle. Mi pareva una buona idea, cos ho deciso di trattenermi un po'.
Un po'?
Stasera sentir di nuovo la centrale, per vedere se ci sono state novit. In caso contrario, che
diavolo! Sono libero fino a luned.
Il tuo comportamento  del tutto inopportuno.
Non sei la prima che me lo dice.
Yo.  Andy. Gordie era in piedi sulla porta. Bicchiere di vino?
Una donna mi ha spinto al bere... esord Ryan.
E non ho mai avuto la cortesia di ringraziarla concluse Gordie.
W.C. Fields dissi io alla stanza vuota.
La cena and come ben potete immaginare.
Quando mi ritirai, alle undici, Gordie e Ryan fumavano sigari e facevano cabaret, con
Vecamamma che alzava palette numerate per dare un punteggio alle loro performance.
La mattina dopo scesi alle otto. Ryan era gi in cucina e fagocitava toast francesi alla velocit
con cui mia suocera glieli sbatteva sul piatto.
Entrambi mi salutarono con un Bonjour.
Mangiando, raccontai al detective di 28LUG05. In francese. Non mi sentivo pronta a svelare a
Vecamamma di aver quasi certamente ritrovato Laszlo Tot e, malgrado i suoi recenti progressi
linguistici, ero sicura che le sarebbe stato impossibile decifrare il discorso.
Credi davvero che sia lui?
Tutto torna: et, sesso, razza, altezza, epoca della scomparsa. Quanti maschi bianchi di circa
vent'anni sopra il metro e ottanta spariscono in un determinato anno?
Dalle vicinanze della cucina economica mi giunse uno schiocco spazientito.
Chi s' occupato della perizia originale?
Corcoran non lo sapeva.
Come  morto il ragazzo?
Non lo so. Ci sono fratture multiple, ma si potrebbero tutte spiegare con la caduta.
Quanto  profonda la cava?
Non lo so.
Come ci  finito dentro?
Non lo so.
Schiocco spazientito dai fornelli.
Passai all'inglese.
 delizioso, Vecamamma.
Questa sera, arrosto di vitello.
Non me lo perderei per niente al mondo. Versai sciroppo sulla seconda razione che mi aveva
depositato nel piatto. Mi dispiace tanto per le foto. Per i biscotti era troppo tardi: ne aveva fatti un
miliardo da sola il giorno prima.
Ci rifaremo un altro giorno: tu aiuta Cukura Kundze.
Tornando al francese, Ryan mi diede la prima brutta notizia della giornata.
Ricordi la vecchia signora uccisa a bastonate in casa sua un anno e mezzo fa?
A Pointe Calumet?
Annu. Anne-Isabelle Villejoin. Aveva ottantasei anni. Viveva con la sorella ottantatreenne,
Christelle. Che non fu mai trovata.
Anche se non ero stata coinvolta nelle indagini, ricordavo il caso. Tutta Montral era inorridita
per la brutalit del crimine e per l'uccisione a sangue freddo di vittime tanto anziane. Non si era
lasciato nulla d'intentato per ritrovare Christelle, ma le ricerche erano state del tutto infruttuose.
Ho ricevuto una chiamata circa un'ora fa continu. Ieri sera un tizio di nome Florian
Grellier  stato fermato perch andava a centoquaranta sulla Transcanada. Da un controllo  risultato
che monsieur Grellier aveva omesso la formalit di acquistare la Volvo xc90 di cui era alla guida.
L'uomo si  fatto difendere da un vecchio topo di tribunale di nome Damien Abadi e questo ha
annunciato che il suo cliente aveva informazioni su una vecchietta scomparsa. Dopo una trattativa
piuttosto animata, in cambio di un forse del pubblico ministero, Grellier ha deciso che era suo
interesse rivelare quanto sapeva.
Per farla breve, questa mattina hanno mandato un cane in un campo vicino al Parc d'Oka.
Oh, no.
Ha segnalato qualcosa?
Ululava come una bestia al macello.
I cani da cadavere non ululano. Si siedono.
Okay. Fido ha parcheggiato le chiappe sulla neve e ha segnalato che c'era del marcio.
Vi prego, no. Avevo appena lasciato Montral. Volevo andare a Charlotte, vedere Katy e
Birdie. Non indossare guanti, camminare senza stivali e con la crema solare spalmata sul viso.
Han fatto il mio nome?
Mi  stato detto che Hubert ti avrebbe contattato.
Jean-Claude Hubert  il coroner capo del Quebc e, al momento, il mio referente principale per
le faccende canadesi. Qualora si fosse dovuto procedere a un'esumazione, sapevo che mi avrebbe
voluta a dirigere le operazioni di recupero.
Ryan cambi argomento. Cos'hai in programma oggi?
Pensavo di finire al CCME. Se lo scheletro della cava  Lassie, far visita a Cukura Kundze e
al signor Tot, dar loro personalmente la notizia. Poi via, a Winnetka, per vedere che cosa riesco a
spremere col mio fascino dal vecchio Jurmain.
Vuoi compagnia?
Oprah  impegnata.
Io so essere molto affascinante. E, giuro, mi strizz l'occhio.
Tu e il tuo compagno di bevute non avevate in mente una gita di piacere? Ormai si andava
insinuando in me la certezza che non sarei tornata a Charlotte e ci mi rendeva scontrosa.
Il mio volo  alle sei. Anche Ryan sapeva come sarebbe andata a finire. Ecco che cosa
pensavo. Mentre tu esamini le ossa io cerco di cambiare il tuo biglietto aereo, poi, dopo l'eventuale
visita a Cukura Kundze, facciamo calare le braghe a Jurmain e via, dritti all'O'Hare.
Finita la colazione, chiamai il Bureau du coroner. Non ci eravamo sbagliati.
Maledizione.
Mentre andavo a prendere la macchina, afferrai il Tribune dai gradini dell'ingresso.
Ero di umore talmente nero, che permisi a Ryan di guidare. Non ero in vena di conversazione:
aprii il giornale, diedi un'occhiata ai titoli.
Ed ebbi la seconda batosta della giornata.
10
Il freddo polare svan di colpo: i finestrini appannati dal fiato congelato, i bocchettoni dell'auto
che mi soffiavano aria artica sui piedi.
Nulla esisteva pi tranne la foto che avevo davanti agli occhi.
Finirai per sanguinare.
La voce di Ryan mi riport bruscamente alla realt.
Jurmain  morto. Staccai gli incisivi superiori dal labbro inferiore in cui li avevo conficcati.
Edward Allen?
Prima pagina, sezione locale.
Cosa  successo?
L'hanno trovato ieri in fondo alle scale del seminterrato. La mia voce suonava
apparentemente disinvolta. Il medico di famiglia ha parlato di un ictus.
Autopsia?
Qui non se ne parla.
Schechter aveva detto che non era in buona salute.
Il vecchiaccio poteva reggere un altro paio di giorni.
Ryan ignor quell'uscita pessima. Che altro?
L'articolo  praticamente un elogio funebre.
Lessi qualche passaggio.
Ex presidente e direttore amministrativo della Jurmain Foods, poi Smiling J. Bla bla bla.
Nota personalit del settore snack dagli anni Quaranta, fino agli anni Ottanta. Bla bla bla.
Morto nella sua casa di Winnetka all'et di ottantun anni. Bla bla bla. Ha ricevuto alcuni
riconoscimenti per i servizi resi alla SFA.
SFA?
Snack Food Association. E un'associazione commerciale internazionale che rappresenta
quattrocento societ di tutto il mondo.
Anche gli umili stuzzichini al formaggio hanno la loro lobby?
Secondo l'articolo, gli snack al formaggio sono rappresentati insieme a patatine, tortillas,
prodotti ai cereali, pretzel, popcorn, cracker, snack di carne, di mais, alla frutta, cotenna di maiale,
arachidi, mix da aperitivo, barrette, muesli, merendine da forno e biscotti.
Chi l'avrebbe detto.
La fiera annuale si chiama SNAXPO.
E come se no?
Ripresi a leggere. Jurmain si accost all'industria alimentare dello snack nel 1946, dopo il
servizio militare, assolto nella 79a divisione di fanteria. In seguito...
Questo  probabilmente pi di quanto mi serva sapere.
Maledizione, Ryan. Come lo trovo, adesso, il bastardo che ha fatto quella chiamata?
Forse Schechter sa pi di quanto ha lasciato intendere.
Forse.
Dimmi se ti garba. Io do la caccia all'avvocato, mentre tu esamini Lassie. Quando hai finito,
tendiamo l'imboscata a Schechter anzich a Jurmain.
Se lavora per un grosso studio, non arriveremo mai oltre la reception: quei tizi sono come
samurai a guardia del re.
Dello shogun.
Che cosa?
I samurai proteggevano lo shogun.  Ma in realt tu vuoi dire gli hatamoto,  i guerrieri di
rango pi elevato. Solo gli hatamoto  entravano nella guardia personale di Sua Maest.
Quello che . Cercai di muovere le dita per scaldarle. Non arriveremo mai a Schechter.
Dimentichi il vecchio charme di Ryan.
Ammicc di nuovo.
E se fallisce?
Mostro il distintivo. Hai zero autorit qui. Lo mostro molto in fretta.
Ebbi fortuna. La marina si era tenuta aperta la possibilit di un'identificazione successiva e
l'ufficio del coroner aveva ancora a computer la documentazione relativa a Laszlo Tot.
Corcoran e io cominciammo confrontando le radiografie antemortem di Lassie -
denti, torace e braccio inferiore destro - con quelle postmortem eseguite all'arrivo in obitorio di
28LUG05. Malgrado i denti mancanti, il danno cranico e le fratture costali, riuscimmo a stabilire con
certezza che l'uomo ritrovato nella cava di Thornton era in effetti il militare scomparso.
Forse perch mi ci volle un po' per digerire la notizia, forse perch 28LUG05, ora, aveva un
nome, non domandai - mi limitai ad accettare - il trasferimento dal deposito a una sala autopsia sul
retro del complesso.
Al mio arrivo, Lassie era stato ormai disposto sull'acciaio inox, secondo le mie istruzioni.
Corcoran era sparito a telefonare al Dipartimento persone scomparse della polizia di Chicago e alle
autorit competenti alla base navale. Ryan era andato a stanare Perry Schechter.
Una dopo l'altra, osservai le parti dello scheletro al microscopio.
Ossa degli arti, delle mani, dei piedi. Coste, vertebre, bacino, clavicole, scapole, sterno. Ogni
tanto mi stiracchiavo, mi sgranchivo le gambe facendo un giro per la stanza, preparavo mentalmente il
discorso che avrei fatto a Cukura Kundze e al signor Tot.
Ryan e Corcoran ricomparvero insieme verso mezzogiorno. Fui contenta di vederli: bench
fossi ormai praticamente certa di come era morto Lassie, avevo ancora delle domande che attendevano
risposta.
Descrivimi la cava di Thornton dissi a Chris.
 grande.
Quanto grande?
Molto grande.
Gli rivolsi il mio famoso Sguardo Gelido. Arross.
Due chilometri e mezzo di lunghezza per ottocento metri di larghezza: una delle cave pi
estese al mondo. Oltre a produrre pietra o ghiaia o roba simile,  utilizzata per evitare allagamenti del
sistema fognario in caso di precipitazioni abbondanti.
In che modo? domand Ryan.
 prevista la realizzazione di un piano di controllo chiamato Progetto Tunnel di Profondit. La
cava funger da bacino di raccolta per ridurre il reflusso di ruscellamenti e acque di scolo dai fiumi
della zona nel lago Michigan. Ho letto da qualche parte che il bacino di Thornton fornisce gi una
capacit di quasi dodici milioni di metri cubi e, secondo le previsioni, si arriver circa a trenta, quando
il sistema sar completato.
Alla faccia della cisterna comment Ryan.
Delle  cisterne lo corresse Corcoran. Ci sono almeno cinque o sei pozzi, alcuni
abbandonati, altri attivi. Il progetto ne sfrutter inizialmente due.
Cercai di visualizzare e localizzare il posto nella mia mente. Parliamo di un'area poco pi a est
della Halsted e poco pi a sud della Tri-State, giusto?
Christopher annu. Un ponte porta alla I-294 e alla I-80 proprio sopra la cava. In quel punto, la
175a Ovest si chiama Brown Derby Road, dal nome di un bar-sala da ballo costruito negli anni Trenta.
Il locale ha tutta una sua storia. Nei primi anni Quaranta ci aggiunsero una giostra e un'area picnic e
partiti politici, aziende, cominciarono a tenerci i loro picnic annuali. Durante gli anni Cinquanta, la
giostra fu smantellata e venne costruito un nuovo bar dall'altra parte della strada. In seguito fu...
Ma la cava non  adeguatamente protetta? Ryan interruppe la lezione di storia.
Me lo sono chiesto anch'io, cos ho riletto il rapporto dell'agente incaricato. Il complesso 
recintato e c' un edificio di sorveglianza in loco, ma Powers aveva trovato un buco nella rete
metallica, vicino all'incrocio di Brown Derby e Ridge Roads. A suo giudizio lo squarcio era grande
abbastanza da consentire il passaggio di un veicolo. Una volta penetrato nel complesso, Tot potrebbe
aver viaggiato o essere stato trasportato per qualche metro sulla strada sterrata che arriva proprio fino al
bordo del pozzo occidentale. L  stato rinvenuto il corpo.
Supponendo che Lassie sia finito in acqua dall'alto, quanto misurerebbe il salto?
Forse quattrocento metri.
Basterebbe mormorai.
Basterebbe per cosa?
Guardate qua. Indicai una serie di frammenti cranici disposti in ordine sparso.
I due uomini si accostarono al tavolo anatomico. Semplificai a beneficio di Ryan.
Queste ossa formavano la base del cranio di Lassie, la parte che poggia direttamente sulla
colonna vertebrale. Con un dito guantato percorsi una crepa che attraversava vari frammenti con
andamento curvilineo. Questa frattura si estende anteriormente...
Mi accorsi che rischiavo di scivolare nel gergo.
... si estende dal dietro all'avanti attraverso le porzioni petrose di entrambe le ossa temporali.
Indicai le due protuberanze oblunghe che racchiudono l'orecchio interno.
Le estremit delle fratture girano tutto intorno per incontrarsi qui, sulla sella turcica. Spostai
il dito su un rilievo a forma di sella che s'innalzava dalla base del cranio, anteriormente al grande foro
occipitale, l'ampia cavit attraverso cui il midollo spinale entra nel cervello.
 una frattura ad anello completa. Le fratture ad anello possono essere causate da una violenta
compressione verso il basso della testa sulla colonna vertebrale...
Come in una caduta a capofitto intervenne Ryan.
S, ma questo tipo di frattura pu anche essere prodotto da una brusca trazione della testa verso
l'alto, allontanandosi dalla colonna.
E per ora ci dirai che Lassie ha fatto un tuffo di testa insist Ryan.
Guardate pi da vicino i margini della frattura. Diedi a ciascuno un frammento.
Sono inclinati verso l'interno osserv Corcoran.
Esatto. La svasatura  diretta internamente perch il cranio  stato forzato in gi, contro la
colonna. Se la testa fosse stata strattonata verso l'alto, la svasatura sarebbe diretta esternamente.
Ma una caduta domand Chris potrebbe dar conto di un danno maxillo-mandibolare cos
massiccio?
L'impatto della decelerazione improvvisa pu strappare la faccia dalla volta cranica.
Perci, Lassie  morto per un tuffo che gli ha schiacciato il cranio sulla colonna.
No.
Entrambi spostarono il peso del corpo in quel modo tipico degli uomini.
Oltre al trauma cranico, ho trovato fratture costali.  comprensibile: precipitando, Laszlo ha
probabilmente urtato una sporgenza o un affioramento di roccia. Ci che  strano  che le ossa di
braccia e gambe siano intatte.
Il ragazzo non ha fatto alcun tentativo di frenare la caduta. Ryan aveva afferrato.
Una caduta a capofitto non presuppone necessariamente che la vittima sia morta
replic Corcoran. Potrebbe essersi buttato. O forse era privo di conoscenza.
Giusta osservazione. Scelsi due coste e l'ulna destra. Andai al microscopio per dissezione,
inserii una costa e regolai la messa a fuoco.
Ryan lasci l'onore a Corcoran.
La frattura ha i margini frastagliati. Christopher parlava senza alzare il capo.
Sembra un tipico trauma da impatto. Come dicevi, probabilmente  rimbalzato su una roccia
cadendo.
Aggiudicato.
Corcoran lasci il posto a Ryan. Quando il detective ebbe visto abbastanza, sostituii le coste,
regolai nuovamente il fuoco e feci un passo indietro. Chris torn a guardare.
Questa frattura sembra molto netta concesse, ma non vuol dire: ho visto fratture dai margini
nettissimi che sapevo causate dal trauma confusivo.
Non hai torto, per apparivano davvero cos pulite? Aumenta l'ingrandimento.
Corcoran esegu, quindi riposizion la fonte di luce. Passarono vari secondi, poi:
Quelle sono ci che penso?.
Striature confermai. Ora guarda la frattura fresca sull'ulna. Non quella vecchia guarita.
Corcoran cambi osso e si accost all'oculare socchiudendo un occhio.
Lesioni d'arma da taglio? articol Ryan sopra le spalle chine del patologo.
Annuii.
Le lampade a fluorescenza ronzavano sopra di noi. Passi attutiti risuonavano nel corridoio.
Alla fine, Corcoran alz lo sguardo: Colpo verticale netto sull'ulna, pugnalata nella costa. Il
primo  probabilmente difensivo.
Si riferiva al trauma causato quando la vittima alza le mani o le braccia, per parare un attacco
inferto con una lama.
Ho trovato ferite da accoltellamento su almeno quattro coste.
Tenni l'altra che avevo scelto da mostrare, in modo che i due ne vedessero la porzione
anteriore. Una fessura di dieci centimetri correva longitudinalmente lungo la superficie.
Ryan fischi piano. Un'arma da paura.
Non farti ingannare dalle apparenze dissi. Poich le fratture si propagano secondo la
struttura dell'osso, la lunghezza di una crepa non riflette necessariamente le dimensioni della lama che
l'ha prodotta. Ma c' un indicatore.
Feci osservare un tratto di crepa di circa cinque centimetri. Al microscopio questa porzione
mostra margini molto netti. Ha anche un estremo leggermente squadrato.
Insieme, tali caratteristiche suggeriscono l'uso di una lama monotagliente da cinque
centimetri.
Ryan fece per parlare. Alzai una mano.
Riarticolando la cassa toracica, nessun taglio si estende tra coste adiacenti.
Invece, un taglio presente sulla settima destra si allinea perfettamente con un difetto dai bordi
squadrati sulla sesta destra. Anche questo andamento fa pensare a una lama a filo singolo.
Le stilature sono indice di dentellatura osserv Corcoran.
Feci di s con la testa. Azzarderei pertanto che l'arma aveva una lama a un solo filo, seghettata,
da cinque centimetri.
Come un grosso coltello da carne concluse Ryan.
Tu pensi che Lassie fosse morto quando  caduto nella cava? chiese Chris.
Secondo me lo scenario pi probabile  che l'abbiano pugnalato a morte e che il suo corpo sia
stato gettato di sotto.
Ucciso.
La parola mi rimbomb nella testa come un tuono sulla spiaggia.
Come l'avrei detto a Cukura Kundze?
11
Tic. Tac. Tic. Tac. Tic.
Mi svegliai, disorientata. Nel sogno stavo facendo sesso, il suono era una ventola che girava
sopra di me. Troppo veloce.
Il volto dell'uomo era una visione indistinta. Chi era? Ero l per causa sua?
Ma il suono non era quello di pale rotanti.
Giacevo sul fianco, braccia e gambe piegate, palmi premuti insieme sotto la guancia. Il
ticchettio era proprio accanto al mio orecchio.
Sollevai il mento e sentii qualcosa di duro che mi raschiava il lobo.
Un orologio da polso?
Ma il mio Cyma non fa rumore. Di chi era quello che portavo? Perch?
Ruotai il polso sinistro, portandolo davanti agli occhi. Le lancette emettevano una debole
luminescenza nel buio pesto.
1.40? 8.05? Di mattina? Di sera? Non ne avevo idea. Nessuna consapevolezza del tempo
trascorso l dentro.
Tremando, infilai le mani tra le cosce per scaldarle. Le mie dita parevano ghiaccio attraverso
i jeans.
Avendo spostato l'orologio, ripiombai nel silenzio pi totale e assoluto.
Giacevo senza vedere, senza sentire nulla, ripetendomi all'infinito le stesse domande. Dove?
Da quando? Chi? Perch?
Immaginai me stessa vista da una skycam, il corpo rannicchiato, imprigionata in un
piccolissimo spazio.
Google Earth.
Google Tomb.
Oh Dio.
I muri e il soffitto invisibili sembravano avanzare verso di me, scendere dall'alto.
Il mio respiro si fece affannoso.
Per bloccare la claustrofobia, mi concentrai sull'interno del mio corpo.
Testa: martellante.
Dita: intorpidite.
Gamba: pulsante.
Vescica: piena.
Stomaco: vuoto.
La consapevolezza della fame scaten il pensiero del cibo. Tonno ahi grigliato, fette di bacon
alte due dita, zuppa thai con citronella e latte di cocco.
Cercai di fare l'inventario di ci che sapevo dell'ambiente circostante, ma il mio cervello non
produsse alcuna lista, solo l'elenco di altre cibarie.
Cozze con aglio, pomodori, pepe e vino. Patatine belghe intinte in densa maionese.
Ryan che beveva una Bavik pilsner.
Quando avevamo condiviso quel pasto? Erano passate ore o giorni? Era stata l'ultima volta
che avevo mangiato? O risaliva a mesi prima? Anni?
Era Ryan l'amante nel mio sogno?E, in caso contrario, si trattava di una persona reale o del
prodotto del mio inconscio?
Il mio corpo era scosso da fremiti, i denti mi sbattevano in bocca.
Com'ero vestita?
Trovai la risposta dimenandomi sul pavimento: scarpe da ginnastica, camicia a maniche
corte, jeans.
Pensiero improvviso. Il mio BlackBerry non era necessariamente rimasto nella borsa: poteva
trovarsi in una tasca dei pantaloni, o agganciato alla cintura. Avevo controllato? Certo che s: non ero
un'idiota.
Ma avevo una tale confusione in testa. E inoltre provavo dolore. Avevo quindi controllato? S?
No? Non riuscivo a ricordare.
Ti prego!
Premendo le ginocchia al suolo e inclinando le braccia di lato, riuscii a passare il dorso della
mano sinistra sulla tasca anteriore destra. Nessun BlackBerry.
Ignorando il dolore alla gamba, invertii il movimento e controllai la tasca sinistra.
Niente nemmeno l.
Sollevai un poco la schiena, avvicinai le ginocchia al petto e dondolai da una parte all'altra.
Nulla che sporgesse dalla cinta o dalle tasche posteriori.
Lacrime di frustrazione mi sgorgarono dagli occhi.
No!
Ruotai nuovamente sul fianco. E suolo era gelido contro la mia pelle nuda.
Dovevo fare qualcosa per scaldarmi. E per restare in me.
Avevo bisogno di un obiettivo. Di una serie di obiettivi.
Primo dissi. Liberati.
La mia voce suonava velata. Attutita da metri di mattoni e cemento? Da tonnellate di terrai Da
acri di foresta o campi coltivati sovrastanti?
Il panico s'aggrapp con nuovi viticci nel mio petto.
Secondo. Pi forte. Trova un'uscita.
Terzo. Latrato da sergente istruttore. Fuggi.
Ecco. Avevo un piano, un piano in tre fasi. Uno schema per l'azione organizzata.
Liberati. Trova. Fuggi.
Cominciai a fregare rapidamente il dorso delle mani su e gi tra le cuciture interne dei jeans,
intonando il mantra.
Liberati. Trova. Fuggi.
Liberati. Trova. Fuggi.
Liberati. Trova. Fuggi.
Il movimento frenetico mi sbucci il lato di un gomito, ma l'attrito infuse calore alle mie dita.
Lentamente, dolorosamente, torn a circolare il sangue e riacquistai la sensibilit.
Con i nervi che formicolavano, avanzai dimenandomi e passai le mani legate sul muro,
cercando un chiodo, una conduttura rotta, qualunque cosa potesse segare le corde attorno ai polsi.
Nada.
Metodicamente, procedetti un centimetro alla volta, cercando in basso, poi sollevandomi per
quanto me lo permettevano i vincoli. La mia prigione era pi lunga d quanto avessi immaginato.
Magra consolazione.
Nessun conforto, invece, nel fatto che la muratura fosse di una desolante uniformit.
Avevo percorso forse due metri e mezzo, quando le mie dita incapparono in un mattone
malamente allineato, che sporgeva a un altezza di circa quarantacinque centimetri. Al tatto, il bordo
esterno pareva affilato, lasciava ben sperare.
Assunsi faticosamente una posizione acquattata semiseduta e premetti sul lato esterno del
mattone. La malta teneva.
Al tempo, soldato!
Dio onnipotente, stavo parlando al muro.
Ricadendo pesantemente in ginocchio e portando le ginocchia al petto, riuscii a creare gioco
sufficiente, nei legami, da permettermi di accostare i polsi al bordo del mattone. Cominciai a sfregare
febbrilmente.
Non pass molto che mi accasciai, le braccia doloranti, la testa che vorticava.
A quel ritmo mi sarei esaurita senza combinare granch. Nuova strategia. Sfrega duecento
volte. Riposo. Ripeti.
E cos feci, la mente concentrata sul nuovo mantra.
Sfrega. Riposo. Ripeti.
Sfrega. Riposo. Ripeti.
Sfrega. Riposo. Ripeti.
Durante le operazioni, la neocorteccia elaborava le informazioni che le arrivavano. Gli input
erano sporadici: freddo, buio, carne escoriata sulle nocche, sulle mani.
Un odore lieve, ma stranamente famigliare.
Sola e terrorizzata, giacevo in ascolto, aspettando il suono di una voce, passi, una chiave che
girava nella serratura. Sentivo solo il mio cuore provato, il mio respiro faticoso.
Esausta, scivolavo nel sonno.
Al risveglio, verificavo la posizione delle mani pulsanti per il dolore. Mi chiedevo: sono
passate ore? Minuti? Non avevo alcuna nozione del tempo.
Ricominciavo a segare, le braccia rigide, tremanti, ogni movimento un'agonia.
Sfrega. Riposo. Ripeti.
Sfrega. Riposo. Ripeti.
Sfrega. Riposo. Ripeti.
Duecento volte. Quattrocento. Seicento. Diecimila.
Dopo ogni ciclo, tiravo forte le corde, per testarne la resistenza.
Alla fine sentii, o avvertii, un leggero cedimento.
Strattonai verso l'esterno i polsi con tutta la forza che i miei muscoli malridotti riuscivano a
raggranellare.
Ancora.
Ancora.
Al sesto tentativo, percepii uno strappo, poi il mio palmo sinistro scorse un poco rispetto al
destro. O me l'ero solo immaginato?
Rompetevi! urlai nel buio.
Strattonai e contorsi e strattonai e contorsi.
Rompetevi, bastarde!
Lacrime mi rigavano le guance, mentre le mani lavoravano freneticamente.
Rompetevi! Sentivo il sale sulle mie labbra tremanti.
Rompetevi! Storsi pi e pi volte le braccia verso l'esterno.
Finalmente, alcuni capi sbrindellati cedettero.
Le corde si allentarono. Riuscii a estrarre la sinistra.
Mi liberai, annaspando. Raddrizzai la schiena. Scossi le mani: il sangue afflu come fuoco ai
vasi a lungo compressi.
Passai le dita sulle caviglie, esplorando la disposizione delle corde.
Trovati i nodi, cominciai ad artigliarli, cercando disperatamente di scioglierli.
Inutile: erano duri come sassi e le mie dita funzionavano a stento.
Di nuovo, le lacrime minacciarono di sgorgare.
Di nuovo le scacciai.
Muoviti! tuon la voce da sergente istruttore.
Ruotando a pancia in gi, presi ad avanzare faticosamente nel buio, trascinandomi sui gomiti
e trainando le gambe immobilizzate. Quando divenne troppo doloroso, mi girai sul sedere e continuai
spingendomi con i piedi e i palmi.
Seguii un percorso a zigzag, decisa a trovare la via della salvezza. O, in mancanza di quella,
uno strumento per liberarmi i piedi.
La mia prigione era lunga e stretta, forse un tunnel o un passaggio.
Attraversandolo, l'odore stantio si fece pi forte.
Ogni tanto mi fermavo per guardare l'orologio. Le lancette luminescenti formavano una barra
orizzontale; una L; si sovrapponevano sulla destra.
Inevitabilmente, i periodi di movimento si abbreviarono. Sempre pi e pi spesso, cadevo e mi
rannicchiavo in posizione fetale. I gomiti sanguinavano, mani e piedi erano intorpiditi per il contatto
con il suolo gelato. Malgrado la mia determinazione, le forze mi abbandonavano.
Mentre arrancavo, strisciando a pancia in gi, la mia spalla urt qualcosa, che oscill, quindi
torn a fermarsi.
Nel buio, allungai le mani.
Udii uno scricchiolio come di ghiaia.
Il mio cervello sensorialmente deprivato registr l'informazione.
Tondo. Duro. Traiettoria descritta rotolando: sessanta centimetri pi su e a sinistra.
Trascinando sui gomiti tronco e gambe, annaspai alla ricerca della base del muro.
Ormai l'odore era intenso, un mix di muffa e terra e stoffa mangiata dalle tarme, come di abiti
abbandonati in un vecchio baule in soffitta.
Le mie dita sanguinanti sfiorarono infine un bordo. Girando su me stessa in posizione seduta,
riuscii a toccare l'oggetto con la punta delle dita.
Cauta, lo sollevai, soppesandolo, ne carezzai la superficie esterna, ne esplorai le dimensioni,
ne sondai i contorni.
Con orrore, realizzai che cosa divideva con me l'oscurit.
12
Sollevando le dita, lasciai rotolare il cranio nella posizione originaria.
Il nome della cagna era toile: stella. Davvero appropriato.
La sepoltura era nascosta sotto sessanta centimetri di neve, ma lei l'aveva trovata ugualmente.
Ryan mi venne a prendere prima dell'alba, quel sabato. Il termometro fuori dalla finestra
segnava -6.
Lungo il tragitto restammo quasi sempre in silenzio. Il volo dall'O'Hare era atterrato in ritardo,
la sera prima, e solo a mezzanotte avevo varcato la soglia del mio appartamento nel Centre-Ville. Alle
due ero riuscita a chiudere gli occhi. Ora viaggiavo mezza addormentata, sorseggiando il caff fornito
dal mio accompagnatore e guardando scorrere la citt fuori dal finestrino.
Quell'apatia non era dovuta esclusivamente alla stanchezza: ero ancora depressa per i recenti
avvenimenti di Chicago.
Schechter era ancora introvabile, con la scusa che stava raccogliendo deposizioni a Rock Island.
Risultato: brancolavo ancora nel buio circa l'indentit della vipera che aveva macchiato la mia
reputazione con false accuse.
La comunicazione della sorte di Lassie ai famigliari era stata penosa come previsto. Cukura
Kundze non aveva smesso di piangere per tutto il tempo, quasi si fosse trattato del suo vero nipote.
L'unico lato positivo era che il signor Tot aveva insistito per informare personalmente il figlio e la
nuora dell'accaduto.
Come se ci non bastasse, appena arrivata a Montral, avevo avuto un vivace scambio di vedute
con il mio nuovo vicino, Sparky Monteil. Gi, Sparky. Bench abbia la conformazione di una pera, il
tizio si d un gran da fare per sembrare un duro: capelli alla Elvis, tatuaggi da gran bastardo sul collo.
Secondo Winston - il custode - quello stronzetto deve avere almeno cinquantacinque anni.
Sparky si era trasferito nel complesso pi o meno la primavera precedente e, prima ancora di
aver disfatto i bagagli, aveva gi cominciato a reclamare. Detesta i gatti.
No, cos non rendo l'idea. Vorrebbe che ogni felino del Pianeta fosse preso, chiuso in un sacco
e gettato in mare.
D'accordo, il condominio non ha una politica esplicita in materia di animali da compagnia, ma
visto che Birdie e io siamo a Charlotte per buona parte dell'anno, e che il piccoletto non mette mai il
naso fuori dall'appartamento, mi era stata concessa un'autorizzazione particolare. Sparky stava facendo
di tutto perch venisse revocata.
Quel mattino era uscito dall'ascensore proprio mentre aspettavo Ryan nell'atrio.
L'ennesima lamentela riguardava cacche di gatto trovate nel cortile.
Spiacente, amico. Birdie non c'entra niente questa volta.
Oltre a tutto ci, stavo di nuovo congelando.
Il riscaldamento nella jeep di Ryan non era esattamente all'ultimo grido. I finestrini erano
brinati e sentivo il freddo che mi penetrava negli stivali, mi saliva lungo le gambe, mi attanagliava il
bacino. Sospettai che l'unico calore, in tutta la giornata, sarebbe stato quello della tazza tra le mie mani
guantate.
La nostra destinazione si trovava circa cinquanta chilometri a nord-ovest di Montral, a Oka.
Quando sento nominare quella citt, penso a tre cose: mohawk, monaci e formaggio.
Le ultime due sono strettamente correlate.
Nel 1815, un gruppo di frati si stabil in Bretagna e cominci a produrre un formaggio chiamato
Port Salut. Sei decenni pi tardi, la loro creazione furoreggiava in tutta Parigi.
Ci nonostante, nel 1880, l'esercito della Terza Repubblica francese prese l'abbazia di
Bellefontaine, appartenente all'ordine, e i monaci formaggiai vennero cacciati dal Paese.
Su invito dei sulpiciani del Quebc, otto esuli fecero vela per il Canada. I fratelli ospiti
assegnarono ai fratelli immigrati della terra sottratta ai loro vasti possedimenti, sulla sponda nord del
Lac des Deux Montagnes. Ribattezzando la propriet La Trappe
- da Soligny-la-Trappe, sede della fondazione dell'ordine nel 1662 - i nuovi arrivati vi
stabilirono l'abbazia di Notre Dame du Lac.
All'apice della prosperit, il monastero vantava pi di duecento monaci. Al principio del
Ventunesimo secolo ne restano ormai solo ventotto, in gran parte sopra i settantanni. Oggi, l'abbazia
non  pi un opificio artigianale, ma funge da centro nonprofit per la conservazione del patrimonio
locale.
All'epoca della traversata, i trappisti avevano portato con s, attraverso l'Atlantico, la preziosa
recette defromage  e, una volta insediati sul nuovo territorio, ripresero a lavorare il latte vaccino.
Come gi nella madrepatria, il prodotto fu uno strepitoso successo.
A quanto mi risulta, i frati sovrintendono ancora alla produzione dell'Oka Trappist Cheese, che,
col tempo, nel Nuovo Mondo, ha acquisito un carattere tutto suo.
La faccenda dei mohawk  un po' pi complicata.
Nell'estate nel 1990, la Crisi di Oka fece notizia anche sulla stampa internazionale. Il
conflitto - essenzialmente una disputa territoriale tra la citt e la comunit mohawk di Kanesatake -
dur dalla met di luglio alla fine di settembre, comportando infiniti disagi per i pendolari, un fiasco
nelle relazioni pubbliche per il governo e la morte di un agente della Sret du Quebc.
Ecco, in breve, come si svolsero i fatti.
La municipalit di Oka voleva espandere un campo da golf in un'area che comprendeva un
terreno di sepoltura mohawk e una pineta sacra ai nativi. Questi gridarono al sacrilegio. Il loro ricorso,
tuttavia, fu respinto e i lavori ebbero inizio.
Membri della trib, inferociti, bloccarono l'accesso al territorio in questione.
Niente di clamoroso: i poliziotti disperdono i contestatori ed  finita l, giusto?
Sbagliato.
Quando la SQ viet l'ingresso a Oka e a Kanesatake, gruppi delle Prime Nazioni cominciarono
ad arrivare da tutto il Canada e dagli Stati Uniti. Per solidariet con Kanesatake, i mohawk di
Kahnawake occuparono un ponte che collegava l'isola di Montral con le periferie dalla riva
meridionale, nel punto in cui attraversava il loro territorio.
Al culmine dello scontro, il Mercier Bridge e le strade 132, 138 e 207 erano tutti bloccati. Si
formavano tremendi ingorghi con conseguenti scene di ordinaria follia.
Intervenne l'esercito canadese.
Alla fine, i mohawk negoziarono la conclusione della protesta con l'ufficiale responsabile di
monitorare la sponda sud del fiume San Lorenzo a ovest di Montral.
Il tenente colonnello si chiamava Gagnon.
La vita ha le sue ironie. I primi monaci formaggiai avevano occupato la casa di un mugnaio in
attesa che la costruzione del monastero fosse completata. Il nome del mugnaio era Gagnon.
Un altro elemento indissolubilmente legato alla zona di Oka  l'omonimo Parc National, una
delle molte riserve faunistiche e localit turistiche del Quebc. Da maggio a settembre, i suoi
ventiquattro chilometri quadrati ospitano camper, picnic, escursionisti, amanti della canoa e del kayak.
In inverno, qualche anima audace continua a sentire il bisogno di campeggiare al gelo, ma la maggior
parte dei visitatori  costituita da racchettisti o sciatori di fondo.
Niente che mi attiri, per mi piacciono le gite estive, i percorsi in bicicletta, i bagni di sole sulla
spiaggia, il birdwatching sulla passerella galleggiante nella palude della Grande Baie.  innegabile:
sono una pappamolla amante del caldo.
Mentre Ryan si dirigeva a nord dell'Autoroute des Laurentides e poi a ovest, sulla 640, guardai
i palazzi ammassati del centrocitt cedere il posto a case di periferia identiche ed equidistanti, quindi a
una campagna coperta di neve.
Sbaffi di giallo chiazzavano l'orizzonte, poi il cielo vir lentamente dal nero al grigio.
Quarantacinque minuti dopo aver lasciato il mio appartamento, Ryan svoltava sul Chemin
d'Oka. Il sole era ormai un basso disco bianco. Alberi spogli proiettavano lunghe ombre sfilacciate sui
campi e sull'asfalto.
Pochi istanti pi tardi oltrepassammo l'ingresso principale del parco. Appena superato il
cancello, una piccola costruzione in pietra annunciava il Poste d'accueil,  il centro di accoglienza del
camping. Un cartello romboidale giallo raffigurava una tartaruga, una lucertola, una rana e un serpente
dalla nera silhouette.
Venti metri oltre l'entrata, un'auto della SQ era parcheggiata con il motore acceso dall'altra
parte della strada, il fumo che usciva a sbuffi dal tubo di scappamento.
Ryan comp un'inversione a U e si ferm. L'occupante della vettura pos un bicchiere di
plastica sul cruscotto, infil dei guanti e si iss fuori dal veicolo. Portava un giaccone verde oliva con
collo nero di pelliccia, una sciarpa dello stesso colore e un cappello con le alette laterali legate sopra la
testa. La targhetta con il nome sul suo petto diceva Halton.
Ryan abbass il finestrino, mostr il distintivo. Halton lo guard di sfuggita, poi si chin a
osservare me.
Esibii la mia tessera dell'LSJML.
Quello sventol una mano in direzione dei boschi, poi parl in francese. Prendete la strada di
servizio che costeggia il margine del parco. Il party  in riva al fiume.
Che fiume? domandai.
La Rivire aux Serpents. Fece un ampio sorriso. I bastardelli dovrebbero essere in letargo in
questo periodo dell'anno.
Ryan invert il senso di marcia e ripart, la ghiaia gelata che scricchiolava sotto i pneumatici.
Dietro di noi, dall'altra parte dell'autostrada, il Calvaire d'Oka dominava il paesaggio. Una volta mi
ero fatta a piedi il sentiero fino in cima, una sorta di Via Crucis tra i boschi: la stradina si inerpica per
cinque chilometri, fino a raggiungere un gruppo di cappelle della met del Settecento. La vista era
pazzesca. E cos pure la vite americana: mi era rimasto il prurito per settimane.
C' il pericolo attraversamento rettili? L'umorismo fiacco del detective denotava nervosismo.
E anfibi dissi. Mi guard.
Il cartello raffigura erpetofauna. Che comprende anche gli anfibi. Era un tantino presto per
una lezione di biologia.
Qual  la differenza?
Le uova amniotiche.
Preferisco strapazzate.
I rettili possono riprodursi fuori dall'acqua.
Un momento fondamentale della storia. Quando avvenne?
Pi di trecento milioni di anni fa.
A quest'ora dovrebbero essere esperti di traffico, no?
Preferii non rispondere.
Percorremmo una strada stretta, orlata da monticelli di neve spazzata. Gli alberi si levavano
intorno a noi come alte, nude sentinelle.
La discesa si faceva pi ripida via via che ci avvicinavamo al fiume. Ben presto avvistai la
spiaggia, e gli immancabili veicoli parcheggiati: una seconda autopattuglia, un furgone nero, un
autocarro da recupero blu della Scientifica.
Un agente della SQ in uniforme agit una mano verso di noi per intimarci l'alt. Il suo badge
riportava il nome Naveau.
Ci identificammo. L'uomo disse a Ryan di parcheggiare sul retro di un rustico in legno,
probabilmente un punto di ristoro per gli sciatori di fondo.
Il detective esegu, poi ci infilammo entrambi il berretto e scendemmo dalla jeep. Il sole era pi
alto, ormai, e proiettava le ombre frastagliate di alberi, tronchi e rami.
L'aria era cos fredda che pareva fatta di cristalli.
Buone notizie. Una tenda di plastica era stata montata nel punto segnalato dal cane poliziotto.
Neve spalata di fresco giaceva ammonticchiata da un lato.
Ricordavo quel genere di allestimento da un'esumazione effettuata anni prima in una riserva
innu, vicino alla citt di Sept-Iles. In quell'occasione la temperatura aveva raggiunto -34C. Sapevo
che, dentro, uno scaldatore portatile pompava aria attraverso un tubo flessibile, diffondendo calore
all'interno e sciogliendo il terreno ghiacciato.
Accanto alla tenda c'erano quattro uomini. Due indossavano tute integrali e giacconi con lo
stesso logo dell'autocarro. Service de l'identit judiciaire. Division des scnes de crime.
Un terzo portava un parka nero Kanuk non molto diverso dal mio. Con la giacca a vento
superimbottita, Joe Bonnet, il mio nuovo tecnico di laboratorio, pareva un marshmallow  infilzato su
un bastoncino. Grazie a Dio la testa era coperta da un berretto di lana: lui credeva che i capelli platino
sparati in alto fossero molto punk, a me parevano piuttosto da sfigato, specie su un tizio che stava
dicendo bye bye agli
enta.
Ma mi guardavo bene dal farglielo notare: bench decisamente competente nel suo lavoro, Joe
aveva una personalit fragile, bisognosa di conferme. Non bastava evitare le critiche, occorreva
costantemente lodare e rassicurare. Io sono piuttosto scarsa in questo genere di cose; la gente per lo pi
lo sa e lo accetta. Lui proprio non ci arrivava.
Inutile dire che c'erano state scenate e bronci. Suoi, non miei. E anche nei periodi di
cessate-il-fuoco, Bonnet e io restavamo due animali estranei in convivenza forzata, due cani mollati a
casa della nonna durante le vacanze. Sempre all'erta, sempre a fiutare l'umore uno dell'altra.
In parte era colpa mia: due anni e non avevo ancora elaborato il lutto per la perdita del mio
assistente storico, Denis. E comunque, che diavolo era andato in pensione a fare?
Il quarto uomo portava un cappotto che si allacciava a stento sul davanti. Jean-Claude Hubert,
coroner capo della provincia del Quebc.
Venne verso di noi, dondolando, il volto paonazzo e screpolato.
Detective Ryan. Dottoressa Brennan. Il suo accento Io collocava a monte del fiume, forse a
Quebc citt.
Grazie per essere venuti a quest'ora del mattino.
Come si sono svolti i fatti? A grandi linee li conoscevo gi, ma volevo la versione di Hubert.
Un canarino in gabbia ha cantato di una donna scomparsa due anni fa.
Florian Grellier disse Ryan.
Hubert annu. Tre menti s'incresparono sopra la sua sciarpa. La vittima era Christelle
Villejoin. Grellier dice che  stata uccisa e sepolta qui.
Uccisa da chi? domand Ryan.
Sostiene di non saperlo.
E come ha avuto questa informazione, monsieur Grellier?
Dice di avere incontrato non so che tizio in un bar. Giura di non averne mai afferrato il nome.
Non l'ha pi visto dopo la bevuta di quella sera.
Quando? chiese Ryan.
L'estate scorsa. Grellier  un po' vago su questo.
L'avete portato qui?
No, ma ha fornito riferimenti validi: la strada, la casetta in legno, il fiume.
Abbiamo sguinzagliato un cane, che ha allertato. Hubert accenn in direzione della tenda con
un pollice guantato. Secondo l'addestratore c' un novanta per cento di possibilit che qualcuno sia
davvero sparito l sotto.
Mappatura piuttosto dettagliata osservai, per essere il ricordo di un ubriaco.
Gi. Il coroner soffi fuori l'aria attraverso le labbra, che avevano un disperato bisogno di
burrocacao.
Che avete fatto finora?
Recintato l'area, scattato le fotografie, spalato la neve, montato la tenda. Il riscaldamento  in
funzione da ieri, perci il suolo dovrebbe essersi scongelato.
Bon  dissi. Procediamo.
Hubert aveva ragione. Il terreno era abbastanza morbido da consentirci di scavare.
E un'altra cosa giocava a nostro favore: la natura umana. Pigro o nervoso, l'artefice del crimine
aveva sepolto la vittima a soli quarantacinque centimetri di profondit.
All'una, Bonnet e io avevamo gi esposto l'intero scheletro: lasciammo gran parte delle ossa in
situ  e chiudemmo in bustine ermetiche trasparenti le parti trovate setacciando la terra. Io avevo fatto
un inventario, elencando dettagliatamente tutti gli elementi tranne le falangi. Quelle, mi ero limitata a
contarle.
Un cranio con le sue ventuno ossa pi le sei dell'orecchio interno. Una mandibola, uno ioide,
uno sterno, due clavicole, due scapole, ventiquattro coste, ventiquattro vertebre, un sacro, un coccige,
sei ossa degli arti superiori, sei di quelli inferiori, due ossa innominate, due rotule, sedici ossa carpali,
dieci metacarpali, quattordici tarsali, dieci metatarsali. E cinquantasei falangi.
Duecentosei ossa. Diamine, eravamo bravi.
Risult che il riscaldamento contemplava solo due modalit: spento e Tropico del Cancro.
Bench avessimo aperto un lembo della tenda, la temperatura all'interno era salita a circa 32C. Bonnet
e io ci eravamo tolti uno strato dopo l'altro, finendo a lavorare in jeans e maglietta.
Nel corso dell'esumazione, Ryan e Hubert avevano continuato ad andare avanti e indietro. Ora,
mentre prendevo appunti e Joe scattava fotografie, si affacciarono sull'orlo della buca. I loro volti
erano arrossati, l'attaccatura dei capelli madida di sudore.
La vittima giaceva adagiata su un fianco, indossava reggiseno e mutandine, con braccia e
gambe piegate verso destra. Una frattura serpeggiava lungo la parte posteriore del cranio.
Eh, misre.  Hubert aveva pronunciato l'imprecazione almeno venti volte.
Considerazioni sulla posizione del corpo? mi chiese Ryan.
Solo preliminari.
Annu.
Sono incline a supporre che la donna sia stata colpita da dietro. Poi  caduta o  stata spinta
nella fossa.
Colpita da che? Teso.
A giudicare dalla forma della depressione, direi qualcosa di piatto, con un rilievo centrale.
 Colpita?  Hubert aveva colto il mio uso del femminile.
S.
Per la biancheria?
Per le caratteristiche craniali e pelviche.
Gli altri indumenti si saranno disgregati con la decomposizione?
Ne dubito. Certo, l'intimo  di poliestere e le fibre sintetiche durano pi di quelle naturali,
come cotone e lino, ma avrei trovato zip, bottoni, ganci, qualcosa. Credo non indossasse altro.
E niente scarpe, n calze osserv Ryan.
No confermai.
Et? domand Hubert.
Mi accovacciai, sollevai il cranio.
Erano presenti solo otto denti ingialliti, le cuspidi appiattite dall'uso. Le cavit alveolari erano
levigate da rimodellamento osseo.
Le suture craniche erano saldate. Articolazioni temporomandibolari e condili occipitali erano
nodosi per l'artrosi.
Anziana dissi, evitando che la mia voce comunicasse di pi.
Deve  essere la Villejoin. Quante nonnine spariscono da queste parti?
Immaginai la scena. Una vecchia terrorizzata, costretta a spogliarsi e ad affrontare la morte
sull'orlo della sua tomba.
Aveva implorato piet? E, rendendosi conto che non ve ne sarebbe stata, aveva chiuso gli
occhi? Ascoltato il vento tra gli alberi? Il canto degli uccelli? Aveva udito il sibilo dell'arma che le
calava sulla testa?
All'improvviso, dovevo uscire da quella tenda.
13
Tornati in citt, Ryan e io pranzammo al volo al La Belle Province.  Non avevo molto appetito:
salviettine e disinfettante erano serviti fino a un certo punto e non sognavo altro che di fare una doccia
e fregare via il terriccio rimasto sotto le unghie.
Ma il lieutenant-dtective  non aveva voluto sentire ragione: ogni tanto tirava fuori quel suo
lato da nonnina premurosa, insistendo per farmi mangiare quando meno mi andava.
Lui ordin una pontine,  specialit del Quebc che ho sempre trovato inquietante.
Prendete delle patate fritte, cospargetele di mozzarella a cubetti, annaffiate il tutto con un sugo
di carne insapore. Gnam.
Io presi zuppa di piselli e un'insalata.
Dal ristorante andammo direttamente all'Edifice Wilfrid-Derome, nel distretto di
Hochelaga-Maisonneuve, a est del Centre-Ville. Il Laboratoire des Sciences Judiciaires et de Mdecine
Legale occupa gli ultimi due livelli della struttura a forma di T, il Bureau du coroner  all'undicesimo,
l'obitorio nel seminterrato. I metri quadri restanti appartengono alla SQ.
Ryan sal al quarto piano con un ascensore pubblico, io ne presi uno riservato che serviva solo
l'LSJML, il coroner e l'obitorio.
In qualunque giorno della settimana, laboratori, uffici e corridoi avrebbero brulicato di tecnici e
periti in camice bianco. Quel pomeriggio c'era un silenzio di tomba. Dio benedica il sabato.
Scorrendo il pass in un lettore per la quarta volta dal mio ingresso nel palazzo, oltrepassai le
porte a vetri che separavano l'ala medico-legale dal resto del dodicesimo piano e procedetti lungo un
corridoio con uffici sulla destra e laboratori sulla sinistra: microbiologia, istologia, patologia,
antropologia-odontologia.
Durante la mia permanenza a Chicago, telai delle finestre, scaffali, sportelli di armadi e
frigoriferi erano stati trasformati: ogni area di lavoro, adesso, rifletteva la visione zuccherosa del
decoratore. Ghirlande di aghi di pino in plastica, fiocchi di carta, Pre Nol con sacco di regali, renne e
slitta.
Il mio tavolo era sommerso di fogli e corrispondenza, la spia del telefono lampeggiava.
Ignorando la luce rossa isterica dei messaggi, infilai la borsa in un cassetto e mi diressi allo spogliatoio.
Doccia. Camice da sala operatoria. Tornai al laboratorio per recuperare modulistica, calibri e
una cartelletta a clip, quindi presi un altro ascensore che offriva la stessa scelta limitata: LSJML,
coroner, obitorio.
Nel seminterrato, oltre l'ennesimo ingresso di sicurezza, un corridoio lungo e stretto percorre
l'intera lunghezza dell'edificio.
Sulla sinistra ci sono una sala raggi e quattro sale autopsia - tre con un solo tavolo anatomico,
una con due - sulla destra si trovano rastrelliere, postazioni computer, cestelli su ruote e carrelli per il
trasporto dei campioni ai vari reparti.
Attraverso un finestrino ricavato in ogni porta, vedevo che, anche quaggi, l'attivit era ridotta
a zero: nessun fotografo della polizia, nessun tecnico d'autopsia, nessun patologo. Alcune bacheche
erano decorate con i motivi delle feste, come nei laboratori al dodicesimo piano.
 quasi Natale, pensai cupamente, rimpiangendo di non essere a casa con Katy e Birdie.
Andai dritta alla sala autopsia numero quattro: la mia,  con lo speciale sistema di aerazione per
cadaveri decomposti, mummificati o ripescati dall'acqua o altre delizie odorose.
Come tutte, anche questa ha una doppia porta che conduce a sezioni parallele dell'obitorio,
suddivise in compartimenti refrigerati. Cartoncini bianchi indicano la presenza di inquilini temporanei.
Ma non era l che dovevo andare: la vittima di Oka giaceva su una lettiga a lato della sala,
vicino alle porte. Sotto il sacco per cadaveri spuntava un incartamento.
Una rapida occhiata mi rivel che i resti erano stati catalogati con i codici dell'LSJML e
dell'obitorio, e che Hubert aveva compilato una richiesta di consulenza antropologica.
Cominciai riportando le informazioni sul mio foglio di lavoro. Numro de morgue: 38107.
Numro de LSJML:  45736. Coronar:  Jean-Claude Hubert. Enquteur: Lieutenant-dtective
Andrew Ryan, Section des crimes contre la personne, Sret du Quebc. Nom: Inconnu.  Sconosciuto.
Di seguito aggiunsi la data e un breve riassunto dei fatti.
Buttando la cartelletta sul banco, trovai una macchina fotografica e controllai che le batterie
fossero cariche, quindi, indossai un grembiule di plastica preso da un cassetto, guanti e una mascherina
tolti da un altro. Pronta all'azione, spostai la lettiga accanto al tavolo anatomico in acciaio inox, fissato
al pavimento al centro della stanza.
In via precauzionale, scattai fotografie del sacco chiuso, poi aperto, con il contenuto in vista.
Reggiseno e slip erano visibili, ripiegati e infilati in un angolo.
Guardai le etichette, ma la stampa era sbiadita e illeggibile.
Misurate circonferenza toracica e vita, e scattata qualche altra immagine, disposi gli indumenti
aperti sul banco di lavoro.
Conclusi i preliminari, cominciai a riassemblare lo scheletro. Avevo effettuato un inventario in
loco,  distinguendo elementi di sinistra e di destra, perci l'operazione procedette rapidamente finch
non arrivai alle dita di mani e piedi. Quelle ossa sono cos noiose da identificare, che al momento del
recupero mi ero limitata a contarle e imbustarle.
Un essere umano adulto normale ne annovera cinquantasei. Pollici e alluci ne presentano due
ciascuno, prossimale e distale, tutte le altre dita tre: prossimale, media e distale.
Innanzitutto, separai le mani dai piedi. Un gioco da ragazzi quanto ai premiers:  le falangi
dell'alluce hanno infatti una forma caratteristica e sono pi robuste di quelle del pollice.
Per indice, medio, anulare e mignolo vale il contrario: le falangi della mano sono pi grandi.
Sono anche maggiormente appiattite sulla faccia palmare e pi arrotondate sul dorso, la diafisi  pi
corta e meno compressa lateralmente.
La posizione si determina pensando alle articolazioni. Una falange prossimale ha, all'estremit
prossimale, un'unica faccetta o superficie concava ovale, per l'articolazione con un osso metatarsale
nel piede o metacarpale nella mano; all'estremit distale c' una doppia tuberosit. Una falange media
presenta la tuberosit all'estremit distale e due faccette a quella prossimale. Una falange distale ha due
faccette in basso e termina con una punta affusolata.
Messe da parte le ventotto ossa delle dita della mano, suddivisi per posizione le falangi dei
piedi. In seguito, individuai le varie dita - dalle due alle cinque del pomeriggio - e infine separai quelle
di destra da quelle di sinistra.
Capito perch dicevo che quelle ossa sono noiose?
Quando finii con il piede, avevo la schiena a pezzi, il viso che mi prudeva sotto la mascherina.
Stavo facendo un po' di stretching a braccia tese, quando mi parve di sentire un movimento in
corridoio.
Un'occhiata all'orologio: 18.40.
Guardai fuori, da una parte e dall'altra.
Non un'anima.
Tornai al tavolo anatomico.
Perdente!  sabato sera mi sbeffeggiarono neuroni perfidi dai recessi del cervello.
Jingle bells, jingle bells...  intonai per tutta risposta. Il motivetto natalizio risuon
malinconico nella stanza vuota.
Ancora un po' di stretching e mi immersi nelle ossa della mano.
Prossimale, mediale, distale.
Mentre ricomponevo le dita, udii il tintinnio del metallo sul metallo.
Di nuovo, ispezionai il corridoio.
Di nuovo lo trovai deserto.
La stampante che si reimpostava? Il refrigeratore che si riavviava?
Il fantasma dei Natali futuri che veniva ad assestarmi un bel calcio nelle chiappe?
Intorpidita e dolorante, tornai alle falangi: volevo finire il pi in fretta possibile.
Andare a casa, cenare, magari leggere un buon libro: Alexander McCall Smith o Nora Roberts.
Una storia lontana da quell'universo parallelo di morte.
Poi ricordai: non avevo la macchina! Ero venuta con Ryan.
Avrei dovuto prendere il metr.
Merda.
E c'era probabilmente un miliardo di gradi sotto zero.
Merda. Merda.
Mentre lavoravo, il mio umore si fece sempre pi nero. Mi venne in mente che non c'era niente
da mangiare nell'appartamento: la cena sarebbe stata una tourtire surgelata.
E l'avrei consumata da sola: Birdie era in North Carolina, come pure Katy, Charlie stava ancora
da Ryan.
Dov'era lui? Probabilmente fuori a mangiare e bere in compagnia. O magari rannicchiato
davanti al fuoco con la sua ex.
Lui giurava che con Lutetia era di nuovo finita, ma lo era davvero?
Non importava. Quella nave, ormai, era salpata.
Ma lo era davvero?
Gli occhi mi bruciavano e la schiena era seriamente compromessa. Dovevo compiere un
notevole sforzo per restare concentrata.
Canzoni non richieste mi si presentarono alla mente.
 Un canto vien dal del..
Perlustrai la stanza con lo sguardo: non una calza, un rametto di agrifoglio in vista.
Ero sola in un obitorio dieci giorni prima di Natale. E sarei stata sola a casa.
Fanculo. Mi ripromisi di chiamare Ryan la mattina dopo e chiedere indietro Charlie. Un
pappagallo  meglio di niente. Se non altro avremmo potuto intonare inni natalizi.
Due, due, l'asino e il bue...  cantai.
Al diavolo ninnoli e ghirlande. Come scriveva Dickens? Onorer sempre il Natale nel cuore.
Benissimo, avrei seguito il consiglio del vecchio Charlie.
Ma, aspetta un momento...
Charlie... Charlie...
Solo ora notavo la coincidenza: Charlie il pappagallo, Charlie Hunt, la mia vecchia fiamma del
liceo, oggi avvocato dell'ufficio della difesa pubblica a Charlotte, contea di Mecklenburg.
Ci eravamo appena ritrovati, subito prima che lasciassi il North Carolina per il turno di fine
novembre in Canada. E, a essere onesti, il primo appuntamento non era andato molto bene. Per usare
un eufemismo.
Io, che ho detto addio all'alcol, mi ero sbronzata di Merlot, poi mi ero negata al telefono per
una settimana.
Pensai a Charlie Hunt, statura da NBA, pelle color cannella, occhi verdi agrifoglio di Natale.
La visione non miglior in alcun modo il mio umore.
Perch ero imprigionata in un seminterrato a sgobbare tra le ossa? E comunque, che cosa avrei
potuto concludere quella sera? Non ero in grado di determinare l'identit: Hubert non si era scomodato
a farmi avere le cartelle antemortem di Christelle Villejoin.
Il fessacchiotto, probabilmente, era in giro a ingurgitare zabaione, parcheggiato sotto il vischio
ad aspettare gli eventi.
Ormai ero in pieno trip vittimistico.
 Tre, tre, i tre Santi Re Magi. .. 
Canticchiando, afferrai un'altra falange.
Entrambe le superfici articolari erano dense e lucide, coi bordi merlettati di massa ossea in
eccesso. Artrosi: piegare quel dito doveva essere stato un inferno.
La mia mente proiett la stessa immagine: un'anziana signora in biancheria intima e a piedi
nudi, tremante accanto a una fossa.
L'immagine si modific e vidi il volto della nonna, il giorno che si era persa nel centro
commerciale. Il panico nei suoi occhi. Il sollievo quando mi aveva vista arrivare.
Il senso di colpa risped il vittimismo a calci nella notte.
So this is Christmas.  Attaccai con Lennon. And what have you done?
Posizionai la falange.
Stavo per selezionarne un'altra, quando il mio cellulare infranse il silenzio.
Trasalii, e il piccolo osso mi sfugg di mano.
Gli occhi mi corsero all'orologio: 20.10.
Verificai il nome del chiamante.
Ryan.
Togliendomi un guanto, afferrai il telefono e premetti il tasto: Brennan
Dove sei?
Dove sei tu?
Ho chiamato il tuo appartamento... Aveva un tono irritato?
Non sono a casa.
Ci fu una pausa. Mi misi in ascolto, ma non si sentiva alcun rumore in sottofondo.
Sei ancora qui? domand.
La risposta richiederebbe una conoscenza della tua attuale ubicazione. Recuperai la falange,
la riposizionai sul tavolo.
Sei all'obitorio, giusto?
Tecnicamente no. Sono in una sala autopsia.
Razionalmente, sapevo che Ryan non aveva colpa del mio malumore, ma in linea c'era lui, e
quindi gli toccavano le bastonate.
 sabato sera disse.
Solo undici giorni all'inizio dei saldi!
Ignor il mio sarcasmo. Sei qui dalle tre.
E allora?
Stai lavorando all'identificazione della vittima di Oka?
No, le sto facendo un maglione.
A volte sai essere una rompicoglioni monumentale, Brennan.
Questione di pratica.
Silenzio.
Che c' di tanto urgente da non poter aspettare un giorno? chiese.
Una volta finito l'inventario scheletrico, sar in grado di stabilire il profilo biologico e
analizzare il trauma. Poi potr migrare verso una latitudine in cui la colonnina di mercurio  bella alta.
Hai mangiato?
La domanda aliment la mia gi considerevole irritazione.
Cos' tutto questo interesse improvviso per la mia dieta?
S o no?
S mentii.
Ti andrebbe un passaggio a casa?
Altroch se mi andava.
No, grazie.
Nevica.
Maledizione dissi.
Sono di sopra.
Allora io non sono l'unica perdente che non ha una vita, qui.
Che cosa ci vorrebbe per indurti a venire in macchina con me? Paziente.
Del cloroformio.
Buona questa.
Grazie.
Ci fu un lungo silenzio prima che parlasse ancora.
Sono stato ufficialmente incaricato del caso Villejoin, cos ho esaminato il file.
Posso ragguagliarti.
Non dissi niente.
La stanchezza non aiuta a pensare aggiunse.
Aveva ragione. E poi volevo veramente sapere il contesto dell'indagine Villejoin.
Lanciai un'occhiata allo scheletro. Delle duecentosei ossa, solo le falangi della mano restavano
da posizionare.
L'indomani era domenica. Salvo il caso di una catastrofe di grandi proporzioni, il tavolo
anatomico non sarebbe servito. La stanza era protetta da sistemi di sicurezza e avevo gi lasciato altre
volte dei resti per una notte.
In pi, ero stanca.
Ci vediamo nell'atrio tra dieci minuti dissi.
Una decisione che ero destinata a rimpiangere.
14
Ryan l'ebbe vinta perch ero troppo stanca per discutere. E troppo affamata. Me n'ero accorta
mentre infilavo la tuta che tengo di ricambio al laboratorio.
Quando mi sentii chiedere che cosa mi andasse, optai per la prima cosa che mi venne in mente:
pesce.
Lui sugger il Molivos.  Io accettai: di l al mio appartamento erano solo pochi passi.
Quindici minuti dopo che avevo chiuso la comunicazione, procedevamo slittando sull'Avenue
de Lorimier in direzione del tunnel Ville Marie. I tergicristalli spazzavano il parabrezza con la cadenza
di un metronomo. Non proprio una tormenta, ma una bella nevicata s.
Mentre Ryan si concentrava sulla guida, controllai la posta elettronica sul BlackBerry.
Amazon voleva vendermi dei libri. Abe's of Maine voleva vendermi apparecchiature
elettroniche. Boston Proper voleva vendermi vestiti. Cancella.
Cancella. Cancella.
La Humane Society voleva indurmi a donare di pi e forse non aveva tutti i torti.
Salva.
Un collega mi invitava a parlare a una conferenza in Turchia. Salva in vista di un cortese rifiuto.
Katy riferiva che Pete e Summer erano partiti una settimana per Turks e Caicos.
Chiedeva quando sarei rientrata. Risposi che ce l'avrei fatta senz'altro per il nostro viaggio nel
Belize del 21 dicembre.
Avevo anche ricevuto due offerte di prodotti che garantivano il piacere dei miei genitali e tre
proposte per fare milioni investendo in banche africane.
Mentre infilavo il telefonino nella sua custodia, Ryan usc dal tunnel sulla Atwater.
In Rue Sainte Catherine svolt a destra, poi a sinistra sulla Guy. I pochi pedoni andavano di
fretta, le spalle curve, il capo chino. Marciapiedi, davanzali, gradini erano gi coperti, i tetti delle
macchine e i cartelli stradali incappucciati di lanugine bianca.
Ryan parcheggi su un tratto di strada in cui la sosta era permessa solo in mercoled alterni da
aprile ad agosto tra le 14.45 e le 16.27 solo a pompieri e massoni, o qualcosa del genere.
Voil, le parking  stile Montral.
Attraversammo la Guy fuori dalle strisce, poi ci affrettammo lungo la discesa.
Dentro il ristorante, un uomo con la pelle butterata e un occhio ballerino ci accompagn a un
tavolo per due.
Due taverne tipiche in due giorni. Sorriso a trentadue denti. C' una certa iterazione?
Era vero. Stessi arredi in legno, stesse reti da pesca, stessi murales con antiche rovine e divinit
in peplo. Le tovaglie erano blu a quadretti bianchi.
Qui  per il pesce dissi. A Chicago era per l'agnello.
Io per ho preso il misto di mare.
Hai perso un'occasione per esercitare il buon senso.
Dovremmo andare in Grecia.
Come no.
Mykonos ha le spiagge per nudisti migliori del mondo. Ammiccamento esasperato.
Nei tuoi sogni, Ryan.
Oh, s.
Occhio Ballerino ci port i men e s'inform sulle bevande. Ryan chiese una Moosehead, io
andai di Perrier con il lime. Quando arrivarono i drink, ordinai persico del Mediterraneo, Ryan scelse il
branzino.
Dimmi dell'indagine Villejoin dissi, decisa a evitare le acque perigliose dei problemi
personali. O delle nudit collettive.
Il sorriso di Ryan si trasform in un'espressione accigliata. Bevve un sorso di birra e pos il
boccale.
Anne-Isabelle aveva ottantasei anni, Christelle ottantatr. Erano entrambe zitelle.
Nubili corressi.
Esatto. Avevano vissuto a Pointe Calumet da quando erano nate, con i genitori: Serge
Villejoin, morto nel 1969, e sua moglie Corine, deceduta nel 1977. In seguito, la propriet era passata a
loro.
Non potevo immaginare un'intera esistenza trascorsa nella stessa casa. Trovavo quel genere di
stabilit deprimente o rassicurante? Ero troppo esausta per appurarlo.
Le due sorelle erano entrambe assistenti infermiere. Anne-Isabelle  andata in pensione nel
1993, Christelle nel 1996. Dopo che hanno smesso di lavorare se ne sono rimaste per lo pi in casa
occupandosi del giardino, allevando gatti, facendo centrini all'uncinetto per il mercatino della
parrocchia.
Quale parrocchia?
Sainte Marie du Lac a Pointe Calumet.
Arriv il pesce. Sprememmo il limone, ci servimmo legumi e verdure, e iniziammo a mangiare
in silenzio. Fu Ryan a romperlo.
Ce n' stato uno anche il 4 maggio 2008. Un mercatino, intendo. Era sabato.
Normalmente, le sorelle avrebbero fatto a piedi i due isolati fino alla chiesa, ma quel giorno
avevano uno scatolone di oggetti da esporre, cos un vicino si offr di passarle a prendere. Allung la
mano dietro la schiena, tolse un piccolo taccuino a spirale dal giaccone e verific un nome. Yves
Renaud, quarantasette anni, infermiere al Jewish General.
Attesi mentre ingoiava varie forchettate di pesce.
Secondo la sua deposizione, Renaud arriv a casa delle Villejoin verso mezzogiorno. Trov
strano che due gatti girassero liberamente per il cortile, perch quelle bestie non uscivano mai. Chiam,
non ottenne risposta, buss, sbirci dentro da una finestra. Alla fine prov con la porta d'ingresso e la
trov aperta.
Le due donne non si chiudevano a chiave, abitualmente?
Renaud non lo sapeva.
Possedevano un sistema d'allarme?
No. L'infermiere entr nell'anticamera, chiam ancora, non sent nulla. Stava per andarsene
quando un terzo gatto gli pass accanto con del sangue sul naso.
Insospettito, l'uomo si guard intorno. La vittima era sul pavimento della cucina con la faccia
polverizzata.
Notai il passaggio sottile: Anne-Isabelle era diventata la vittima. Una tecnica di
distanziamento impiegata dai poliziotti: niente nomi. Intuivo che il caso lo toccava profondamente.
Hai gi visto le foto? chiesi con delicatezza.
Annu, poi scosse il capo, come per scrollarsi le immagini di dosso. La stanza pareva uscita da
un film splatter.
Trovata l'arma?
Ryan sbuff disgustato. Il bastardo l'ha picchiata a morte con il suo bastone.
Dunque l'esecutore non aveva portato nulla con s: questo potrebbe suggerire una mancanza
di premeditazione.
Ma una furia selvaggia, che  stata scatenata da qualcosa. Ogni osso facciale  stato fratturato,
e cos la mascella, la clavicola destra, quasi tutte le coste, le due ossa nella parte inferiore del braccio
destro. Ma questo forse tu lo sapevi gi.  uno scempio che va oltre l'uccisione.
Restammo in silenzio, il pensiero rivolto alla stessa, sinistra domanda: quale mostro poteva
accanirsi cos su una donna di oltre ottant'anni?
Immagino che la storia di Renaud sia stata verificata...
LaManche s'era occupato dell'autopsia. Sulla base del contenuto dello stomaco e dello stato di
decomposizione, aveva fatto risalire il decesso a ventiquattro-trenta ore prima. Quel venerd, Renaud
era rimasto al lavoro dalle sette alle quattro. Colleghi e pazienti ne hanno confermato la presenza al
Jewish per tutto il giorno.
Ryan torn a concentrarsi sulla cena. Fuori da una finestra alle sue spalle, guardai turbinare
fiocchi sotto un lampione sulla Guy. Quando del branzino non rimase che la spina, pos forchetta e
coltello e si appoggi allo schienale. La sorella minore semplicemente scomparve.
Ci fu un seguito, per. Non si lasci nulla di intentato. Ricordo le ricerche, la pubblicit a
tappeto.
Inutile. Nessuno nell'intero isolato aveva visto o sentito niente. Setacciarono la zona, ma non
cavarono un ragno dal buco. Idem per i tabulati telefonici. Le vittime non avevano carte di credito, non
usavano il computer: tutte piste in meno da seguire.
A una vicina pareva di ricordare che Christelle avesse nominato dei lontani cugini nella Beauce:
ma non furono mai trovati. I ragazzini del quartiere si occupavano di spalare la neve, tagliare il prato e
altri lavoretti del genere. Le uniche relazioni delle due donne erano persone delle immediate vicinanze
o membri della parrocchia. Tutti, fino all'ultimo, provvisti di alibi.
Non si era parlato di un bancomat?
Era l'unica traccia. Il 4 maggio, intorno alle 18.30,  stato fatto un prelievo dal conto di
Christelle presso la Banque de Montral.
Dove?
Ryan ricorse nuovamente al taccuino. Uno sportello bancomat al quattro-due-cinque-zero della
Ontario Est.
Vicino allo stadio olimpico. A chilometri e chilometri da Pointe Calumet. Le sorelle
avevano una macchina?
No.
La transazione  stata ripresa dalla telecamera di sorveglianza?
No. Il maledetto aggeggio era rimasto fuori servizio per tre ore quel pomeriggio.
Riflettei. Se LaManche non si sbaglia circa l'intervallo postmortem, Anne-Isabelle era gi
deceduta.
S. Stringato. Ci siamo persi la foto del maledetto assassino per un guasto tecnico.
Anne-Isabelle aveva un conto?
Le due sorelle usavano lo stesso.
Scol quel che restava della birra. Per un attimo giocherell con il pollice sulla condensa che
offuscava l'esterno del boccale. Quando i suoi occhi incontrarono i miei, un'improvvisa
determinazione gli indur lo sguardo.
Inchioder quel bastardo.
Aveva un residuo di schiuma sul labbro. Combattei l'impulso di passarci un dito.
So che lo farai dissi.
L'indomani, alle otto del mattino le strade erano coperte da una coltre alta sessantasei
centimetri o ventisei pollici: misuratela come volete,  sempre una caterva di neve.
Montral  imbattibile nella gestione dell'emergenza maltempo, ma quella volta fu ridotta in
ginocchio. Tra un record climatico e l'altro, i notiziari riferivano che solo un gruppetto di autobus e di
convogli della metropolitana circolava ancora.
L'aeroporto era isolato e persino varie funzioni religiose erano state annullate. Molti esercizi
commerciali normalmente aperti di domenica restarono chiusi.
Pi tardi si ebbe modo di appurare che la maggior parte della gente s'era alzata, aveva guardato
fuori dalla finestra ed era sgattaiolata di nuovo sotto le coperte: Dio o il principale avrebbero capito. Io
non ero altrettanto comprensiva: volevo a tutti i costi raggiungere il laboratorio per ultimare l'analisi
delle ossa di Oka.
Dopo una colazione a base di caff, cereali e yogurt, indossai scarponi, piumino, sciarpa e
guanti, e mi avviai all'esterno per raggiungere a piedi la metropolitana, a due isolati di distanza.
Nessuno spazzaneve si era avventurato nella via, nessun vicino mattiniero aveva spalato il
marciapiede. Perch disturbarsi? La neve arrivava alle cosce e continuava a venire gi, ora pi fine:
minuscoli proiettili ghiacciati che mi pungevano la faccia e mi rimbalzavano sul giaccone.
Sulla Sainte Catherine, i veicoli allineati accanto al cordolo sembravano bianche siepi
bozzolute. Niente autobus, niente vetture, niente piccioni, niente passanti: nulla si muoveva. Il quartiere
era deserto come Times Square in Vanilla Sky.
Arrivai al metr ansimante e sudata dentro il piumino. Al vetro sudicio della biglietteria era
attaccato con lo scotch un cartello scritto a mano.
Coupure de courant non programme. Problme lectrique.  Avevano tolto la corrente
causa guasto elettrico. Sotto la scritta, l'autore aveva disegnato uno smile con la bocca in gi.
Maledettamente azzeccato. Stavo di nuovo parlando da sola.
Quindici minuti dopo, ero di ritorno nel mio palazzo. Mentre imboccavo il corridoio che
portava all'appartamento, notai una bustina trasparente infilata dietro il pomolo della porta.
Mi tolsi un guanto, la presi e ne verificai il contenuto.
Cinque masserelle allungate, secche, friabili, tra il marrone scuro e il nero.
Aprii la zip del sacchettino e annusai.
Escrementi.
Stronzo! La parola echeggi nel corridoio vuoto.
Il mio vicino non era nuovo a simili trovate. Una volta mi aveva inviato della sabbietta per gatti
bagnata, un'altra volta un passero morto.
Avevo decisamente bisogno di sfogarmi.
Dopo aver gettato il regalino di Sparky dove meritava di stare, feci il numero di mia sorella
Harry, a Houston.
Le raccontai l'ultima del troglodita.
Ripet la mia stessa imprecazione, con l'aggiunta di qualche colorito aggettivo.
Le dissi della neve.
Il vecchio Occhi Azzurri non ha una jeep?
Non posso correre da Ryan ogni volta che ho un problema.
Le jeep funzionano anche sulla neve.
Anche le motoslitte, ma non per questo chiamo le squadre alpine di soccorso.
Esistono davvero?
Comunque... Che cosa fai?
Strappo le erbacce. Qui fa cos caldo che gli alberi attirano i cani. Devo giocare d'anticipo.
L'idea del caldo mi fece stare peggio. Non dissi nulla.
Che altro c' di nuovo? domand Harry.
Le parlai di Chicago, di Cukura Kundze e dell'improvvisa apparizione di Ryan a casa di
Vecamamma. Poi descrissi la misteriosa telefonata al fu Edward Allen Jurmain.
Che razza di merdoso individuo s'inventerebbe una cosa del genere?
 quel che intendo scoprire. Dev'essere qualcuno molto vicino a me.
Per questo motivo hai le fregole di tornare a lavorare di domenica?
Senza fare nomi, le dissi delle sorelle Villejoin. Ascolt senza interrompere. Mia sorella pu
essere piuttosto impetuosa, a volte, ma  un'ascoltatrice insuperabile.
Quand'ebbi finito, Harry impieg un momento a replicare.
Nonna aveva ottantun anni quando  morta.
S.
Lavori a questo caso con Ryan?
S.
Quando prenderete il bastardo, fatemi un favore...
Attesi.
Friggetegli le palle.
Non potevo non sottoscrivere la proposta della mia sorellina.
15
Il luned mi svegliai al suono degli spazzaneve, che avvertivano con sirene strombazzanti i
proprietari delle auto parcheggiate.
Bip!Bip!Bip!
Dplacez vtre volture!  Sposti la macchina! Sposti la macchina!
Secondo gli organi d'informazione quasi tutte le grandi arterie erano sgombre, ma, da una
finestra laterale, vedevo che il mio isolato era ancora in versione cartolina dalla Finlandia.
Sapevo che la stessa scena si svolgeva nelle strade secondarie e nei vicoli di tutta la citt. La
gente avrebbe messo mano alle pale e quanti non si erano ricordati in tempo di spostare i loro veicoli,
l'avrebbero fatto ora a prezzo di una bella faticata. Il pronto soccorso avrebbe avuto il suo bel da fare.
Prevedendo che il traffico sarebbe stato pi che caotico e che parcheggiare avrebbe richiesto
evoluzioni a marcia indietro tra cumuli di neve, optai per il trasporto pubblico. Quel giorno la
spedizione artica alla metropolitana and a buon fine e mi ritrovai a viaggiare a portata d'ascella con
pendolari olezzanti di sudore e lana bagnata.
All'difice Wilfrid-Derome, monticelli bianchi nascondevano la recinzione intorno al
parcheggio. C'erano auto infilate in ogni millimetro quadrato di selciato sgombro. Quelle che
bloccavano le altre avevano bigliettini sotto i tergicristalli. Un cortese invito alla pazienza? O una scusa
per andarsene prima?
In ascensore non si parlava che della tormenta. La tempte de neige.
All'LSJML, invece, di lavoro ce n'era come sempre. Eccetto alla sezione medico-legale. L
nulla andava come sempre da quando LaManche aveva dato la notizia, un radioso venerd di settembre:
coronarie ostruite, applicazione di un bypass in ottobre.
Assenza in malattia fino all'anno successivo.
Oltre a me, quel giorno, erano presenti i tre patologi del Laboratoire: Michael Morin, Natalie
Ayers, Emily Santangelo. E Marc Bergeron, il consulente odontologo.
Tutti eravamo rimasti sbigottiti.
Certo al capo era successo un episodio preoccupante qualche anno addietro, ma si era ripreso
rapidamente, era tornato quello di sempre: il primo ad arrivare la mattina, l'ultimo a spegnere le luci la
sera. I triplici bypass erano roba per fragili vecchietti.
LaManche aveva solo cinquantotto anni.
Ricordavo di avere incontrato i suoi occhi da bracco e di avere distolto i miei, guardando fuori
dalla finestra. Non pu essere vero mi ero detta.  una giornata troppo bella. Irrazionale, ma  ci
che avevo pensato.
La settimana seguente, LaManche aveva sollevato la questione di un sostituto temporaneo. La
decisione era stata rapida e unanime: il nostro era un gruppo affiatato, non c'era bisogno di alcun
rimpiazzo. Finch il boss non fosse tornato, i patologi avrebbero assegnato i casi e preso le decisioni
amministrative per consenso generale. Il carico di lavoro extra sarebbe stato suddiviso equamente.
E cos facevamo da ormai tre mesi.
Pi o meno.
Dopo essermi liberata del mio ingombrante involucro esterno, infilai un camice da laboratorio e
mi diressi alla saletta del personale. All'uscita della nostra ala, dove svoltava il corridoio, oltrepassai
una porta chiusa a chiave. Attraverso le veneziane s'intravedeva una scrivania sgombra.
Oltre l'ufficio buio, una lavagna cancellabile annunciava i turni dello staff.
Nel box accanto al nome di LaManche era scribacchiato Cong de maladie.  Un peso mi cal
sul cuore.
L'intervento  riuscito. Star bene.
E tuttavia, il suo ufficio silenzioso e la scritta a pennarello mi davano i brividi.
LaManche era sempre stato l per me, voce della ragione e della saggezza. Della compassione e
di un buon senso acquisito in decenni di esperienza con i vivi e con i morti. Quella voce ora era bandita
a causa di una tubatura intasata.
In fondo  un uomo ancora giovane. Passai la tessera nel lettore, in preda all'agitazione. Non
prendeva: la passai ancora. I vetri si aprirono sibilando. Non  giusto, pensai.
La vita non   giusta. La frase preferita della nonna mi fischi nelle orecchie dal passato.
Al diavolo il destino capriccioso. Non riuscivo a immaginare il laboratorio senza LaManche.
Non volevo.
La saletta era deserta, ma le pozze sul pavimento dicevano che non ero la prima a entrarci.
Infilai qualche moneta in un distributore: mi vers del caff trasparente come acqua bollente.
Di ritorno nell'area medico-legale, arrivai velocemente in fondo al corridoio.
Il mio orologio segnava le 9.10. La riunione del mattino in genere inizia alle nove.
La sala riunioni della nostra sezione  esattamente come la si immaginerebbe in un edificio
governativo: pareti verde alga, pavimento di piastrelle grigie, mobiletto portatelefono, tavolo e sedie
grigio piombo. Una lavagna/schermo di proiezione  appesa da una parte, dall'altra una porta si apre
sullo stanzino degli audiovisivi.
Due patologi sedevano con le spalle alle finestre. La luce del sole scaldava i capelli castani della
Ayers e faceva risplendere la pelata lentigginosa di Morin. La Santangelo era all'estremo opposto della
stanza. Le sue spalle curve tradivano stanchezza.
Di fronte ai membri storici c'era Marie-Andra Briel, il nuovo acquisto dell'LSJML. La Briel
era entrata a far parte dello staff l'autunno precedente, mentre io mi trovavo a Charlotte.  politica del
laboratorio che il primo anno i nuovi patologi non si occupino dei casi di omicidio, perci non avevo
mai lavorato con lei.
L'avevo incrociata nei corridoi e, alle riunioni, ci eravamo scambiate cenni di saluto da un capo
all'altro del tavolo, ma non avevamo praticamente avuto alcuna interazione personale. Sapevo poco di
lei per esperienza diretta e il poco che mi era stato riferito non era esattamente entusiasmante.
Un pomeriggio, sul tardi, esausto, LaManche s'era lasciato sfuggire di avere offerto e, dopo una
lunga esitazione, infine, assegnato il posto. A suo parere la candidata non era proprio una fuoriclasse,
ma il vecchio Jean Pelletier non c'era pi e, da oltre un anno, lui e gli altri stavano facendo il lavoro di
cinque persone.
Poi, anche se non l'aveva ancora rivelato, il capo, probabilmente, sapeva di andare incontro a
un intervento chirurgico nel prossimo futuro: era impensabile non assumere un altro patologo.
Perch una ricerca tanto prolungata? La paga  bassa e viene richiesta un'ottima conoscenza del
francese. Indovinato: la rosa dei papabili non era molto ampia.
Ayers e Morin sorrisero quando entrai. La Santangelo fece un salutino con la mano. Bonjour,
Tempe. L'accento di Morin era quello delle isole.  Comment a va?
a va bien.
Non potevi vivere senza il clima di Montral, eh? La Ayers conosceva il mio amore
sviscerato per la neve.
No comment. Mi accomodai.
La Briel lanci un'occhiata nella mia direzione.
Feci un cenno con il capo. Sorrisi.
Lei abbass gli occhi sul suo bloc notes. Linee verticali incresparono lo spazio sopra il naso, in
cui pesanti sopracciglia scure si allungavano una incontro all'altra.
Guardai la Ayers, che alz le spalle. Vai a sapere.
Tentai di nuovo. Spero tu ti sia ambientata, ormai.
Quella alz lo sguardo, le rughette verticali sempre al loro posto sulla fronte.
Oui.
Non permettere a questi vecchi caproni di farti saltare i nervi bel sottovoce Natalie Ayers.
So gestire le difficolt.
Marie-Andra Briel non aveva il dono della bellezza: circa trentadue anni, fondoschiena
imponente, capelli neri crespi e pelle color dei denti fluorizzati. Pelle che, in quel momento, divenne
incandescente.
Non che qualcuno rappresenti una difficolt per me. Non era ci che intendevo dire. Sono
molto felice di lavorare qui, grata dell'opportunit di imparare.
Bench grammaticalmente impeccabile, il suo francese era stranamente privo di accento o
d'inflessione. Decisamente non del Quebc, n europeo. Presi mentalmente nota di domandare le sue
origini.
Morin allung la mano e diede un affettuoso buffetto sulla sua. Stai andando bene.
La fronte di lei si distese. Di un micron.
La vecchia signora di Oka  gi? chiese Morin rivolto a me.
S. Ho cominciato l'analisi sabato, spero di finirla oggi.
Poi via per un Natale a Dixie? chiese la Ayers.
Questo  il piano.
Con i berretti da elfo in testa ai cani? Natalie amava scherzare sulle mie origini meridionali.
S. E tutti i cugini che si riuniscono nella mia roulotte a bere whisky distillato in casa e a
mangiare cotenna di maiale.
Bon.  Morin distribu il ruolino fotocopiato dei casi del giorno. Allora non perdiamo
tempo.
Diedi una scorsa al foglio. Otto autopsie, tipico luned. Un inferno.
Morin illustr ogni caso.
Un gatto delle nevi aveva sbattuto contro un albero vicino a Sainte Agathe. Un altro mezzo da
neve, poi, aveva investito il primo. Due morti. Sospetto stato di ebrezza.
Un marinaio argentino era morto in una sauna domestica nel Gay Village. Il presunto ospite era
in condizioni critiche al General. Sospetto abuso di alcol e droga.
Due uomini e una donna erano stati trovati morti nei loro letti a Baie Comeau.
Sospetto avvelenamento da monossido di carbonio.
Un uomo era stato ucciso a colpi d'arma da fuoco fuori da un discount a Longueuil.
Una donna era stata accoltellata in casa sua a Lac Beauport. L'ex marito era in stato di fermo.
Solo la vittima della sparatoria di Longueuil era d'identit sconosciuta. Si stavano immettendo
impronte nella banca dati e facendo circolare una foto a noti membri di gang cittadine.
Nulla che richiedesse la consulenza antropologica. Sarei stata libera di lavorare sulla vecchia
signora di Oka.
Bench si fosse offerta la Briel, Morin assegn a se stesso la vittima dell'accoltellamento.
Scrivemmo Mo  sul ruolino, accanto all'indicazione del caso.
La Santangelo si aggiudic i due guidatori dei gatti delle nevi. Sa.
La Ayers si offr di occuparsi del marinaio e del morto ammazzato. Di nuovo si propose la
Briel, ma venne rifiutata: niente omicidi per i principianti. Il marinaio saut  era di nazionalit
straniera e ci significava potenziali problemi diplomatici.
Ahi.
L'espressione accigliata della giovane patologa s'inaspr ulteriormente quando Morin scrisse
l'abbreviazione del suo nome accanto alle vittime dello chalet e le lanci una bustina trasparente con
alcuni flaconcini di medicinali.
Il diario clinico di Christelle Villejoin disse Michael, porgendomi una busta le cui dimensioni
non parevano incoraggianti.
Niente radiografie?
Scosse il capo.
Impronte dentarie?
A quanto pare, les soeurs Villejoin  non andavano pazze per la classe medica. In quel dossier
sembra tutto piuttosto datato.
Grandioso.
Morin pass a questioni di budget. Il ministero richiedeva ulteriori tagli. Niente di nuovo. Ogni
anno i finanziamenti diventavano sempre pi esigui. Ormai si diceva, scherzando, che le autopsie
sarebbero state pagate al chilo.
Stavamo per alzarci quando la Briel prese la parola.
Ho una nuova studente.
Tutti ci bloccammo.
Una studente? Morin inarc un sopracciglio con aria perplessa.
Sto dando inizio a un nuovo progetto e mi serve un'assistente per le ricerche.
Un progetto? Il sopracciglio arriv ancora pi in alto.
Montral resta l'ultima citt nordamericana e canadese sopra il milione di abitanti che non
fluorizza le acque. Lo fanno solo talune comunit delle Isole Occidentali: Pointe Claire, Dorval,
Beaconsfeld, Baie d'Urf, Kirkland e alcune zone di Dollard des Ormeaux e Sainte Anne de
Bellevue.
Natalie emise un gemito sommesso. Era una vecchia questione.
La Briel la ignor.
Bench il governo del Quebc sostenga la fluorizzazione e si sia offerto di finanziarla nell'area
di Montral, la citt rifiuta. Ho letto statistiche secondo cui i ragazzini, qui, hanno il settantasette per
cento in pi di carie rispetto a quelli delle zone del Quebc in cui le acque sono addizionate di fluoro.
La dicotomia presente sull'isola di Montral ne fa un laboratorio naturale. La mia assistente e io
confronteremo le percentuali d'insorgenza della carie nei bambini della citt con quelle relative ai
piccoli abitanti dei sobborghi dalle acque fluorizzate.
Tutti i cost dovranno...
Ho una sovvenzione.
Che fine ha fatto la studente che c'era prima?
Sono stata costretta a mandarla via.
Chi  la nuova collaboratrice? domand la Santangelo.
Solange Duclos.  al quarto anno di biologia all'Universit de Montral. Verr sei ore la
settimana a partire da marted prossimo.
Non sarebbe stato opportuno discuterne, prima di prendere un impegno?
comment la Santangelo, non senza una nota di asprezza nella voce. Ci sono esigenze di
sicurezza e di privacy qui.
Le guance della Briel s'incendiarono di nuovo, facendomi tornare in mente Chris Corcoran. Il
che mi ricord Edward Allen Jurmain e il suo subdolo informatore.
Avrei cominciato a indagare sulla faccenda non appena finito con la donna di Oka.
... visibilit per il laboratorio. Ho in animo di presentare i risultati alla American Academy of
Forensic Sciences. E di pubblicarli sul Journal of Forensic Sciences, sulla rivista dell'Associazione
dentisti canadesi.
La Ayers fece per commentare. Morin l'interruppe.
Sei nuova qui. C' molto da imparare.
Le spalle della Briel ebbero un sussulto. Ho portato a termine un programma da interno in
patologia anatomica e clinica. E vari corsi di specializzazione postdottorato. Non sono priva
d'esperienza.
La nostra agenda delle autopsie  estremamente impegnativa disse la Ayers.
Guarda oggi. Hai due casi.
Non mi importa di lavorare fino a tardi o nei weekend. La ricerca si svolger nel mio tempo
libero.
La Ayers scosse la testa. La Santangelo scrisse qualcosa sul suo ruolino.
L'accesso dev'essere limitato alla sola nostra sezione ammon Morin. Come la studente che
avevi prima, la signorina Duclos non potr entrare in obitorio, n in alcuna delle altre aree riservate
dell'edificio. E, per motivi di sicurezza, dovr sottoporsi a una completa verifica dei dati personali.
La verifica  gi stata fatta.
Fai venire la Duclos nel mio ufficio, quando arriva, marted.
Morin si guard intorno. Altre questioni?
Niente.
E allora, mano al bisturi!
Di sotto, le ossa di Oka erano come le avevo lasciate.
L'orologio segnava le 10.10. Normalmente, avrei cominciato completando l'inventario
scheletrico, ma poich Hubert doveva chiamare di l a poco, decisi di saltare il protocollo e passare
direttamente all'identificazione. Il conteggio totale delle ossa poteva aspettare.
Per non farmi condizionare da idee preconcette, eseguo l'analisi prima di visionare la
documentazione. Considero tale modo di procedere una sorta di controllo in doppio cieco.
Misi da parte il materiale antemortem e cominciai a delineare un profilo biologico.
A mezzogiorno avevo ormai stabilito che lo scheletro apparteneva, in effetti, a una donna
bianca sopra i sessantacinque anni. Pur riscontrando osteoartrite estesa, periostite avanzata e
significativa perdita dentaria, non avevo rilevato nulla di abbastanza peculiare da permettermi di
definire l'identit.
Stavo giusto sfilando dalla busta le cartelle cliniche di Christelle Villejoin, quando sentii la
porta dell'anticamera che si apriva. Qualche istante dopo, apparve la Briel.
Bench la fronte fosse sempre aggrottata, atteggi le labbra in quello che decisi di considerare
un sorriso.
Sei in pausa? domandai.
Mi interessano le ossa. Posso guardarti lavorare?
Non mi aveva risposto, io non risposi a lei.
Mi spiace, so pochissimo di te. Sono via cos spesso! Da dove arrivi?
Fraintese il senso della domanda. Mio padre era un diplomatico. Abbiamo sempre viaggiato
molto.
Okay, questo spiegava l'accento.
Dove abitavi prima di Montral?
Montpellier, Francia.
Wow! Shock climatico risi.
Lei no. Mio marito  di qui.
Be', per c' inverno e inverno! Feci il gesto di soppesare due oggetti, uno in ogni mano.
Sud della Francia e Quebc? Questo si chiama amore!
Il cipiglio perpetuo non si attenuava mai.
Di che cosa si occupa tuo marito? \  in un'impresa privata.
Fare conversazione era come estrarre un molare incluso e ricordai perch, in tante occasioni, ci
avevo rinunciato. Tenni duro ugualmente.
Abitate in citt?
Abbiamo un appartamento sulla Fullum.
Pratico. Arrivi qui a piedi.
S. Posso guardare?
Quando lavoro ci sono cose che evito come la peste: i poliziotti che mi mettono fretta; gli
avvocati che cercano d'influenzarmi; e la gente appollaiata sulla spalla a osservare.
Feci per aggirare la richiesta come avevo sempre fatto con le altre di ugual genere.
Mi dispiace, ma ho cercato di spiegarlo, io non...
 la mia pausa pranzo. Tempo mio.
Sto davvero lavorando a spron battuto per finire. Sorriso modesto. Inoltre, ci che faccio 
per lo pi di una noia mortale.
A me non sembra.
Stavo per formulare un rifiuto pi netto, quando la porta si apr di nuovo. Il mio secondo ospite
era Ryan e la sua espressione mi disse che qualcosa non andava.
Che c'? chiesi.
Accenn ai resti col mento.  la Villejoin?
Non ho finito.
Lui fece un cenno di saluto in direzione della Briel, poi si rivolse a me. La situazione potrebbe
essere pi nera di quel che pensavamo.
16
Ryan si scompigli i capelli, si torment le labbra e infine le sue dita andarono a tamburellare
sulla cintura.
Potremmo avere a che fare con un serial killer.
Accanto a me, la Briel s'immobilizz, trattenne il fiato.
A Montral?
No, in Per.
Mooolto divertente.
Ho incontrato il tuo amico Claudel questa mattina.
Il sergent-dtective  Luc   Claudel, polizia urbana. Mio amico pi o meno come Caino di
Abele.
Sta lavorando a un PS.
A un caso di persona scomparsa.
Dieci giorni fa, un tizio di nome Mathieu Baudry ha fatto visita a uno dei suoi locatari, la
signora Marilyn Keiser, una vedova di settantadue anni che viveva sola.
Baudry era incazzato per un ritardo nel pagamento dell'affitto.
Dov' il posto?
douard Montpetit. L'appartamento sembrava abbandonato: posta inevasa, piante morte,
avanzi in frigorifero. Il solito. L'uomo ha chiesto in giro nel palazzo: nessuno dei vicini vedeva la
signora da mesi. Una donna ha suggerito che forse era andata a svernare al Sud.
Lo faceva abitualmente?
No. Non era molto amante dei viaggi. Guidava ancora, ma si limitava a brevi spostamenti
occasionali: Quebc City, Ottawa, Charlevoix. Niente di pi.
L'auto manca?
Annu.
Famiglia?
Due figli, entrambi sposati, che vivono nell'Alberta. L'unico parente in zona  un figliastro di
nome Myron Pinsker. Baudry ha tentato pi volte di contattarlo: dopo una settimana di chiamate a
vuoto, vedendo che Pinsker non si faceva vivo, s' arreso e ha telefonato al 911.
Dai primi accertamenti di Claudel  emerso che dal mese di ottobre Marilyn Keiser si  persa
visite mediche, riunioni del circolo di lettura, un incontro con il suo rabbino e circa un milione di altri
appuntamenti. Niente scuse, niente spiegazioni.
E non  da lei?
Decisamente no. Il figliastro, quarantaquattro anni,  un dipendente del West Island Golf Club.
A Beaconsfield, credo. Ha dichiarato di non sapere nulla della sparizione.
Forse non era molto legato alla matrigna.
Forse, ma qualcuno ha riscosso gli ultimi tre assegni della pensione di anzianit della signora
Keiser.
Merda.
Claudel l'ha saputo ieri sul tardi. Questa mattina ha costretto Pinsker a trascinare le chiappe
alla centrale.
Il sergente Claudel pensa che madame Keiser sia morta?
Ryan e io ci voltammo verso la Briel, sorpresi. Era rimasta cos immobile che avevamo
dimenticato entrambi la sua presenza.
Le premesse non lasciano ben sperare le rispose Ryan.
Sospetta il figliastro?
Pinsker far meglio ad avere una spiegazione per quegli assegni.
Si rivolse a me. Quattro donne anziane in due anni.
Quattro? Dovevo apparire confusa.
La Keiser, Anne-Isabelle Villejoin, questa indic con un brusco movimento del pollice le
ossa alle mie spalle, e la Jurmain.
Non mi pare che Rose Jurmain si potesse definire anziana obiettai.
Ma lo sembrava. Ricordi le foto di Janice Spitz? Quelle scattate poco prima della morte?
Annuii: era vero. Sar stato per i farmaci, per l'alcol: Rose dimostrava qualche decina d'anni in
pi.
Di nuovo, Ryan accenn al tavolo anatomico. Con la scomparsa della Keiser,
quest'identificazione potrebbe riservare delle sorprese.
Ricordai la domanda retorica di Hubert, accanto alla fossa di Oka: quante nonnine spariscono
da queste parti?
Troppe, pensai.
Di qui a un'ora dissi, sapr se  Christelle Villejoin.
Diamoci una mossa. Claudel sta interrogando Pinsker in questo momento.
E se ne and senza aggiungere altro.
Un parente mosso dall'avidit? O un predatore anonimo che sceglie le vittime pi indifese?
Avvertii il solito tumulto di emozioni: rabbia, sdegno, dolore.
Avevo bisogno di una pausa.
Scusandomi con la Briel, mi strappai via i guanti in lattice e andai di sopra.
Trenta minuti dopo ero gi di ritorno nel seminterrato. Percorrendo il corridoio, notai la giovane
patologa attraverso la finestrella della sala autopsia pi grande: stava parlando con Joe Bonnet, mentre
estraeva il cervello da uno dei cadaveri di Baie Comeau.
Indugiai brevemente, chiedendomi come potessero legare quei due: lui era permaloso, se la
prendeva per un niente, lei aveva il calore di una statua.
La Briel disse qualcosa, Joe ascolt, i capelli che facevano l'imitazione di un Ric Flair ultima
maniera sotto la   luce fluorescente.
Lei gli tocc la mano. Lui sorrise. Anzi, rise.
Proseguii fino alla sala quattro.
Presi la busta del Bureau du coroner che Morin mi aveva consegnato e ne disposi il contenuto
sul tavolo dell'anticamera.
Il mio pessimismo era giustificato: non c'era molto da disporre.
Le ultime voci compilate risalivano al 1987. Niente di sinistro: semplicemente, lo spazio negli
ambulatori scarseggia e, non appena la legge lo consente, le carte vengono mandate al macero.
Negli ultimi due decenni, Christelle Villejoin era ricorsa - moderatamente - a un medico di base
che rispondeva al nome di Sylvain Rayner.
Nel 1989 le era stato diagnosticato il fuoco di Sant'Antonio, nel 1994 una leggera bronchite.
Le trascrizioni pi recenti datavano 1997.
Il 24 aprile, la signora aveva lamentato un problema di stitichezza. Rayner le aveva prescritto
un lassativo. Il 26 aprile il disturbo si era trasformato in diarrea.
E bravo il nostro medico!
La Villejoin non presentava alcuna storia di alterazione ossea. Nel suo corpo non erano stati
impiantati stent, chiodi per osteosintesi, articolazioni artificiali. Non aveva subito fratture o interventi
chirurgici di sorta.
Non una radiografia.
Nulla di odontoiatrico.
Il suo diario clinico non mi era di alcuna utilit.
Ma c'era il numero dello studio di Rayner.
Quando chiamai, una voce metallica mi disse di andare a farmi un giro. Sto parafrasando.
Intuizione improvvisa. Tornai al dodicesimo piano e tentai con Google sul mio laptop.
Sylvain Alexandre Rayner si era laureato in medicina alla McGill nel 1952, era andato in
pensione nel 1998. Un'altra piccola ricerca ed ecco numero di casa e indirizzo della residenza a Cte
Saint Luc.
Dio benedica Internet.
Provai. Nessuno rispose. Lasciai un messaggio e tornai di sotto.
Ero appena entrata nella sala quattro, quando trill il telefono dell'anticamera.
La dottoressa Temperance Brennan, s'il vous plat  disse una voce maschile.
Posso chiedere chi parla?
Sylvain Rayner.
Lo stesso Sylvain Rayner che aveva in cura Christelle Villejoin? Parlavo lentamente, a voce
alta, sulla base di un pregiudizio diffuso e spesso errato: Rayner era anziano, quindi sicuramente duro
d'orecchi e, forse, di comprendonio.
Oui.
Il dottor  Sylvain Rayner? Ripetei il nome, alzando il volume e sottolineando il titolo.
Guardi che la sento, signorina. Era passato all'inglese. Sono Rayner, la sto richiamando. Il
dottore aveva un udito eccellente, o un ottimo apparecchio acustico: si era persino accorto della mia
inflessione anglofona.
Mi scusi, signore. A volte, questo telefono distorce i livelli sonori mentii.
Posso aiutarla?
Mi chiamo Temperance Brennan, come le dicevo nel messaggio. Sono l'antropologa forense
che collabora con il coroner di Montral. Avrei alcune domande su una sua ex paziente.
Mi aspettavo il solito rifiuto per ragioni di segreto professionale. Dovetti ricredermi.
Ha trovato Christelle Villejoin! esclam Rayner.
Forse. Cauta. Sono arrivati dei resti in obitorio. Ho stabilito che le ossa appartengono a una
donna bianca di et avanzata, ma non ho trovato informazioni abbastanza peculiari da permettere
l'identificazione. Il dossier medico di cui dispongo  alquanto limitato.
Non mi sorprende. Le sorelle Villejoin vantavano un corredo genetico invidiabile.
Le ho avute in cura tutte e due dalla met degli anni Settanta fino al mio pensionamento, nel
1998. Mai una malattia. Oh, certo, un mal di pancia di quando in quando, un raffreddore, magari
un'eruzione cutanea. Anne-Isabelle e Christelle sono forse le due pazienti pi sane che abbia avuto in
quarantasei anni di carriera. Mai fumato. Mai bevuto. Prendevano solo vitamine e un'aspirina al
bisogno. Niente pozioni magiche o segreti miracolosi: solo un DNA di qualit superiore.
Il coroner non ha fornito cartelle odontoiatriche.
Con i denti erano meno fortunate: li consumavano a furia di spazzolarli, ma quelli cadevano lo
stesso. E non importa quanto mi sgolassi: tutte e due odiavano i dentisti.
Una cosa che avevano ereditato dalla madre, credo.
Capisco. Scoraggiata, mi lasciai cadere sulla poltroncina.
Il fatto  che diffidavano della medicina in generale. A quanto so, dopo il mio pensionamento,
hanno smesso completamente di andare dal medico. Le avevo indirizzate al giovane che subentr nel
mio ambulatorio, ma una volta mi rifer che non si erano mai fatte sentire. Buffo: proprio loro che
hanno lavorato una vita intera in ospedale.
Lo ?, pensai. Forse ne avevano viste troppe.
Ricordo l'aggressione aggiunse Rayner. Povera Anne-Isabelle. Immagino che lo stesso
animale decerebrato abbia ucciso anche Christelle quel giorno...
Mi dispiace. Non posso parlare dell'indagine in corso.
Non si lasci infinocchiare.
Viviamo in un mondo spietato.
Difficile contestarlo.
Dottor Rayner, non le viene in mente un particolare che potrebbe aiutarmi
nell'identificazione? Magari qualcosa che aveva notato visitando Christelle o che lei stessa le aveva
riferito. Oppure un dettaglio scoperto in referti precedenti, non pi reperibili...
In corridoio sentii aprirsi, poi richiudersi, una porta. Passi. Il silenzio all'altro capo della linea
dur talmente a lungo che pensai di aver perso il mio interlocutore.
Signore?
In effetti una cosa c'era.
Raddrizzai la schiena. Dica lo esortai.
Christelle presentava una flessione di novanta gradi in corrispondenza dell'articolazione
interfalangea prossimale del quinto dito. Quando mi informai in proposito, rispose che il suo mignolo
destro era storto fin dalla nascita.
E le altre articolazioni di quel dito? Afferrai carta e penna.
Normali, almeno inizialmente. Ogni volta che la visitavo, esaminavo la mano.
Negli anni  insorta una deformit compensatoria nelle articolazioni metacarpo-falangea e
interfalangea distale.
Camptodattilia? indovinai.
Credo.
Congenita?
S.
Bilaterale?
Presente solo a destra.
Niente radiografie?
Gliel'ho proposto pi volte: Christelle ha sempre rifiutato. Diceva che quel difetto non le
causava alcun dolore. Il dito non le dava disturbo e non richiese mai una terapia, perci non l'ho
riportato nel diario clinico. Pareva un dettaglio trascurabile.
D'improvviso non vedevo l'ora di tornare alle ossa.
Grazie infinite, dottore. Mi  stato di grande aiuto.
Chiami se ha bisogno di sapere altro.
Anche se il dito pu apparire dolorosamente distorto, la camptodattilia  in genere asintomatica.
E, come Christelle, molti che ne sono affetti non cercano assistenza medica.
Non particolarmente utile dal punto di vista della cartella antemortem.
Ma c'erano comunque due aspetti molto  utili.
La camptodattilia colpisce meno dell'uno per cento della popolazione.
La camptodattilia lascia il segno sulle articolazioni.
Appena riagganciato, mi fiondai di sopra, agguantai una Diet Coke, poi tornai praticamente
danzando alla sala quattro.
Radunai le falangi non ancora classificate e cominciai a suddividerle.
Posizione: prossimale, media, distale.
Dito: primo, secondo, terzo, quarto, quinto.
Lato: destro, sinistro.
Fatto.
Sgranai gli occhi, incredula.
17
Impossibile.
Joe e io le avevamo recuperate tutte e cinquantasei.
Ispezionai ogni centimetro del tavolo anatomico, l'intero scheletro, la lettiga, il sacco per
cadaveri, il pavimento, il banco, il lavandino, il foglio di plastica che avevo usato per coprire i resti.
Mancavano all'appello la falange distale del medio destro e le tre falangi del mignolo destro.
Cercai ancora.
No.
Le falangi sono piccole:  facile che si perdano nel caso di cadaveri abbandonati in spazi aperti.
Le avevano sottratte i roditori? I ratti dei boschi sono noti per nascondere residui organici nella
tana. Erano state trasportate via da acque freatiche filtrate in superficie?
O ero io che avevo sbagliato alla grande?
Lo scheletro aveva assunto la stessa colorazione scura del terreno. Mi erano sfuggite dentro la
fossa? Nel setaccio? Scavando, ero arrivata quindici centimetri sotto le spoglie: radici o insetti
potevano aver trascinato quegli affarini ancora pi in profondit?
C'era una spiegazione pi sinistra? Il mignolo di Christelle era stato mozzato prima di spedirla
sottoterra? In tal caso, che fine aveva fatto la punta del medio?
E, cosa pi importante, perch asportare il mignolo? L'assassino conosceva la vittima? Era
consapevole del valore forense della sua deformit?
Ges, non poteva essere. La camptodattlia era tutto ci che avevo.
E Hubert avrebbe telefonato a momenti.
Errore.
Udii dei passi, mi voltai di scatto.
Il ventre del coroner varcava la soglia in quell'istante. Seguito dal resto della sua persona.
Dottoressa Brennan. Sorriso strizzaguance. Che cos'ha per me?
A dire il vero, non ho ancora finito.
Scost il polsino, guard l'orologio.
Non ci sono radiografie, n cartelle odontoiatriche e nemmeno un diario clinico completo. Con
quest'altra vecchietta che  scomparsa...
Aggrott la fronte. Quale altra vecchietta?
Sintetizzai quel che Ryan mi aveva riferito riguardo a Marilyn Keiser
Eh, misre.
Ma forse ho trovato qualcosa.
Sospir attraverso il naso. Che emise un lungo fischio.
Quando?
Presto.
Sar nel mio ufficio.
Non appena se ne fu andato, setacciai di nuovo la sala autopsia.
Niente da fare: non c'era traccia degli ossicini mancanti.
Me ne rimasi l impalata, le braccia strette intorno alla vita.
L'inventario scheletrico?
Controllai.
Alla fossa, avevo indicato il recupero di cinquantasei falangi. Le altre informazioni non erano di
alcuna utilit: avevo identificato ossa carpali, metacarpali, tarsali e metatarsali, ma mi ero limitata ad
annotare il computo delle falangi e, in seguito, a imbustare il tutto. Errore di calcolo? Legnetti o
sassolini scambiati per reperti ossei?
Joe?
Forse il mio assistente avrebbe potuto aiutarmi a ricostruire l'accaduto. Percorsi quasi di corsa il
corridoio. La sala autopsia pi grande era deserta. Chiamai di sopra, trovai la sua segreteria. Ovvio:
pausa pranzo.
Foto d'obitorio?
L'ingresso delle spoglie era avvenuto di sabato: avevo lavorato da sola. Le ossa non
richiedevano la pulitura, non c'era dunque il rischio che fossero state alterate involontariamente nel
processo.
A parte gli scatti generici che documentavano le condizioni all'arrivo, avevo deciso di
rimandare le riprese dettagliate al momento in cui lo scheletro fosse stato riassemblato.
Foto della scena del crimine?
Era alquanto improbabile, ma non impossibile, che il mignolo apparisse in qualche scatto
ravvicinato.
Presi le scale di servizio fino al pianterreno, uscii nell'atrio e salii al secondo piano con un
ascensore non riservato. Un tizio di nome Pellerin mi accolse al Service de l'identit judiciaire.
Richiesi le istantanee dell'esumazione di Oka. L'uomo mi preg di attendere e scomparve.
Poco dopo arriv con una grossa busta marrone. Lo ringraziai, tornai di sotto.
Tolsi dalla busta un album rilegato a spirale e cominciai a passare in rassegna le stampe a colori
formato tredici per diciotto.
La sequenza iniziale conteneva la solita panoramica del territorio, delle vie d accesso e di
un'area circoscritta dal nastro giallo della polizia, ripresa da varie angolazioni. La tenda era l'unico
elemento atipico.
Sfogliai rapidamente, saltando: a me interessavano le ossa.
C'erano varie immagini dello scheletro dentro la buca, fotografato a una distanza di quasi due
metri. Poich la vittima giaceva adagiata su un fianco, la mano destra era difficile da vedere.
Tentai con una lente d'ingrandimento. Non fu di molto aiuto.
Continuai a scartabellare.
C'erano eccellenti primi piani del cranio, della cassa toracica, del bacino e dei quattro arti: nella
fossa, accanto alla fossa, sulla plastica.
Sessantadue scatti, non uno ravvicinato delle mani o dei piedi.
Mi appoggiai allo schienale, scoraggiata.
Avevo tralasciato dei reperti fondamentali? Sto sempre scrupolosamente attenta in fase di
recupero: c' chi mi considera persino maniacale. Eppure dovevo ammettere la possibilit: si moriva
dal caldo in quella tenda; ero indolenzita, c'era poca luce...
Allora perch un totale corretto sul foglio dell'inventario?
Avevo perso le falangi in laboratorio? Ero stanca, quel sabato, traboccavo autocommiserazione.
Le falangi del mignolo sono affanni minuscoli: erano finite nello scarico del lavandino mentre mi
lavavo le mani? Le avevo trasportate all'esterno dentro un orlo o un polsino? Schiacciate sotto un tacco
o la ruota di una lettiga?
Importava qualcosa? Le ossa, evidentemente, mancavano. La domanda era: e adesso?
Se le avevo lasciate nella fossa, Hubert sarebbe stato a dir poco seccato: tornare a Oka avrebbe
implicato uno spreco di denaro e di energie. La tenda, il sistema di riscaldamento, l'automezzo, il
personale.
Se le avevo perse dopo il recupero... altro che seccato: sarebbe stato furioso.
Sottacere la camptodattilia? Dopo tutto, l'avevo scoperta assolutamente per caso: l'anomalia
non compariva nella cartella clinica della Villejoin. Dire semplicemente a Hubert che la mia pista non
aveva dato i risultati sperati? Era vero.  Pi o meno.
Levata di scudi di un fantastiliardo di cellule cerebrali.
Correttezza.
Etica.
Merda.
Sapendo che era perfettamente inutile, rivoltai la sala autopsia, frugando cassetti, vuotando
armadi, passando le dita lungo il battiscopa e sotto il banco di lavoro.
Trovai solo detriti che preferisco non descrivere, mi arresi e percorsi il corridoio centimetro per
centimetro, una piastrella dopo l'altra.
Niente falangi.
Hubert avrebbe voluto che completassi l'analisi del trauma prima di fargli rapporto.
Tutte scuse per rimandare.
Merda.
Con estrema lentezza, coprii le ossa, tolsi i guanti, lavai le mani, fregando accuratamente sotto
le unghie. Mi ravviai i capelli, li ripettinai, li raccolsi a coda di cavallo.
Incapace di tergiversare ancora, presi l'ascensore fino al decimo piano.
Il coroner era al suo tavolo, questa volta senza giacca. La camicia era rossa, macchiata di caff,
e faceva a pugni con la cravatta rossa e verde decorata con alberelli di Natale e bigliettini che
auguravano chiassosamente Buone Feste!.
Bussai con le nocche sul telaio della porta.
L'uomo alz la testa. Il drappeggio di menti si stir.
Ah, ottimo.
Una mano tozza sventol, invitandomi a entrare.
Flashback. Perry Schechter. Ricordai a me stessa di informarmi su Rose Jurmain.
Due piccioni eccetera.
Bonnes nouvelles?  domand Hubert.
A dire il vero, le notizie non sono granch.
Si appoggi pesantemente allo schienale, portando il poliestere rosa al limite di rottura.
Ora la mano sventol in direzione di una sedia. Mi accomodai.
Tolsi un immaginario filo dal mio camice.
Inspirai a fondo.
Ha presente la camptodattilia? esordii.
No. In Quebc i coroner possono essere medici o avvocati. Hubert apparteneva alla seconda
categoria.
Descrissi l'affezione, quindi ricapitolai la mia conversazione telefonica con Sylvain Rayner.
Sembra promettente.
Tranne per un particolare.
Attese.
Non ho le falangi del mignolo destro.
Perch no?
Non sono state raccolte o sono finite fuori posto.
Non capisco.
Parlai del conteggio che avevo effettuato in loco. E delle mie infruttuose ricerche al piano di
sotto.
Mancano solo quelle?
E la distale del medio destro.
Un errore in grado di compromettere l'identificazione... Intervenuto in fase di recupero, di
documentazione o di analisi. E lei non mi sa dire quale delle tre.
S. Mi sentii avvampare.
Tutto ci  estremamente spiacevole.
Non replicai.
Questo  un omicidio.
S.
Se la donna in sala autopsia  Christelle Villejoin, il caso riscuoter notevole attenzione. Ora
poi che  scomparsa un'altra anziana - Marilyn Keiser - l'attenzione diverr stratosferica.
Sentii che correggergli il vocabolario non sarebbe stata una buona idea e frenai la lingua.
Forse quelle falangi non ci sono mai state continu. Forse l'assassino ha mozzato il dito
della vittima.
Perch avrei registrato un totale di cinquantasei ossa?
Negligenza?
Verificher la presenza di segni d'arma da taglio sul quinto metacarpale destro.
Ma ero convinta di non trovarne: li avrei notati durante la catalogazione.
Gli anglofoni tendono a imprecare con riferimenti a organi e funzioni corporali (non ho bisogno
di citare esempi). I canadesi francofoni ricorrono alla terminologia liturgica. Estie:  ostia. Clice:
calice. Tabarnac e tabarnouche:  tabernacolo.
Estie.  Hubert soffi fuori l'aria attraverso labbra protese. E l'analisi del trauma?
Ci sto ancora lavorando.
Segu un momento di silenzio.
In effetti, potrebbero essercene quattro dissi.
Quattro cosa? Mi guard come se avessi sniffato la colla.
Donne anziane uccise nell'area di Montral. Se  Marilyn Keiser  stata uccisa, e naturalmente
non lo sappiamo...
Chi  la quarta?
Rose Jurmain.
Chi?
Il marzo scorso  stato trovato lo scheletro di un individuo di sesso femminile vicino a Sainte
Marguerite.
 risultato trattarsi di una donna scomparsa due anni e mezzo prima.
Hubert scatt in avanti, con notevole scuotimento della sua massa gelatinosa.
Ma certo! Un dito sferz l'aria. Era una ricca americana, il padre un uomo molto introdotto.
Come dimenticarlo? Mi aveva rotto l'anima. Lei e Ryan avete trasportato le ossa a Chicago. La
Jurmain, per, non era vecchia.
Cinquantanove anni. Descrissi l'aspetto prematuramente attempato di Rose.
Tabarnac.
Il viso di Hubert era ormai del colore della camicia. Decisi che, per il momento, era meglio
sorvolare sulla questione dei miei problemi con Edward Allen.
Potrei prelevare campioni ossei dallo scheletro e inviarli per un test del DNA. Ma nell'attimo
stesso in cui la enunciai, seppi che era un'idea stupida.
Christelle Villejoin aveva un'unica parente: sua sorella, ormai defunta. Lei stessa mi ha
appena riferito che dalla cartella della vittima non risultano interventi chirurgici, perci non avremo
fortuna con calcoli o campioni di tessuto depositati in ospedale. E il fatto  accaduto un anno e mezzo
fa: la casa sar stata certamente ripulita da spazzolini, pettini, fazzoletti e chewing gum masticati. Con
che cosa lo confrontiamo questo DNA?
Credevo ci fossero dei famigliari nella Beauce. Si  tentato di rintracciarli?
Non si disturb nemmeno di rispondere. Ricordai che Ryan aveva parlato di un buco nell'acqua,
ma quanto era stata accurata la ricerca? Presi mentalmente nota di effettuare una seconda verifica.
Marilyn Keiser ha due figli da qualche parte all'Ovest dissi. Potremmo almeno stabilire se
lo scheletro sia o non sia il suo.
E in caso non lo fosse, saremmo ancora in alto mare.
Potremmo esumare Anne-Isabelle.
Cremata. In una parola, condens un'intera enciclopedia di disprezzo.
Sar felice di tornare a Oka.
Questa volta la mano sventol per liquidare me.
Nel piccolo ufficio cal un silenzio teso.
Ormai ero sulla lista nera del coroner. Tanto valeva...
Forse non  il momento adatto, ma vorrei parlarle di una faccenda inerente al caso Jurmain.
Definire il suo sguardo sprezzante era dir poco. Lo ignorai e cominciai a spiegare il mio
dilemma in merito al misterioso informatore di Edward Allen.
Il telefono scelse precisamente quel momento per trillare.
Hubert rispose, ascolt, lo scorno indelebilmente impresso sul volto. Poi, coprendo il ricevitore
con il palmo, si rivolse a me.
Voglio il suo rapporto sul trauma appena possibile.
Un invito non troppo sottile ad alzare i tacchi.
18
Dedicai il resto della giornata alla donna di Oka.
Quattro ore di lavoro sulle ossa non rivelarono ulteriori offese alla sua persona: niente tagli,
niente coltellate, niente fori di pallottola, nessun trauma postcranico.
La frattura del cranio, tuttavia, era impressionante.
Quando riemersi, alle cinque, era gi buio da un'ora. Sul mio tavolo non trovai alcuna Demande
d'Expertise en Anthropologie  ad attendermi, niente messaggi urgenti di poliziotti o avvocati. Nessuna
novit da Ryan.
Piumino ben chiuso, sciarpa, stivali e guanti, mi diressi fuori. I cumuli di neve lungo i cordoli e
sui marciapiedi erano gi anneriti.
Lungo la strada che portava alla metropolitana, guidatori esasperati si facevano uscire l'ernia
per disseppellire le proprie auto. Fumi di scarico rosseggiavano su uno sfondo di fari accesi,
imbottigliati nel traffico. Il sale mi scricchiolava sotto i piedi.
Mi congratulai con me stessa per avere scelto i mezzi pubblici.
Senza Birdie o Charlie, l'appartamento sembrava buio e vuoto. Misi su un CD di Dorothe
Berryman per tenermi compagnia. Duettando con lei nella sua versione dei successi di Mabel Mercer,
Sarah Vaughan ed Ella Fitzgerald, improvvisai un miscuglio di linguine, pinoli, pomodori e feta.
Niente male.
Dopo cena, mi collegai in rete.
Poche cose hanno migliorato la mia vita, negli ultimi anni, quanto il ripristino del favoloso
collegamento diretto della u.s. Airways tra la Belle Ville  e la Queen City.
Addio scalo a Philadelphia! Benvenuti bagagli a Charlotte!
Nel giro di qualche minuto avevo prenotato un posto sul volo di gioved mattina.
Mentre richiudevo il laptop, il mio sorriso aveva l'apertura alare di un 747.
Going home, going home, I'm agoing home.
Dorothe non avrebbe invidiato il mio assolo.
L'indomani, marted, ero in piedi alle sette. Alle otto ero gi in laboratorio.
Tra le autopsie previste in mattinata, un operaio rimasto schiacciato in un birrificio e una
contabile che aveva usato un timer e dei cavi elettrici per suicidarsi rimanendo fulminata. Coscienziosa
anche nell'estremo gesto, la signora si era appuntata sul maglione un bigliettino, avvertendo del rischio
potenziale.
Alle dieci avevo ormai fotografato e riprodotto graficamente il trauma cranico della donna di
Oka, e steso il mio rapporto. Fotocopiai il disegno e stampai vedute superiori, laterali e interne del
cranio.
Dopo aver buttato gi una tazza di pessimo caff, mi avviai per le scale, diretta nell'ufficio del
coroner.
Hubert era l. La camicia del giorno era color lavanda, la cravatta sempre rossa e verde.
Bastoncini di zucchero e rametti d'agrifoglio avevano sostituito il motivo di abeti del giorno prima.
 stata colpita una volta da dietro e una volta quando era gi a terra.
Pos la penna che aveva in mano.
Feci il giro del tavolo e gli piazzai stampe e disegno sulla scrivania. Nelle foto e nello schema
avevo contrassegnato le fratture con lettere dell'alfabeto.
Percorsi con il dito una linea frastagliata che attraversava la parte posteriore del cranio da destra
verso sinistra.
La lettera A rappresenta una frattura radiale causata da un colpo alla parte posteriore del
parietale destro.
Indicai una depressione dietro la sutura sagittale, sulla sommit della volta cranica.
Dal centro si dipartivano crepe a raggiera.
La B individua una frattura da schiacciamento.
Causata da un colpo inferto alla calotta.
S.
Un dito tozzo scese su una depressione parallela a un lato della frattura appena descritta.
Bonjour.
Su quella torner tra un istante. Le C contrassegnano fratture radiali e concentriche associate a
B. Noti che ogni C termina il suo decorso in A.
Hubert emise un rumore di gola.
Una volta formata, una crepa si propaga finch la sua energia non si disperde. In altre parole,
quando raggiunge un'apertura, si esaurisce l. Perci, la frattura A  preesistente alla frattura B e a tutte
le sue diramazioni, le C.
Hubert afferr il concetto. La calotta cranica  stata colpita dopo  il parietale.
Esattamente. Il primo colpo pu essere stato letale, ma l'assassino non ha lasciato nulla al
caso. Dopo che la vittima  caduta, l'ha percossa di nuovo per assicurarsi che non si sarebbe pi
rialzata.
Con che cosa?
Indicai il margine della depressione che aveva attratto l'attenzione del coroner.
La forma della depressione fa pensare a un oggetto cilindrico che si allarga in una superficie
piatta con una cresta centrale rilevata.
Hubert studi l'immagine. Il telefono si mise a suonare. Lo ignor.
Finalmente: Une pelle?.  Una pala.
Questa  la mia deduzione.
Presi la veduta dall'interno e indicai una chiazza scura adiacente alle due sedi di frattura.
Emorragia. Teso. Il cuore batteva ancora.
Confermai annuendo.
Hubert non alz gli occhi a incontrare i miei.
Una vecchia indifesa viene costretta a camminare nuda e scalza attraverso il bosco, a veder
scavare la sua fossa. Poi viene colpita con una pala.
S dissi.
Clice.
Malgrado il pessimismo del coroner, tornai al laboratorio, prelevai un campione d'osso dal
femore della donna di Oka e lo consegnai alla sezione DNA. Con il caso nel limbo, ero libera di
dedicarmi a scovare l'informatore di Jurmain.
Poich al momento non ero esattamente in vetta alla hit parade delle preferite di Hubert, decisi
di indagare per conto mio, cominciando dalla documentazione dell'inchiesta. Forse tra i particolari
dell'indagine avrei trovato traccia dell'identit del mio accusatore.
All'LSJML i dossier vengono conservati cinque anni, poi spediti in cima a una montagna, a
Mogadiscio, in deposito permanente. Per fortuna, Rose era scomparsa solo tre anni prima.
Dopo aver consegnato il mio rapporto in segreteria, proseguii lungo lo stesso corridoio fino in
biblioteca. Flicit Hernandez, una signora grande e grossa con un debole per lo stile gypsy e una
chioma stile Cher dopo la decolorazione, mi salut. Ci scambiammo convenevoli, accompagnati da
abbondanti tintinnii: Flicit ha la passione degli accessori vistosi e pendenti.
Richiesi il master LSJML-44893 e mi sedetti in attesa. Passarono cinque minuti.
Dieci. Bench simpatica e precisa, la Hernandez non brilla per rapidit.
Finalmente, un voluminoso fascicolo in cartone ondulato atterr sul bancone. La ringraziai e mi
trascinai quell'affare in ufficio.
Per le successive due ore mi ritrovai di nuovo a Sainte Marguerite, all'Auberge des Neiges, al
monticello circondato dal nastro giallo tra i pini. Passai in rassegna i referti degli specialisti di
patologia, tossicologia, odontologia, i rapporti della polizia, le deposizioni dei testimoni, le
informazioni fornite dalla famiglia.
Mi appuntai dei nomi, interrogandomi su ciascuno: una di quelle persone aveva forse accennato
a insoddisfazione professionale? A offese personali?
Al termine della lettura ero frustrata come e pi di prima: non era emersa una sola risposta, non
una teoria sulle ragioni della soffiata aveva preso forma nella mia mente.
Chiamare il capo?
Nemmeno per idea. Non avrei interrotto la convalescenza di LaManche, per ritrascinarlo nel
regno dei morti.
Decisi di confrontarmi con la Ayers, poi con Morin, poi con la Santangelo.
Tutti scoppiarono a ridere, dicendo che l'accusa di negligenza nei miei confronti era assurda.
Dimenticatene, consigliarono: il caso Jurmain  chiuso, il vecchio  morto.
Vero.
Eppure...
Mi conoscevo: finch non avessi scoperto l'identit del mio accusatore, la cosa avrebbe
continuato a rodermi. Non mi sarei data pace, non sarei riuscita a metterci una pietra sopra. E non avrei
mai avuto la certezza che non potesse ricapitare.
Con nonchalance e senza entrare nello specifico, buttai l qualche domanda al Service de
l'identit judiciaire, all'obitorio, in amministrazione, in segreteria.
Nessuno aveva ricevuto o sentito lamentele su di me. Niente animosit, niente risentimenti,
niente conti in sospeso. Niente di niente.
Sconfitta e a corto di idee, rientrai a casa.
Il gioved, volai a Charlotte.
Il 26 dicembre, mentre Katy e io ci immergevamo al largo di Ambergris Caye, Ryan mi mand
un messaggio sul BlackBerry.
Svolta nel caso Keiser. Telefona.
Quella sera - Katy era sotto la doccia - uscii in terrazza e chiamai.
E Ryan mi aggiorn.
La vigilia di Natale, un senzatetto aveva trovato una borsa in un cassonetto dietro il Pharmaprix
di Boulevard Saint Laurent. Conteneva un pettine, un fazzoletto, una limetta per unghie con il logo di
un hotel di Hollywood, Florida.
Poich il ritrovamento era avvenuto a Montral, la segnalazione era pervenuta alla polizia
urbana. Sperando in un nesso con il caso Keiser, Claudel era corso a verificare. E aveva fatto centro.
Alle nove del mattino di Natale, Myron Pinsker identificava la borsa come propriet della sua
matrigna, Marilyn Keiser, sostenendo di averle regalato lui la limetta, insieme a shampoo e lozioni
varie sgraffignate l'estate precedente all'hotel Ocean Sunset in Florida, dove aveva trascorso le
vacanze.
Claudel dice che, quando ha riconosciuto la borsa, Pinsker  sbiancato e ha cominciato a
tremare come una foglia. Lui gli prende un bicchier d'acqua, gli fa mettere la testa tra le gambe. Poi,
mentre  l che imbusta la prova, Pinsker crolla a terra, il bicchiere si rompe. Sangue dappertutto.
Immagino che Claudel sia finito anche lui a gambe all'aria.
Vedo che sole e mare ti rendono ancora pi sensibile alle sofferenze del prossimo.
Andiamo, Ryan. Lo sai che Claudel va fuori di testa alla vista del sangue.
Devo ammettere che il resoconto di Charbonneau era da scompisciarsi dal ridere.
Michel Charbonneau lavora da una vita in coppia con Luc Claudel.
Immagina la scena. Claudel che lotta per non svenire, mentre fa il numero per chiamare un
medico, ma le sue dita non riescono ad azzeccare i tasti. Pinsker  sul pavimento, una scheggia di vetro
nel culo, o dove cavolo era. Claudel comincia a sbraitare, chiedendo rinforzi. Pinsker rinviene, vede la
borsa, sballa di nuovo, dondolandosi avanti e indietro e ululando come un dingo.
Dolore autentico?
Esattamente ci che ho chiesto a Claudel.
Risposta?
Ti sembro un fottuto strizzacervelli?
Riflettei per un momento.
Con che frequenza viene svuotato il cassonetto?
Due volte la settimana, ma il manico della borsa era impigliato a un elemento sporgente,
all'interno: non c' modo di stabilire da quanto fosse l.
Il senzatetto?
Innocuo. Sperava che la sua scoperta valesse una confezione da sei di birre.
Impronte latenti?
Negativo. La borsa  di stoffa.
Perci la grande svolta nelle indagini non porta da nessuna parte.
Per ora.
E gli assegni della pensione?
Riscossi tutti insieme a un unico sportello. Nessuno ricorda chi li abbia incassati.
La firma non somiglia a quella della Keiser. Il nome  illeggibile.
La persona deve pur avere presentato un documento.
Deve averlo fatto.
Che dice Pinsker?
Nega di saperne qualcosa.
Fuori, le vele nella baia mandavano lampi mandarino nell'ultima luce del crepuscolo.
E i miei campioni dallo scheletro di Oka? domandai.
Ancora nel cassetto della sezione DNA.
Hai chiesto quanto ci vorr?
Mi faranno sapere. Quando avranno smesso di ridere.
Trovato qualche parente nella Beauce?
Ci sto lavorando.
Nessuna vera notizia sulla Keiser e niente su Oka. Perch, allora, il messaggio?
Quando ritorni al Nord? la voce di Ryan suonava pi sommessa, pi dolce persino.
In genere ricevo una chiamata verso il 2 gennaio.
Con la mano libera, attorcigliavo un viticcio di bouganville.
Ricordi l'anno in cui abbiamo trovato Babbo Natale?
Si riferiva a un uomo barbuto, precipitato lungo il camino con indosso vistosa biancheria rossa.
Il suo corpo era stato ritrovato tre anni dopo, il 26 dicembre, duro come il marmo.
Gi. Sorrisi. Bei tempi.
Charlie sente la tua mancanza.
Dagli un bacino sul becco da parte mia.
Sta facendo pratica con i canti di Natale. Hai presente i Chipmunk? Uguale.
Anche se ridevo, un gelo greve mi si era annidato nel petto.
Compragli un regalino, per favore.
Gi fatto: un cardigan con il tuo nome sull'etichetta.
Una leggera brezza mi scompigli i capelli.
Buon Natale, Brennan.
Buon Natale, Ryan.
19
Katy e io tornammo a Charlotte il 28 dicembre, favolose e abbronzate. O cos ci piaceva
pensare: ingrassate e rosse come due aragoste sarebbe stato un giudizio pi realistico.
Il 29, mia figlia chiam per invitarmi a un Natale in famiglia postdatato. Ci trovammo da Pete.
La mia vecchia casa. Ora  pi facile, una volta era davvero un boccone amaro da mandare gi.
Il paparino fece lo chef: costata di manzo arrosto per noi, bistecca ai ferri per Boyd, un cane
pieno di spirito natalizio. Specie dopo essersi rimpinzato.
Katy ricevette una bici da corsa, il chow chow un osso in pelle naturale, io un bracciale in oro di
David Yurman.
Protestai che era troppo, sbalordita. Pete liquid le mie obiezioni con un gesto della mano.
Mi domandai se non fosse il mio regalo la ragione dell'inattesa, graditissima assenza della
giovane, graziosa, superdotata Summer.
Comunque. Tenni il gioiello.
Passai la serata dell'ultimo dell'anno in compagnia di Charlie Hunt. Cena al Palm, brusio degli
avventori, cappelli, balli lenti. Dopo mezzanotte, ci lasciammo con una stretta di mano e andammo
ognuno per la sua strada.
Be', non proprio una stretta di mano, ma ciascuno dei due dorm da solo, quella notte. Per lo
meno, io s.
Andrew Ryan: alto, irlandese della Nuova Scozia, capelli biondo cenere che virano al grigio,
occhi fiordaliso.
Charlie Hunt: molto alto, esoticamente mlange,  capelli neri, occhi color giada.
Che cosa c'era di bello in tutto questo?
Di brutto  aveva le ferite del passato. E un bagaglio emotivo tanto grande da contenere i
supermercati Walmart.
La sera, Ryan e io parlavamo al telefono, ma non pi come un tempo. Le nostre conversazioni
se ne stavano al di l del guardrail, a prudente distanza dal pericoloso terreno dei sentimenti e dei
progetti per il futuro.
Parlammo di LaManche, che aveva avuto una ricaduta: un'infezione ne avrebbe ritardato il
ritorno tra noi.
Riesaminammo ogni elemento a nostra conoscenza delle inchieste Keiser, Oka e Villejoin: non
c'era molto da riesaminare.
Ryan aveva fatto nuovamente visita alla gente che viveva nel quartiere delle Villejoin, a Pointe
Calumet. Claudel aveva setacciato il palazzo della Keiser sulla douard Montpetit.
Entrambi si erano fatti una cultura sulle abitudini dei vicini delle vittime: quali tenevano
all'ordine e alla pulizia, quali bevevano, quali andavano in chiesa, quali fumavano erba.
Claudel aveva interrogato ancora il figliastro della Keiser, Myron Pinsker, e contattato i figli
naturali nell'Alberta. Ryan aveva rintracciato Yves Renaud, l'infermiere che si era imbattuto nel corpo
senza vita di Anne-Isabelle.
Tutti eseguivano controlli. Nessuno forniva nuovi elementi.
Ryan aveva anche interrogato Florian Grellier, l'informatore che li aveva indirizzati alla fossa
di Oka, sperando di spremergli qualche informazione in pi. La sua storia restava spiacevolmente
coerente: la soffiata gli veniva da un anonimo compagno di bevute e altro non sapeva.
Il 12 gennaio, il Journal de Montral pubblic un breve articolo sulle circostanze della
scomparsa di Marilyn Keiser, ricordando ai lettori il caso di Christelle Villejoin.
Segu un mare di segnalazioni e ammissioni di colpa. Si andava da Le ho uccise per prelevare
gli organi a Le ho viste a Key West con un tipo nero alto. Un elegantone, si precisava.
Una sensitiva giur che la Villejoin era ancora nel Quebc, in uno spazio piccolo e buio. Non
aveva visioni sulla Keiser.
L'inverno  la stagione meno impegnativa, per me, su al Nord. I corsi d'acqua gelano e la neve
nasconde il terreno. I ragazzini sono a scuola, sportivi e campeggiatori lasciano i loro armamentari in
deposito e agguantano il telecomando.
I cadaveri miracolosamente rinvenuti in esterno arrivano integri come carcasse di cervo appese
in una cella frigorifera. In quei casi  protagonista il patologo: scongelare, praticare incisione a Y.
Eppure, l'epoca dei raffreddori produce sempre almeno qualche caso per l'antropologo. Gente
che muore nel suo letto e vien trovata decomposta; gente che pompa al massimo il riscaldamento o
accende fuochi, finendo per bruciare la casa; gente che la fa finita in granai, vasche da bagno,
seminterrati.
Forse Hubert aveva ancora il dente avvelenato per quella faccenda delle falangi, forse la tundra
era stranamente calma: la prima parte di gennaio pass senza una chiamata per me da Montral.
Mentre mi godevo il tiepido sole e i quindici gradi di Charlotte, feci tre perizie per l'ufficio del
medico legale della contea di Mecklenburg, collaborai a una ricerca sovvenzionata, ripulii gli armadi,
intonacai e ridipinsi un muro pieno di crepe che avevo sotto gli occhi da anni.
Tra un'incombenza professionale e una domestica, passai del tempo con mia figlia.
Scontenta del suo lavoro nell'ufficio della difesa pubblica, Katy stava prendendo in
considerazione un cambiamento, magari la facolt di Legge, o una specializzazione postlaurea. Io
ascoltai lamentele e considerazioni, offrii solidariet nei momenti appropriati, fornii opinioni quando
richieste.
Vidi anche, parecchio, Charlie Hunt. Insieme, andammo a cena, al cinema e a una partita dei
Bobcat. Giocammo due volte a tennis. Anche se l'acqua nella pentola bolliva, aspettavo a togliere il
coperchio: qualche sbaciucchio, come diciamo noi al Sud, poi di corsa a casa, a letto con il gatto.
Passarono le settimane.
La donna di Oka rimaneva inconnue.  Sconosciuta.
Marilyn Keiser rimaneva disparite.  Scomparsa.
Sabato 26 gennaio, mentre tagliavo le unghie a Birdie suon il cellulare.
Emily Santangelo.
Posate le forbicine, con una mano misi in vivavoce, mentre con l'altra mi stringevo Bird al
petto. Lui cominci a divincolarsi selvaggiamente.
Che c' di nuovo? domandai, serrando le braccia.
Il gatto miagol tutta la sua indignazione.
Eri a letto per caso? chiese la Santangelo.
Per niente.
Birdie prese a morsicarmi le nocche.
Piantala. Secca.
Va tutto bene?
Benissimo. Il coroner ha qualche grana per me?
Non ti chiamo per un caso.
Sorpresa, riflettei un momento.
Sono arrivati i miei risultati sul DNA di Oka?
No.
Hanno localizzato i famigliari delle Villejoin nella Beauce?
Non che io sappia.
Mi si gel il sangue nelle vene.
LaManche!
No, no, il capo sta bene. Insomma, relativamente. Risponde agli antibiotici, ma rester in
malattia per altre sei settimane.
Inconsciamente, rilassai le braccia: Birdie si liber, dimenandosi, si lanci dalle mie ginocchia e
usc a razzo dalla stanza.
Non  la stessa cosa senza il vecchio. Il sollievo mi induceva a ciarlare.
Presente quando ti giri e lui  l?  Come fa un uomo cos imponente a muoversi senza il
minimo rumore?
La Santangelo ignor le chiacchiere.
Hubert ti ha contattato ieri?
No. Spazzolandomi via peli di gatto dalla camicetta. Perch?
Un suono esitante le usc dalla gola.
Emily?
Ti sto chiamando in via ufficiosa.
Un minuscolo segnale d'allarme mi risuon nella testa.
Okay.
Vieni a Montral, Tempe.
Hai detto che nessuno ha bisogno di me, al momento. Risi. Dev'essere la congiunzione
astrale, l'allineamento dei pianeti. Forse Giove va d'accordo con Venere e tutto il Quebc trabocca di
amore fraterno. Credo non fosse mai successo...
Prendi un aereo e vieni qui.
Di nuovo il trillo dell'allarme.
Esclusi il vivavoce e mi accostai il telefono all'orecchio.
Hubert  ancora arrabbiato per quelle falangi?
Un lungo, lungo silenzio rotol a valle dal gelido Nord.
Dimmi la esortai. So gestire Hubert.
Le ha lui.
Cosa? La mano intenta a spazzare i peli mi si paralizz sul petto.
Ha le falangi.
Come...
Joe  tornato a Oka. Con la Briel.
Come diavolo  potuto succedere?
La Briel si  offerta di andarci per fare esperienza. Ha detto che avrebbe lavorato di sabato per
recuperare le ore perse. La voce della Santangelo era monotona, nascondeva significati reconditi. Ha
detto che Joe sapeva cosa fare, visto che era gi stato presente all'esumazione. Hubert si  lasciato
persuadere. Uno dei due ha trovato le falangi setacciando.
Quando  stato?
Venerd.
Che diavolo ci faceva una patologa a dissotterrare ossa?
A quanto pare ha fatto un corso postdottorato di antropologia forense quand'era in Francia.
Considerai la possibilit di sbattere il telefono sul tavolo oppure di lanciarlo.
Invece lo passai nella sinistra.
Hubert pensava di dirmelo, prima o poi?
Magari non lo sa. Hanno finito tardi. Io l'ho scoperto solo perch ero nel mio ufficio a scrivere
referti quando sono rientrati al laboratorio.
Una profana che oltrepassava il confine.
Inspirai a fondo, per calmarmi.
Espirai.
Sar l luned.
Quella sera rividi Charlie Hunt. Sushi. Sayonara.
Charlie sapeva che ero stata scottata da Ryan. E da Pete. Come gi in occasione dei nostri
precedenti non appuntamenti, non cerc di forzare la mano. Lo apprezzai.
Perch ci andavo con i piedi di piombo?
Non volevo ripetere la figuraccia ad alto tasso alcolico dell'ottobre precedente. N
l'imbarazzante pomiciata sui sedili posteriori ai tempi del liceo.
Ma era davvero tutto l? Io ero libera, lui anche. Non eravamo ragazzini che si ritrovano a
lottare con gli ormoni sulla Buick di pap. Ripensai alla frase che aveva scatenato le ire di
Vecamamma: le donne hanno le loro necessit.
Giusto, Cukura Kundze!
Perch, allora, la trafila puritana?
Per Ryan?
Chiss.
Una cosa era certa: se tenevo Ryan a distanza, Charlie lo tenevo da qualche parte ai confini
della Via Lattea.
Luned mattina, 28 gennaio. Di nuovo a Montral e, grazie a Birdie, in ritardo.
Ancora seccato per essere stato preso a tradimento, impasticcato di dramamina, schiaffato nel
trasportino e spedito per via aerea la sera prima, il tonto aveva infilato la porta aperta mentre inserivo
l'allarme. Mi ci erano voluti dieci minuti di ricerche in portineria con tanto di spostamento mobili, per
trovarlo.
Come non bastasse, il mio vicino, Sparky Monteil, era passato proprio mentre recuperavo il
fuggitivo da dietro il divano dell'atrio. Alla vista del felino, aveva cominciato una tirata su igiene e
pericolo di malattie, e sul rubare l'aria ai neonati.
Vedendo che rischiavo di perdermi l'inizio della riunione del mattino, e irritata con Birdie, non
ero riuscita a gestire la situazione con l'aplomb che avrebbe richiesto.
Erano volati gli insulti e Sparky aveva giurato vendetta, minacciando di farmi sfrattare e
lasciando intendere che, un bel giorno, la mia bestiola avrebbe anche potuto scomparire.
Meno male che lo stronzo  anglofono. O forse no? Posso essere un vero scaricatore di porto
nella mia lingua madre.
Al Wilfrid-Derome, andai dritta nel mio ufficio per lasciare il giaccone e prendere carta e
penna.
Mentre aprivo la porta, vidi Lisa dall'altra parte del corridoio, nel laboratorio di istologia. Lisa 
un tecnico di autopsia con il sole tra i capelli e tette di proporzioni bibliche. I poliziotti che presenziano
alle autopsie sperano sempre di ritrovarsi un giorno tra le sue mani almeno da cadaveri.
In quel momento, parlava concitatamente con Joe, il mio assistente. Nessuno dei due sorrideva.
Poi mi videro attraverso la finestrella della porta e tacquero entrambi.
Agitai la mano.
Lisa rispose con un cenno rapido e non molto convinto della sua.
Joe riprese a catalogare campioni.
Tensione sessuale?
Vai a sapere.
Scaraventai il parka in direzione della scrivania e mi fiondai in sala riunioni.
Stessi muri verdi, stesso tavolo, stesso elenco di vittime della crudelt, della malinconia, della
follia o della malasorte.
Morin fece gli onori di casa.
Uno spacciatore, trattenuto e colpito ripetutamente da due rivali, era crollato sul marciapiede e
non si era pi rialzato. Probabile omicidio per rotazione e iperestensione della testa.
Un uomo si era infilato al collo un cappio fissato a un albero e aveva pigiato l'acceleratore del
suo pickup. Probabile suicidio per autodecapitazione.
Un tossico con dipendenza da metamfetamina aveva dormito nudo sul balcone, morendo
assiderato. Probabile incidente per suprema stupidit.
Mentre Morin parlava, la Briel batteva rapidi colpetti sulla sua copia del ruolino, le rughette
sulla fronte che tentavano di stabilire un nuovo record personale.
La Santangelo si alternava tra il bere da una bottiglietta di acqua naturale e il raschiarne via
l'etichetta con l'unghia del pollice.
La Ayers sedeva mezza voltata, concentrando l'attenzione su un punto a met strada tra la
finestra e la lavagna.
Morin si prese l'omicidio, la Santangelo il suicidio. Il tizio sciroccato tocc alla Ayers. La Briel
salt il turno.
Osservai i miei colleghi, mentre richiedevano i rispettivi incartamenti.
Facce tirate, voci tese, sguardi elusivi.
Prima Lisa e Joe. Ora questo.
Che diavolo?
Certo, Babbi Natale ed elfi erano un ricordo, febbraio e marzo incombevano, lunghi e tetri, ma
percepivo qualcosa di pi del semplice malumore postfestivit.
Apprensione per LaManche? Forse. Per i tagli al budget? Forse.
Potevo entrarci io? Ero furente per la seconda spedizione a Oka. Chi mi stava intorno avvertiva
le vibrazioni negative?
Morin si volt verso di me.
Immagino ti sia giunta voce del recupero di ulteriori restia Oka.
La Briel rote gli occhi.
S. Glaciale.
Il coroner vuole sapere se adesso  possibile un'identificazione o un'esclusione.
Gli parler. Nient'altro. Avevo deciso di presentare le mie lagnanze direttamente a Hubert.
Non potevo fare a meno di chiedermi perch Joe avesse acconsentito ad accompagnare la Briel.
Sapeva che sarei andata su tutte le furie. Tornare a Oka era il suo modo di rimproverarmi qualcosa?
Quando Morin chiese se ci fosse altro, la Santangelo si schiar la gola.
In effetti, qualcosa ci sarebbe...
Tutti riappoggiammo il sedere sulla sedia.
Ho accettato un posto al Bureau du coroner. Gli occhi di Emily facevano la spola tra Morin,
la Ayers e me, indugiando appena una manciata di secondi su ciascuno per poi ripartire. Comincio il
1 febbraio.
Sconvolti, ci limitammo a fissarla. Era all'LSJML da quindici anni.
Alla mia destra, la Briel s'immobilizz brevemente, poi ricominci a fare scarabocchi.
So che pu sembrare improvviso. Emily appiccic i brandelli di etichetta uno sull'altro. Non
lo . Da un po' sentivo il bisogno di cambiare.
I suoi occhi si posarono su di me. Li trattenni nei miei.
Perch non dirmelo quando mi aveva telefonato a Charlotte? Era quella la ragione per cui mi
aveva spinto a tornare a Montral? Non feci alcuna domanda.
Lei distolse lo sguardo.
Wow. La Ayers si appoggi pesantemente allo schienale.
So che il momento  pessimo. State ancora formando il nuovo personale. Il tono della
Santangelo era neutro. Evasivo? Far di tutto per rendere il passaggio delle consegne il pi indolore
possibile.
La Ayers e Morin si scambiarono una rapida occhiata, in cui intravidi un mese di
confabulazioni.
Sicura della tua scelta? La preoccupazione incupiva gli occhi gi scuri di Morin.
Forse la stanchezza, anche: le dimissioni della Santangelo significavano ricominciare da capo
con l'interminabile trafila di un'assunzione.
S. Emily attacc sul suo mucchietto un frammento solitario.
Ci mancherai dissi.
Oh, ma ci vedremo ancora. Cercava di farla sembrare una cosa da niente. Non funzionava
granch. Sar al piano di sotto.
Uscimmo tutti in fila indiana. Niente battute. Niente frecciate.
Caff, poi di nuovo in ufficio. Appesi il parka all'attaccapanni, controllai i messaggi in
segreteria, feci qualche telefonata.
Mentre riagganciavo, mi cadde l'occhio su una lettera che era riuscita a emergere dal cumulo di
posta inevasa. La piccola busta bianca recava l'indirizzo dell'LSJML, scritto a mano e con la dicitura
personale. La presi con curiosit e scollai il lembo superiore, passandoci il dito.
Un unico foglio, su cui era scribacchiato un messaggio di una riga.
 Va-t en chez toi inaudite Amricaine!!
Tornatene a casa tua, maledetta americana.
Ovviamente il mittente non aveva apposto alcuna firma.
Controllai la busta. Timbro locale. Niente indirizzo di ritorno.
Grazie del pensiero, cagasotto.
Rispedii il biglietto e la sua busta nel mucchio, poi mi diressi al mio laboratorio, dall'altra parte
del corridoio.
E mi fermai, impietrita.
20
Reperti ossei occupavano ciascuna delle mie quattro postazioni di lavoro. Il grado di
sfaldamento e di deformazione suggeriva anni di deterioramento.
Che caz... A mezza voce.
Bonjour,  doc.
Mi voltai di scatto.
Joe si stava lavando le mani al lavandino. Bienvenue.
Benvenuta un paio di palle.
Che cos' tutta questa roba? Accennai con la mano ai due tavoli centrali.
Ossements.  Sorridente.
Lo so anch'io che sono ossa. Pi brusca di quanto avrei voluto. O forse no. Chi le ha
disposte cos?
Il sorriso svan. La dottoressa Briel.
Con che diritto?
Joe non si mosse e non disse nulla. Dietro di lui, l'acqua scrosciava dal rubinetto, gocce
minuscole che rimbalzavano sul bancone.
Mi diressi a passo di marcia verso la serie di resti pi vicina e sfogliai le carte assicurate a una
cartelletta a clip.
Il mio registro dei casi, la mia tabella delle misurazioni, il mio diagramma scheletrico. Una
richiesta di analisi osteologica da Hubert.
Mi and a fuoco il cervello.
Spalancai la porta cos forte che sbatt contro il bancone.
Ignorando l'ascensore, mi lanciai per le scale.
Hubert risaliva pesantemente il corridoio, tazza in una mano, corrispondenza nell'altra. Mi
avventai su di lui come un ratto su una braciola di maiale.
Gli agitai la cartelletta sotto il naso. Che diavolo significa?
Alz gli occhi oltre le mie spalle, ispezionando il corridoio.
Venga nel mio ufficio.
Maledettamente diretto.
L'aria usc sibilando dal cuscino quando ci piazz sopra il suo ragguardevole derrire.
Rimasi in piedi.
Si accomodi.
Non mi mossi.
Si accomodi, dottoressa Brennan. Pi energicamente.
Sedetti, i miei occhi che sparavano raggi laser nei suoi.
Il coroner capo soffi sul suo caff, ne bevve rumorosamente un sorso, pos la tazza.
Chiaramente  sconvolta.
Ha mandato la Briel a Oka. Concisa e diretta. Diffidavo della mia lingua.
Non l'ho proprio mandata.
Ha autorizzato una patologa a effettuare un'esumazione.
Lei aveva lasciato mezzo scheletro sottoterra.
Certo, mezzo scheletro!
La dottoressa Briel si  offerta spontaneamente.
Omaggio della ditta. Sprezzante.
La dottoressa Briel  una giovane brillante.
Sar uno schianto a ballare il cha-cha-cha, ma non  un' antropologa. 
Ha preparazione ed esperienza.
Scattai in avanti dalla mia poltroncina. L'ora del dilettante!
Hubert tamburell sul tavolo, seccato.
L'ha detto lei stesso: questo  un omicidio. Se il caso arriva in tribunale, crede forse che la
Briel si qualificher come esperta solo perch ha fatto qualche cazzutissimo corso accelerato di
antropologia?
Sono solo quattro ossa.
Quattro ossa fondamentali.
E allora non doveva dimenticarsele.
Le avrei recuperate.
Non era qui.
Mi ero offerta di tornare a Oka prima di lasciare la citt. Lei ha rifiutato.
Mi lanci un'occhiata fulminante.
Io la sostenni. Trascorsero alcuni secondi.
Hubert fu il primo a distogliere lo sguardo.
Analizzer le falangi, naturalmente.
Non dissi nulla.
 tutto? Messaggio chiaro. Argomento chiuso.
Decisamente no.
Strappai la Demande d'Expertise  dalla cartelletta della Briel e la lasciai cadere sul suo tavolo.
Hubert guard fugacemente il foglio, poi me.
Dunque? disse.
Cominci dal principio.
Sospiro profondo. Che pazienza!
Si  almeno presa la briga di leggere il rapporto della polizia? O  scesa quaggi come una
furia senza la minima conoscenza dei fatti?
Ho letto abbastanza per sapere che ha chiesto una perizia antropologica a una patologa.
 Clice!  Non  antropologia,  osteologia: semplice conteggio e catalogazione. E, anche qui,
non ho chiesto.  Si  offerta la dottoressa Briel.
Se si offrisse di rasarle le palle, la lascerebbe fare?
Il coroner capo comp un notevole sforzo per assumere un'aria da educanda. Senza peraltro
riuscirci.
Non c' bisogno di essere volgare.
Vero. Ma quando mi scatta quell'interruttore nel cervello, la mia urbanit vacilla.
Hubert si pass una mano lungo tutta la faccia e si appoggi allo schienale, i fianchi che
debordavano dai braccioli della poltroncina.
Due settimane fa, la SQ di Chicoutimi ha ricevuto una chiamata: un uomo correva a chiappe
scoperte sull'autostrada.  emerso che  un noto svitato della zona del Lac Saint Jean. Una specie di
pioniere, un solitario. I poliziotti lo trovano seduto nella neve davanti alla sua baracca a rosicchiare un
coniglio. Dopo averlo spedito di corsa dallo psichiatra, hanno perquisito la propriet e trovato delle
ossa in un vecchio armadio metallico.
Il coroner di lass  un ginecologo che risponde al nome di Labrousse. Le ossa sembravano
vecchissime, perci Labrousse ha pensato che arrivassero dal lago, portate a riva da un'onda, oppure da
un cimitero abbandonato, da un terreno di sepoltura indiano. Ha pensato che il nostro eremita le avesse
raccolte e schiaffate nel bagagliaio.
Morale, i resti sono arrivati a noi. Visto che lei era via, la Briel si  offerta di darci
un'occhiata. Mi son detto: perch no?
Ecco perch no. Gettai l'intera cartelletta sulla scrivania, non esattamente con delicatezza.
Quella  andata oltre il dare un'occhiata mimai le virgolette con le dita.
Mentre sfogliava le pagine, le sopracciglia di Hubert si inarcarono, increspandogli la fronte.
Eh, misre.
Et, sesso, razza, statura. Mi sorprende che non abbia messo anche il codice di previdenza
sociale.
Capisco che se la sia presa.
Estremamente perspicace.
Voleva dimostrare di essere efficiente. Le parler.
Io pure.
Hubert prese la penna e la picchiett sul piano della scrivania, impaziente di vedermi togliere il
disturbo.
Decisi di vuotare il sacco anche sull'altra faccenda. Perch no?
Gi che sono qui, vorrei parlarle di un problema in relazione al caso Jurmain.
Mi rivolse uno sguardo privo d'interesse.
Gli rinfrescai la memoria su Rose Jurmain, l'Auberge des Neiges, il viaggio a Chicago. Poi
descrissi l'incontro con Perry Schechter e riferii l'episodio della telefonata anonima a Edward Allen.
Sono convinta che l'accusa sia partita da qui, mossa da qualcuno che era a conoscenza del mio
coinvolgimento nel caso. Qualcuno troppo incompetente per sapere che non era stato commesso alcun
errore o, peggio, deciso a mettermi in imbarazzo pur sapendo  che la mia perizia era corretta.
Chieda al padre della vittima.
 morto.
Sorpresa e, quindi, irritazione si dipinsero sul volto di Hubert.
Sta accusando un membro del mio staff?
Non sto accusando nessuno. Per ora. Ma scoprir chi  il bastardo che ha fatto quella
chiamata. Sono convinta che sia un dipendente dell'LSJML o dell'ufficio del coroner.
Ponder la cosa.
Far qualche domanda in giro. Falso.
Grazie. Ancora pi falsa.
Ero sulla porta, quando Hubert parl ancora.
La dottoressa Briel  giovane e ambiziosa. Apprezzer la sua comprensione.
Ho scelta?
A mezzogiorno conoscevo il nome della donna di Oka.
Chiamai Ryan, poi Hubert.
Entrambi mi ascoltarono descrivere la strana deformazione delle dita della mano.
Nessuno dei due era particolarmente interessato alla camptodattilia: all'uno e all'altro premeva
l'identificazione.
Christelle Villejoin.
Quel mattino, mentre esaminavo le falangi, Joe aveva mantenuto un atteggiamento freddamente
distaccato. Il fragile amor proprio del mio assistente era stato evidentemente ferito. Spiacente: anche il
mio aveva ricevuto una bella batosta.
Sapevo che avrei dovuto fare un gesto di riconciliazione. Invece, mi ero limitata a ignorare il
broncio.
Tuttavia, mentre lavoravo, ero stata costretta ad ammettere che anch'io avevo le mie colpe. Con
Joe non ero stata pi amichevole che con la Briel: malgrado due anni di stretta collaborazione, sapevo
ben poco di lui.
Rapido inventario. Sotto i quaranta, viveva solo, da qualche parte alla periferia della citt, e
veniva spesso al lavoro in bicicletta. Non gli piacevano i sottaceti, beveva Pepsi, si ingellava e tingeva i
capelli. Si preoccupava di apparire troppo magro.
Salvo che per quei pochi particolari insignificanti, ero totalmente all'oscuro della sua vita
personale. Era divorziato? Gay? Vegano? Sagittario? Decisi di compiere uno sforzo.
Dopo aver fatto rapporto a Hubert, andai a offrire scuse e rappacificazione. I laboratori di
istologia, patologia e antropologia erano deserti. Immaginando che Joe fosse sceso a pranzo, provai in
mensa.
Il mio assistente non c'era.
Ma c'era Ryan.
Non ero in vena di pungenti botta e risposta e abbassai gli occhi, sperando di passare
inosservata.  un trucchetto di Birdie: se io non vedo te, tu non puoi vedere me. Stupido.
Aspetti George Clooney? La figura del lieutenant-dtective  incombeva sul mio tavolo.
Tiger Woods.
Che c', fiorellino? Ryan pos il vassoio e si sedette Gli altri bambini non vogliono giocare
con te?
Trafissi l'insalata.
Andiamo. Perch quella faccia scura?
Cristo. Da dove comincio?
Gli dissi delle dimissioni di Emily Santangelo.
Non puoi prendertela con la tua collega perch se ne va.
No, ma la sua partenza ... Cosa? Sintomatica.
Sintomatica? Scettico.
Il morale  veramente a terra nella sezione mdico legale.
A terra?
Cos'? Sto parlando con un pappagallo?
Pappagallo?
Alzai gli occhi al cielo. Non poteva proprio farne a meno.
Dimmi tutto, zuccherino.
Che cavolo di mattinata ? Uno stronzo del mio condominio sta cercando di farmi sfrattare
solo perch ho un gatto; ho un nuovo amico di penna che mi considera la figlia di Belzeb; ho avuto
una rognosissima discussione con Hubert; ho rotto l'ennesima parte anatomica a Joe.
Quel burlone di Sparky imperversa ancora? Avevamo parlato in pi occasioni del mio
lunatico vicino.
Annuii.
Che fa per vivere il mentecatto? Ryan ingoi un bel pezzo di lasagna.
Stando a Winston, credo sia nei lavori pubblici.
E l'amico di penna? Chi ?
Scossi il capo, a indicare che non mi andava di discuterne.
Secondo te potevano essere i saluti dello stesso verme che ha chiamato Edward Allen
Jurmain?
Non ci avevo pensato.
Ne dubito dissi.
Bench non di frequente, avevo ricevuto altre lettere ostili in passato. Nove volte su dieci erano
lo sfogo inoffensivo di famigliari insoddisfatti o condannati pieni di rancore.
Niente di pi.
Il biglietto poteva essere opera di Sparky? Avevo respinto l'idea: le minacce anonime non erano
esattamente nel suo stile.
E gli escrementi in busta?
Okay. Forse.
Perch la sfuriata con Palla di Lardo? Ryan era passato al terzo punto della mia lista di
recriminazioni.
Riferii la mia triplice invettiva nell'ufficio di Hubert: il secondo scavo a Oka, il via libera alla
Briel per analizzare le ossa del Lac Saint Jean, l'ignoto informatore di Jurmain.
Il detective sembrava pensieroso. O forse stava cercando di identificare il liquido vischioso che
fuoriusciva dalle sue lasagne.
Lac Saint Jean. Mmm.
Mmm?
Forse niente. Far un controllo, ti chiamo nel pomeriggio.
Cambiai argomento. Qualche novit sulla Villejoin o la Keiser?
Non proprio. Claudel ha controllato linee aeree, treni, autobus locali e agenzie di taxi, nonch
tutti i tour operator di Montral. Se Marilyn Keiser ha lasciato volontariamente la citt, lo ha fatto alla
guida della sua auto oppure attraverso l'iperspazio.
In giro per lo spazio-tempo a bordo dell'astronave Cuore d'oro dissi senza pensare.
Che viaggia a propulsione d'Infinita Improbabilit disse lui.
Ryan e io eravamo entrambi fan della Guida galattica per gli autostoppisti.  Ai bei tempi,
avevamo duellato spesso a suon di citazioni. Allora era divertente, ora faceva solo male.
Le vecchie abitudini sono dure a morire.
Sorrideva raggiante, con gli occhi e tutto il resto. Occhi come il mare delle Bahamas. Occhi in
cui potevi perderti. In cui io mi ero  persa.
Ma ora non pi.
Distolsi lo sguardo. Che altro?
Claudel ha diramato un comunicato a tutte le unit sul territorio nazionale con i dati del
veicolo della Keiser. Ha verificato gli ospedali locali e controllato nell'intero Paese i ricoveri in stato di
amnesia. O come diavolo la chiamano oggi gli psicologi da salotto. Nessun risultato. Al momento si
dedica ai vicini della donna, scopre da quanto tempo abitano nel palazzo, l'indirizzo precedente, quel
genere di cose.
Aveva una vita sociale molto attiva, la signora.
Ryan rise tra s. Claudel te l'ha detto?
Detto cosa?
La vedova allegra si considerava una figlia degli anni Sessanta. E una cacciatrice.
Di uomini?
Annu.
Aveva degli amanti?
Cos le piaceva far credere nel vicinato. Il sorriso di Ryan si poteva solo definire un ghigno
malizioso.
Che c' di cos divertente? Perch era anziana?
Mim due v con le dita. Pace.
Charbonneau sta ancora cercando di rintracciare qualche sua vecchia fiamma.
Indaga tra le signore dei circoli di lettura e di cucito. Finora ha rimediato litri e litri di t con i
biscottini e un'unica notizia interessante. La Keiser amava passare del tempo in mezzo alla natura.
Cio?
A volte se ne andava nei boschi. A dipingere.
Dove?
Non l'ha mai detto. Frequentava anche un posto chiamato Eastman Spa nei Cantons de l'Est.
Impiegai un momento a cogliere l'importanza della cosa.
Un ritiro campestre. Proprio come Rose Jurmain.
Conferm con un cenno del capo. Io sto battendo ospiti e personale: chiunque fosse collegato
all'Auberge des Neiges durante il periodo in cui la Jurmain vi ha soggiornato, verificando eventuali
sovrapposizioni con Eastman. Sto anche cercando un legame qualsiasi tra Jurmain, Vllejoin e Keiser.
Per ora zero.
Eastman Spa era un posto d'lite, al di sopra delle mie possibilit. Se si poteva permettere
Eastman, la Keiser doveva avere qualche soldo in tasca.
Il patrimonio  assai modesto, forse cinquantamila. C' un testamento: Pinsker si becca cinque
testoni, il resto va ai figli naturali. Claudel dice che entrambi erano francamente sbigottiti.
Per la cifra miserabile o per essere gli eredi principali?
Tutte e due le cose.
Non erano in buoni rapporti con la madre?
Gi. Claudel sta indagando sul perch.
E le Villejoin? Qualcuno beneficer della loro morte?
Scosse il capo. Le due sorelle possedevano la casa e i mobili. Avevano lasciato una lettera
destinando i proventi di un'eventuale vendita alla Humane Society.
Prima di tornare di sopra, comprai un biscotto gigante con le gocce di cioccolato.
Joe era al microtomo a sezionare cera per i vetrini. Gli offrii il dolce in segno di pace, feci un
mea culpa.  Mister Muso Lungo sembr ammorbidirsi impercettibilmente.
Gli chiesi come fossero andate le feste. Bene, disse. Freddamente. Gli chiesi se avesse progetti
per il prossimo weekend. Esplorazioni, disse. Davvero?, dissi io. Di cosa? Roba, rispose, e torn ad
affettare cera.
Okay.
Scaricata la coscienza, mi dedicai al caso Lac Saint Jean.
Per prima cosa visionai il registro delle prove, arrivato insieme alle ossa da Chicoutimi. Non mi
fu di alcuna utilit: il tutto era stato imbustato senza alcun riferimento al contesto. Supposi che i reperti
fossero ammassati alla rinfusa nell'armadietto dell'eremita.
Il ginecologo, Labrousse, aveva avuto ragione su una cosa: i resti erano datati.
Sbiancamento, deformazione e sfaldamento corticale facevano pensare a una prolungata
immersione in acqua.
Le ossa erano anche malamente danneggiate, spesso terminavano con punte frastagliate, erose
da anni di azione delle onde.
Bench molto mancasse, ero chiaramente in presenza di quattro individui, due adulti e due
bambini. Fin l era arrivata anche la Briel, ma poi aveva assegnato una quantit di elementi in modo
scorretto. Il soggetto adulto di sesso femminile si era ritrovato varie coste del maschio e il radio di uno
dei due ragazzini. L'uomo aveva clavicola destra, perone sinistro e sterno della donna. In tutti i casi
erano stati mischiati pezzi di cranio.
La femmina sembrava caucasoide: naso stretto, fronte nasale alto.
Dai segmenti facciali spezzati, dedussi che il maschio aveva zigomi considerevolmente ampi.
Sorpresa, cercai dei frammenti mascellari. Tutti i denti, tranne uno, erano andati persi in una fase
successiva al decesso. Osservai l'unico incisivo con una lente d'ingrandimento. Bench abrasa, la
faccia linguale conservava un aspetto scavato.
Interessante. Il responso non era certo definitivo, ma zigomi importanti e incisivo concavo
erano indicativi di ascendenza mongoloide.
Quanto ai due ragazzini, avevo troppo poco per tentare una valutazione della razza.
Verso le tre pass la Briel, sprizzando entusiasmo. Che cosa si aspettava? Elogi?
Ringraziamenti? Brainstorming?
Ottenne un'infuocata disapprovazione.
Joe stava risciacquando i becher nel lavandino. Chiuse il rubinetto. Oltre la spalla della Briel,
notai il suo corpo irrigidirsi, in ascolto.
Lei, durante la mia tirata, disse poco. Quando ebbi finito, scapp via, la mandibola contratta, il
volto scarlatto come le piume di una tanagra rossa.
Joe si volt e i suoi occhi incontrarono i miei, per spostarsi subito altrove. In quell'istante, colsi
autocensura. E qualcos'altro. Delusione? Disprezzo?
Di nuovo, sentii che urgeva un cenno di distensione. Di nuovo, persi l'attimo fuggente.
Detesto lo scontro diretto e non amo i cambiamenti. Hubert, Joe, la Santangelo: le ultime otto
ore erano state un inferno.
Mentre delineavo il profilo del secondo bambino, la porta del laboratorio si apr.
Alzai gli occhi.
Fino a quel momento, in confronto a quello che si prospettava, era stata una passeggiata.
21
La Keiser aveva un rifugio. Tipico di Claudel: andava dritto al punto. Niente
Bonjour,  niente Comment a va?.
Sorpresa, posai la vertebra che stavo esaminando con una lente.
Il custode del palazzo  un tizio di nome Luigi Castiglione Lu per gli amici. Ieri sono andato a
interrogarlo per verificare la sua versione e, per tutta la durata del colloquio, c'era qualcosa che mi
disturbava, come se avesse un aspetto diverso da come lo ricordavo. Per non parlare del fatto che era
nervosissimo. Calco un po' la mano e lo stronzo si lascia sfuggire che  appena tornato da un soggiorno
di sei mesi nel Paese d'origine.
Rapido calcolo: da luglio a gennaio. Il che collocava Lu in Italia all'epoca della scomparsa e fin
dopo l'inizio delle indagini.
Feci per porre una domanda. Il sergent  alz una mano curata.
Cos gli chiedo: com' che era contemporaneamente qui ad aggiustare tubature e dall'altra
parte dell'oceano? Ammette di avere un gemello: Eddie. Ci credi? Eddie e Lu: pare una coppia
d'avanspettacolo.
Evitai di interrompere.
Questo modello di virt non vuole perdere il posto solo perch si  preso una vacanza, cos,
piazza il fratello a fare il custode durante la sua assenza. Il trucco riesce: nessuno si accorge dello
scambio. Il fatto  che Lu lavora nel palazzo da ventidue anni, probabilmente usando la sua parlantina
per spremere mance. A ogni modo, conosce bene i condomini, sa tutto di loro. Eddie, invece, non sa un
tubo.
Capito. Lu doveva aver rivelato qualcosa di cui Eddie, a suo tempo, non era al corrente. Quindi
nuova ricerca. Tombola!
Dov'era lei? chiesi.
Claudel scosse la testa, come sorpreso dall'eccentricit del genere umano.
Si scopre che la vecchia aveva una sorta di rifugio vicino al Lac Memphrmagog.
Sorvolai sull'appellativo poco rispettoso. Ci andava a dipingere...
Abbass il mento. S. In origine era il capanno da caccia del suo terzo marito.
Terzo?
S, i figli Otto e Mona mi hanno raccontato tutta la vita sentimentale della mamma.
Un'accoppiata grandiosa! A proposito: devo tornare a trovarli.
Oh?
Solo una sensazione. Il problema  che erano tutti e due a chilometri da Montral quando la
mamma  scomparsa dal radar. Non ci sono prove di un ammanco.
Comunque, sto esaminando i loro dati finanziari, cercando conti segreti, trasferimenti o prelievi
sospetti, debiti ingenti, grandi acquisti. Qualunque comportamento indicativo negli ultimi tre mesi.
Mutamenti di routine, abitudini nelle spese, reddito.
 un tentativo un po' alla disperata, ma non abbiamo altre piste. Sto anche verificando la
possibilit dell'esistenza di qualche vizio: tossicodipendenza, gioco...
le solite cose. Lo stesso faccio per il figliastro, Myron Pinsker.
E i tre mariti?
Il numero uno era Uri Keiser. Si sono sposati nel 1958, divorziati nel 1978. Nel 1979 lui si 
risposato, nel 1982 si  trasferito a Brooklyn. Tra lui e l'ex moglie non correva buon sangue: da allora 
sempre rimasto a New York. Poi  venuto Pinsker.
Convolati a nozze nel 1984. E morto di aneurisma nel 96.
Sarebbe il padre di Myron?
S. E gli ha pure dato il nome. Perch appioppare a un povero bambino una condanna simile?
 una cosa ebrea?
Non credo proprio.
Il terzo maritino era Samuel Adamski. La Keiser l'ha sposato nel 1998. Tra l'altro c' un
aspetto interessante: era quattordici anni pi giovane della sposa. Lei ne aveva sessantuno, lui
quarantasette.
 ancora in circolazione?
Morto in un incidente nautico nel 2000. Niente lacrime, almeno da parte di Otto e Mona. I due
sostengono che l'uomo era un parassita, e infido come una serpe.
Quando Adamski compr la tenuta, la moglie provvide a far mettere tubature ed elettricit al
capanno da caccia. Tenne la faccenda segreta. La propriet  ancora intestata al terzo marito: per questo
 passata inosservata.
I figli non ne sapevano niente? E il figliastro?
Stando alle dichiarazioni, nessuno sapeva niente.
Eccetto Lu.
Da non credere, eh? Comunque, appena Castiglioni ha vuotato il sacco, ho trascinato le
chiappe in campagna. Dall'esterno il posto sembra splendido. Dentro  un'altra storia.
Claudel ha l'abitudine di sollevarsi sulle punte quando arriva al passaggio decisivo.
Lo fece in quel momento. Poi si riabbass.
All'interno c' un'unica stanza, pi un sottotetto-zona notte nella parte posteriore.
Nell'angolo di sinistra, accanto a una stufa a legna, c'erano tappeto, parete e divano
completamente bruciati. E un corpo.
Dj-vu:  un fuoco che divampa rapidamente, finisce il combustibile, si spegne.
Una stanza pu essere carbonizzata, mentre l'altra rimanere intatta.
Dov'era il cadavere?
Sul divano, met su e met gi.
Sicuro che sia la Keiser?
Noooo, io ho scommesso su Hillary Clinton.
Ignorai il sarcasmo. L'hai detto ai figli?
Annu. Nessuno dei due ha lasciato intendere che si sarebbe precipitato a prenotare un volo.
Pinsker sta venendo qui adesso. Le labbra sottili si assottigliarono ulteriormente. A meno di una
coincidenza veramente madornale,  la Keiser.
Pensai a Rose Jurmain, alle sorelle Villejoin.
Qualche motivo per sospettare un'azione criminosa?
Oddio, gli assegni della pensione incassati. E la borsa ritrovata in un cassonetto a un milione di
chilometri dalla tenuta. Ma non c'erano segni di effrazione alla baita, se  ci che intendi. Il posto non 
stato messo sottosopra. Niente sangue. La vittima era completamente vestita.
Traumi evidenti? Ferite d'arma da fuoco? Colpi in testa?
Sono un investigatore, non un patologo.
Spesso l'arroganza di Claudel mi provoca oltre il limite. Considerati gli eventi della giornata,
rimasi sul ciglio, aggrappata con le dita dei piedi. Ma aveva ragione, la mia domanda era stupida.
E anche quello mi rendeva irritabile.
Mentre investigavi,  qualcosa ti ha indotto a sospettare che la Keiser potesse essere morta
altrove?
Giaceva a faccia in gi. Il contatto con il pavimento ha conservato la carne su ventre e torace.
Il livor  sembrava congruo.
Si riferiva al terzo dei fenomeni consecutivi al decesso. Rigor mortis:  irrigidimento dei
muscoli. Algor mortis:  raffreddamento dei tessuti. Livor mortis:  il sangue filtra verso il basso per
effetto della gravit.
Ed ecco, in breve, il livor.  Quando il cuore smette di battere e di pompare il sangue in circolo,
la gravit fa precipitare i globuli rossi, pi pesanti, attraverso il siero, pi leggero, ed essi si depositano
nelle parti declivi del cadavere. Ne deriva, in queste zone, la formazione di chiazze rosso-violacee che
costituiscono, appunto, il livor sulla parte pi bassa del corpo.
Come i suoi colleghi rigor  e algor,  il livor  lavora con una tempistica precisa, intervenendo
da venti minuti a tre ore dopo il decesso, e rapprendendosi nei capillari in quattro-cinque ore. Il livor
massimo si raggiunge entro sei-dodici ore.
Cos, oltre a essere utile nella stima dell'intervallo postmortem, consente di stabilire se un corpo
 stato spostato.
Nella fattispecie: se la Keiser fosse stata in posizione prona con un sedere violaceo al vento, se
ne sarebbe dedotto che era stata girata dopo la morte; petto e ventre chiazzati di scuro erano, invece,
coerenti con l'ipotesi che fosse morta a faccia in gi.
La macchina?
Parcheggiata sotto una rimessa sul retro.
Cercai di visualizzare il quadro. Boschi, la baita, la rimessa.
La propriet  cos isolata?
Le abitazioni pi vicine stanno a ottocento metri di distanza, ma i villeggianti se ne sono
andati fin da settembre.
Chi si occupa dell'autopsia?
La Ayers. Scost un costosissimo polsino per consultare un costosissimo orologio. Pinsker
dovrebbe arrivare a momenti. Dar un'occhiata agli abiti... a quel che ne rimane.
Mi alzai. Scendo con te.
Meschino, ma non potevo farne a meno. La fobia di Claudel  parte della leggenda.
Quell'uomo pu tranquillamente esaminare qualunque scena del crimine. Lenzuola inzuppate di
sangue? Nessun problema. Cervello spiaccicato sulle pareti? A volont.
Tappeti imbrattati di feci? Perfetto. Per lui la scena del crimine  un insieme di momenti
rivelatori congelati nel tempo: violenti, s, ma remoti, tessere utili per la composizione del mosaico.
Secondo la sua visione, ogni scena  un enigma, un puzzle da ricomporre. Sangue e budella parlano:
bisogna solo ascoltare attentamente.
Ma piazzate un cadavere sull'acciaio inox e Claudel si ritrova gelatina nelle gambe. S: l'amico
non sopporta corpi freddi e obitori.
L'identificazione della salma da parte di Pinsker  una formalit. Pieg la testa da un lato, il
naso aquilino proiett un'ombra sulla sua guancia.  la Keiser. Devo rimettermi in movimento.
Guardai il posteriore di Claudel scomparire oltre la porta, nei pantaloni perfettamente stirati.
Un'ora dopo, ecco Ryan.
Sono i resti del Lac Saint Jean? Osservando le ossa disposte davanti a me.
Annuii.
Sembra roba vecchia.
Lo .
Quanto vecchia?
Si pu tranquillamente affermare che questa gente non ha appeso la calza al camino il Natale
scorso.
Una quarantina d'anni?
Lo guardai interrogativa.
Un Cessna 310  scomparso nel 1967, mentre era in volo da Chicoutimi a Quebc. Famiglia
Gouvrard: i genitori e due bambini. L'ultimo avvistamento era stato effettuato nelle vicinanze del Lac
Saint Jean, perci si era pensato che il velivolo fosse caduto in acqua, ma non  mai stato trovato alcun
relitto.
Mi porse un foglio. Diedi un'occhiata. Vi erano elencati nomi ed et di quattro individui.
Achille Gouvrard, 48
Vivienne Gouvrard, 42
Serge Gouvrard, 12
Valentin Gouvrard, 8
Qualche possibilit che esista documentazione antemortem dopo tutti questi anni?
Il file  in arrivo.
Sei bravo, detective.
S, immagino che si possa dire cos.
Sono in debito.
A buon rendere. Sopracciglio esasperatamente inarcato.
Ci fu un rimescolio da qualche parte nella mia regione meridionale.
Lo ignorai.
Perch il Lac Saint Jean ti ha fatto suonare un campanello?
La sorella di Gouvrard era sposata con uno della polizia, Quentin Jacqume. Per anni
Jacqume ha diramato un comunicato a ogni anniversario dell'incidente: se fosse emerso qualche
nuovo elemento, voleva esserne informato.
Una caparbiet da ammirare.
Caparbiet. Bella parola. I promemoria cessarono poco dopo che io sono salito a bordo,
quando Jacqume  andato in pensione. Essendo un ex SQ, non  stato difficile da rintracciare.
Di qui l'esistenza e la reperibilit di un dossier vecchio di quarant'anni.
Di qui.
Triste la fine della Keiser dissi.
S replic Ryan, ma annunciata.
Gi concordai.
Quando se ne fu andato, terminai l'analisi. Anche se ogni scheletro era frammentato e gran
parte delle ossa erosa e danneggiata, c'erano dati sufficienti a stabilire che il profilo della famiglia
collimava.
Nessuno dei soggetti mostrava problemi medici o dentari evidenti.
Che dire degli zigomi ampi e del dente scavato del pap? Probabilmente una variazione nella
norma.
Nondimeno, avrei fatto meglio a chiedere ragguagli a Jacqume circa le origini di suo cognato.
Alle 16.20 telefonai a Hubert per riferire la scoperta di Ryan.
Millenovecentosessantasette. Sentii tendersi il cuoio, mentre il coroner si agitava sulla sua
poltrona.
Dunque il referto della dottoressa Briel diventa irrilevante. A proposito, com'era andata?
Sei meno meno.
Emise uno dei suoi suoni indecifrabili.
Non posso sottoscrivere un'identificazione sulla base di quel che ho dissi. La
documentazione antemortem  in arrivo, ma non sono ottimista. Ho pochissimi denti, nessuno del
bambino pi piccolo.
DNA?
Mitocondriale, forse, ma  una possibilit estremamente aleatoria. La qualit delle ossa  assai
scadente. Quante probabilit ci sono di rintracciare i parenti materni?
Tabarnac.  Quante famiglie vuole che ci siano in fondo a un lago?
Mi tornarono in mente le sue parole accanto alla fossa di Christelle Villejoin:
Quante nonnine spariscono da queste parti?. Non dissi nulla.
Inoltre, quell'incidente aereo  storia antica.
La storia antica pu avere ripercussioni negative. Se  si tratta della famiglia Gouvrard,
potrebbero esserci istanze legali pendenti: eredit, assicurazione, debiti.
Madame Keiser  di sotto. Cambiare argomento: ecco la procedura standard di Hubert
quando voleva svicolare. La Ayers far l'autopsia come prima cosa domani mattina.
Attesi.
Forse la Keiser ha perso il lume della ragione e si  data fuoco.
Non c' alcuna storia di demenza.
Be', la merda capita.
Trascorsi altre due ore con le ossa del Lac Saint Jean, elencando particolari che avrebbero
potuto rivelarsi utili all'arrivo delle cartelle antemortem. Hubert, probabilmente, aveva ragione.
Mamma, pap e due figli... Quante probabilit c'erano che non fossero loro? Eppure, dovevo avere le
prove.
Le caratteristiche pelviche mi rivelarono che l'uomo e la donna dovevano avere circa
trentacinque e cinquantanni.
La valutazione del sesso  approssimativa con lo scheletro dei preadolescenti. Di uno avevo
solo frammenti, dell'altro mi mancava tutto il bacino, perci si trattava di un'impresa disperata.
Non c'erano la mandibola e gran parte della testa del ragazzino pi grande, ma lo sviluppo
osseo di braccia e gambe suggeriva un'et di dieci-dodici anni.
Il pi giovane era rappresentato da due vertebre, tre ossa lunghe parziali, un calcagno, una
manciata di frammenti cranici. Il grado di maturit delle epifisi femorali faceva pensare a un soggetto
tra i sei e gli otto anni. Avevo anche tre molari isolati, due da latte e uno permanente. La presenza di
faccette da usura indicava per tutti una completa eruzione, il grado di chiusura delle radici induceva a
ipotizzare sei-otto anni d'et.
Perch restava cos poco del cranio dei bambini? Nulla di inquietante: le singole ossa che
compongono la volta infantile sono separate o saldate solo parzialmente.
Quando cede il tessuto molle, spesso si disgiungono in corrispondenza delle suture, le
arzigogolate linee lungo cui si articolano.
Tutti e quattro gli individui presentavano fratture craniche e toraciche, il maschio adulto anche
qualche trauma agli arti inferiori. La levigatura dei margini rendeva impossibile distinguere le lesioni
perimortem da quelle postmortem.
La famille  Gouvrard?
Rilessi i miei appunti.
Sesso degli adulti: coerente.
Et di adulti e bambini: coerente.
Trauma scheletrico: coerente con un incidente aereo. Le lesioni agli arti inferiori dell'uomo
erano quelle che mi sarei aspettata nella persona seduta ai comandi.
Coerente.
Non era abbastanza: gli zigomi e l'incisivo scavato mi disturbavano ancora.
Mi guardai intorno nel laboratorio deserto: la stampante silenziosa, la spia lampeggiante dei
messaggi sul telefono di Joe, l'immagine sullo screen saver che si muoveva all'infinito sul suo
computer.
Di solito diceva Au revoir  prima di staccare: quel giorno se n'era andato senza una parola.
Evidentemente, un solo biscotto al cioccolato non bastava. Ma perch il broncio? Era la strigliata che
avevo dato alla Briel? Per quanto mi sforzassi, non riuscivo a pensare a niente di pi grave che potessi
aver fatto per meritare il gelo.
Demoralizzata, lasciai vagare lo sguardo fino alla finestra. Dodici piani pi gi, il traffico
scorreva in rivoli di minuscoli puntini rossi. Riflessa nel vetro, una donna sottile, i tratti indistinti,
impossibili da decifrare. La tensione delle spalle indicava frustrazione.
Era ora di andare.
Dopo aver riposto i calibri in un cassetto e chiuso la porta del laboratorio, tornai nel mio ufficio.
Con il nuovo sistema telefonico dell'LSJML, le chiamate arrivavano direttamente ai singoli
interni; se nessuno rispondeva, passavano alla casella vocale.
Occasionalmente, i messaggi venivano trascritti.
Stavo chiudendo la lampo del mio parka, quando notai un foglietto rosa dall'aspetto obsoleto
nella confusione di carte del mio tavolo.
Lo presi, lo lessi.
S!
Agguantai la cornetta.
22
Il chiamante ha informazioni confidenziali.
Il nome di Perry Schechter era accompagnato da una sequenza di dieci cifre che cominciava con
312.
Chicago.
Forse l'avvocato di Edward Allen Jurmain aveva scoperto l'identit del bastardo che spargeva
veleno su di me.
Composi il numero.
Quattro squilli, poi una voce stucchevole mi invit a dettare nome, recapito e motivo della
chiamata.
Feci come richiesto e buttai gi.
Che altro sarebbe andato storto, quel giorno?
Verificai la data e l'ora scritte a mano sul foglietto: Schechter aveva contattato il laboratorio la
mattina, alle 9.15.
L'orologio segnava le 18.40.
Decisi di tentare ancora da casa.
Certo! L'avrei trovato di sicuro.
E invece no.
Provai una volta appena arrivata, due volte dopo avere condiviso un take-away thailandese con
Birdie. Niente.
Mentre raccoglievo gli avanzi della cena, chiam Vecamamma. Stava prendendo in
considerazione l'intervento per la cataratta e voleva il mio parere. Le dissi di lanciarsi.
Chiesi notizie di Cukura Kundze; mi raccont che era stato autorizzato il ritiro delle spoglie di
Laszlo. I genitori avevano organizzato una funzione commemorativa e il funerale. Mia suocera,
ovviamente, ci era andata. Bench affranti, Cukura Kundze e il signor Tot erano apparsi sollevati al
pensiero che il ragazzo fosse finalmente in regola con Dio, almeno dal punto di vista della sepoltura.
Descrisse la bara, i fiori, la musica, la cena, l'inappropriato abito magenta di Cukura Kundze e,
naturalmente, l'omelia.
Conoscendo la prassi di conservazione dei campioni nei casi irrisolti di omicidio, mi domandai
quanto di Lassie fosse effettivamente sceso sotto terra.
Tenni questa considerazione per me.
Chiesi a che punto era l'indagine. Vecammama non lo sapeva.
Riagganciai e, per l'ennesima volta, mi soffermai a rimuginare su che cosa potesse essere
successo a Laszlo. Perch il ragazzo era stato ucciso? Dove? Da chi? Sperai che il suo caso non finisse
come migliaia di altri, in una scatola dimenticata su uno scaffale in un deposito della polizia.
Alle undici andai a dormire.
Pi tardi, nella notte, mi raggiunse il gatto.
Dormii fino alle otto del mattino dopo. Mentre mi dirigevo al laboratorio, tenni a me stessa un
discorsetto: male l'ostilit, bene la serenit; vedere il lato positivo fa stare meglio e si campa pure di
pi. Bla, bla, bla.
Come prima cosa, chiamai Schechter.
La solita voce melliflua ripet le istruzioni del giorno prima. Lasciai un secondo messaggio e
posai il ricevitore. Delicatamente.
La riunione del mattino si svolse all'insegna dello stesso gelo artico del luned.
Niente sorrisi, niente battute, nessuno che avesse voglia di trovarsi l.
La Briel non c'era. Seppi che aveva cominciato a tenere un corso alla facolt di Medicina di
Lavai. Mentre sciamavamo fuori dalla stanza, presi da parte la Ayers e le chiesi come mai tutti
sembrassero cos gi. Mi liquid sbrigativamente, farfugliando di fatica, di superlavoro e se ne and a
praticare il taglio a Y nel petto di Marilyn Keiser.
Tornata alla mia scrivania, chiamai l'ufficio del coroner. Rispose una nuova segretaria. Feci per
lasciare un messaggio, m'interruppi, domandai il suo nome.
Adle.
Mi presentai. Ci scambiammo qualche amenit. La nuova me stessa.
 arrivato il file Gouvrard?
 Un instant, s'il vous plat. 
Udii un suono metallico, chiavette da computer, lo spostamento d'aria mentre il ricevitore
veniva portato all'orecchio.
Oui.  Ce l'ha la dottoressa Briel.
Che cosa? Brusca.
Silenzio.
Inspirai profondamente. Scusi, Adle, ma non capisco. Perch il documento  stato inviato alla
dottoressa?
Secondo la scheda,  lei che sta gestendo il caso.
 un errore. Educatissima. La pregherei di sostituire il suo nominativo con il mio.
Adle non disse nulla.
Se ha delle perplessit, prego, si rivolga a monsieur Hubert.
Due richieste. Due per favore.
La donna esit, poi: Devo recuperare il dossier e consegnarglielo?.
Non  necessario, grazie.
Stavo riagganciando, quando Joe infil la testa nel mio ufficio.
Qualcosa per me?
Feci per chiedere le radiografie della presunta famiglia Gouvrard, poi ricordai, sorrisi.
Attese con un'espressione neutra.
Le donne del Sud sono famose per sapere cosa dire, come combinare parole e frasi per mettere
gli altri a proprio agio.  una qualit che ammiro, ma che - per dirla gentilmente - non possiedo. In
materia di conversazione sono un disastro.
Non avendo idea d quale potesse essere un terreno comune d'interesse tra me e Joe, mi
aggrappai a quel che aveva detto il giorno prima, dopo il mio tentativo di blandirlo con il biscotto
gigante al cioccolato.
Sentiamo un po'. Un buon inizio in stile Dixie. Hai detto che passerai il weekend a
esplorare. Mi hai incuriosito. Palla clamorosa: ogni mio pensiero era rivolto alle ossa del Lac Saint
Jean. Esplorare che cosa?
Joe non fugg a gambe levate, ma nemmeno fece di tutto per incrociare il mio sguardo.
 solo un hobby.
Non era una risposta.
Ma fa cos freddo... Che cosa esplori?
Alzata di spalle. Roba.
Sciocchino, cos non mi faciliti il compito.
Caverne? Miniere? Altre dimensioni?
Roba sotterranea. Si chiama drainsploring.  Niente d'importante. Le sta bene che quella
ragazza ficchi il naso nella sua stanza-archivio?
Il rapido cambio di argomento mi colse di sorpresa. Quale ragazza?
Una tipa sta frugando tra i suoi vecchi casi.
Per i convenevoli poteva bastare.
Voglio le radiografie delle vittime del Lac Saint Jean
Scattai in piedi e raggiunsi il mio laboratorio dall'ai* tra parte del corridoio.
La tipa dava le spalle alla porta e stava esaminando il contenuto di una scatola.
Sull'etichetta, la scritta LSJML-28723.
Mi scusi...
Quando si volt, due trecce color margarina sbatacchiarono sotto una bandana triangolare
annodata sulla nuca. Bench alta almeno un metro e ottanta, sembrava pesare come una ragazzina delle
medie.
Mi ha spaventata! Mano sul petto.
Incrociai le braccia. Presi in considerazione la possibilit di battere il piede a terra, ma non lo
feci. Lei sarebbe?
Solange Duclos.
Il nome non mi diceva nulla. La mia faccia lo espresse chiaramente.
La ricercatrice della dottoressa Briel. Quasi un sussurro.
La studentessa dell'Universit de Montral! Me n'ero completamente dimenticata.
Chi l'ha fatta entrare?
La dottoressa mi ha dato una chiave. La mostr.
Porsi il palmo girato in su, lei ce la fece cadere sopra.
La dottoressa mi ha suggerito di familiarizzare un po' con la dentatura, esaminando i vecchi
casi. Portava il rossetto pi rosso che avessi mai visto, di quelli che hanno nomi come Papavero
appassionato o Peperoncino.
Le feci segno di uscire dalla stanzetta. Afferr un manuale rilegato a spirale e si affrett a
eseguire, passandomi accanto, il libro stretto al seno quasi inesistente.
Dopo aver chiuso a chiave la porta, la raggiunsi.
Non prendertela con la ragazza, mi ripromisi.
 passata dal dottor Morin?
Annu, le labbra cremisi storte da un lato.
A parte familiarizzare, la dottoressa Briel le ha fornito ulteriori istruzioni?
Scosse la testa.
Magnifico. La Briel aveva un'apprendista sul posto, ma non era nemmeno in sede.
La Duclos sollev una copia consunta dell' Osteologia umana  di William M. Bass.
Mi ha dato questo. Il capitolo sulla dentatura  veramente ben fatto. Conosco i denti,
naturalmente: incisivi, canini, molari, premolari. Devo solo dare una ripassata ai dettagli. Non
balbettava, ma quasi. Sono un po' debole sulle distinzioni mandibolare/mascellare, sinistra/destra.
Si sieda. Indicai l'unica superficie nella stanza che non fosse coperta di ossa.
L.
Spost una sedia in quel punto. Mentre si accomodava, tornai nello stanzino. Con una chiavetta
rotonda presa dal mio mazzo, aprii un armadio metallico e prelevai una vaschetta di plastica.
La Duclos mi guard tornare, gli occhi tondi come due frisbee.
Faccia pratica con questi. Li divida per categorie, poi per arcata: superiore contro inferiore.
La vaschetta atterr sul banco di lavoro con un piccolo tonfo sordo.
Dopo un caff, ritentai con Schechter.
Niente.
Quindi, andai nell'ufficio della Briel. Sul suo tavolo c'era una busta grigia, indirizzo del
mittente: SQ, Chicoutimi.
Eccitata, tornai nel mio laboratorio.
Ma l'euforia non dur per molto.
Le cartelle dei Gouvrard facevano sembrare esauriente il dossier Villejoin. Non c'era una
radiografia. I dati medici e odontoiatrici erano insignificanti.
I rapporti, battuti a macchina, erano sbiaditi e macchiati, probabilmente per effetto della carta
copiativa. Gli appunti scritti a mano erano a malapena leggibili.
Dopo tre ore e mezza passate con gli occhi strizzati e la lente d'ingrandimento a tradurre dal
francese colloquiale, ne sapevo come prima di cominciare.
Achille, il padre, aveva sofferto di ipertensione ed eczema: disturbi per cui assumeva dei
farmaci. Di statura misurava uno e settantaquattro (inutile: non avevo ossa lunghe complete). A
trentasette anni, si era rotto tre dita del piede in un incidente sul lavoro (non avevo dita dei piedi).
L'assenza di cartelle odontoiatriche induceva a pensare che paparino non si sottoponesse a controlli
regolari dal dentista.
Vivienne, la madre, non presentava alcuna patologia in grado di alterare lo scheletro. Aveva
problemi di quello che oggi chiameremmo reflusso gastroesofageo, soffriva di emicrania, aveva perso
un bambino al secondo mese di gravidanza tre anni prima della nascita del suo primogenito. La cartella
non riportava alcuna indicazione della statura.
Mammina aveva subito la devitalizzazione del primo e secondo molare inferiore di destra.
Entrambi erano andati perduti dopo il decesso.
Serge, il pi grande dei due fratellini, si era fratturato l'ulna destra a sei anni: l'osso non era tra
quelli recuperati. Aveva avuto il morbillo a sette e la varicella a nove. Il giorno del suo undicesimo
compleanno aveva riportato una leggera commozione, cadendo da un albero.
Il ragazzo era stato pi volte da un dentista per problemi di carie, ma non avevo alcuno dei suoi
denti.
Guardai l'orologio: l'1.10.
Dall'altra parte del laboratorio, Solange era ancora intenta a classificare incisivi e canini. Quelle
labbra al neon mi fecero pensare all'impronta che avrebbero lasciato su un vetro.
Tentai di nuovo con Schechter, lasciai un terzo messaggio, poi me ne andai a pranzo.
In mensa c'era Natalie Ayers. M'indic una sedia vuota di fronte a s. Sedetti.
Memore di come mi aveva liquidato in precedenza, evitai l'argomento del malumore generale.
Finito con la Keiser?
Annu, i denti conficcati in un sandwich con insalata e uova sode.
Era  la Keiser, suppongo.
S. A causa di decomposizione e combustione, faccia e denti erano andati. Per fortuna aveva
un ponte: quello  sopravvissuto. Abbiamo le cartelle odontoiatriche antemortem: c'era
corrispondenza.
Che cosa l'ha uccisa?
Chi lo sa? Gli organi interni erano ridotti in poltiglia, le radiografie non mostravano fratture,
proiettili o corpi estranei. Ho mandato dei campioni per l'analisi tossicologica, ma non sono ottimista.
Hai trovato fumo nei polmoni o in trachea?
Fece ondeggiare una mano: forse s, forse no. Dunque non era chiaro se la Keiser fosse viva
quando era divampato l'incendio.
Era una fumatrice?
Stando a Claudel, s.
Attacc con l'altra met del panino. Io finii i resti della mia insalata, poi passai a un altro
argomento.
La studente della Briel  qui, ma la Briel  a Lavai a istruire le giovani menti.
Emise uno sbuffo d'aria dal naso. Nossignora. La nostra Wunderkind   di sotto a istruire se
stessa.
Oh?
 arrivata mentre me ne stavo andando e ha chiesto se poteva studiare la Keiser.
Per fare esperienza.
 un fenomeno risi.
Gi. Nessuna traccia d'ilarit.
Gir il caff, batt il cucchiaino sull'orlo della tazza, lo pos. Scusa per prima.
Nessun problema dissi.
Hai ragione: l'atmosfera nella nostra sezione  diventata uno schifo.
Perch manca LaManche?
Ci riflett. No. Non  questo.
Per quale motivo allora?
Non voglio spettegolare, ma ti dico che le tensioni in questo ufficio sono la ragione per cui la
Santangelo ha lasciato il posto.
Che cosa intendi?
Scosse il capo. Chiedilo a Emily.
Mi ha chiamato nel fine settimana per avvertirmi che la Briel e Joe se n'erano tornati a Oka.
Mi ha spinto a venire qui di corsa, ma non ha mai accennato all'intenzione di mollare il laboratorio.
Parlale.
Mi ripromisi di farlo appena possibile.
Poi gli eventi cominciarono a precipitare e il mondo sembr deviare dalla sua orbita.
23
Quando tornai in laboratorio, la giovane Duclos non c'era pi: forse la Briel l'aveva reclamata,
oppure se n'era andata a casa. Non che me ne importasse granch: avevo tavoli anatomici stracarichi di
ossa e un coroner a corto di pazienza.
Naturalmente, fu un pomeriggio di continue interruzioni.
Non feci in tempo a posare la borsa, che apparve Claudel. Ansiosa di riprendere la mia analisi,
gli posi qualche domanda, giusto per lasciarlo parlare.
L'quipe du service d'incendie  ha finito alla baita della Keiser. Si riferiva ai ragazzi della
Squadra incendi, il dipartimento della Sezione chimica che ha il compito di stabilire causa e origine dei
fuochi sospetti.
Hanno trovato tracce di accelerante sul tappeto e sul divano.
Doloso.
Che cosa  stato usato?
Ci stanno ancora lavorando.
La Ayers lo informai non ha potuto stabilire se la vittima respirasse ancora quando
l'incendio  divampato.
Non  il mio primo omicidio. La dottoressa Ayers e io abbiamo gi discusso dei suoi risultati.
Be', fottute congratulazioni. Questo non lo dissi.
Mi accingevo a riprendere l'analisi, quando il mio cellulare vibr nella tasca del camice.
Verificai il nome del chiamante. Perry Schechter. Chi la dura la vince.
Sfortunatamente, l'informazione confidenziale dell'avvocato non era la rivelazione in cui
speravo. Riordinando le carte di Edward Allen, aveva trovato un appunto scritto a mano: un numero
telefonico con prefisso 514. Il messaggio che lo accompagnava era composto da un'unica parola:
Rose.
Chiusa la comunicazione, feci una ricerca al contrario sul sito delle Pagine Bianche. Il
numero risultava Non in elenco.
Interpellai un contatto alla SQ. Mi rispose che avrebbe rintracciato l'utente che corrispondeva al
numero e mi avrebbe fatto sapere.
Lo fece dieci minuti dopo. Il numero apparteneva a un telefono pubblico della Gare Centrale, in
Rue de la Gauchetire Ouest. Grandioso: la stazione centrale di Montral.
Ma l'informazione di Schechter non era del tutto inutile. Mi rivelava ben due cose.
Primo. La Gare Centrale comprende sia tratte ferroviarie a lunga percorrenza, sia collegamenti a
linee metropolitane cittadine e di periferia. Pertanto il mio accusatore poteva essere un pendolare, uno
di fuori citt o un locale che desiderava l'anonimato.
Fantastico, ora s che avevo una pista!
Secondo: le cabine telefoniche esistevano ancora. Chi l'avrebbe detto?
Erano le 16.15 quando riuscii finalmente a rimettermi al lavoro.
L'idillio non dur.
Mentre aprivo la cartella relativa al figlio minore, Valentin, risate maschili mi spezzarono la
concentrazione.
Ryan.
Joe.
Poich i laboratori di patologia, istologia e antropologia-odontologia sono comunicanti,
immaginai che il detective fosse entrato dal fondo e stesse attraversando le varie sale per raggiungere il
mio regno.
Nel corso dell'ultima ora, un fruscio di fogli mi aveva segnalato che Joe consultava carte alla
sua scrivania, proprio sulla traiettoria di Ryan. Supposi che i due stessero discutendo di carburatori o di
punteggi sportivi o condividendo una di quelle battute goliardiche che immancabilmente suscitano la
tipica, irritante sghignazzata cospiratoria dei portatori di cromosoma Y.
Il secondo bambino del Lac Saint Jean, forse Valentin Gouvrard, era rappresentato solo da due
vertebre, tre ossa lunghe parziali, un calcagno, una manciata di frammenti cranici e tre denti isolati.
Ignorando le risate maliziose da spogliatoio che provenivano dalla porta accanto, disposi la piccola,
lacunosa raccolta.
Lo stato di conservazione era pessimo. La combinazione di permanenza in acqua e azione delle
onde aveva eliminato gran parte dei punti di repere e il danneggiamento aveva reso impossibile una
misurazione accurata.
Ma ci che restava della dentatura mi consent di confermare la stima dell'et tra i sei e gli otto
anni. Ecco perch.
A differenza di squali e alligatori, gli esseri umani dispongono solo di due serie di denti.
I bambini ne possiedono venti. Gli adulti allargano la formazione a trentadue, aggiungendo
premolari e denti del giudizio.
La sostituzione avviene cos. Verso i sei anni, si uniscono alla dentatura infantile i primi molari
permanenti. Verso gli undici o i dodici, gli otto molari da latte lasciano il posto agli otto premolari
permanenti. Durante l'adolescenza, fino alla ventina, spuntano altri due molari in fondo a ogni arcata.
Inutile descrivere le vicende di incisivi e canini sul davanti: sappiamo tutti come si svolge il caotico
passaggio di consegne.
Del bimbo che giaceva in frammenti sul mio tavolo erano stati recuperati il primo molare
permanente e il secondo da latte, entrambi dall'emiarcata inferiore destra. Poi c'era il secondo molare
da latte superiore destro. Misi da parte i due denti decidui.
Stavo esaminando quello definitivo, quando un'ombra oscur la mia mano. Alzai gli occhi.
Ryan appariva insolitamente formale, in abito blu con un'impeccabile camicia bianca. La
cravatta giallo chiaro aveva un vivace motivo a pois azzurri.
Che eleganza dissi.
Grazie disse lui. Udienza in tribunale.
 andata bene la tua testimonianza?
Li ho stesi.
Troppo modesto. Rimisi il dente nella sua fiala. Stavi lisciando il mio assistente?
Non sono certo che si faccia lisciare.
Cio?
Quando ho detto che hai un handicap termico si  messo sulla difensiva, ha risposto che ero
scortese.
Il mio sopracciglio sinistro migr verso l'alto.
Era solo una battuta.
Forse Joe  di quelli che ritengono che essere scortese sia scortese. E comunque, perch devi
commentare le mie capacit di adattamento al clima?
Mister Suscettibile stava guardando delle foto di un tunnel sotterraneo o qualcosa del genere.
Gli ho chiesto di che si trattava, giusto per fare conversazione, in realt non me ne fregava niente. Ha
parlato di non so che hobby da sciroccati. Io ho detto che deve piacergli il freddo.  quello che ha
pensato anche la dottoressa Brennan
ha detto lui. E io ho detto...
Alzai una mano per richiedere il silenzio.
Ryan cap l'antifona. Le cartelle antemortem dei Gouvrard non risolvono la questione?
Scossi il capo. Finora il dossier  di scarsa utilit. Mamma soffriva di emicrania, pap di
eruzioni cutanee. Il ragazzino pi grande si era rotto un braccio, ma quelle ossa mi mancano. Papi si era
spaccato un piede. Idem come sopra.
Hai trovato qualcosa di non congruo?
No. Et e sesso degli adulti corrispondono e lo stesso vale per il tipo di lesioni. La qualit delle
ossa  uno schifo, ma coerente con quarant'anni passati sott'acqua.
Semplicemente, non c' nulla che mi permetta di confermare tranquillamente l'identificazione.
Novit su Christelle Vllejoin?
Negli ultimi due giorni, Grellier ha sfogliato foto segnaletiche e pensa finalmente di aver
riconosciuto il suo compagno di bevute: un teppista che risponde al nome di Red O'Keefe. Alias Bud
Keith, alias Sam Caffrey, alias Alex Carling. Tipo creativo: di solito questi vermi mantengono le stesse
iniziali, cos non devono cambiare le cifre sui fazzolettini ricamati.
La sua storia?
Un megaperdente. Robetta e nient'altro.
 in prigione al momento?
Scosse la testa.  a piede libero dal 1997. Ha scontato la sua pena e ora non deve pi rendere
conto a nessuno. L'ex agente incaricato della libert vigilata dice che il suo ultimo indirizzo conosciuto
era a Lavai. Mentre gli diamo la caccia, riscontrer il suo lungo elenco di pseudonimi con tutti i nomi
emersi nei casi Jurmain e Vllejoin.
Be', tentar non nuoce concordai.
Non ho nient'altro.
Hai sentito Claudel, ultimamente?
Ci rincorriamo da un po' senza beccarci.
Gli dissi dell'accelerante ritrovato allo chalet della Keiser. Probabile incendio doloso.
Ryan apr la bocca per commentare, o per dar voce a un pensiero.
Poi la richiuse, guard l'orologio.
 ora di mettere le sedie sui tavoli e spegnere la luce.
Sarebbe a dire?
Levo le tende.
Quella sera mi comprai gamberetti al curry con verdure.
Birdie ingoll i crostacei, ma sput carote e piselli sul tappetino, avendo cura di leccare via la
salsa.
Cercai di leggere un romanzo, ma non riuscivo a concentrarmi: vedevo costantemente Rose
Jurmain sola nei boschi, Anne-Isabelle Villejoin sanguinante sul pavimento della cucina, Christelle
Villejoin tremante sull'orlo della sua tomba, Marilyn Keiser in fiamme nel suo chalet.
Chiamai Harry, ma non era in casa. Idem per Katy.
Frustrata e irrequieta, decisi di creare una tabella: forse mettendo i fatti nero su bianco, o
convertendoli in megabyte, sarebbe emerso un andamento comune.
Aprii un documento nuovo sul mio laptop e impostai tre colonne.
Vi riportai tutte le informazioni che avevamo su ciascuna vittima.
ROSE JURMAIN
Cinquantanove anni, ma sembrava pi vecchia. Statunitense (Chicago).
Ricca di nascita, diseredata dal padre, e allontanata dalla famiglia.
Lesbica. Viveva con la compagna, Janice Spitz. Religione?
Soffriva di depressione. Abuso di farmaci e alcol. Eredi?
Venuta in Quebc per ammirare il fogliame. Auberge des Neiges.
Corpo ritrovato in superficie, scheletrizzato e danneggiato dagli orsi, nei boschi vicino a Sainte
Marguerite, trenta mesi dopo la scomparsa. Assenza di traumi scheletrici o cranici perimortem.
ANNE-ISABELLE/CHRISTELLE
Ottantasei e ottantatr anni. Pointe Calumet, Quebc. Zitelle. Vivevano insieme.
Anne-Isabelle: uccisa a bastonate in casa, massacrata. Christelle: scomparsa lo stesso giorno.
Bancomat usato presso uno sportello a est della citt, alcune ore dopo l'aggressione. Cattoliche, attive
in parrocchia. Niente alcol, n farmaci. Niente auto, n viaggi. Nessun famigliare. Gatti.
Eredi: la Humane Society.
Soffiata di Florian Grellier in seguito all'arresto. Info ottenuta da ignoto in un bar, forse di
nome O'Keefe (o un altro dei suoi molti pseudonimi). Christelle viene ritrovata in una fossa di scarsa
profondit vicino a Oka, diciotto mesi dopo la scomparsa, scheletrizzata. Le fratture craniche indicano
colpi di pala (Anne-Isabelle percossa con un bastone).
MARILYN KEISER
Settantadue anni.
Vedova, viveva sola in un appartamento a Montral, Boulevard Eduard Montpetit.
Tre matrimoni.
Un figlio e una figlia, Otto e Mona, nell'Alberta. Non avevano contatti.
Un figliastro, Myron Pinsker, di Montral.
Hippie. Vita sociale attiva.
Ebrea.
Chalet vicino a Memphrmagog. Solo il custode, Lu Castiglioni, sapeva della sua esistenza.
Possedeva e guidava un'auto. Piccoli spostamenti a livello locale.
Veicolo ritrovato alla baita.
Incendio. La presenza di accelerante indica dolosit.
Ritrovata alla baita tre mesi dopo la scomparsa. Corpo decomposto e bruciato.
Autopsia: Ayers. Causa della morte sconosciuta.
Fissai la lista, spremendomi le meningi in attesa di un'idea, di una lampadina che mi si
accendesse sopra la testa come nei fumetti.
Niente da fare: nascevano solo domande. Cominciai a buttarle gi.
Le Villejoin erano francofone, Rose Jurmain era statunitense, certamente anglofona. Marilyn
Keiser parlava francese o inglese? O tutte e due le lingue?
Le propriet della Keiser sarebbero andate ai figli, le Villejoin avevano lasciato tutto alla
Humane Society. Chi avrebbe tratto vantaggio dalla morte di Rose Jurmain?
La Keiser era ebrea, le Villejoin cattoliche. E Rose?
La Keiser aveva figli, le Villejoin e la Jurmain no. La compagna di Rose, Janice Spitz, aveva
discendenti?
Una lesbica americana con problemi di abuso di sostanze. Due zitelle che raramente mettevano
piede fuori casa. Una nonna socialmente attiva, con tre matrimoni alle spalle e in rotta con i figli.
Queste donne avevano qualcosa in comune oltre alla morte violenta?
Keiser e Jurmain amavano evadere tornando alla natura. Le Villejoin non lasciavano mai Pointe
Calumet.
Keiser e Jurmain avevano grandi famiglie da cui si erano allontanate.
Le Villejoin erano sole al mondo, a parte forse qualche lontano parente nella Beauce.
Le Villejoin erano state percosse. Jurmain e Keiser non avevano subito traumi scheletrici.
Alla Keiser avevano dato fuoco nel suo piccolo chalet, Anne-Isabelle era stata lasciata in casa
sua, Christelle sepolta in una buca, la Jurmain si trovava riversa sul terreno.
Cercavamo un legame che non esisteva?
Ricominciai da capo, concentrandomi sugli aspetti comuni.
Tutte le vittime erano di sesso femminile.
Tutte le vittime erano anziane o lo sembravano.
Tutte le vittime erano morte negli ultimi tre anni.
Tranne Anne-Isabelle, tutte le vittime erano state ritrovate in un'area boschiva isolata.
Coincidenze? Non lo credevo.
Stavo spegnendo il computer, quando i vetri di una finestra esplosero nella stanza.
Mi gettai a terra con il cuore in gola.
24
Rimasi stesa pancia a terra sul tappeto, le braccia sopra la testa, avvertendo la ispida puntura
delle setole sulla guancia e sulla spalla sinistra.
Dalla finestra rotta entrarono i rumori della strada: un uomo che cantava, il ronzio di un
trasformatore accanto al condominio dietro il mio.
Nell'appartamento, solo silenzio.
L'aria gelida stava rapidamente raffreddando la stanza.
Aprii gli occhi.
La lampada, cadendo, si era spenta. La luce emanata dello schermo del computer faceva brillare
i vetri sparsi intorno a me.
Poi, nel silenzio, udii un rumore sommesso.
Dei passi?
Il respiro mi si gel in gola.
Mi sollevai sui palmi, restando acquattata, e mi voltai.
Birdie fissava la finestra con occhi gialli, tondi, la zampa sospesa come un setter che ha fiutato
la selvaggina.
Birdie sibilai. Vieni qui.
Il gatto continuava a guardare.
Bird. Allungai una mano: tremava.
La bestiola fece un passo esitante verso la finestra, il naso palpitante rivolto all'ins, gli istinti
risvegliati dagli odori inconsueti di fuori.
Attraversai la stanza, sempre accovacciata, agguantai il gatto e lo strinsi a me, poi tesi
l'orecchio per cogliere il minimo rumore. Percepivo un'altra presenza nell'appartamento?
Registrai soltanto il respiro di Birdie e il battito accelerato del mio cuore.
Mentre le mie funzioni vitali si normalizzavano, le domande presero a turbinarmi in testa.
Che diavolo era successo? Un'esplosione nel ristorante dall'altra parte della strada? Uno
scontro per strada?
Qualcuno aveva lanciato un razzo? Un petardo? Una molotov?
Chi?
Ragazzini ubriachi o fatti, o semplicemente incoscienti?
Oppure la mia finestra si era appena beccata un proiettile? Era solo una pallottola vagante?
Proveniente, magari, da un'auto in corsa?
Si era trattato di un colpo intenzionale, la canna puntata proprio su di me?
Probabilmente no, o il cecchino aveva davvero una mira penosa.
Un avvertimento?
Sparky?
Il mio vicino stava esasperando i toni della sua campagna per farmi lasciare il palazzo?
Ricordo improvviso: Tornatene a casa tua, maledetta americana!.
Era stato Sparky a mandarmi quel biglietto? O qualcuno di pi pericoloso? Avrei dovuto
prendere il messaggio pi seriamente? Il mittente era una minaccia reale?
Perch avevo rifiutato di parlarne con Ryan? Semplice: ci ero gi passata altre volte. Sapevo
che sarebbe partito in quarta, appioppandomi guardie del corpo ventiquattro ore su ventiquattro o
piazzando una cimice sull'abat-jour nella mia camera. O costringendomi a portare un bracciale alla
caviglia che si sarebbe messo a suonare se solo avessi alzato la voce.
Forse Ryan ci aveva visto giusto: l'autore della lettera era la stessa persona che aveva telefonato
a Edward Allen Jurmain?
Diffamazione.
Lettere minatorie. Vetri infranti.
Informatore anonimo, mittente del biglietto e aggressore erano la stessa persona?
Presi il telefono e composi il 911.
Arriv una unit nel giro di pochi minuti. Gli agenti ascoltarono, controllarono accuratamente la
finestra, presero qualche appunto. Poi uscimmo tutti dall'appartamento.
Il prato era cosparso di vetri, ma non c'erano bossoli o razzi esplosi in vista.
Concordammo sulla probabile origine del lancio, un rialzo in cemento dietro una pizzeria
dall'altra parte del vicolo. Il posto era un popolare punto di ritrovo per ragazzi e gente della strada.
I poliziotti sapevano che conosco la procedura e non tentarono di prendermi in giro. Danno alla
propriet, non lesioni personali: l'episodio avrebbe ricevuto la stessa considerazione del furto di un
paio di mutandine.
A meno che non mi ritrovassero cadavere nel prossimo futuro, l'incidente sarebbe stato
investigato alle calende greche.
Dopo che gli agenti se ne furono andati, scesi in cantina a cercare una tavola di compensato che
Winston tiene a portata di mano. Qualche scherzo del genere me l'hanno gi combinato, bench, forse,
con minore abilit.
Non avevo fatto in tempo a rattoppare la finestra, che Ryan mi chiam: la rete di informatori di
quell'uomo fa sembrare la CIA un branco di dilettanti. Fantastico, se hai bisogno di informazioni.
Irritante, se l'informazione sei tu.
Gli assicurai che stavo bene.
Credi sia quella testa di cazzo del tuo vicino?
Non lo so.
Chi altro hai fatto incazzare?
Risposi con il silenzio.
Sei ancora l?
Sono qui.
Hai una teoria?
Ragazzini coi botti.
Hai un'altra teoria?
Gli ricordai la lettera e ammisi che forse - forse -  non si era sbagliato sull'informatore di
Edward Allen. Glielo riconobbi e lui evit di rispondere: Te l'avevo detto.
Che intendi fare? domand.
Riparare la finestra.
Potrei essere l tra dieci minuti.
Sto bene.
Ci fu una breve pausa. Poi: Ho trovato qualcosa.
Un altro espediente, sospettai, per infilare il piede nel mio appartamento.
Ho lanciato un confronto tra il nome Red O'Keefe e i dati contenuti nei file Villejoin e
Jurmain. Non ho trovato niente. Allora ho provato con gli pseudonimi.
Indugi per creare la suspense. Attesi.
Le Villejoin pagavano tutto in contanti o con vaglia postale e segnavano le spese in un
registro. Purtroppo non si disturbavano a mettere le date, ma pi o meno nel periodo dell'omicidio di
Anne-Isabelle, un lavorante aveva rimosso un pino secco dal loro cortile sul retro. Nel libro dei conti
figura un pagamento di centocinquanta dollari a un tale M. Keith.
Stai pensando a Bud Keith? In francese, monsieur  si abbrevia con una M
maiuscola puntata. Bud Keith alias Red O'Keefe. Sarebbe un colpo incredibile.
Lo sarebbe.
Quella notte mi rigirai a lungo nel letto. Non era solo per la finestra. Le domande mi piovevano
addosso da ogni parte.
Avete presente i trip mentali che ci facciamo quando non riusciamo a dormire?
Immaginai quattro colonne simili alle tre che avevo creato per Rose Jurmain, le sorelle Villejoin
e Marilyn Keiser.
Malanimo. Mistero. Morti. Malumori.
Ebbra di adrenalina, la mia mente prese a rimbalzare dall'una all'altra.
Il malanimo nei miei confronti.  Anche se il commento di Ryan mi aveva irritato, dovevo
ammettere che la sua reazione era comprensibile. La lettera, le accuse di negligenza professionale,
forse anche l'aggressione di quella sera... Chiaramente avevo fatto incazzare qualcuno.
Chi? Qual era il motivo? Come indurlo a uscire allo scoperto?
Il mistero del lago.  Le ossa del Lac Saint Jean erano in pessime condizioni. Le cartelle
antemortem non avevano alcuna utilit, visti i reperti, almeno per quanto riguardava i due adulti e uno
dei bambini: a causa delle continue interruzioni, non ero ancora riuscita a leggere il dossier di Valentin.
Le vittime nel mio laboratorio erano davvero i Gouvrard? La massa ossea deteriorata avrebbe
fornito campioni sequenziabili? Si sarebbe potuto rintracciare un parente idoneo? Senza DNA, come
avrei risolto il problema?
Le morti su cui si stava indagando.  Negli ultimi tre anni, quattro donne anziane erano giunte
all'obitorio, una intatta, due scheletrizzate, una decomposta e carbonizzata.
Se la causa del decesso non era chiara nel caso di Rose Jurmain e Marilyn Keiser, Christelle e
Anne-Isabelle Villejoin erano state certamente uccise.
Perch un tale abuso su vittime tanto fragili, avanti negli anni? Commesso da chi?
Red O'Keefe-Bud Keith? Se cos era, come potevo aiutare a inchiodarlo? Era responsabile di
altri omicidi?
Anche Myron Pinsker aveva un ruolo nella vicenda? E i figli di Marilyn Keiser? Se non era
stato un membro della famiglia, chi aveva incassato gli assegni della signora?
Supponendo che le morti fossero collegate, sarebbe accaduto di nuovo? C'era un predatore, l
fuori, in quel preciso istante, pronto a colpire? Cosa potevo fare per fermarlo, per proteggere altre
donne inermi?
Pensai al crimine in generale. Ogni anno la violenza sembrava aumentare in frequenza e
diminuire in razionalit. La gente veniva ammazzata per aver consegnato una lettera di licenziamento,
per essersi dilungata imbustando gli hamburger, per aver guidato troppo piano o accorciato la distanza
di sicurezza.
Le quattro anziane signore erano state uccise. Tutte quante: me lo sentivo nelle viscere. Per che
cosa? Da chi? Volevo trovare una logica, ma la situazione era priva di senso.
I malumori al laboratorio.  Normalmente avrei cercato il consiglio di colleghi e collaboratori,
ma al momento l'atmosfera era tesa e tutt'altro che aperta al dialogo.
LaManche era malato, Joe teneva il broncio, Hubert ce l'aveva con me. La Santangelo se ne
andava, e non conoscevo neppure il motivo, la Ayers se ne stava sulle sue, la Briel, con le sue continue
pressioni, era incredibilmente irritante.
E cos via, cos via, all'infinito. Volti, nomi. Rose Jurmain, le sorelle Villejoin, Marilyn Keiser.
Myron Pinsker, Florian Grellier, Red O'Keefe-Bud Keith, Sparky Monteil. Achille, Vivienne, Serge e
Valentin Gouvrard.
Le cifre luminose arancio indicavano l'1.15, poi le 2.18, le 2.43, le 3.06.
Infine, la sveglia si mise a trillare.
Annebbiata, mi girai e pigiai il pulsante con il palmo.
Il rumore successivo che sentii fu un telefono che squillava.
Allungai la mano, mezza intontita, e mi trascinai il cordless all'orecchio. Premetti il tasto di
ricezione.
Mmm.
Tutto bene? Ryan.
Magnificamente.
Controllavo.
Ges, Ryan. Tirandomi 9
Dieci e un quarto.
Guardai l'orologio.
Merda!
Vieni? Perch ho delle novit...
Sar l in trenta minuti!
Volando attraverso la stanza, afferrai l'intimo dal cassetto, m'infilai i jeans e il maglione del
giorno prima. In bagno ebbi un incontro ravvicinato di trenta secondi con lo spazzolino elettrico e mi
spruzzai dell'acqua in faccia. Raccolsi di corsa i capelli in una coda e via.
25
Mancai la riunione del personale di quasi due ore. Sulla lavagna cancellabile, il box accanto al
nome di Morin riportava la scritta Tmoignage.  Testimonianza.
Chiss se era lo stesso processo in cui era stato convocato Ryan.
Accelerando lungo il corridoio, mi capit di guardare alla mia destra. La porta di Natalie Ayers
era semiaperta e la vidi alla scrivania.
La mia prima reazione fu di sorpresa: normalmente i patologi erano di sotto a quell'ora del
mattino.
Impiegai un po' a registrare i dettagli: sedeva con i gomiti sulla scrivania, le spalle curve, la
testa tra le mani. Il piano era disseminato di fazzoletti di carta usati.
Tornai sui miei passi e spinsi delicatamente la porta verso l'interno.
Natalie?
Raddrizz la testa di scatto.
Mi ritrovai a fissare due occhi gonfi e arrossati.
 successo qualcosa?
Scosse il capo, tent di abbozzare un sorriso. Con scarsi risultati.
Che c'? la incitai.
Gli occhi umidi si spostarono sul corridoio alle mie spalle.
Senza attendere una risposta, chiusi la porta, presi una sedia e assunsi la posizione di ascolto.
Messaggio: finch non parli, non schiodo.
La Ayers emise un sospiro tremolante, prese un fazzolettino pulito dalla scatola, si appoggi
allo schienale.
Ho combinato un casino con la Keiser.
Feci ondeggiare le dita: dimmi di pi.
Le avevano sparato, poveretta. Il suo mascara era ovunque, il volto un disegno a china
lasciato sotto il rubinetto.
Va' avanti.
Ho controllato le radiografie, cercato fori d'entrata e di uscita, frammenti eccetera... conosci la
routine. Non c'era assolutamente alcuna traccia di una lesione d'arma da fuoco. Niente. Nada.
Annuii.
Dev'essersi alzata o forse piegata per proteggersi. Il proiettile era di piccolo calibro,  entrato
nella spalla, sceso longitudinalmente lungo la massa del muscolo erettore destro ed  uscito senza
scalfire un osso o un organo. Mai visto nulla di simile.
Hai beccato la traccia della pallottola praticando dei tagli trasversali?
Io non ho beccato un bel niente. Deglut.  stata Wonder Woman.
La Briel? Non feci granch per nascondere il mio stupore.
Annu vigorosamente. Lacrime traboccarono dalla palpebra inferiore. Si tampon la guancia
con il fazzoletto appallottolato.
Quando?
Durante il suo pigiama party con autopsia di ieri sera.
Le hai dato il permesso di esaminare la Keiser?
Annu di nuovo. Ho pensato: Diavolo, perch no? Si fa in quattro, vuole imparare.
E lei ti ha riferito la scoperta?
Sbuff con disprezzo. In che modo ci avrebbe agevolato la sua preziosa carriera?
 andata dritta dritta da Hubert?
Tu che ne pensi?
Pensavo che, con ogni probabilit, lo aveva fatto.
Ed ecco che cosa ha ottenuto: il coroner l'ha autorizzata a parlare in televisione.
Quando?
Questa sera. Mi ha detto il nome del programma. Ne ho sentito parlare, ma non l'ho mai visto.
Dovrebbe fare audience. Probabilmente venderanno i diritti cinematografici.
In che modo i media erano al corrente del ritrovamento della Keiser?
Si strinse nelle spalle, soffiando forte il naso.
Perch Hubert avrebbe permesso alla Briel di andare in onda?
La Ayers scacci una mosca immaginaria con la mano che non stringeva il kleenex. Tu sei
stata via, non capisci. Le indagini Keiser e Villejoin non sono approdate a nulla. Polizia e coroner
hanno subito pressioni non indifferenti. Mostrare il cadavere della Keiser dar l'impressione che tutti si
stiano dando un gran da fare.
Porca puttana dissi.
S, che ti pugnala alle spalle.
Di ritorno nel mio ufficio, restai seduta immobile, minuscole ali che mi svolazzavano nella
scatola cranica.
I centri inferiori stavano tentando di attirare la mia attenzione. Perch? Quale parola o nome
aveva scatenato la sensazione? Briel? Keiser? Hubert? Media? Lesione d'arma da fuoco?
Per quanto mi sforzassi, la falena di quell'intuizione rifiutava di avvicinarsi alla luce del
pensiero consapevole.
Stavo ancora tendendo trappole mentali, quando trill il telefono sulla mia scrivania.
Ryan salt i preliminari.
Vuoi conoscere O'Keefe?
Vuoto assoluto.
Terra chiama Brennan. Red O'Keefe? Il compagno di bevute di Florian Grellier?
L'avete trovato?
Il signore attende mentre noi stiamo parlando.
Red O'Keefe. Alias Bud Keith. M. Keith?
Ammette di avere lavorato per le sorelle Villejoin?
Buffo,  esattamente quel che pensavo di chiedergli.
Come l'avete localizzato?
L'agente che lo sorvegliava durante la libert vigilata ha una rete di contatti da paura.
La sua storia?
Benzinaio part-time presso una stazione di servizio Petro-Canada in Boulevard Dcarie. Ha un
letto di fortuna dietro l'angolo. O'Keefe e io stiamo per fare quattro chiacchiere. Ti interessa
assistere?
Quando?
Ora.
Lanciai un'occhiata dall'altra parte del corridoio. Oltre il vetro, le ossa del Lac Saint Jean
giacevano come le avevo lasciate.
Arrivo subito.
La stanza degli interrogatori della SQ avrebbe potuto trovarsi in qualunque stazione di polizia
del Pianeta: pareti nude, tavolo e sedie malandati. In pi, colsi un tenue puzzo di benzina, introdotto dal
solitario occupante con il suo piumino macchiato d'olio.
A volte viene richiesta la mia presenza durante un interrogatorio. Immaginai che, quel giorno, la
ragione fosse la stessa di sempre: Ryan avrebbe voluto le mie impressioni sul sospettato di turno.
O'Keefe alz lo sguardo quando entrammo, occhi socchiusi, duri e analitici, quasi che stessero
sezionando il mondo e chiunque conteneva. I suoi capelli erano grigiastri, tagliati da qualcuno che
probabilmente si faceva chiamare hair stylist  e chiedeva un pacco di soldi. La chioma curata
contrastava stranamente con la tenuta da operaio.
Ryan si present, tese la mano. Le dita di O'Keefe, che portava i mezzi guanti, restarono
saldamente intrecciate sopra il suo berretto di lana che giaceva sul tavolo.
Il detective s'inform se preferisse inglese o francese.
Lo sguardo gelido rimase inalterato.
Ci sedemmo. Ryan pos una cartelletta sul tavolo. O'Keefe la ignor. E ignor noi.
Forse a motivo del nome, forse a mio beneficio, si cominci in inglese. Grazie per essere
venuto, oggi, signor O'Keefe disse Ryan. Cercher di rubarle il minor tempo possibile.
Gli occhi del sospettato si spostarono sulla mia persona, poi tornarono al detective.
La dottoressa collabora con me.
Vago. Immaginasse ci che voleva.
Lei  attualmente impiegato come inserviente presso una stazione di servizio?
L'altro rest impassibile.
So che  noioso insist Ryan, ma devo verificare i dati per il mio rapporto.
Gli avevo visto svolgere decine di interrogatori, sapevo che cosa stava facendo.
Cominciare in modo cordiale, guadagnarsi la fiducia dell'indiziato, spingerlo a rivelare
informazioni che altrimenti sarebbe portato a nascondere, dargli spago per indurlo a contraddirsi.
Quindi partire all'attacco.
Osservando il sospettato, mi domandai se la tattica avrebbe funzionato. A quanto sapevo, il
nostro amico aveva onorato della sua presenza le strutture penitenziarie di un buon numero di province.
 O'Keefe, giusto? Ryan apr il dossier senza guardarlo. Sembra esserci un po'
di confusione riguardo al nome.
La faccia finita. Sappiamo entrambi che ha in mano il mio dossier. Parlata anglofona,
proletaria, con un accento che suonava pi di Eastern Seaboard che di Montral.
Bene. Ora il tono gradevole del poliziotto era venato di una certa asprezza.
Parliamo di Florian Grellier.
Chi cazzo  Florian Grellier?
Proviamo questa: Bud Keith.
O'Keefe alz le spalle. Ho un nome d'arte. E allora? Ce l'aveva anche Judy Garland.
Fa mai lavori di giardinaggio? Rimozione di alberi secchi, cose cos... Un altro degli
espedienti di Ryan: mutare la rotta, passare di colpo a un argomento sensibile.
Disorienta l'interrogato.
Ma non O'Keefe.
Credete che avrebbe sfondato a Hollywood continuando a chiamarsi Frances Gumm? Un
momento. Ecco un bel titolo per un film. Con la mano percorse la scritta a caratteri cubitali di un
immaginario cartellone. Non  nata una stella.
Nessuno rise.
Rimozione d'alberi? incalz Ryan.
Ho fatto un sacco di cose in vita mia.
Mi dica di Pointe Calumet.
Pare sia bello d'estate. C' molto verde.
Ha raccontato a Florian Grellier che conosceva il luogo di sepoltura di un corpo?
Che cazzo...
Ryan attese. Il silenzio funzion.
Un pezzo di merda vi ha detto cos?
Risponda alla domanda.
Se non so nemmeno chi sia quel cazzone, come faccio ad avergli detto qualcosa?
Le dipingo la scena. Lei  in un bar. Grellier paga. Lei vuole che la tequila continui a
scorrere.
Sbagliato: sono un bevitore di birra.
Andiamo Red... Com' andata? Ti sei ubriacato e hai cominciato a dare aria ai polmoni per
impressionare il tuo nuovo amicone? O magari hai lavorato di fantasia?
Volevi ottenere un po' di credibilit? Il tizio se l' bevuta e tu hai continuato a raccontare.
Questo Grellier. Ha indicato me?
Ha scelto la tua faccia sorridente tra cento altre.
Fatemi indovinare. Il suo culo  in attesa di farsi tilt po' di galera.
Ryan non conferm, n sment.
O'Keefe ci pens su per un momento. Poi: Se io fossi un poliziotto, mi chiederei: un tizio
scambia un'informazione del genere? Perch? Che cosa ci guadagna?
Penserei che il sacco di merda, probabilmente, sta cercando di imbrogliare un po' le carte.
Ryan non condivideva la sua logica.
Proviamo con un altro nome: Christelle Vllejoin.
Se  una che reclama soldi da me, ci sono cattive notizie: non ne ho.
Christelle Villejoin aveva ottantatr anni. Qualcuno le ha spaccato il cranio e l'ha sepolta nei
boschi.
Scrutai O'Keefe in cerca di un segno d'agitazione. La sua faccia rest una maschera di granito.
La sorella di Christelle ne aveva ottantasei.  stata uccisa a botte con un bastone.
Ha problemi di udito? Ho gi detto di non avere mai incontrato il vostro informatore. Non so
niente di nessun cadavere nei boschi.
E se la piantassimo con questo atteggiamento, Red? O dovrei dire Bud?
Guardi, ho messo la testa a posto. Ho un regolare impiego ora.
Risparmiami le stronzate da boyscout.
O'Keefe indic la cartelletta con un brusco movimento del pollice. Avete il mio dossier.
Qualche imbroglio, scippi, un po' di ricettazione, qualche carta di credito falsa... ma non ho mai fatto
male a nessuno. Non sono il vostro uomo.
Dov'eri il 4 maggio 2008?
Che cazzo ne so? Lei dov'era?
Ryan ricorse ancora al silenzio.
L'interrogato rivolt il berretto, lo rivolt ancora. Lo lisci con una mano. Poi:
Questo tale Grellier  fuori di testa. Lei non ha niente su di me. Si fotta.
Io mi devo fottere... Sommessamente.
O'Keefe scatt in avanti, vene minuscole che gli pulsavano sulle tempie. Mi capisce? Non
conosco nessun Grellier. Non ho niente a che fare con delle vecchie ammazzate. Non so di che cazzo
sta parlando.
Sto parlando di omicidio, stupida merda!
Ci si pu pulire il culo con le sue domande.
I due uomini si scambiarono uno sguardo penetrante, i nasi a pochi centimetri di distanza. Un
silenzio teso riempiva la stanza. Questa volta fu Ryan a romperlo.
Un agente ti porter carta e penna. Sai scrivere, non  vero Red? Mi raccomando, non
sbagliare l'ortografia o la punteggiatura.
O'Keefe si appoggi pesantemente allo schienale, allung le gambe. Gli occhi socchiusi
tornarono di nuovo su di me.
La sua amichetta non parla molto, ma  tutta un fuoco.
Ryan scribacchi qualcosa sul suo blocchetto a spirale, strapp via la pagina e la sbatt sul
tavolo.
Ho bisogno dei tuoi spostamenti in queste date. Puro ghiaccio. Fai con comodo, so che la
tua agenda degli appuntamenti  strapiena.
Si alz. Lo seguii.
Fossi in te eviterei di programmare viaggi.
Un sorriso da rettile incresp le labbra di O'Keefe. Era buona! Indicando Ryan.
Ho colto quella cosa alla Horatio Caine. Si trovi un paio di occhiali da aviatore e non la ferma
pi nessuno.
Ryan e io arrivammo alla porta.
O'Keefe parl ancora, alle nostre spalle.
Ehi, dottoressa, se vieni alla stazione di servizio, ti lucido la carrozzeria.
26
Impressioni? chiese Ryan,
Sento il bisogno di una doccia.
Lui ha detto che eri tutta un fuoco.
Hai visto che bei capelli?
S, l'ho notato. Abiti di Walmart, taglio da Wall Street.
Erano le due passate e la mensa era deserta. Ryan e io prendemmo solo un paio di sandwich alla
macchinetta. Il mio, all'insalata di prosciutto, pareva fatto ai tempi dell'offensiva del Tt
Personalit mutevole.
Concordo. Quel tizio  il distacco in persona, poi, d'improvviso, perde le staffe.
Credi sia marcio?
Pos la sua valigetta su un tavolo vicino al distributore, tir fuori una cartellina, l'apr. Su una
cosa ha detto la verit: O'Keefe non ha precedenti violenti. Ci sono alcuni reati minorili coperti dalla
privacy (se serve potrei appurare di che si tratta). Il primo arresto  stato nel 1968: scippo. Libert
vigilata. Sfogli le pagine. Arrestato nel 1972 per spaccio di banconote false, altra libert vigilata. Si
 fatto la prima galera a Bordeaux dal 75 al 78: frode con carte di credito. Continu a scartabellare.
Un secondo periodo di detenzione verso la fine degli anni Ottanta a Halifax e poi di nuovo
all'inizio dei Novanta a Edmonton. Carte di credito in entrambi i casi.
L'ultima condanna l'ha scontata di nuovo qui in Quebc, dal 96 al 97.
Di dov'?
Moncton. Il suo vero nome  Caffrey.
Che fa quando non  al fresco?
Un po' di tutto: uomo di fatica, lavori interinali, turni in fabbrica. Collabora con ditte locali di
traslochi. Occasionalmente trova impieghi part-time, come quello alla stazione di servizio. Ha messo la
testa a posto. Facendo il verso a O'Keefe.
Figurati.
Ci venne la stessa idea contemporaneamente.
Verificher se qualcuno si  trasferito nel quartiere delle Villejoin all'epoca dell'aggressione
disse Ryan. O ha traslocato altrove.
O ha fatto imbiancare la casa.
Riparare il tetto.
M. Keith. Ci dirigemmo agli ascensori. Non  un nome cos comune in Quebc.
No, non lo . Sto pensando di far circolare la foto di O'Keefe a Pointe Calumet, per vedere se
qualche vicino delle Villejoin si ricorda di lui.
Riferii a Ryan della mia conversazione con la Ayers.
Questa Briel  davvero cos brava? Prima le falangi, ora la traccia del proiettile.
Non lo disse.
Con le ossa del Lac Saintjean ha sbagliato alla grande.
Come va, a proposito?
Ho intenzione di finire il bambino pi piccolo tout de suite.
Mentre pigiavo il tasto per chiamare uno degli ascensori, mi venne in mente una domanda.
Hai detto che le Villejoin avevano un conto con i risparmi...
Ryan annu.
Come pagavano le spese registrate sul libro dei conti?
Posso informarmi. Perch?
Sappiamo che per effettuare i loro prelievi non usavano mai il bancomat, n tantomeno
Internet: magari tenevano i contanti in casa.
Va' avanti.
Diciamo che assumono un uomo di fatica, lo pagano. Lui vede il rotolo di banconote nel vaso
dei biscotti, decide di tornare pi tardi a fare il pieno. Una delle due sorelle lo sorprende, la situazione
degenera...
Lasciai il resto all'immaginazione.
La parvenza di un sorriso gli incresp le labbra.
Non male, Brennan.
Era come se gli dei stessero cospirando contro di me. O, per lo meno, uno di loro doveva avere
parecchia ruggine nei miei confronti.
Arrivando di sopra, trovai la Duclos mentre sfogliava pigramente il manuale di osteologia nel
mio laboratorio. Quel giorno i suoi capelli pi biondi del biondo erano raccolti in due codini ai lati
della testa. Il rossetto era color malva.
Posai il sandwich mangiato a met.
Dov' la dottoressa Briel?
A prepararsi per l'intervista. Forse in segno di rispetto per l'imminente apparizione del suo
diretto superiore su una emittente anglofona, la ragazza si era messa a parlare inglese.
Due parole, signorina Duclos: efficienza e autonomia.
Sguardo totalmente inebetito.
Non c' qualcosa che dovrebbe fare?
Oh. Risatina nervosa. I denti sono nello stanzino. Non potevo prenderli.
Vero. Anche se nessuno dava un soldo bucato per la raccolta di campioni dentari di Bergeron,
lui insisteva a tenerli sotto chiave. Solo Joe e io avevamo il privilegio di accedere al tesoro. E il
permesso di prelevarlo, qualora un suo studente ne avesse avuto bisogno.
Frugai nella borsa e andai nello stanzino a prendere la vaschetta.
La Duclos mi guard in attesa di istruzioni.
Confronti i denti da latte con quelli permanenti. Stringata. La ragazza non era sotto la mia
responsabilit: doverle fare da mentore mi rendeva irritabile.
I molari infantili hanno corone bulbose e radici sottili, divergenti. Parlava come se recitasse a
memoria.
S. Tolsi un esempio dalla vaschetta e glielo porsi.
Puntando la corona a nord e le radici a sud, fece arrampicare il dente nell'aria.
Whisky il ragnetto sale la grondaia. La filastrocca per bambini suonava strana nel suo inglese
dal forte accento.
Finii quel che restava del sandwich, appallottolai il cellophane.
Il margine inferiore dei denti davanti ha il bordo seghettato, giusto?
Scossi la testa, chiedendomi che condimento avessero usato nel panino.
Non sempre. Picchiettai il dito sul testo di Bass.
Non si disturbi. Lo cerco.
Mi dedicai al pi piccolo dei bambini del Lac Saint Jean.
Ennesimo intoppo: Joe aveva fatto le radiografie delle ossa, ma non quelle dei denti. Dopo venti
minuti di ricerche, lo trovai in sala caff, fuori dall'obitorio.
Probabilmente fui troppo brusca. Che cavolo! Era tardi e non avevo ancora combinato niente.
Accett di scattare le apicali. Gelido.
Tornai al dodicesimo piano. La Duclos e io lavorammo fianco a fianco in silenzio.
Ogni tanto il mio stomaco brontolava. Una volta mi offr una gomma. Rifiutai.
Alcuni soffrono di mal di testa, altri di allergie, altri di disturbi gastrici. A me capitano
occasionalmente episodi del primo e del secondo tipo, mai del terzo. Cos, i sintomi della cattiva
digestione mi colgono del tutto impreparata.
Decisi che dovevo prendere qualcosa.
Tentai con la Ayers, le segretarie, la receptionist; infine, scroccai un antiacido a Morin. Insist
per descrivermi l'autopsia che aveva appena terminato. Erano le 15.10
quando finalmente tornai alle vittime del lago.
Joe non aveva ancora ritirato i denti da radiografare.
Mi sentivo in colpa per i miei modi bruschi e glieli preparai. Li disposi nelle bacinelle, suddivisi
per persona. Dodici per la donna adulta, tutti dell'arcata inferiore, ventuno per il maschio adulto, taluni
in frammenti mandibolari, taluni in frammenti mascellari, nessuno per il ragazzino pi grande, tre,
isolati, per quello pi piccolo.
Ecco, avevo fatto trentuno, risparmiato a Joe dieci minuti di lavoro.
Stavo sfilando le radiografie dello scheletro dalla loro busta, quando mi suon il cellulare.
Prefisso di Chicago. Risposi.
Tempe, sono Chris Corcoran.
Ehi. Ormai il sandwich cominciava davvero a farsi sentire. Cercai di reprimere un rutto:
venne fuori come il verso di un porcellino d'India.
Tutto okay?
Mmm.
Sembri strana.
Sto bene. Sentendo una fitta, mi premetti una mano sulla pancia.
Buone notizie. La polizia pensa di avere una pista nel caso Tot.
Oh? Mi sentii in colpa per non essermi pi interessata. Era una settimana che avevo
intenzione di chiamare.
Un detenuto di Stateville sta cercando di trattare per ottenere il trasferimento a Pontiac. Si
riferiva a due dei pi grossi istituti penitenziari dell'Illinois.
Che ha Pontiac di cos allettante? Brusca.
Ma sei sicura di sentirti bene?
Scusa. Sono un po' stanca. Deglutii. Va' avanti.
Secondo questo tizio, il suo compagno di cella si vanta di avere accoltellato un ragazzo
insieme a un complice e gettato il corpo in una cava.
Quando?
Dalla finestra vidi la Briel che marciava a tutto vapore lungo il corridoio ed entrava nel suo
ufficio. La Duclos scatt in piedi e si precipit fuori.
L'uomo non vuole fare domande per paura di destare sospetti. Per ora si  limitato ad
ascoltare, ma ha accettato di nascondersi addosso un microfono.
Per che cosa  dentro il compagno di cella?
Rapina a mano armata.
Squill il telefono sulla mia scrivania.
Devo andare, Chris. Tienimi informata.
Chiusi una chiamata, risposi all'altra.
Brennan.
Ci hai preso. Il ragazzo che tagliava il prato e spalava la neve per le Villejoin dice che
pagavano sempre in contanti. Dice che tenevano i soldi nella dispensa.
Molti soldi? Avvertii un'improvvisa vampata di calore e mi portai la mano alla guancia.
Il ragazzo non lo sapeva.
Quanti anni ha? Spostai la mano: la mia fronte era umida.
Quindici.
Dunque ne aveva, quanti... dodici, all'epoca dell'omicidio? Troppo giovane, probabilmente.
E per di pi  alto come un suricate Di quelli piccoli. Non poteva avere la forza necessaria.
N il mezzo per arrivare a un bancomat nella zona est di Montral, o a Oka
concordai. Piuttosto, c' stata qualche squadra di traslocatori o imbianchini nel quartiere in
quella settimana?
Su quel versante niente novit per ora, ma sto verificando con le agenzie interinali. Il padre del
ragazzo ha detto che, nel vicinato, prendono per lo pi la persona che, occasionalmente, si presenta
porta a porta in cerca di lavoretti. Sto andando ora a portare la foto di O'Keefe a Pointe Calumet. Vuoi
aggregarti?
Il mio stomaco produsse un rumore impossibile da descrivere.
Ti senti bene? domandai a Ryan.
Benissimo. Che sandwich hai preso alla macchinetta?
Formaggio.
Io salto il turno. Fammi sapere se hai fortuna con la foto.
Mi buttai in bocca un altro antiacido e piazzai le prime radiografie sul visore, senza sapere bene
nemmeno io cosa sperassi di trovare. Le cartelle antemortem dei Gouvrard non riportavano alcuna
affezione o lesione in grado di alterare lo scheletro o, per lo meno, le ossa di cui disponevo.
Avevo esaminato la met delle lastre, quando il mio stomaco si fece sentire di nuovo. Altro che
fitta, quello era un crampo in piena regola.
Il mio sguardo and a posarsi sulle bacinelle che avevo preparato per Joe.
Guardai l'orologio: le 16.35. Se n'era andato senza fare le radiografie
Joe chiamai, girato l'angolo.
Eccheccacchio.
Joe! latrai.
Il cucuzzolo mi part all'indietro e lo stomaco mi balz in gola.
Guardai i denti, le ossa, le radiografie inutili.
Quella gente era morta da decenni. Poteva aspettare un altro giorno.
Spensi il visore, chiusi a chiave e mi diressi verso l'uscita.
Quando riuscii ad arrivare a casa, la crudele insalata di prosciutto risaliva con il passo dell'oca
il mio esofago, sbraitando minacce di morte e distruzione.
Entrai in cucina solo per riempire il piattino di Birdie, quindi mi spogliai, infilai una camicia da
notte e crollai nel letto. Pochi minuti dopo stavo correndo a balzi verso il bagno.
I conati continuarono ben oltre lo svuotamento dello stomaco. Quando cessarono, la mia bocca
sapeva di bile, i muscoli intercostali e addominali erano indolenziti per lo sforzo.
Mi sentii meglio.
Ma non per molto.
I microbi assunsero il comando e mi fecero funzionare a cicli di venti minuti.
Scarica, riprenditi, nausea, scarica.
Alle dieci ero ormai prosciugata. Letteralmente. E scossa dai tremiti. I miei termoregolatori si
erano arresi da tempo, lasciando l'organismo a decidere da solo se sudare o rabbrividire. A volte faceva
le due cose insieme.
Stavo strisciando sotto le coperte dopo l'ultimo tte--tte con la tazza, quando mi cadde
l'occhio sulla sveglia accanto al letto. Le 23.25.
Il mio cervello pulsante riusc a produrre un ricordo dal richiamo irresistibile.
La Briel.
Ghermii il telecomando, accesi il televisore e trovai il canale.
L'intervista era inserita in un programma di approfondimento, uno di quei lunghi servizi in cui
si presenta una professione inusuale. L'intervistatore aveva una giacca di tweed e sembrava appena
uscito dal liceo. Forse lo era.
Giacca di tweed present la Briel come Nostra Signora dell'indagine scientifica e forse disse
proprio cos: stavo talmente male che, a ripensarci adesso, non saprei.
Lei indossava una camicetta di cotone bianco e pantaloni neri che lasciavano vedere troppa
caviglia. I capelli erano raccolti e legati con un nastro, le rughette sulla fronte saldamente al loro posto.
Se il sandwich non mi avesse gi steso, ci avrebbe pensato l'esibizionismo della mia collega.
Con Giacca di tweed che le serviva domande all'acqua di rose, parl della sua breve ma sfolgorante
carriera.
Un'esumazione in Francia, un misterioso caso di avvelenamento, la sfuggente causa della morte
di Marilyn Keiser. Anche se l'espressione del volto restava neutra, il tono era di compiaciuta
soddisfazione.
Con mio orrore, verso il finale, la discussione approd a Christelle Villejoin e alle falangi
mancanti.
Conosce la dottoressa Temperance Brennan? domand Giacca di tweed.
Siamo colleghe.
La sua formazione  in antropologia, esatto?
Come la mia.
Mi tirai su di scatto.
Un corso accelerato! Hai fatto un fottutissimo corso accelerato!
Non  lei, in genere, la responsabile delle esumazioni richieste dal coroner?
S. Giusto una leggerissima esitazione, le sopracciglia che scendono.
Studiatamente? La dottoressa Brennan ha condotto il recupero iniziale a Oka. Le falangi sono
state tralasciate.
Bench gelata e scossa dai brividi, sentii il mio volto avvampare.
Era davvero cos? Non avevo visto le falangi? Evidentemente s, ma come?
Il mio cervello nauseato racimol un'immagine della tenda, della fossa, delle ossa chiazzate.
... formazione specialistica in antropologia forense. Ci che occorre in situazioni simili  un
approccio d'quipe, l'impiego di esperti in metodologie di scavo, tafonomia e decomposizione,
anatomia dei tessuti molli e della struttura ossea, patologia.
Esistono team del genere in Quebc?
Uno: un'azienda privata di nome Body Find. Corps dcouvert. Io sono...
Le mie budella avvelenate arrivarono al termine del ciclo.
Traballando sulle gambe malferme, arrivai in bagno.
Quando i conati cessarono, tornai a letto barcollando.
Scossa da un tremito incontrollabile, spensi la TV e la luce, e mi tirai le coperte fino al naso.
27
Bench intorpidite dal freddo e quasi inutili, le mie mani esplorarono il cranio. Il cervello
catalog i dettagli: deformazione professionale.
Grandi mastoidi e processi sovraorbitali accentuati. Maschio. Edentulo.
Chi cazzo se ne frega? urlai, stremata.
Il grido risuon monotono, attutito dai mattoni e dal silenzio intrappolato nella mia prigione.
Guardai l'orologio: le lancette luminescenti formavano un angolo acuto. Le 2.20?
Le 4.10? Pomeriggio? Notte?
Pensai a mia figlia. Mi chiesi cosa stesse facendo in quell'istante. Harry. Ryan.
Cercai di immaginare ci che avveniva al laboratorio.
Sicuramente ormai si erano accorti che mancavo. Sicuramente stavano arrivando i soccorsi.
Arrivando dove?
Vi prego! Aiutatemi!
Tossii, la gola in fiamme.
Per favore! C' qualcuno?
In preda a un attacco di tremori, mi abbracciai il corpo e sentii sbattere le ossa delle braccia
contro le coste. La mia pelle era fredda e viscida al tocco.
Come un cadavere all'obitorio.
Il panico divamp nuovamente.
Morir. Sola in una tomba oscura. Nessuno sapr dove sono, dove la carne in decomposizione
mi si sta staccando dalle ossa.
Pensai al tossico morto congelato sul balcone. Quanto potevo sopravvivere prima che
l'ipotermia mi uccidesse?
Odiavo il mio aguzzino. Lo odiavo per me stessa, per Katy, per Harry. Lo odiavo con la rabbia
accumulata in tanti anni trascorsi a lavorare sulle vittime di maltrattamenti. Lo odiavo per le mogli
tenute alla frusta, per i neonati con le bruciature di sigaretta, per le donne anziane con le piaghe da
decubito.
Chi sei? urlai.
Dimenticati di lui. Il movimento genera calore. Il calore  vita.
Usa la rabbia. Muoviti. Esci di qui.
Feci un respiro profondo. Poi un altro, col naso.
L'odore stantio, in quel punto, era pi intenso. Terra, muffa, creature da tempo morte.
Deposi a terra il teschio, mi girai a pancia in gi e iniziai a trascinarmi, guidata dal fetore.
I gomiti irritati urlavano. La gamba ferita era contratta.
Ignora il dolore.
Braccio avanti. Issa...
Braccio avanti. Issa...
La leggera eco faceva pensare a uno spazio maggiormente circoscritto. Stavo avvicinandomi a
un muro?
Sei slanci del braccio e il mio petto atterr su qualcosa. Appoggiandomi al gomito destro,
esplorai l'oggetto con la mano sinistra. Cautamente. Stando attenta a non muoverlo.
Una L bozzuta, incrostata di terra. Il lato inferiore era liscio, con uno scalino a un'estremit.
Uno stivale.
Allungai la mano pi a sinistra. Un secondo stivale accanto al primo. Con il cuore che mi
martellava, feci danzare le dita verso l'alto e toccai stoffa imbrattata di terriccio. Sotto correvano
lunghi oggetti tubolari. Riconobbi la forma, il significato.
Ossa.
Dio, stavo tastando un cadavere.
Immaginai il corpo.
Ruotai le gambe a destra e mi portai lentamente a lato del tronco, procedendo a tentoni nel
buio. Le mie dita distinsero grossi bottoni rotondi.
Contai. Visualizzai. Una giacca?
Applicai una pressione con il palmo.
Il tessuto ader a una serie di archetti rigidi. Protuberanze. Bozzi. Una cassa toracica crollata.
Vertebre.
Cercai di sollevare il bordo inferiore della giacca. Il tentativo scaten uno tsunami di odori:
fetide, terrose esalazioni di morte.
Presi a respirare con la bocca.
Arretrando a forza di gomiti e ginocchia, scansai gli scarponi e mi spostai a sinistra.
Accanto al primo, le mie dita tremanti incontrarono un secondo paio di calzature.
Pantaloni. Un altra giacca. Un cranio spolpato, capelli come ragnatele aggrappati alla
calotta.
Di nuovo indietreggiai di scatto, mi trascinai verso sinistra.
Un terzo cadavere giaceva con la testa in prossimit dei piedi degli altri. Per cos dire, perch
la testa si era staccata, rotolando in cerca di nuovi lidi.
La mia mano si ritrasse inorridita.
Dio! La mia prigione era una cripta, pi gelida e nera di quanto avrei mai creduto possibile.
Colma di silenzio assoluto e totale.
E di corpi in decomposizione.
Un caleidoscopio di domande mi vorticava nella mente. Isterico. Inutile.
Da quanto tempo? Quanti? Chi?
Con le gambe legate mi trascinai a sinistra, le mani che annaspavano nel buio.
Irrazionale, ma dovevo sapere.
Oltre le prime tre salme, ne trovai altre quattro.
Tastando intorno, stabilii che tutti quegli individui erano stati inumati con indosso stivali,
pantaloni, cintura e una giubba dai grossi bottoni rotondi, probabilmente di metallo. Quattro
portavano anche medaglie e mostrine.
Soldati morti?
Non aveva importanza. Contava solo la possibilit che, ben presto, dovessi unirmi ai loro
ranghi.
Il respiro cominci ad accelerare, il petto a sollevarsi.
Intervenne la ragione.
Niente lacrime! Pensa!
Un'unica parola mi esplose nel cervello.
I bordi taglienti!
Disperata profanatrice, saccheggiai i morti e accatastai in un mucchio il mio bottino.
Medaglie, fibbie, mostrine. Tre mandibole con i denti davanti.
Mi misi accovacciata, allargai le ginocchia, chinai il capo e cominciai a segare le corde che
mi legavano le caviglie. Ormai dovevo reciderne solo una.
Una sola.
Una sola.
Quanto rimasi a rodere quelle funi? Molto.
Come per i polsi, alla fine accadde. Un lieve cedimento, uno schiocco.
Le gambe si separarono di colpo.
Elettricit esplose da un neurone all'altro.
Avrei voluto urlare, gridare di gioia.
Uccidere il bastardo che mi aveva fatto questo.
Volevo uscire di l.
Curvando la schiena, massaggiai e flettei le caviglie.
Riattivata la circolazione, mi misi a quattro zampe.
Non male.
Piegai un ginocchio, saggiando la gamba ferita.
Dolente. Tollerabile.
Strisciando tra i cadaveri, avevo notato che i defunti erano disposti con la testa o i piedi
contro un muro: apparentemente, ero a un estremit della mia tomba.
All'altra poteva esserci una portai
Avanzando carponi mi diressi verso il punto in cui avevo ripreso inizialmente conoscenza, la
mano sinistra che, ogni tanto, rasentava la muratura. Un passo.
Cinque. Dodici.
Venti passi. Il palmo teso in avanti incontr dei mattoni. Un altro muro intersecava la lunga
parete a novanta gradi: avevo raggiunto l'estremo opposto della tomba.
Cominciai a costeggiarlo, procedendo verso destra, tastando con le mani in cerca di una
porta. Un pensiero improvviso, raccapricciante. Se i corpi fossero stati semplicemente murati l dentro,
non ci sarebbe stato alcun bisogno di un ingresso.
Nessuno avrebbe mai pi dovuto entrare. O uscire.
Il mio cervello tormentato si trov a cavalcare un altra ondata irrazionale. E. A.
Poe,  il Barile di Amontillado.
Ma Montresor era stato preso.
No. Fortunato era morto. Solo, sottoterra.
I movimenti divennero frenetici. Accovacciata, spazzavo la parete descrivendo ampi archi.
Qualcuno ti ha messo qui dentro: doveva esserci un modo per entrare.
Quindi deve esserci un modo per uscire.
Quasi mi manc il respiro, quando le mie dita sfiorarono un elemento incassato nella
muratura. Piatto. Liscio.
Legno!
Cercai tastoni la maniglia.
Niente.
Serratura a scatto.
Inutile tentare.
I polpastrelli gelati inviavano ben poche informazioni al cervello. Fregai insieme le mani,
svelta svelta. Ritrovarono un po' di sensibilit.
Ripresi a esplorare, pi lentamente, con maggiore attenzione. Alla fine, le mie dita tremanti
individuarono un'irregolarit. La palparono.
Il cervello registr la sensazione tattile, proiett una visione. Una fenditura seguiva il
contorno di una porta larga forse sessanta centimetri.
Impazzita, cominciai ad artigliare la fessura con le unghie. Lo spazio ristretto era pieno di una
sostanza dura, friabile.
Pensa, Brennan!
Annaspando nel buio, tornai indietro e raccolsi la mia macabra refurtiva. Poi riandai
incespicando alla porta, cominciai a scalfire e a forzare.
Ogni tanto, mi giravo di spalle e martellavo il legno con  piedi. O mi ci buttavo addosso con
tutto il peso, a quattro zampe, atterrando su una spalla o su un fianco.
Rumori invasero il silenzio: il tintinnio dei miei utensili rubati, il picchiettio della malta che
cadeva in frammenti sui mattoni, il sibilo dell'aria che entrava e usciva dalla mia bocca.
Ero madida di sudore, ansante, quando la porta infine cedette e cadde con un tonfo.
Mi accostai lentamente alla soglia e guardai fuori.
28
Un tonfo.
Sollevai le palpebre.
La tendina avvolgibile era un rettangolo grigio chiaro circondato da strisce di pigra luce diurna.
Di nuovo. Guerra dell'Insalata di prosciutto tossica: terzo giorno.
Birdie era in cima alla cassettiera, dall'altra parte della stanza. Sotto di lui, un portaritratti con la
foto di Katy era finito a terra contro il battiscopa.
Stavo un po' meglio, ma il mio corpo si sentiva ancora come se fosse appena uscito da un
frantumatore meccanico.
Gemetti. Mi misi seduta.
Bird mi rivolse uno sguardo accusatore.
Pu un felino?
Il gioved era un ricordo sfocato. Mi rivedevo nel tentativo di cambiare le lenzuola, dar da
mangiare al gatto, fare una doccia, mandar gi dei cracker. Le mie budella non volevano nemmeno
sentir parlare di digestione. Ogni volta ero ricaduta nel letto, incapace di svolgere una qualunque
attivit.
Durante il sonno agitato, avevo scalciato le coperte sul pavimento. Recuperandole, esaminai la
situazione. Anche se febbre e nausea se n'erano andate, coste e addominali mi facevano male e, dietro i
bulbi oculari, persisteva una leggera pulsazione.
La camicia da notte era fradicia.
Guardai l'orologio. Le 10.20.
Bird non aveva tutti i torti.
Hai fame, amico?
Composta imperturbabilit.
Sgusciai fuori dalla camicia da notte, infilai una tuta e mi trascinai in cucina per sistemare il
gatto.
Passai in bagno. Le energie erano gi in riserva.
Mentre mi lavavo i denti, studiai la mia immagine nello specchio. Occhi rosa coniglio, faccia
grigio-giallastra, capelli incollati al cranio e alla fronte in umide ciocche arricciate.
Come mi avrebbe descritta Harry? Un cavallo sfiancato e non strigliato.
Calzante. La voce suon roca.
Laboratorio oggi?
Forse.
Doccia?
Non ancora.
Capelli?
Pi tardi.
Uno dei sistemi dell'organismo torn a funzionare: improvvisamente, morivo di fame. Dieci ore
di vomito fanno quest'effetto, suppongo.
Il frigo offriva spezie, Diet Coke, lattuga marcia e un trio di vaschette di plastica il cui
contenuto avrebbe richiesto la spettrometria di massa per essere identificato.
Stavo prendendo in considerazione una capatina al supermercato, quando sentii bussare alla
porta d'ingresso.
Per entrare nel mio palazzo ci vuole la chiave. Gli estranei devono suonare il citofono. Solo il
custode e gli inquilini sono gi all'interno.
Sparky?
Ti prego, Dio. Non oggi.
Percorsi il corridoio in punta di piedi e sbirciai dallo spioncino.
Un occhio d'un azzurro impossibile restitu lo sguardo.
Lo so che sei l dentro. Voce attutita dietro la porta.
Vai via.
Ho delle novit. Apri.
Riluttante, obbedii.
Ryan era imbacuccato in un parka col cappuccio, con sciarpa di lana e berretto calato fino alle
sopracciglia. Le narici erano pallide, le guance arrossate. La mano guantata reggeva una scatola bianca
quadrangolare.
Ha chiamato Nanuk l'eschimese dissi. Rivuole indietro i suoi vestiti.
Ci sono -22C l fuori. Spostando il contenitore nella sinistra, si abbass il cappuccio con il
palmo della destra.
Non potevi sapere che ero qui.
Un'ombra nello spioncino, il gatto che cammina pancia a terra: sono un detective, leggo gli
indizi.
Il suo sguardo mi percorse da capo a piedi, si pos sui miei capelli. Un sorriso gli increspava le
labbra.
Non dirlo minacciai.
Dire cosa? L'innocenza fatta persona.
Sono stata in balia delle intemperie.
Una bufera di due giorni?
Sei uno spasso, Ryan. Dovresti metterti a girare per il Paese. Tipo... Adesso?
Mi allung la scatola. Ho portato la colazione.
Inspirai il profumo di croissant, uova al burro, bacon salato
E farai il caff? Ryan ha i suoi difetti, ma fa un caff da favola.
Bien sr.  Sono il caffettiere, nonch vetraio.
Mio eroe. Indietreggiando per lasciarlo passare. Ma Winston ha gi sistemato la finestra
ieri.
Scomparve in cucina. Io andai in bagno a tentare di  ragionare con i miei capelli.
Inutile. Finii per annodarli in cima alla testa.
Rossetto e fard?
Fanculo, ero quasi morta per un'intossicazione alimentare.
Ryan aveva apparecchiato per due il tavolo della sala da pranzo e ci si era seduto, sorseggiando
caff dalla mia tazza della polizia a cavallo. La scatola aperta conteneva un croissant di meno.
Influenza? domand, vedendomi comparire.
Insalata di prosciutto letale.
Ma ne sei uscita vincitrice.
S. Staccai un pezzetto di croissant. Presi in considerazione una fetta di bacon, ma a conti
fatti non me la sentivo di affrontare un altro incontro ravvicinato con la carne suina. Indovino.
Qualcuno a Pointe Calumet ha riconosciuto la foto di Red O'Keefe?
No.
Okay. Qual  la novit?
Un certo Bud Keith era sul libro paga dell'Auberge des Neiges all'epoca in cui Rose Jurmain 
scomparsa.
Cristo santo. Masticando uova e brioche.
Santissimo.
Che faceva?
Aiutante in cucina.
Bud Keith alias Red O'Keefe?
L'unico e il solo.
Ed  gi stato interrogato al riguardo?
S. La polizia ha immesso il suo nominativo nel sistema, verificando che aveva tutta una serie
di pseudonimi, ma Keith ha collaborato e, cosa pi importante, ha fornito un alibi di ferro per
l'intervallo di tempo in questione. Era a cacciare l'orso con alcuni amici vicino a La Tuque. Sei
persone hanno confermato la sua presenza l il giorno in cui la Jurmain  scomparsa. Secondo gli agenti
non c' ragione di indagare oltre.
Per quanto tempo ha lavorato alla pensione?
Ha chiuso dopo un periodo di due mesi, senza dare un preavviso, n fornire un nuovo
indirizzo. Il direttore dice che era un buon lavoratore, ma lunatico.
Che significa?
Fondamentalmente, Bud non gli piaceva molto.
Claudel che ne pensa?
Che varrebbe la pena approfondire.
Lui sta facendo progressi con la Keiser?
Il figlio della vittima  in arrivo dall'Alberta. Mona, la sorella,  divorziata, ha tre bambini
piccoli e, apparentemente, nessuno a cui lasciarli. Claudel vuole mostrare a Otto l'appartamento e lo
chalet a Memphrmagog, vedere se scatta qualcosa.
Probabilmente li raggiunger per dare un'occhiatina.
Non si sa mai dissi.
Non si sa mai.
C'era un particolare che mi disturbava da quando avevo sentito dei soggiorni alle terme della
Keiser.
Una cosa mi tormenta.
Sai che sono tuo se mi vuoi.
Terr in ghiaccio lo champagne.
Approvo al cento per cento.
Marilyn Keiser andava regolarmente a Eastman Spa. Sono soldi! Eppure il suo patrimonio era
pi che modesto. Come faceva a permettersi quel lusso?
Ryan afferr immediatamente.
Stai pensando a un nascondiglio in casa. In cui teneva i contanti come le Villejoin.
Che sia questo il collegamento?
Passer l'informazione a Claudel. Forse dovrebbe spulciare di nuovo i dati finanziari della
vittima, cercare grandi prelievi ingiustificati. E verificare la modalit di pagamento che utilizzava a
Eastman.
Come hai indovinato che ero qui? Allungai la mano verso il secondo croissant.
Non eri in laboratorio ieri, n oggi. Dove altro potevi essere?
Ce l'ho una vita, sai?
Naturale.
Per cambiare argomento, descrissi il debutto televisivo della Briel.
Che cosa sai di questa squadri Body Find? domand quando ebbi finito.
Niente risposi. Ancora.
Vuoi che ficchi un po' il naso?
Posso farlo da me.
Ne sono sicuro.
Gli dissi della chiamata di Chris Corcoran: la soffiata del detenuto a Stateville.
La polizia di Chicago considera la storia credibile?
A quanto pare s.
Spero dia qualche risultato. Per Cukura Kundze.
E per Lassie.
Gir il polso, guard l'ora.
Ci sei questo pomeriggio?
Probabilmente no. Mi sorpresi di me stessa: fino a quel momento avevo agito nella
convinzione di andare senz'altro in laboratorio.
Ryan venne verso di me, si accovacci e pos una mano sulla mia. Il suo viso era cos vicino
che sentivo il suo respiro, il profumo famigliare dello shampoo.
Hai bisogno di staccare un paio di giorni. Strizzatina delicata. Ti preparo il fuoco nel
camino. Accendilo quando ti va.
Grazie. Appena udibile.
Dopo che se ne fu andato, raccolsi gli avanzi della colazione, chiamai il laboratorio per dire che
sarei tornata il luned, poi mi feci un lungo bagno con abbondante schiuma. Immersa nell'acqua pi
calda che riuscivo a sopportare, soppesai la mia decisione di rimanere a casa. Non prendo mai ferie
fuori programma: l'inattivit mi rende nervosa.
Stanchezza postintossicazione? Temperatura esterna polare? Sicurezza che le vittime del Lac
Saint Jean sarebbero state presto identificate? Umiliazione per le dichiarazioni pubbliche della Briel
riguardo ai miei errori nel caso Villejoin?
Vai a sapere.
L'acqua bollente e la pancia piena agirono insieme come un oppiaceo, narcotizzandomi in uno
stato di letargia totale.
Evitai il letto ancora chiazzato di sudore, presi una trapunta, accesi il fuoco di Ryan e mi
allungai sul divano. Birdie mi raggiunse.
Gli accarezzai il pelo e cominci a ronfare sul mio petto.
Chiusi gli occhi, sentendomi prosciugata della capacit di muovermi, di leggere, di guardare la
TV. Di pensare.
Mi svegliai al trillo del telefono. Bird non c'era pi. Le finestre erano buie e il fuoco era ridotto
a brace ardente.
Recuperai il cordless, premetti il tasto di ricezione.
Oggi non ti ho vista per tutto il giorno. E neppure ieri. Emily Santangelo.
Intossicazione alimentare. Ti risparmio i dettagli.
Ora stai bene?
Sopravviver. Lo sguardo mi corse all'orologio sulla mensola del camino. Le 16.45. Occhio
ai sandwich della macchinetta.
Te ne sei davvero mangiato uno?
Fino all'ultimo boccone.
Pausa.
Hai visto l'intervista della Briel mercoled sera?
Un pezzo di bravura.
Pausa pi lunga.
Dobbiamo parlare.
Il mio istinto drizz le antenne. Emily Santangelo era una donna riservata, quasi solitaria, non il
tipo da chiacchierata tra amiche, n da pettegolezzi sul lavoro.
Certo risposi.
Ti andrebbe una cena, magari qualcosa di leggero? Brodo di pollo? Te lo porto io se vuoi.
Devo disinfettare questo posto prima che qualcuno possa metterci piede.
Pensavo a un lanciafiamme. Che ne diresti di Pho Nguyen  sulla Saint Mathieu?
Vietnamita?
Fanno un'ottima zuppa.
Perfetto. Potrei essere l alle sei e mezza.
Non avr un bell'aspetto.
Niente fotografi, promesso.
I rumori in sottofondo si fecero lievemente attutiti, come se stesse coprendo il ricevitore con la
mano.
Le cose vanno veramente male. Quasi un sussurro.
Male? domandai.
Ci vediamo dopo.
E la comunicazione s'interruppe.
29
Il dcor non  una priorit al Pho Nguyen.  Due gradini pi in basso del livello della strada, ha
un pavimento di piastrelle bianche, muri bianchi e forse una dozzina di tavoli con il piano in formica.
Bianca.
Ma la soupe tonkinoise   impareggiabile.
La Santangelo era gi l quando arrivai, seduta a studiare il men in un angolo sul fondo della
sala. Mi sorrise. Agit una mano.
Questo freddo mi far guarire oppure mi uccider. Tolsi la sciarpa, i guanti e aprii la zip del
parka. Meno male che hai chiamato. Avevo bisogno di una boccata d'aria fresca.
Sei venuta a piedi?
Non  lontano. L'altra attrattiva del Pho Nguyen   che sta solo a due isolati da casa mia.
Infilai gli accessori in una manica e appesi il giaccone allo schienale della sedia.
Non appena mi fui seduta, arriv un ragazzino dai tratti asiatici. Gli zigomi erano alti, i capelli
folti e neri, con una ciocca platino sul davanti. Un orecchino d'oro circondava il sopracciglio destro.
Prendo il numero sei, medium.
Che cos'? chiese Emily.
Pho bo.  Zuppa di tagliolini e manzo.
Lo stesso per me. Infil la lista nel suo supporto.
Il ragazzino and al bancone e sbrait le nostre ordinazioni in cucina.
Non sono quella che si dice un'avventuriera della tavola ammise la Santangelo.
Ti piacer.
Il ragazzo torn con piattini colmi di basilico, lime a fettine e germogli. Lei mi guard
perplessa.
Fai come faccio io.
L'aggiornai sulle novit nelle inchieste Keiser e Villejoin. Sullo sgomento della Ayers per aver
mancato la traccia di un proiettile. Tutta presa dal suo trasferimento nell'ufficio del coroner, non ne era
al corrente. Quando arriv la zuppa, ci dedicammo ad aggiungere salsa piccante, salsa di soia e gli
ingredienti freschi.
Dopo un po' che arrotolavamo fettuccine e sorseggiavamo brodo, la Santangelo arriv
finalmente all'argomento che le stava a cuore.
Sai qual  il vero motivo per cui lascio il laboratorio?
No.
L'atmosfera si  deteriorata. E la Briel. Praticamente sput quel nome.  lei il veleno.
Come Ryan, usai il silenzio, lasciando che fosse Emily a continuare. Lo fece: un evento quasi
straordinario.
Quella donna  di un'ambizione implacabile. Te la ritrovi ovunque, ha un piede in ogni scarpa.
 in sala autopsia a ogni ora della notte, tiene un corso all'universit, ha ricevuto una sovvenzione per
la ricerca, progetta di presentare articoli ad almeno un miliardo di convegni.  una cinica, spietata,
fredda arrampicatrice.
Mi raccomando, non ti trattenere.
 pazzesco, Tempe. La Briel  decisa a diventare una superstar e non le importa di chi
distrugge per arrivare in vetta. Sapevi che oggi ha sbattuto fuori la sua studente? La ragazza era in
lacrime.
Solange Duclos?
Annu.
Perch?
Probabilmente solo perch ha sangue caldo nelle vene.
Com' che nessuno la rimette in riga?
Spaventa gli altri patologi e ha in mano il coroner capo.
Giocherell con la zuppa, usando il cucchiaio di porcellana, poi lo pos, prese le bacchette, le
mise gi, spinse la ciotola al centro della tavola.
Hai detto di aver guardato l'intervista mercoled sera...
S.
L'hai sentita pubblicizzare quella Body Find? Corps dcouvert?  la societ di suo marito.
Stai scherzando? Non potei dissimulare lo shock nella mia voce.
L'ho sentita che ne parlava con Joe Bonnet. Lei e il marito saranno i nuovi Mulder e Scully.
Il tono della Santangelo grondava disprezzo.
Con chi  sposata?
Sbastien Raines. Un archeologo.
Ci mi sorprese ulteriormente: credevo di conoscere tutti gli archeologi di Montral, almeno di
nome.
 membro di facolt in uno degli istituti universitari?
Scosse il capo. Si occupa di gestione delle risorse culturali.
In genere, queste figure professionali lavorano per i governi e per le imprese cui la legge
impone di salvaguardare i beni archeologici minacciati dallo sviluppo. Alcuni curano la parte
archeologica degli studi sull'impatto ambientale, altri dirigono scavi di recupero.
Anche se molti archeologi occupati nel settore privato sono ottimi ricercatori e direttori di scavi,
i loro colleghi in ambito accademico li considerano di serie B.
Perch? Lavorano con contratti a breve termine e pubblicano raramente. Molti sono assunti da
societ che preferiscono di gran lunga non trovare niente, per non ritardare l'esecuzione dei loro
progetti.
A torto o a ragione, gli accademici vedono nella gestione delle risorse culturali un vivaio di
corruzione.
Dove si  specializzato?
Non ne ho idea.
Che parte ha nello scenario Mulder e Scully della Briel?
Briel e Raines stanno creando questa compagnia, la Body Find. Corps dcouvert.
Quando tutto sar pronto, hanno intenzione di presentarla come un supermarket per le forze
dell'ordine. Archeologia, antropologia, patologia, psicologia, entomologia, botanica, geofisica, cani da
cadavere, rilevazione a distanza. Ti ritrovano il corpo, lo identificano, stabiliscono l'IPM, l'intervallo
postmortem, e causa della morte. Il laboratorio ti servir solo per test complessi come la spettrometria
di massa o la sequenziazione del DNA. Forniscono anche expertise  sulla sicurezza dei pozzi minerari,
mappatura, metodi di ingresso-egresso. Chiama e Body Find sar l per te!
Qualit, rapidit e convenienza!
Societ del genere esistono gi dissi. La NecroSearch International, per esempio. Fanno un
lavoro fantastico. Anche se la NecroSearch si limita per lo pi alla localizzazione delle vittime.
C' una grossa differenza: la NecroSearch  un'organizzazione nonprofit. Tutti i membri del
team sono volontari. Lo scopo della Body Find, invece, sar quello di fare soldi.
Indagine scientifica privatizzata?
Annu. E la Briel sta facendo di tutto per acquistare prestigio. Quando sar il momento di
lanciare l'azienda, vuole avere un'immagine da sfruttare: l'X-Factor  del mondo investigativo.
Antropologia compresa dissi, vedendo le implicazioni.
Gi, figurati!
La fissai e lei mi restitu lo sguardo, l'acciottolio delle stoviglie e il ronzio delle conversazioni
intorno a noi.
Il cameriere si avvicin al nostro tavolo. Avvertendo la tensione, lasci lo scontrino e si
allontan discretamente.
Inchiodala, Tempe. Il tono della Santangelo era pacato, ma le sue parole vibravano di
emozione.
Perch io?
Perch no? Tu non hai mai avuto paura di dare bella lezione a un ciarlatano.
A casa, la stanchezza strisciante minacci ancora di mettermi a terra. Mi costrinsi ugualmente a
cercare in Google il nome di Sbastien Raines. Nessun risultato.
Poi chiamai Jean Tye, un collega dell'Universit de Montral. Non sapeva granch, a parte il
fatto che il marito della Briel aveva fatto domanda per una cattedra nel 2007. Ma gli mancavano i titoli,
non aveva ricerche, n pubblicazioni al suo attivo, perci non era stato preso in seria considerazione.
Correva voce che, in seguito, si fosse rivolto all'Universit du Quebc  Montral e che anche
I'UQAM gli avesse rifiutato il posto.
A Tye risultava, effettivamente, che ora operasse a contratto. Quanto alla preparazione, aveva
svolto del lavoro sul campo in Francia e conseguito la laurea specialistica presso un istituto che Jean
non conosceva.
La sua specializzazione era l'archeologia urbana: scavare discariche, cimiteri abbandonati,
rovine di edifici.
E un'altra cosa. Sbastien Raines era attivo in un certo numero di gruppi separatisti della
frangia radicale. Secondo Tye, il suo desiderio di una nazione nordamericana francofona indipendente
era cos estremista da renderlo inviso anche a molti membri del Bloc Qubcois.
Ryan chiam poco dopo le otto. Aveva in programma di incontrare Claudel e Otto Keiser
nell'appartamento sulla douard Montpetit, l'indomani alle dieci.
Sabato. Che diamine. Dissi che sarei andata.
Alle nove ero a letto. Lenzuola fresche, camicia da notte pulita, solito vecchio gatto.
Pochi minuti ed ero gi partita.
Nel sonno ripercorsi, scombinai, riorganizzai gli schemi.
Vidi lo scheletro di Rose Jurmain frantumato e sparpagliato tra i pini. Si lev sotto i miei occhi,
le ossa spettrali alla luce della luna. Viticci gli crebbero intorno, ondeggiando come alghe sott'acqua.
Su ognuno era scritto un nome e un ruolo.
Edward Allen, il padre; Perry Schechter, l'avvocato; Janice Spitz, l'amante; Andr e Bertrand
Dubreuil, gli scopritori; Red O'Keefe-Bud Keith, il lavorante della pensione. Chris Corcoran, il
patologo di Chicago, ML, l'antropologo di Chicago. No, sbagliavo: ML aveva analizzato le ossa di
Laszlo Tot. Il viticcio corrispondente divenne scuro, si adagi al suolo.
Cambio di scena: Christelle Villejoin sepolta in slip e reggiseno in una fossa poco profonda. La
vecchia signora, lentamente, si mise a sedere, l'intimo di un bianco soprannaturale sulle ossa chiazzate
di terra.
I viticci erano meno numerosi di quelli della Jurmain: Anne-Isabelle, la sorella, Yves Renaud,
lo scopritore di Anne-Isabelle; Sylvain Rayner, il medico in pensione; Florian Grellier, l'informatore;
Red O'Keefe-Bud Keith, compagno di bevute di Grellier, alias, forse, M. Keith, uomo di fatica.
Bud Keith-Red O'Keefe. Uno dei viticci di Rose si sovrappose delicatamente a uno di quelli di
Christelle.
Apparve una figura, viso velato, mano tesa. Sul palmo aveva tre falangi. Un lembo del velo si
sollev, rivelandone i tratti: Marie-Andra Briel.
Il volto fu inghiottito dall'oscurit, poi lasci il posto a quello di Marilyn Keiser. Il suo corpo
era chiazzato di nero e porpora. Bench meno luminosi, i viticci erano i pi numerosi di tutti.
Uri Keiser, Myron Pinsker senior, Sam Adamski, i mariti; Otto e Mona, i figli.
Myron Pinsker junior, il figliastro. Lu ed Eddie Castiglioni, i custodi. Natalie Ayers, la
patologa.
Lo scenario cambi di nuovo.
Ryan in piedi davanti a un leggio, un proiettore che emetteva un fascio di luce bianca nel buio
alle sue spalle. Tre studenti occupavano le sedie davanti a lui. Prese a snocciolare una domanda dietro
l'altra e gli studenti rispondevano.
Se O'Keefe-Keith era il colpevole, perch aveva ucciso?
Per denaro?
Le Villejoin non avevano molto; la Jurmain, nella sua camera all'Auberge, teneva solo pochi
dollari.
Lui era un pesce piccolo: forse si accontentava delle briciole.
In che modo, per, si connetteva alla Keiser?
O la Keiser avrebbe potuto essere assassinata dal figliastro, Myron Pinsker?
Rabbia? Gelosia? Paura di perdere l'eredit? C'era un patrimonio di cui non eravamo a
conoscenza?
E la vita di Pinsker, come  s'intrecciava a quella delle altre vittime?
Jurmain e Villejoin erano bersagli scelti a caso, solo per l'et e il sesso?
E il vicino delle Villejoin, Renaud?
E i gemelli portieri, Lu ed Eddie Castiglioni?
Domande e risposte a raffica, a ripetizione.
Scalciai le coperte.
Ora era Hubert a parlare dal leggio.
Nel caso Jurmain, la causa della morte era sconosciuta. La Villejoin era stata bastonata. La
Keiser bruciata.
Errore.
Alla Keiser avevano sparato. Lo studente numero tre assunse le sembianze di Chris Corcoran.
La Ayers aveva fatto l'autopsia, ma non aveva rilevato il passaggio della pallottola.
Lo studente numero due divenne Marie-Andra Briel. Lei aveva trovato la traccia del proiettile,
diceva Hubert. E aveva trovato le falangi. Lode alla Briel!
Una falena svolazz nel fascio luminoso del proiettore, le ali che sbattevano freneticamente in
quella luce cruda.
Vidi le antenne vellutate, la peluria setosa che copriva l'addome.
Vol direttamente verso di me.
Spalanc le fauci.
30
Ryan fu puntuale. Come sempre.
Alle 9.50 accostavamo al cordolo, di fronte a un edificio di mattoni rossi a forma di U in un
quartiere al confine con il campus dell'Universit de Montral. Attraversando il cortile sul davanti,
presi mentalmente nota dei particolari.
Nemmeno l'ombra di una cartaccia in giro, vialetti spalati con precisione millimetrica, cespugli
legati e avvolti nel tessuto non tessuto.
Lu Castiglioni era sulla porta, con l'aria di uno che preferirebbe essere altrove.
Sospettai che fosse appena stato torchiato da Claudel.
Entrando al seguito del custode, continuai la mia ispezione.
Dodici caselle postali, ciascuna con un pulsante e la griglia di un citofono. Niente telecamere: il
sistema di sicurezza si affidava al solo riconoscimento vocale.
Nell'atrio, Claudel aveva assunto una posa stile modello di Armani. Guanti in pelle. Cappotto
scuro di cachemire. Espressione accigliata, impaziente. Accanto a lui, c'era un omone grande e grosso,
bardato come un cacciatore appena rientrato dallo Yukon.
Il sergente lo present. Otto Keiser. Ryan e io gli facemmo le condoglianze per la morte della
madre.
Ci strinse la mano, scrutandoci in volto.
Castiglioni ci condusse a un ascensore e premette un pulsante d'ottone retroilluminato.
Salimmo al terzo piano in silenzio.
L'appartamento della Keiser si trovava in fondo a un corridoio con la moquette nuova di zecca
e che puzzava di vernice fresca. Oltrepassammo un'unica altra porta.
Il custode mise mano a un passepartout.
Le case abbandonate acquistano un odore particolare: cibo vecchio, panni sporchi, piante morte
e aria viziata. Le tendine avvolgibili erano tirate e il riscaldamento abbassato, ma il puzzo permaneva.
Entrammo direttamente in soggiorno. Lungo un corridoio sulla destra, vidi due camere da letto
unite da un bagno, cui si accedeva dalle porte sulla sinistra. Pi in l, di fronte a noi, il corridoio finiva
in una sala da pranzo, oltre la quale c'era la cucina.
Da una finestra sul retro si vedevano gradini di legno adiacenti a un portico.
Ryan e io andammo a sinistra, Claudel e Otto a destra. Castiglioni rimase in corridoio.
A un estremo del soggiorno c'era un vano finestra che abbracciava ben due pareti, ma le tende
di corda e perline vanificavano il probabile intento dell'architetto.
Nella stanza, pannelli in legno, cornici a corona e battiscopa erano dipinti in un verde acido che
doveva esser sembrato orrendo gi nella latta. Anche i pavimenti erano in legno, coperti da tappeti che
parevano usciti da un trip all'LSD. Paesaggi e nature morte dilettanteschi coabitavano sulle pareti con
manifesti dell'opera e riproduzioni di qualit scadente. Riconobbi Picasso, Modigliani, Chagall,
Pollock.
Statuine, vasi, fotografie, sfere con la neve, carillon e nudi scolpiti affollavano la mensola e i
ripiani ai lati del camino, i cui mattoni erano dipinti nella stessa infelice tonalit delle finiture. Quadri e
cianfrusaglie erano tutti uniformemente spaziati e perfettamente allineati.
Guardai le foto incorniciate. Otto era riconoscibile in alcune da bambino, poi in una serie di
immagini che riflettevano momenti successivi dell'infanzia.
In molti, era con una ragazzina pi piccola di qualche anno, il braccio che le circondava
protettivo le spalle. Sua sorella Mona, supposi.
I due comparivano pi volte anche da adolescenti. Ritratti dell'annuario scolastico, balli di fine
anno, Otto sul cofano di una vecchia Chevrolet. Immagini del diploma e della laurea di Mona.
Era evidente che Marilyn amava i suoi figli. Era amata da loro?, mi domandai. Da qualcuno?
Rattristata al pensiero, continuai il sopralluogo.
La collezione comprendeva una foto ufficiale di matrimonio, che mostrava la Keiser
giovanissima insieme a un uomo molto magro. Acconciature e abbigliamento facevano pensare agli
anni Cinquanta. Lo sposo era Uri?
Un'istantanea raffigurava la signora qualche anno dopo, con un abito in stile contadino e un
piccolo bouquet tra le mani. Accanto a lei c'era un tipo basso e scuro, in un completo marrone e il fiore
all'occhiello. Erano in piedi davanti all'Hotel de Ville, il vecchio palazzo municipale di Montral.
Ryan mi si accost alle spalle.
Credi sia Pinsker senior? domandai.
Corrisponde. Basette e risvolti del tizio gridano primi anni Ottanta. La Keiser e il suo secondo
marito si scambiarono gli anelli nell'84. Non ci sono Momenti Kodak del matrimonio con Adamski?
Scossi la testa. Secondo te, Otto quanti anni ha?
Trentacinque-quaranta. Fece mentalmente qualche calcolo. Uri e Marilyn si sono sposati
molto tempo prima di avere figli. Interessante.
Indicai la collezione di ritratti con un gesto del braccio. Altra osservazione interessante: nelle
foto ci sono beaucoup de  bimbi, ragazzi e giovani adulti. Non c' un'immagine di Otto o di sua
sorella sopra i venticinque.
Ne deduci che abbiano tagliato i ponti con la madre una decina d'anni fa?
A meno che non sia andata distrutta o perduta ogni foto dell'ultimo decennio.
Sembra improbabile. La Keiser era un'accumulatrice di roba.
E anche molto ordinata: guarda i ripiani. Le cose sono allineate con la precisione di un coro
presbiteriano.
Dieci anni. Ryan pensava ad alta voce.
Pi o meno all'epoca in cui ha sposato Adamski. Puntualizzando l'ovvio.
Due occhi azzurri mozzafiato si volsero dalla mia parte. Dottoressa Brennan.
Forse dovrebbe fare domanda per l'esame di detective.
Forse.
Io non mi sentirei minacciato.
Claudel magari s. Lo raggiungiamo?
In corridoio, notai il pannello del citofono, un semplice altoparlante con il pulsante per aprire.
Non esattamente all'avanguardia dei sistemi di sicurezza.
Notai anche un armadio a muro con una minuscola chiavetta dorata. Ci guardai dentro. Libri.
Claudel e Otto erano in cucina. Mentre Ryan parlava con loro, mi infilai in camera da letto.
Altra overdose di colore, altri dipinti, ninnoli e ritratti curiosi. Guardai le foto, ma non vi trovai
nessuno che potesse essere Adamski.
Un cofanetto cinese laccato era posto al centro della cassettiera. Sollevai il coperchio. Gioielli
chiusi in singoli sacchettini di plastica.
Aprii il guardaroba: abiti, gonne e pantaloni dalle tinte sgargianti, tutti appesi a intervalli di
cinque centimetri. L'approccio della padrona di casa all'organizzazione degli armadi era l'esatto
opposto del mio. Sui ripiani c'erano scatole impilate in ordine discendente di grandezza. I capi erano
suddivisi per categoria e per colore. Le scarpe erano disposte su rastrelliere per tinta e tipo.
Marilyn Keiser era indubbiamente una donna ordinata.
Bagno padronale e degli ospiti mostravano un'analoga cura nella disposizione delle cose.
Disturbo ossessivo-compulsivo? Presi mentalmente nota di chiedere e mi spostai in cucina.
Ryan stava interrogando Otto riguardo al terzo marito di sua madre. L'uomo teneva gli occhi
fissi sulla punta delle scarpe.
Che faceva Adamski?
Non ne ho idea.
Non ha mai chiesto?
S, certo, all'epoca feci delle domande ma era un tipo difficile da decifrare.
Aveva un suo reddito?
Chi lo sa.
Mi guardai intorno. La cucina era turchese e mandarino, altra vittima del sovraccarico di
oggetti. Cesti, ceramiche, piatti cinesi, stampi per i biscotti, contenitori in vetro, fiori di seta, capolavori
a punto croce incorniciati. Nominate una cosa kitch e lei l'aveva alle pareti o su una mensola.
Non le piaceva, vero? chiese Ryan.
Otto alz gli occhi, il volto una maschera di disgusto. Aveva quarantasette anni, mia madre
sessantuno. Lei sarebbe stato entusiasta?
Era per questo? Per la differenza d'et?
Quel tipo era tutto una moina, sempre con la risposta pronta, sa? Ma sotto c'era... Allarg le
dita, in cerca del termine appropriato. I palmi erano ruvidi, callosi.
... una durezza. Non so descriverla, sono un meccanico: bravo con i motori, non con le
parole.
Approfittava di sua madre finanziariamente?
Vai a sapere.
Lei si lamentava?
No.
Erano felici?
Mona e io viviamo a ovest. Alzata di spalle. Si va dove c' lavoro, no? Dopo avere sposato
Adamski, mamma smise praticamente di scrivere o telefonare.
Sospir profondamente. Guardi, mia madre era totalmente instabile. Lei si considerava
bohmienne. Sapete come ci aveva chiamato?
Ryan e io attendemmo.
Othello e Desdemona. Vi immaginate crescere con nomi cos? E con una madre che girava in
collant e trecce, si metteva a cantare l'opera ai vostri amici? Una volta portai un compagno a casa con
me. Mamma stava posando nuda per non so che artista da strapazzo. Sbuff mestamente. Appena
trasferito a ovest, ho cambiato nome: ho aggiunto una te  tolto hell.  Mim virgolette con le dita.
Capito? Ho tolto hell  altre virgolette mimate: ho levato di mezzo l'inferno.
Potevo solo immaginare il numero di volte in cui aveva ripetuto la battuta.
Mona ha fatto lo stesso.
Voi avete mai provato a contattare vostra madre?
Quando chiamavamo, era sempre occupata. Abbiamo pensato che non avesse pi bisogno di
noi. Era felice, aveva una nuova vita.
Claudel si schiar la gola.
Ryan acceler. E Pinsker? Le piaceva?
Un po' sfigato, sa, un nera,  ma una brava persona.
Sbirciai dentro un armadietto. I piatti erano disposti in pile equidistanti, le tazze erano appese
con identica inclinazione a ganci.
Conosce il figlio?
Non proprio. Ero un ragazzo quando mamma spos suo padre. Myron stava gi per conto
suo.
Chiusi il pensile, ne aprii un altro. Impeccabile.
 citato nel testamento di sua madre.
 giusto. Mamma  rimasta sposata con Pinsker per dodici anni. Inoltre... Sbuff di nuovo.
Non ha lasciato molto.
Le  sembrato strano?
Notai una lievissima contrazione della mandibola. Rapida e subito scomparsa. In che senso?
domand.
 sorpreso che sua madre avesse un patrimonio tanto limitato?
Otto alz le spalle. Lo faceva spesso. Sembra che tirasse avanti bene.
Claudel si spost da un piede all'altro, spazientito.
Con cos pochi soldi, come faceva la signora a permettersi il suo tenore di vita?
Questo appartamento, i soggiorni alle terme...
Otto guard Ryan come se avesse fatto una domanda del tutto fuori luogo.
Come diavolo faccio a saperlo? L'ultima volta che l'ho vista era il 2000.
Quando mor Adamski. Le  dispiaciuto?
Che razza di domanda ?
Ryan attese.
Ennesima alzata di spalle. Otto era un tipo davvero carismatico. Sinceramente?
Ho sperato che quello stronzo bruciasse all'inferno.
Sua madre aveva l'entrata della pensione di anzianit. Ryan tent un rapido cambiamento di
direzione.
Suppongo di s.
Myron junior l'aiutava un po'. Commissioni, quel genere di cose.
Allora? Sulla difensiva. Aria colpevole?
Qualcuno ha incassato tre assegni dopo la sua morte.
Sospettate di Myron?
E lei?
No, io... Allarg i piedi. Sta cercando di confondermi.
Adamski  annegato, non  vero? Altra virata rapida.
S. Esausto.
Dove?
Da qualche parte a La Mauricie. Vicino a Trois Rivires, credo. O a Chambord.
Claudel ne aveva abbastanza.
Ne abbiamo gi parlato, detective Ryan.
Ripetere non fa mai male. Gli occhi di Ryan restarono incollati alla faccia di Otto.
Signor Keiser, ha notato se manca qualcosa nell'appartamento di sua madre?
chiese Claudel.
Quando vi deciderete ad ascoltarmi, voialtri? Non mettevo piede in questo posto da anni.
 venuto a Montral per il funerale di Adamski? Ryan ignor l'interruzione di Claudel.
Non c' stato nessun funerale.
Perch no?
Come diavolo faccio a saperlo? Forse il tizio era ateo.
Qual era lo scopo della sua venuta?
Convincere mia madre a trasferirsi nell'Alberta. Mi sono persino offerto di imballare tutte le
sue cianfrusaglie.
Non ha avuto fortuna?
Otto allarg le braccia a indicare l'intero appartamento. Vi pare che abbia traslocato?
Okay. Ryan annu. Andiamo a Memphrmagog.
Lo chalet era pi o meno come l'avevo immaginato, bench fatto di tronchi e non di tavole. Il
tetto era coperto di assicelle. Sul retro c'era un portico rustico. E un tubo metallico di scarico,
proveniente, immaginai, dalla stufa a legna, sul davanti. La parola sperduto  non rendeva
adeguatamente l'idea. La strada sterrata, una volta lasciato l'asfalto, sembr proseguire per
centocinquanta chilometri. Ryan e io concordammo: non era un posto in cui si capitava per caso. La
Keiser era stata presa di mira e seguita, oppure il suo assassino sapeva dell'esistenza della baita.
Le finestre erano intatte, idem la serratura. All'interno, non vedemmo segni di lotta: niente
lampade o sedie rovesciate, vasi rotti, quadri storti.
La Keiser aveva fatto entrare il suo assassino? Lo conosceva? O lui l'aveva presa talmente alla
sprovvista da non lasciarle il tempo di reagire?
L'aria era gelida e sapeva di cenere e kerosene. A parte il danno localizzato dell'incendio e la
polvere per la rilevazione delle impronte digitali applicata dai tecnici della Scientifica, l'interno della
casetta era di una stridente normalit.
Come l'appartamento, il posto era zeppo di quadri, suppellettili e articoli da collezione che
sospettai provenissero dal locale mercatino degli agricoltori: vecchie bottiglie di latte o di gazzosa,
campanacci da mucca, antichi utensili.
Mentre Otto e Claudel si aggiravano per la stanza, osservai i dipinti: le iniziali della Keiser
siglavano ogni opera.
Nell'angolo posteriore, risparmiato dal fuoco, trovai cavalletto e materiali da pittura. I tecnici
erano stati rispettosi, perquisendo il posto, e lungimiranti: i pennelli disposti in verticale formavano
ancora cerchi perfetti nei loro contenitori, i tubetti di colore marciavano ancora in file parallele, le tele
vergini attendevano ancora in pile ordinate.
Dietro il cavalletto c'era una piccola credenza coperta da un plaid fatto a mano. Ne sollevai un
lembo.
Il mobile aveva un lungo cassetto nella parte superiore e un paio di ante sotto.
Maniglie e serratura d'ottone erano annerite e ammaccate. Il legno era stato riverniciato e
presentava solchi, scalfitture, come se, in passato, avessero tentato di forzare il cassetto.
Il pezzo sembrava datato.
Okay, lo ammetto. A volte mi faccio prendere da una puntata di Antiques Roadshow.
Vagamente curiosa, usai una penna per spalancare una delle ante: l'armadietto era vuoto.
Passai nel bagno.
E restai paralizzata.
In preda all'eccitazione, raggiunsi in fretta il sottotetto e scostai la tenda che fungeva da
guardaroba improvvisato: una dozzina di indumenti era appesa a un'asta, attaccata a due appendiabiti
storti.
Ho qualcosa gridai.
Sei piedi salirono pesantemente le scale.
31
Qualcuno  stato qui.
Tre paia di occhi mi fissarono perplessi.
Mi rivolsi a Otto.
Sua madre teneva i propri effetti personali suddivisi e disposti con precisione.
Nell'armadio dell'appartamento, tutti gli abiti sono appesi esattamente a cinque centimetri di
distanza l'uno dall'altro, sfruttando l'intera lunghezza dell'asta. Sopra la cassettiera, sulla mensola, sui
ripiani, ogni oggetto  equidistante ai vicini; si utilizza sempre tutta la superficie disponibile.
Otto annu lentamente, le sopracciglia aggrottate in un'espressione seria e pensosa.
S,  proprio da lei: si arrabbiava se spostavamo le cose.
I dipinti della signora Keiser sono degli studi sulla simmetria. Ogni cosa  equilibrata,
uniforme.
Qual  il punto? Anche Claudel aveva la fronte corrugata.
Accennai al guardaroba.
Gli uomini osservarono i capi appesi, tutti sospinti da una parte. Claudel fece per parlare, lo
interruppi.
Seguitemi.
Nel bagno, gli articoli da toilette erano ammassati su una met del ripiano accanto al lavandino.
L'altra met era vuota. Il sergent-dtective  soffi fuori l'aria dalle labbra in quel suo modo tipico.
Sospetto spiegai che la signora soffrisse di disturbo ossessivo-compulsivo. Nel suo caso, la
compulsione comportava il bisogno di ordinare spazialmente gli oggetti.
Se cos fosse, sarebbe stato impossibile per lei rompere lo schema.
Sta dicendo che qualcuno ha spostato la roba di mamma per fare spazio alla sua?
Esattamente.
Il posto  stato perquisito dalla sy e dalla squadra incendi. Claudel. Avranno messo le cose
fuori posto.
Non credo. Feci notare colori e pennelli in perfetto ordine. Ma non sar difficile verificare,
con le foto della Scientifica.
Le labbra del sergente si serrarono.
A quanto risulta, solo una persona sapeva dell'esistenza di questa baita osserv Ryan.
Lu Castiglioni dissi.
Chi? domand Keiser.
Il custode del palazzo di sua madre.
E Myron Pinsker?
Bella domanda, Otto. I miei occhi vagarono fino al cavalletto, ai colori, alla credenza.
Pensiero improvviso. Che stupida!
Otto, quando eravate piccoli, sua madre teneva del contante in casa?
Qualche dollaro nel borsellino, forse una busta per la spesa. Poca roba.
Ha mai parlato di ritirare i soldi dalla banca? Espresso preoccupazione per la sicurezza dei
suoi depositi?
Mamma era nata negli anni Trenta, aveva la mentalit postdepressione. Le banche erano il suo
spauracchio.
Si  mai lasciata condizionare da quelle paure?
 capitato, in effetti. Dopo un crollo in Borsa, nell'87, ha venduto tutte le sue azioni e ha
messo i soldi su un conto di risparmio. Dopo l'11 settembre ha minacciato di ritirare fino all'ultimo
centesimo. Una delle poche volte in cui ci siamo sentiti negli ultimi anni. Non l'ho presa sul serio: i
mercati erano nel caos, tutti perdevano la testa.
E, come ho detto, mamma era totalmente instabile.
Ma l'ha fatto?
Alz le spalle. Chi lo sapeva?
La signora Keiser, per, non era una con la mania delle porte sprangate, vero?
Otto sembr perplesso.
Nell'appartamento aveva un armadio a muro e un cofanetto di gioielli, entrambi provvisti di
chiave. Non chiudeva n l'uno n l'altro. Mi rivolsi a Ryan. Hai una torcia elettrica?
Tolse di tasca una ministilo. Accostandomi alla credenza, mi accovacciai e ispezionai le ante.
Da vicino, alla luce del piccolo raggio, solchi e scalfitture apparivano freschi.
Il danno, qui,  recente. Alzai lo sguardo. Credo che la vittima ci tenesse qualcosa sotto
chiave.
Ryan concluse il mio pensiero. Segni di scasso.
Lasciati dal misterioso ospite. Il sarcasmo di Claudel cominciava a darmi sui nervi.
Mi alzai. Che magari l'ha tenuta prigioniera finch non ha avuto ci che voleva.
Otto assunse l'espressione di chi ha appena ricevuto uno schiaffo in pieno volto.
Sono spiacente. Lo ero. Non avrei dovuto dirlo.
Fino a che anno siete risaliti, controllando i movimenti finanziari della Keiser?
chiese Ryan, rivolto a Claudel.
Il sergente stava fissando l'interno vuoto del mobiletto. La domanda gli fece voltare la testa
verso di noi. Poi annu e si sganci il portatile dalla cintura.
Tabarnouche,  questo diavolo di arnese non prende.  Charbonneau che se ne sta occupando:
lo richiamo dall'auto e vediamo che cosa ha pescato. Vi telefono appena so qualcosa.
Il cellulare di Ryan squill mentre stavamo entrando all'irish pub di Hurley per pranzare.
Premette il tasto di ricezione.
Ryan.
Ci sedemmo nel spar di Mitzi,  dentro la sala principale, e notai con piacere che un piccolo
torto era stato raddrizzato. Tempo prima, una sera in cui il locale era pieno, la targa che dedicava
l'angolo alla madre di Bill Hurley era stata rubata. Ora la placchetta era tornata al suo posto.
Gi. Dove andremo a finire.
Mentre Ryan ascoltava, articolai con le labbra il nome Claudel. Annu.
La cameriera port i men. Ordinai stufato d'agnello. Il detective fece un gesto per dire che
prendeva lo stesso.
La ragazza ritir le liste e se ne and.
Ryan contribu alla conversazione telefonica con dovizia di oui  e tabarnac.
S'inform su una localit, una data, una cifra. Quando chiuse la comunicazione, sorrideva.
Abbiamo un movente.
Davvero?
Tra l'autunno 2001 e la primavera 2003, Marilyn Keiser ritir circa duecentomila dollari di
risparmi dalla Scotiabank. Non c' traccia di depositi altrove.
Lo sapevo. Li teneva alla baita nelle scatole da scarpe.
Non posso confermarti che fossero delle scatole ma, s, la tua teoria della baita regge. E, a
proposito, Claudel  piuttosto colpito.
Ah, s?
Ryan cerc con gli occhi la cameriera, che si era dileguata.
Che cosa ha detto?
Sono colpito.
Seriamente?
Ho un bisogno urgente. Scivol fuori dal spar. Ordinami una birra.
Quale?
Il solito. E se ne and.
Il solito? Gli avevo visto bere praticamente ogni marca mai prodotta.
Dall'altra parte della sala, c'erano manopole-rubinetto della birra alla spina lungo tutta
l'estensione del bancone. Tonde, ovali, verdi, color legno. Guardai i loghi.
Prima il disturbo ossessivo-compulsivo, poi la credenza scassinata...
Era stata la purga dei giorni precedenti? La ripulitura del sistema mi aveva sbloccato il
cervello? La battaglia con i microbi mi aveva reso pi lucida? Un terzo interruttore scatt nella mia
testa con un clic  quasi udibile.
Ragazzi, non mi fermava pi nessuno.
Ryan torn mentre rimuginavo sulla nuova intuizione.
 una cosa folle. Totalmente fuori di testa.
Dov' la mia birra?
Riuscivo a malapena a rimanere seduta.
Stammi a sentire. Gli chiesi di starmi a sentire, mostrando i palmi alzati.
Ascoltami, prima di sfottere.
Io non ti sfotto mai, fiorellino.
Chiamarmi fiorellino   sfottere.
Fece un gesto che significava: Dimmi tutto.
La cameriera arriv con le ordinazioni. Lui chiese una Sam Adams.
 cos! Il mio palmo atterr violentemente sul tavolo.
La donna indietreggi.
Quali sono gli altri pseudonimi di Red O'Keefe/Bud Keith?
Tutti?
Annuii.
Ryan prese il blocchetto a spirale dalla tasca della giacca, sfogli qualche pagina.
Red O'Keefe, Bud Keith, Sam Caffrey, Alex Carling.
Usa i nomi delle birre!
Due ragazzi al tavolo accanto spostarono lo sguardo su di noi.
Abbassai la voce.
Ricombinati, naturalmente. Red da Red Stripe, Bud da Budweiser, O'Keefe da O'Keefe's,
Keith e Alex da Alexander Keith's, Carling da Carling's Black Label.
Figlio di puttana!
Ma ascolta... Di nuovo il segnale di stop a mani alzate. Ascolta.
Sto ascoltando.
Sam Adams.
In quel momento la cameriera ricomparve con la birra e Ryan sollev il boccale come per
brindare.
Sam Adamski.
Il terzo marito della Keiser?
Annuii.
 morto.
E se non lo fosse?
Il boccale si ferm a mezz'aria.
Secondo Otto, il suo corpo non fu mai trovato. E se fosse ancora vivo?
Se lo fosse?
Keiser e Adamski si erano sposati nel 1998. Magari lei parlava di voler mettere i risparmi nel
materasso. E se lui l'avesse cercata questo autunno per battere cassa?
L'annegamento era una messinscena?
Forse l'incidente  avvenuto sul serio, ma lui l'ha scampata. Tutti lo credevano morto e ci ha
visto un'opportunit da sfruttare.
E dov' stato dal 2000 in poi?
Ha cambiato identit, si  nascosto, ha lasciato il Paese, l'hanno arrestato e si  fatto la galera
sotto un altro nome. Che ne so? Poi Adamski esce, ha bisogno di soldi, decide di cercare l'ex moglie.
Perch adesso?
Ignorai la domanda. Sparavo le idee man mano che mi venivano alla mente. Forse i due sono
sempre rimasti in contatto. Si incontravano alla baita. Adamski sapeva dell'esistenza di quel posto, l'ha
costruito lui, per amor del cielo.
Perch nascondere che era vivo?
I ragazzi lo odiavano.
L'avevano odiato per tutta la durata del matrimonio.
Okay. Forse i due non erano in contatto. Lui si  presentato allo chalet, l'ha tenuta prigioniera,
l'ha malmenata finch non ha scucito i soldi. Quindi l'ha uccisa.
Riprendi fiato.
Lo feci.
Otto ha detto qualcosa, stamattina, che mi ha messo in moto le rotelle.
Che cosa? domandai.
Ha ricordato che Adamski era annegato da qualche parte a La Mauricie.
 stato un incidente nautico: pensi che l'uomo sia andato sotto nel fiume Saint Maurice?
Non so, lo scoprir, non ha importanza. Sai che altro c' da quelle parti, non lontano da Trois
Rivires?
Scossi la testa.
Un posticino che si chiama La Tuque.
Mi bast un nanosecondo per fare il collegamento.
L'alibi di Bud Keith: quando Rose Jurmain  stata uccisa, non si trovava ali'Auberge des
Neiges, era a La Tuque a caccia di orsi.
Ogni cosa andava al suo posto.
M. Keith, l'uomo di fatica delle Villejoin.
Bud Keith/Red O'Keefe, lo spaccone amico di bevute di Grellier che conosceva il luogo di
sepoltura di Christelle.
Bud Keith, il lavorante alla pensione di Rose Jurmain.
Sam Adamski, il terzo marito di Marilyn Keiser.
Ryan e io restammo l a fissarci molto, molto a lungo.
Poteva Caffrey/Keith/O'Keefe/Carling/Adamski aver ucciso tutte e quattro le donne?
Perch?
Modo e movente, per il momento, non contavano: avevamo il nesso, il punto comune in cui le
vite delle vittime giungevano in contatto.
Ryan agguant il telefono.
32
Quando arrivammo al mio appartamento, sapevamo ormai che
Caffrey/Keith/O'Keefe - Adamski? - non si trovava a casa, n al lavoro.
Ryan eman un comunicato di allerta. Quasi non ero scesa dalla jeep, che ripart sgommando, le
mani strette sul volante.
Quella sera chiam verso le venti.
 uscito dalla porta di servizio.
Lo prenderai.
Dannazione, lo avevo.  La sua voce era tesa, carica di frustrazione. Avevamo gi in pugno
quel figlio di puttana.
I vicini che cosa ti hanno detto?
 gente che si fa gli affari suoi. E che non si confida con la polizia.
Alla stazione di servizio?
Non si  pi visto da mercoled.
Il giorno in cui lo avevamo interrogato. Non lo dissi.
Ho faxato la sua foto segnaletica a Trois Rivires. L'hanno mostrata in giro al camping di La
Tuque dove Adamski si era fermato nel 2000, all'epoca del tragico incidente.  lo stesso tizio. E  lo
stesso campeggio.
No!
La struttura che ha organizzato la caccia all'orso di Bud Keith.
Bel lavoro, detective.
Sbuff, caustico. Tranne che per aver lasciato andare via il bastardo senza nemmeno voltarsi.
Non arriver lontano.
Nel 2000  sparito, morto per il mondo fino a due anni fa. E non abbiamo una fottuta idea di
dove sia stato per tutto il tempo.
Vero. Non dissi neanche questo.
Era vero che il cadavere di Adamski non  mai stato trovato?
S. Suonava esausto. Sembra sia uscito in barca da solo, una mattina presto.
Hanno trovato l'imbarcazione capovolta; lui non c'era. Hanno dragato il lago in lungo e in largo
per una settimana, recuperando il cappello, il portafoglio, l'attrezzatura da pesca, ma del corpo neanche
l'ombra.
E alla polizia locale non  sembrato strano?
A quanto pare, capita. In certi punti il lago arriva quasi a trenta metri di profondit.
Flash improvviso: le vittime del Lac Saint Jean abbandonate nel mio laboratorio.
Fu il mio turno di sentirmi in colpa: Quentin Jacqume attendeva da quarantanni una risposta
sulla sorte di suo cognato Achille e dell'intera famiglia Gouvrard.
Luned. Come prima cosa. Niente distrazioni.
... devo ammetterlo, per oggi do forfait.
Lo immaginai che si arruffava freneticamente i capelli: mi pareva di vedere le ciocche sparate
in ogni direzione.
Aprii la bocca.
Esitai.
Al diavolo!
Vuoi venire qui?
Grazie, Tempe, davvero, ma ho promesso a Lily che sarei passato a prenderla domattina
presto. Non posso fare casini: sar meglio che me ne vada a letto.
Capisco dissi. Non capivo.
Sai dove vorrei essere.  solo... Per favore, richiedimelo.
Certo. Avevo il petto in fiamme. Dovevo riagganciare.
Birdie e io guardammo Pretty Woman,  poi crollammo.
Domenica fu una giornata che avrebbe reso Alexander Graham Bell molto felice.
O molto ricco. La prima a telefonare fu Harry, mentre leggevo il Gazette. Pass venti minuti
a farmi il resoconto sulla sua ultima conquista, quindi mi chiese come stavo.
Descrissi la mia avventura con l'insalata di prosciutto.
Lei domand se avessi identificato il bastardo anonimo che sputava veleno su di me. Dissi di
no. Sugger un trattamento radicale per i suoi genitali, poi chiese come andasse con Ryan. Per evitare
l'argomento, parlai dell'atmosfera acida in laboratorio, descrissi la performance televisiva della Briel e
riferii la mia conversazione con la Santangelo.
Mi ordin una giornata di riposo totale, citando chiss quale teoria strampalata su germi, stress,
karma e longevit. Certo, dissi. Senza troppa convinzione.
Insist, mi fece promettere. Alla fine, l'accontentai. Conoscevo mia sorella: avrebbe chiamato
ogni due ore per verificare se ero in casa.
Poi fu la volta di Katy. Usciva con un musicista di nome Smooth, trentadue anni, di Pittsburgh,
che suonava in una band chiamata Erezione polare. Inutile dire che le notizie di mia figlia mandarono a
quel paese il regime di rilassamento karmico di Harry.
Nel complesso, per, me la presi comoda sul serio: scrissi qualche relazione, riuscii
faticosamente a smistare le e-mail ancora inevase, lessi, giocai col gatto. Risposi a tutte le chiamate di
mia sorella, giurando che non mi ero sottratta agli arresti domiciliari.
Per tutto il tempo non smisi di aspettare novit sulla cattura di Adamski.
Verso le quattro telefon Chris Corcoran.
Piazzare un microfono tra i detenuti di Statesville aveva pagato: il compagno di cella della
talpa, tale Antoine Pooter Brown, aveva fornito particolari sufficienti a farsi appioppare l'omicidio
di Laszlo Tot. In cambio di un trattamento di favore, aveva ammesso di essere stato effettivamente
presente all'uccisione e si era convinto a vuotare il sacco sul suo complice.
Pooter e un genio che si faceva chiamare Slappy avevano adocchiato Laszlo in una sala giochi.
L'avevano seguito fino alla macchina, per poi cercare di rubargliela con la forza. Laszlo aveva reagito.
Slappy aveva accoltellato Lassie sotto gli occhi impotenti di Brown, che non aveva avuto il
tempo di fermarlo.
Come no.
In seguito, i due avevano vuotato le tasche del ragazzo e ficcato il cadavere nel bagagliaio della
sua stessa auto. Avevano girato senza meta, discutendo sulla prossima mossa. Pooter era di Thornton e
pens alla cava.
Dopo essersi sbarazzati del corpo, avevano abbandonato la macchina nel parcheggio di un
centro commerciale di periferia e preso un treno per tornare in citt.
Con i soldi del morto.
Al momento dell'arresto, Slappy aveva dichiarato che era Pooter l'uomo con il coltello. Molto
originale.
Ryan chiam alle sei. Il suo umore non era proprio alle stelle, ma pur sempre un milione di
chilometri pi su della sera prima.
Tira fuori lo champagne.
L'avete preso?
Siamo sulle sue tracce.
Oh yeah!
L'hai detto veramente?
Dov'?
Circa alle quattro del pomeriggio di gioved, un uomo corrispondente alla descrizione di
Adamski ha noleggiato una Hyundai Accent al Budget di Boulevard Dcarie. Non indovinerai mai il
nome di quel signore.
Miller Moosehead.
Carina. Con l'allitterazione. Ma no: Lucky Labatt.
Lucky?
Lucky Lager.
Mai sentita.
La beveva Jack Nicholson in Cinque pezzi facili.
Per noleggiare un'auto ci vuole la patente, la prova d'assicurazione. Come fa Adamski a
rispuntare cos in fretta con una nuova identit?
I documenti falsi sono una delle sue specialit. Non ci avr messo molto a procurarsene di
nuovi. Diavolo, probabilmente ne teneva qualcuno di riserva nel cassetto della biancheria intima. Ho
diramato un comunicato di allerta, qui e a livello nazionale, tramite il CPIC, Canadian police
information center. Ho anche trasmesso i dati ai ragazzi del confine. Lo prenderanno. Vai in laboratorio
domani?
Be', certo! Hubert mi star addosso come il verde a Kermit.
Prima yeah, ora una metafora sulle rane. Sei tornata scattante.
Una similitudine.
Eh?
La similitudine pone a confronto due idee tramite la parola come. La metafora associa
direttamente due termini apparentemente non correlati.
S,  di nuovo tra noi.
Le ossa del Lac Saint Jean mi aspettano da mercoled.
Non sono i Gouvrard?
Probabilmente s.
Hai altre possibilit?
No.
Sentii una voce femminile sullo sfondo e un rumore attutito, come se il ricevitore fosse stato
coperto o premuto contro il petto. Qualche secondo e Ryan era di nuovo in linea.
Devo riportare Lily a casa.
Avete passato una buona giornata?
Meglio non poteva andare.
 ancora arrabbiata?
Come un'ape in una bottiglia. Similitudine. Tienimi al corrente su Adamski in tempo reale.
Passo e chiudo, Signora-informata-dei-fatti.
Il luned scattai in piedi sprizzando energie da tutti i pori: mi sentivo come se avessi potuto
rimboschire da sola l'intera Amazzonia.
Gli assassini di Laszlo erano dietro le sbarre a Chicago. Adamski sarebbe presto finito nel
sacco.
Io ero guarita. La vita era bella.
E cos il tempo: cielo azzurro, sole accecante. Si prevedeva che la temperatura avrebbe
raggiunto un confortante +2C.
Visto che, ormai, le strade erano sgombre, optai per l'auto. Tutto and bene fino all'arrivo al
Wilfrid-Derome. A causa dei quintali di neve che ancora occupavano lo spazio accanto al cordolo,
posteggiare nelle vie adiacenti all'edificio restava un incubo.
Dopo venti minuti di giri a vuoto, allungai il contante ed entrai nel parcheggio.
Niente di grave: sono solo soldi.
Salii al dodicesimo piano con poliziotti e dipendenti dell'LSJML che si scambiavano
pettegolezzi e si raccontavano aneddoti sul weekend appena trascorso.
La Briel sedeva nel suo ufficio. Morin e Ayers non c'erano ancora. Nemmeno Joe c'era.
Nel mio laboratorio, le vittime del Lac Saint Jean giacevano disseminate sui tavoli e sul banco
di lavoro. Il dossier della famiglia Gouvrard attendeva sulla scrivania. In ufficio il telefono
lampeggiava furiosamente.
Stabilii un piano d'azione: prima la segreteria, poi la documentazione antemortem del piccolo
Valentin, infine le ossa del bambino da identificare.
Nessuno dei messaggi conteneva richieste particolarmente urgenti. Misi da parte il promemoria
che avevo scarabocchiato, mi diressi in laboratorio e aprii la cartella dei Gouvrard.
Pochi minuti e avevo individuato una voce che riaccese le mie speranze.
La tetraciclina  un potente antibiotico, capace di uccidere un ampio spettro di batteri.
Purtroppo, se assunta all'epoca dello sviluppo dentario, resta calcificata nello smalto. Ne deriva la
discolorazione totale permanente della corona - che si presenta grigia o brunastra - o la formazione di
striature orizzontali di intensit variabile.
Negli anni Cinquanta, era prescritta con tale frequenza che il difetto era ampiamente diffuso. E
ancora nel 1980, capitava che venisse somministrata a bambini e donne gravide.
Cattive notizie per il vostro sorriso, buone per la vostra identificazione forense.
Stando alla sua cartella, Valentin Gouvrard aveva contratto un'infezione da streptococco all'et
di sette mesi. Gli era stata somministrata tetraciclina per tre settimane.
Volai alla libreria, afferrai un manuale, consultai una tabella.
I secondi molari da latte cominciano a calcificarsi tra le sedici e le ventiquattro settimane in
utero per i mascellari, tra le diciassette e le venti per la mandibola. Il completamento della corona
avviene intorno agli undici mesi per i mascellari, ai dieci per la mandibola.
Rapido ragionamento deduttivo.
Premessa. Valentin Gouvrard ha assunto la tetraciclina quando i secondi molari decidui si
stavano formando.
Premessa. I premolari permanenti sostituiscono i secondi molari da latte tra gli undici e i dodici
anni. Il bambino sul mio tavolo  morto tra i sei e gli otto, pertanto, all'epoca del decesso aveva ancora
i secondi molari dell'et infantile.
Deduzione: se il bambino sul mio tavolo era Valentin, quei molari dovevano essere scoloriti.
Verificai l'inventario. Erano stati recuperati un primo molare permanente e due secondi molari
da latte. Bench avessi guardato solo di sfuggita i due decidui -
stilando l'inventario e poi disponendoli nelle bacinelle per Joe - avevo riscontrato al massimo
un possibile puntolino opaco sullo smalto di quello superiore.
Mentre mi fiondavo a controllare i resti, squill il telefono.
Dottoressa Brennan.
Monsieur Hubert.
Mi dicono che non  stata bene.
Ora sono in piena forma.
Ottimo. Venga cortesemente nel mio ufficio.
Ho appena scoperto un elemento che potrebbe dimostrarsi risolutivo nel caso Lac Saint Jean.
Forse...
Scenda, per favore. Brusco. Subito.
C' qualcosa che non va?
S. Il tono del coroner avrebbe rianimato una lattuga avvizzita. Il mio staff  composto da un
branco di incompetenti.
33
Hubert era seduto sulla sua poltrona, dimostrando decenni di abuso di carboidrati.
Si sieda, dottoressa Brennan.
Eseguii, aspettandomi una predica, bench non avessi idea del perch.
Mi permetta di farle una domanda. L'espressione sul suo volto era di perplessa delusione.
Le piace lavorare qui?
Che cosa?
 una semplice domanda.
Certo che mi piace.
 angustiata da qualche problema personale?
No. E che cavolo!
Forse attraversa un periodo di esaurimento?
No. E che fottutissimo cavolo!
Questa specie di guerra personale in cui  coinvolta potrebbe...
Non c' nessuna guerra. Sulla difensiva.
La situazione a Chicago... Ruot una mano. Era cos grassa che le nocche non avevano una
grinza.
 un po' difficile far guerra  a un accusatore anonimo.
Qualcosa influisce negativamente sul suo lavoro.
Stronzate. Uscita non molto intelligente, ma ormai mi era sfuggita.
Devo dirla tutta?
La prego. La vitalit di quel mattino era svanita, cedendo il posto alla rabbia.
Quentin Jacqume ha telefonato ripetutamente a questo ufficio dal ritrovamento degli scheletri
del Lac Saint Jean. Jacqume  un detective della SQ in pensione: la sua defunta moglie era sorella di
Achille Gouvrard. Tre settimane di chiamate, dottoressa Brennan. E nulla da potergli dire.
Mi concentrai sulla respirazione, cercando di restare calma.
Venerd, la dottoressa Briel ha chiesto il permesso di esaminare i resti. Poich lei era assente,
gliel'ho accordato.
Ottimo. Tenni gli occhi fissi nei suoi. Adesso ha delle buone notizie per Jacqume: la sua
perizia  stata affidata a una incompetente.
Au contraire.  Gli dir che sono pronto a chiudere il caso.
Con un solo dito paffuto, fece scorrere un foglio dalla mia parte del tavolo.
Il referto era breve: et, sesso. La descrizione del bambino pi piccolo comprendeva una
trattazione dell'annerimento da tetraciclina nei molari decidui.
Leggendo il paragrafo finale, lo tradussi mentalmente in inglese. Per essere sicura.
La discolorazione da tetraciclina dei secondi molari mascellare e mandibolare di destra 
sufficientemente distintivo, insieme allo sviluppo scheletrico e dentario, da consentire
un'identificazione certa del soggetto pi giovane con Valentin Gouvrard, di anni otto.
Data la coerenza con il profilo demografico, comprendente sesso ed et dei due adulti, la
condizione delle ossa e l'andamento del trauma perimortem,  mia opinione che le spoglie recuperate
nelle vicinanze del Lac Saint Jean il 12 gennaio corrente anno appartengano alla famiglia Gouvrard, i
cui membri erano
dispersi dal 14 agosto 1967.
Marie-Andra Briel, dm
Alzai gli occhi, ammutolita per la sorpresa. Come pu avere trascurato un elemento tanto
importante, dottoressa Brennan?
Frenai la lingua, diffidando di me stessa.
La colorazione anomala  cos evidente! La Briel l'ha vista. E l'ho vista anch'io quando mi ha
mostrato il dente. La tetraciclina  citata nel diario clinico del bambino.
Seguitai a tacere.
Prima le falangi di Oka. Ora questo. Hubert si pass una mano su una guancia floscia. Eh,
misre.  Credo che le farebbe bene una vacanza.
Mi sta mettendo in congedo forzato?
Le sto dando un avvertimento. Il ventre del leviatano si sollev e ricadde, mentre il coroner
sospirava profondamente. Basta cantonate.
Abbiamo finito?
Hubert parve sul punto di aggiungere qualcos'altro. Non lo fece.
Mi alzai e mi diressi verso la porta, la rabbia che emanava da me come il calore da una teiera.
Di sotto, andai direttamente ai resti del bambino. Stappate le fiale di plastica, feci scivolare i tre
piccoli denti sul piano del tavolo.
E li fissai sbalordita.
Entrambi i molari da latte presentavano striature scure di colore bruno intorno alla corona.
Hubert aveva ragione: il difetto era evidente anche a un'occhiata fugace.
Il secondo molare superiore aveva anche un puntino opaco sulla cuspide prossimale. Una
riparazione? L'avevo individuata?
Controllai le mie note.
Non c'era alcun accenno a un'otturazione. Mi segnai di controllare le radiografie.
Ora il calore lo sentivo nel petto.
Come avevo potuto non vedere la discolorazione? E una probabile otturazione? Il coroner aveva
ragione? Ero distratta? Stavo diventando negligente?
Distratta da cosa? Da Ryan? Dalla smania di scapparmene in vacanza con Katy?
Dall'ossessione di scovare l'informatore di Edward Allen Jurmain? E di archiviare il caso di
Rose nella mia mente?
Le mie guance ardevano ancora, questa volta per la vergogna.
Ero l con gli occhi fissi sui molari, quando squill il cellulare. Stavo quasi per ignorarlo, poi lo
sganciai dalla cintura.
Oh le le, oh la la! Ryan. Oh yes! L'abbiamo preso!
Adamski.
No. Harry Houdini.
 grandioso, Ryan. Tono piatto.
Cerca di contenere il tuo entusiasmo.
Sono esaltatissima.
Stai male di nuovo?
Ho appena sostenuto un altro round con Hubert. Feci rotolare uno dei molari qua e l sul
palmo. Dove avete inchiodato Adamski? O Lucky Labatt, o Keith, o come quel sacco di merda si
faccia chiamare adesso?
Il genio guardava le repliche di Agenzia Rockford  nell'appartamento di un suo cugino a
Moncton. Nome: Denton Caffrey. La citt d'origine di Adamski, il suo vero cognome. Dio, chi avrebbe
pensato di controllare a casa sua? Il re della birra  pi ottuso di una ciotola di fettuccine.
Dov' adesso?
Claudel  volato a Moncton questa mattina a prelevarlo. Ce lo lavoriamo, non appena il suo
culo atterra a Montral.
Credi che riuscirai a farlo parlare?
Devo. La sua veemenza era palpabile persino a distanza.
Adamski  marcio, me lo sento, ma finora abbiamo solo prove indiziarie: il matrimonio con
Marilyn Keiser, uno dei suoi pseudonimi sul libro contabile delle Villejoin, Florian Grellier che lo
chiama in causa per le rivelazioni su Christelle, il fatto che lavorasse all'Auberge des Neiges quando la
Jurmain  stata trovata morta.
Tante prove indiziarie fanno un'accusa.
Impressioni, la parola di un detenuto, la fedina penale di Adamski. Sbuff. Le giurie
vogliono prove materiali e, per ora, non ne abbiamo.
Tu le troverai.
Stiamo ricontrollando la baita della Keiser, chiedendo ai vicini e ai negozianti della zona se
qualcuno l'ha visto comprare kerosene; facciamo il porta-a-porta a Pointe Calumet e mostriamo di
nuovo in giro la sua foto. Ma la Villejoin  cadavere da un anno e mezzo, la Jurmain da pi di tre. 
dura.
E allora, spingetelo a confessare.
 esattamente questa l'idea, madame.  Sull'aereo, Claudel lo stordir di chiacchiere. Poi,
durante l'interrogatorio, reciter la parte del poliziotto buono. Io avr il ruolo del picchiatore.
Il casting  un po' scarso.
Ehi, possiamo concorrere per l'Emmy.
Terminai la conversazione e restai seduta a fissare il molare.
Come avevo fatto a non cogliere la discolorazione?
Rimisi i tre denti nella fiala, poi mi avvicinai alla finestra e guardai gi.
Mi era sfuggito.
Stupida. Stupida. Stupida.
Guardai una chiatta scivolare silenziosamente sul fiume, senza rendermi veramente conto di ci
che vedevo.
La Briel l'aveva notato.
Molecole di un'idea cominciarono ad aggregarsi: corpi dispersi, Lac Saint Jean, fiume San
Lorenzo.
Dodici piani pi in basso, l'acqua appariva grigia e minacciosa. Profonda.
Imperscrutabile.
L'idea prese forma.
Il cadavere di Adamski non era mai stato trovato.
I Gouvrard non erano mai stati trovati.
C'erano altri che giacevano dimenticati in gelide tombe subacquee?
Andai al computer, consultai Wikipedia.
Appresi che il Saint Jean  un lago di origine vulcanica, situato sulle alture laurenziane,
duecento chilometri a nord del fiume San Lorenzo. Questo ne riceve le acque attraverso il Saguenay. Il
bacino  vasto circa mille chilometri quadrati e, nel punto di maggiore profondit, arriva a sessantatr
metri.
Una immensa quantit d'acqua.
Cercai un numero.
Lo composi.
Mi addentrai faticosamente nei meandri di una complicata gerarchia di opzioni vocali.
Quando, infine, rispose una signora gentile, posi la mia domanda. Lei mi chiese di attendere.
Attesi.
Dopo un po', la donna torn in linea.
Avevano una fonte che, forse, poteva fare al caso mio.
Con scarso ottimismo, uscii.
Montral vanta numerose biblioteche, di lingua inglese e francese. La Bibliotheque et Archives
nationales du Quebc o Grande Bibliotheque  la pi recente, inaugurata nell'aprile 2005. Situata in
Boulevard de Maisonneuve, vicino al campus dell'Universit du Quebc, l'imponente struttura in
vetro e acciaio ospita la pi ampia raccolta di edizioni antiche, rare e recenti, documenti multimediali,
materiali di consultazione, carte geografiche e stampe. Auditorium. Sala esposizioni. Caffetteria.
Boutique, bien sr!  Tutto questo e molto di pi vi attende alla BAnQ.
Seguendo le istruzioni telefoniche della signora gentile, salii al primo piano, raggiunsi l'ala
nord e oltrepassai due porte con la scritta Collction nationale.
Appoggiandomi a un bancone, chiesi assistenza.
Le mani sui fianchi ossuti, una signora un po' meno gentile ascolt la mia richiesta, il solco
sulla fronte che si faceva pi profondo a ogni parola. Quando ebbi finito, mi disse che per accedere alla
consultazione dovevo innanzi tutto iscrivermi e, quando tornai con la mia tessera, indic una serie di
lettori microfilm, invitandomi ad attendere.
Dieci minuti dopo, riapparve con un vassoio pieno di scatoline grigie e gialle. Con
un'espressione di gotica tetraggine, mi domand se sapevo sbobinare.
Le assicurai che era stata praticamente la mia prima materia all'universit.
Lei m'inform che la documentazione disponibile risaliva fino al 1897 e usc di scena.
Guardai le etichette. Le date andavano dal 1948 al 1964, anno in cui era cessata la
pubblicazione del Progrs du Saguenay.
Decisi di iniziare dalle edizioni pi recenti del giornale e cominciai a svolgere la prima bobina.
La pellicola scricchiol piano, mentre giravo la manovella, tornando indietro nel tempo:
1964,1963,1962.
Le immagini in bianco e nero scorrevano una dopo l'altra sotto la messa a fuoco.
Dapprima procedetti lentamente, controllando ogni pagina, poi, via via che acquistavo
dimestichezza con l'apparecchio, riuscii a far scorrere rapidamente gli articoli irrilevanti,
soffermandomi solo su cronaca e necrologi.
Dopo un'ora avvertii una fitta dolorosa a un occhio, dopo due, un tamburo mi rimbombava
nella testa.
Guardai il vassoio: solo un milione di microfilm da esaminare.
Era un'idea folle?
Forse, ma dovevo tentare. Dovevo poter dire a me stessa che avevo fatto il possibile.
Infilai la linguetta di una nuova pellicola e cominciai a girare, svolgendo i primi sei mesi del
1958.
Poco dopo la met, trovai quello che cercavo.
34
Recherche des victimes noyes suspendue
Sospese le ricerche delle vittime annegate
Tradussi mentalmente, leggendo, come avevo fatto con il referto della Briel.
21 luglio 1958. Dopo una settimana di strenui tentativi, sono state interrotte le ricerche delle
quattro persone ancora disperse e presunte morte in seguito a un incidente nautico sul Lac Saint Jean.
Durante una breve cerimonia, che avr luogo nel cimitero di Sainte Monique alle ore 13.00 di gioved,
sar eretto un cippo commemorativo in onore di tre delle vittime: Louise-Rosette, Melanie e Claire
Clemenceau. La popolazione  invitata.
Incidente nautico. Corpi dispersi. Lac Saint Jean.
L'eccitazione fece vibrare ogni nervo del mio corpo.
Procedevo come se un'intera banda battesse il ritmo nel mio lobo frontale: avanti veloce,
fermandomi a leggere solo di quando in quando. Evidentemente l'approccio toccata e fuga era
inadeguato: mi ero lasciata sfuggire la cronaca iniziale dei fatti.
Come le falangi. E la discolorazione da tetraciclina.
Mi sfregai gli occhi. Ruotai le spalle.
Annegamento significava primavera o estate.
Riavvolsi fino ad aprile e cominciai da capo.
Quattordici luglio. L'incidente era descritto con straziante dovizia di particolari.
Un pique-nique termin en tragdie
Un picnic finito in tragedia
L'articolo occupava gran parte di pagina 4, al di sotto della piega.
Il 13 luglio 1958, la congregazione della piccola citt di Sainte Monique aveva tenuto il suo
picnic annuale al Parc de la Pointe Taillon. Come era consuetudine, tra le attivit in programma vi
erano gite sul Lac Saint Jean a bordo di una chiatta.
Nel pomeriggio era arrivata una tempesta, tanto rapida e impetuosa, che i barcaioli non avevano
nemmeno avuto il tempo di reagire. L'imbarcazione si era capovolta lontano dalla riva. Due uomini
erano sopravvissuti, quattro adulti e cinque bambini no. Di questi, un uomo, una donna e due ragazzine
risultavano dispersi.
Con il cuore che mi martellava, lessi nomi ed et.
Richard Blackwater, 37
Louise-Rosette Clemenceau, 45
Melanie Clemenceau, 13
Claire Clemenceau, 7
Trascrissi le informazioni, nonch la data e il luogo dell'incidente. Poi, incurante della testa che
pulsava, arrivai alla fine del 1958, leggendo ogni parola, qualunque fosse la dimensione dei caratteri.
Il marted successivo all'incidente, erano state sepolte le prime tre vittime, anch'esse nel
cimitero di Sainte Monique.
Un nuovo articolo compariva il 16 luglio. Il pezzo era breve e informava che si era data
sepoltura agli altri due corpi recuperati.
Proseguii.
Dopo l'abbandono delle ricerche, il 21 luglio, non trovai pi alcun riferimento alla tragedia o ai
dispersi.
Mi appoggiai allo schienale, fissando i miei appunti.
Tutto collimava: IPM, profilo, zigomi e incisivo dell'adulto di sesso maschile (ero pronta a
scommettere che Blackwater fosse un cognome indigeno).
A un tratto Sugar sugar  proruppe dalla mia borsa. Rovistai disperatamente per un secolo,
agguantai il cellulare e lo spensi.
Quando alzai gli occhi, la signora un po' meno gentile veniva verso di me, il volto raggrinzito
in uno sguardo assassino. Articolai uno Scusi e raccolsi la mia roba.
Per nulla intenerito, il cerbero attese, quindi mi tallon fino all'uscita.
Fuori, stava calando il buio sulla citt. I finestrini delle auto erano appannati, trasformando
guidatori e passeggeri in sagome scure. Un vento umido si muoveva furtivamente lungo il
Maisonneuve, tormentando le cartacce e portando con s l'odore di petrolio e sale del fiume.
Prima di infilarmi i guanti, controllai le chiamate senza risposta.
Il numero era quello di Ryan.
Rispose subito: Adamski era al Wilfrid-Derome, lui e Claudel avrebbero cominciato a
torchiarlo di l a poco.
Perch in territorio SQ? Anche se la scomparsa di Marilyn Keiser era stata denunciata a
Montral e il suo caso era di competenza della polizia urbana, il possibile collegamento con le sorelle
Villejoin e, forse, con Rose Jurmain implicava che una fetta dell'azione spettasse alla Sret du
Quebc. Su proposta di Ryan, Claudel aveva accettato di svolgere l'interrogatorio alla centrale della
SQ. Cortesia.
Collaborazione tra forze indipendenti. I detective non si pestavano i piedi a vicenda...
Inoltre, Adamski era convinto che la convocazione riguardasse il caso di Christelle Villejoin, a
motivo della soffiata di Florian Grellier.
Mi domandai: possibile che non avesse chiesto perch veniva trascinato a Montral da uno della
polizia urbana? Nel caso, ero certa che Ryan e Claudel avessero confezionato un'opportuna
spiegazione. Accelerai il passo.
Al quarto piano del Wilfrid-Derome, Ryan e Claudel scrutavano Adamski su un monitor in una
stanza di osservazione. Entrambi avevano un'espressione disgustata.
Quando entrai, Claudel si gir verso di me, poi guard interrogativamente il collega.
La dottoressa Brennan si  offerta di fornire le sue impressioni spieg lui.
Sapevamo tutti che non avevo alcun motivo ufficiale per trovarmi l.
Il sergente alz una spalla.
Come pensate di affrontarlo? domandai, notando vari dossier tra le mani di Ryan.
Prima ci concentreremo sugli omicidi Villejoin. Durante il volo, il detective Claudel pu forse
aver lasciato intendere che la nostra ragione per convocare Adamski era far luce su Florian Grellier.
L'informatore?
Sissignore.
Avete detto ad Adamski che state indagando su Grellier? Questo mi sorprese.
Ehi, non  colpa del detective Claudel se il testimone ha frainteso le sue intenzioni.
Comunque. Cominceremo da Christelle Villejoin. Jurmain e Keiser gli pioveranno in testa come due
tonnellate di letame.
Il poliziotto buono e il poliziotto cattivo diedero inizio allo show; io restai davanti al monitor.
Quando fecero il loro ingresso nella stanza degli interrogatori, Adamski alz occhi
impenetrabili. Come nella precedente occasione, le sue mani rimasero intrecciate sul tavolo.
Ryan attiv il sistema audio: dagli altoparlanti usc il suono metallico delle sedie che stridevano
sul pavimento.
Questa volta, il tenente salt i convenevoli. A garanzia della sua sicurezza, e della nostra, il
presente interrogatorio verr registrato.
Il sospettato non mut l'espressione, ma anche se si sforzava di fare il duro, si vedeva che era
nervoso.
Preferisce che le domande vengano rivolte in francese o in inglese?
Ryan attese cinque secondi buoni.
Mancando l'indicazione di una preferenza, l'interrogatorio proceder in lingua inglese. Ryan,
Andrew, lieutenant-dtective,  Sret du Quebc; Claudel, Luc, sergent-dtective,  Service de police
de la Ville de Montral, a colloquio con Red O'Keefe, alias Bud Keith, Alex Carling, Samuel Caffrey.
Ci mettiamo anche Lucky Labatt? O vogliamo tralasciare questa gemma inestimabile?
Guardi, gliel'ho gi detto l'altra volta: non so niente di nessuna vecchietta seppellita nei
boschi.
Ryan port Adamski sullo stesso terreno dell'interrogatorio precedente, con domande
confezionate in modo da far pensare che la polizia non sapesse nulla di nuovo.
Le performance erano da Oscar. Adamski sulla difensiva, Ryan che simulava crescente
frustrazione, diventando sempre pi aggressivo, Claudel che interveniva con la voce della ragione.
Dopo quaranta minuti, il tenente pareva sul punto di esplodere.
Apr una cartella e fece scorrere un'istantanea dall'altra parte del tavolo. Bench sullo schermo
l'immagine apparisse un po' confusa, vidi che ritraeva le sorelle Villejoin davanti a un albero di Natale,
sorridenti, ciascuna con un gatto in grembo.
Adamski la guard distrattamente, l'espressione sfacciata che rimaneva immutabile.
Ryan ne sbatt un'altra accanto alla prima: lo scheletro di Christelle steso nella fossa.
Ges. Adamski distolse bruscamente lo sguardo.
Ryan schizz dalla sedia, gir intorno al tavolo e gli volt a forza la testa con due mani.
Guardala. Guardala, pezzo di merda!
Ehi, ehi, tenente... Claudel trattenne il collega, ponendogli una mano sulla spalla.
Ryan lasci Adamski, volt la cartella e sbatt sul tavolo una terza fotografia. Rose Jurmain,
con i suoi cinquantanove anni portati male.
E di questa che mi dici? La palpebra inferiore di Adamski mostr una leggera tensione,
mentre fissava l'immagine. O eri Bud Keith quando l'hai sistemata?
Che cazzo!
Un bell'avanzamento di carriera! Seguire una donna anziana, ucciderla, intascare qualche
spicciolo. Meglio che trafficare con le carte di credito. Quella  roba da bambini. Ma ecco che cosa
proprio non afferro. Ryan piazz il suo volto a un millimetro da quello di Adamski, costringendolo a
ritrarsi sempre pi contro lo schienale della sedia. Che razza di pezzo di merda senza palle fa fuori le
vecchiette?
Dimmelo! Riesci a dormire la notte sapendo che hai ammazzato a bastonate la nonna di
qualcuno?
Non ho niente a che fare...
Ti inchioder, perverso figlio di puttana. La voce del poliziotto conteneva la minaccia di una
lama affilata.
Di nuovo, intervenne Claudel. Forse abbiamo tutti bisogno di una pausa.
Senza una parola, Ryan raddrizz la schiena, spense l'interruttore del sistema audio con una
manata e usc dalla stanza a grandi passi.
Qualche istante dopo mi raggiunse. Sorrisi. Lui fece lo stesso.
E adesso?
Adesso Claudel menzioner il periodo di lavoro all'Auberge des Neiges come Bud Keith.
Forse nominer anche la riserva di caccia di La Tuque, gli far venire il dubbio che siamo a conoscenza
dell'alter ego Sam Adamski, dunque di Marilyn Keiser.
Magistrale.
Oh, e Claudel potrebbe anche accennare al fatto che Rose Jurmain era americana, lasciar
cadere parole come estradizione e pena di morte, suggerendo che gli converrebbe farsi processare
qui.
La Jurmain  morta nel Quebc dissi. Il suo corpo  stato ritrovato in territorio canadese. Gli
Stati Uniti non potrebbero mai ottenere l'estradizione del suo assassino.
Tu e io lo sappiamo, ma forse quella testa di cazzo non lo sa.
Sullo schermo guardammo Claudel dire qualcosa ad Adamski, dargli una pacca sul braccio,
uscire. Qualche minuto dopo riapparve con una Pepsi.
Ryan attese una mezz'ora, poi rientr nella stanza degli interrogatori, portando due scatole di
cartone. Ciascuna era contrassegnata come prova, una con i contrassegni della SQ, l'altra dell'FBI.
Entrambe, in realt, erano vuote.
Piazzando il materiale ben in vista sul pavimento, il tenente riattiv il sistema audio e si sedette.
Il lieutenant-dtective  Ryan riprende l'interrogatorio. Si rivolse a Claudel. Hai letto
all'indiziato i suoi diritti?
Che cazzo! La testa di Adamski si volt di scatto verso Claudel.
 una formalit gli spieg il sergent-dtective,  con voce insolitamente gentile.
Studiai il volto di Adamski mentre Claudel enunciava il diritto di rimanere in silenzio. La
vena sulla sua tempia sinistra stava pompando un pozzo petrolifero.
Ha capito i suoi diritti, signor O'Keefe? domand Ryan, quando Claudel ebbe finito. O
d'ora in poi dovremmo usare il nome Adamski? Credo che fosse sfuggito nella lista.
Il sospettato quasi trasal.
Ha compreso la dichiarazione che il detective Claudel le ha appena letto?
L'uomo si limit a uno sguardo truce. Sbalordito all'udire lo pseudonimo incriminante?
Rimuginando gi una spiegazione?
Ho tutta la serata libera, Adamski, ma quando la gente spreca il mio tempo, divento nervoso.
Cos' sta stronzata di Adamski? Perch mi chiama cos?
I suoi diritti?
Non sono un idiota. Astioso.
Il signor Adamski conferma di aver compreso i suoi diritti e obblighi.
Ryan offr silenzio.
Bench scosso, Adamski non cadde nella trappola.
Proseguiamo disse il detective. Il presente interrogatorio ha ora come oggetto l'omicidio di
Keiser, Marilyn, e gli eventi e illeciti a esso correlati.
Chiese a Claudel di dettare il codice SPVM a beneficio della registrazione. Il sergente esegu.
Ryan apr uno dei suoi dossier. Lei  stato sposato con Marilyn Keiser dal 1998 al 2000. 
corretto?
Adamski esit, soppesando le alternative. Non ha funzionato. E allora?
Marilyn Keiser  stata uccisa tre mesi fa.
Questo non ha niente a che vedere con me.
Il suo corpo  stato ritrovato una settimana fa, in un capanno da caccia a Memphrmagog. 
stata cosparsa di kerosene e le  stato dato fuoco.
Forse ha fatto incazzare Memphrie. Adamski sbuff nervosamente. Sapete? Il mostro del
lago?
Ti sembra divertente?
A me sembra una stronzata.
Quel capanno l'hai costruito tu. A parte te e la vittima, nessuno sapeva della sua esistenza.
Evit di menzionare Lu il custode.
Guarda che coincidenza.
La signora Keiser ci teneva i soldi. Tu eri stato sposato con lei, conoscevi le sue abitudini.
Marilyn era fuori di testa. Lo sapevano tutti.
Ma nella baita ci sono le tue impronte. Ryan pos la mano su uno dei cartoni.
Gli occhi di Adamski corsero alla scatola, poi subito altrove. Be'? Il posto era...
Quel kerosene l'hai comprato tu. Troveremo il commesso che te l'ha venduto.
Lei  matto. Il tono spavaldo, ora, suonava forzato.
Hai ucciso la tua ex moglie, l'hai annaffiata di combustibile, le hai dato fuoco e hai tagliato la
corda. Ryan picchiava duro.
No...
Hai ucciso Marilyn Keiser. Hai ucciso Rose Jurmain. Hai ucciso Christelle e Anne-Isabelle
Villejoin.
No! Le dita di Adamski erano saldamente intrecciate, nel tentativo di arrestare il tremito che
lo scuoteva. Non funzionava granch.
Ryan sbatt sul tavolo una foto d'autopsia della Keiser. Aggiunse uno scatto di Anne-Isabelle
sul pavimento della cucina.
Di nuovo, l'uomo distolse lo sguardo.
Guardale. Anne-Isabelle Villejoin aveva ottantasei anni, Christelle ottantatr. La tua ex
moglie, settantadue.
Girando ancora intorno al tavolo, il poliziotto lo agguant per i capelli, costringendolo a tenere
gli occhi puntati sulle immagini.
Dimmelo, sacco di merda senza palle. Ti ha rivoltato lo stomaco uccidere queste vecchie
indifese? Le hai colpite da dietro per non vedere il terrore nei loro occhi?
Tremavano? E tu? Come stai tremando adesso?
Non so di che cosa parla. Cercando di divincolarsi dalla stretta di Ryan.
Il detective gli spinse gi la faccia, finch il suo naso non si trov a pochi centimetri dal piano
del tavolo.
Spunti fuori alla pensione della Jurmain, nella baita della Keiser, in casa delle Villejoin. E in
pi c' quello che hai detto a Florian Grellier.
L'uomo si mise a scalciare, si contorse da una parte all'altra. Ryan ignor i suoi sforzi.
Presto arriveranno le immagini riprese dalla telecamera, allo sportello dove hai usato il
bancomat delle Villejoin. Stiamo parlando con chiunque abbia mai messo piede a Pointe Calumet,
interrogando chiunque sia anche solo mai passato vicino ali albergo dove risiedeva la Jurmain. E lo sai
cosa succede a Moncton, in questo preciso istante? Il cugino Denton si sta facendo una bella
chiacchierata con la polizia. Credi che far la spia su quel gran colpo di cui ti vantavi sempre? Magari
canter a proposito dei soldi che hai nascosto nel suo appartamento!
Ges Cristo, me lo levi di dosso gracchi Adamski.
Per amor di Dio, Ryan... Claudel era in piedi. Fallo respirare.
Lasciando libero l'interrogato, il tenente fece rabbiosamente un passo indietro.
Adamski alz la testa e si freg il cuoio capelluto con la mano tremante.
Ryan annu impercettibilmente a Claudel.
Questi si rimise seduto e parl con voce pacata.
Non voglio illuderti, Sam: la situazione  grave. Quelle donne erano anziane e alle giurie non
piacciono certe cose: tutti hanno mamme, nonne, zie. Le prove a tuo carico si stanno accumulando, si
faranno avanti dei testimoni. La Jurmain era americana. Vero, ma irrilevante. Se dici la verit, puoi
aiutare te stesso. E
permettere a noi di aiutarti.
Non so assolutamente chi sia Rose Jurmain. Ora, gli occhi di Adamski erano inchiodati al
piano del tavolo.
Di questo possiamo parlare.
Il silenzio ronz attraverso gli altoparlanti. Un minuto. Due. Fuori dal campo visivo di Adamski
i detective si scambiavano sguardi preoccupati.
Trattenni il respiro. Come Claudel e Ryan, sapevo che la prossima frase pronunciata dall'uomo
sarebbe stata un giudizio inappellabile sulla messinscena del buono e del cattivo.
Datemi un avvocato? Non volevo farlo?
Lentamente, Adamski alz la testa. Quando parl, fu per rivolgersi a Claudel.
Non dico niente, finch non mi togliete di torno questo svitato.
35
Fu una nottata di pessimi caff, consumati su sedie spaccaschiena. Ryan e io guardammo
Adamski/Keith/O'Keefe sul monitor, mentre Claudel sfoderava tutta la sua magia due porte pi in l.
La storia venne fuori lentamente, con il sergente nella parte del comprensivo e Adamski ora
spaccone, ora piagnucolante.
Alle due aveva ormai confessato l'omicidio di Marilyn Keiser, alle quattro aveva cantato sulle
Villejoin.
Ecco la storia di quel verme.
La sua disavventura in barca era reale. Tuttavia, dopo essere finito in acqua, era riuscito a
trascinarsi a riva. Sdraiato sulla sponda, fradicio ed esausto, aveva avuto una sorta di illuminazione. La
sua vita faceva schifo e, poich odiava avvocati e scartoffie, decise di trasformare l'incidente a suo
vantaggio.
Dissemin nel lago i suoi effetti, quindi raggiunse la Nuova Scozia in autostop. A Halifax,
cerc un uomo d'affari suo amico, invest in una nuova identit e part in cerca di pascoli pi verdi a
sud del confine.
La vita negli Stati Uniti non fu il sogno che aveva immaginato e, nel 2006, fece ritorno in
Quebc. Usando un vecchio pseudonimo - Bud Keith - si procur un lavoro di cucina nell'alberghetto
vicino a Sainte Marguerite. Durante la sua permanenza alla pensione, una vecchia alcolizzata usc a
passeggio e scomparve.
Infine, stanco di strofinare piatti e scrostare padelle, Adamski fu attratto dalle sfavillanti luci di
Montral. Presentandosi sempre come Keith, conobbe Poppy, una cameriera di Saint Eustache. Ben
presto vivevano insieme.
All'inizio le cose andarono magnificamente. Con il tempo, per, Poppy cominci a pretendere
che il compagno contribuisse alle spese della convivenza. Gli mise a disposizione la sua Honda e
sugger che si presentasse di casa in casa, offrendosi come tuttofare.
Adamski pass la prima parte del 4 maggio in un bar a bere birra e a soppesare i vantaggi della
libert personale, contro alloggio gratuito e scopate regolari. Pi tardi, traboccante di Moosehead e di
autocommiserazione, prese la 344 fino a Pointe Calumet e scelse una casa con un pino morto nel cortile
sul retro.
La padrona, Anne-Isabelle Villejoin, accett che la sbarazzasse della pianta, poi gli pag il
disturbo, togliendo i soldi da un barattolo di farina d'avena recuperato in dispensa.
Irritato perch il lavoro aveva preso pi tempo del previsto, Adamski chiese ben oltre la somma
pattuita. L'anziana signora rifiut. Ne segu un alterco che culmin quando l'uomo le strapp il bastone
dalle mani e la picchi a morte.
Attirata dalla confusione, Christelle venne a vedere. Fuori di s dalla rabbia, Adamski le chiese
altro contante. Quando l donna tir fuori il bancomat, la caric sulla Honda di Poppy, la port in citt
e la costrinse a prelevare.
Il tempo trascorso al volante gli fece smaltire la sbornia. Rinunciando per paura all'idea di farsi
altri sportelli - come era stata inizialmente sua intenzione - e di tornare a Pointe Calumet, Adamski si
ferm a comprare una vanga da giardino. Poi uccise e seppell Christelle a Oka.
In seguito, gett il bancomat in un canale di scolo, ripul la Honda e se la fil all'appartamento
di Poppy a Saint Eustache. Per diversi mesi svolse lavori occasionali, segu la cronaca dell'inchiesta
Villejoin e cerc di rimanere invisibile.
Pass il tempo e il lungo braccio della legge non bussava alla sua porta. Si convinse di averla
fatta franca. Intanto, com'era tipico di lui, la vita che stava conducendo gli venne a noia.
In quel periodo, bivacc ore e ore sul divano di Poppy che - Dio la benedica -
aveva la TV via cavo. Oltre all'hockey e alle repliche di Agenzia Rockford  e Miami Vice,
segu la cronaca di una serie di violazioni di domicilio avvenute nell'interno dello Stato di New York.
Apprese cos che, nell'arco di due anni, tre cittadini anziani erano stati derubati e uccisi a percosse.
Cominci a pensare alle Villejoin, alla signora scomparsa dall'Auberge des Neiges. E, bench
non la vedesse da anni, si ricord anche dell'ex moglie. Gli torn in mente che pi di una volta aveva
avuto l'intenzione di prelevare tutti i soldi dalla banca e si chiese se lo avesse fatto.
Aveva sposato la Keiser per interesse, ma la vecchia era pazza, voleva ancora fare sesso. Vivere
con lei era stato intollerabile. Come ogni altra cosa nella sua esistenza, il piano non aveva funzionato.
Anche con Poppy non stava funzionando.
Fece qualche calcolo. Marilyn Keiser doveva avere settantadue anni. Uccidere le Villejoin era
stato facile: le due donne erano deboli, le aveva sopraffatte senza alcuna difficolt.
Appur che la Keiser viveva sempre nello stesso palazzo. Per settimane rimase appostato l
fuori sulla Honda di Poppy, spiando gli andirivieni dell'ex moglie. La segu in sinagoga, al mercato, al
centro culturale del quartiere, al corso di yoga.
Un venerd, la donna usc con una valigetta e raggiunse in auto Memphrmagog.
Le and dietro. Con stupore vide che si recava al suo vecchio capanno da caccia.
Per tre weekend osserv lo svolgersi di quella routine, poi, mentre la Keiser non c'era, fece un
sopralluogo: sicurezza, visibilit, prossimit dei vicini.
Un piano prese lentamente forma nella sua mente: si sarebbe introdotto nello chalet,
nascondendo l'auto di Poppy nella rimessa, e avrebbe atteso. All'arrivo di Marilyn, le avrebbe chiesto i
soldi. Se si trovavano gi alla baita, tanto meglio, altrimenti, l'avrebbe riportata in citt e l'avrebbe
uccisa nell'appartamento. In entrambi i casi, sarebbe apparsa una violazione di domicilio.
Ma la Keiser non si arrese tanto facilmente. Quando infine cedette, Adamski era cos furioso
che le vers addosso del kerosene e gett un fiammifero.
A suo dire, era soprattutto colpa delle tre donne se avevano fatto una brutta fine. Il
ragionamento suonava cos: lui aveva un problema di gestione della rabbia e loro non avrebbero dovuto
esasperarlo. Logica stringente.
Dopo quasi dieci ore passate a guardare quel lurido bastardo, mi sarei strappata la pelle di
dosso. O l'avrei mutata per il disgusto. Forse avevo un principio di nausea a causa del caff? Pu darsi.
Il mio cervello era esausto per aver fissato per tutto il pomeriggio i microfilm, poi le immagini
sgranate della TV a circuito chiuso. La spossatezza mi aveva scombinato le emozioni e non avevo
alcun desiderio di riordinarle nella mente. Provavo tristezza, certo, ripugnanza, rabbia. S, una rabbia
infinita.
Alle quattro non ne potevo pi. Dopo aver raccomandato a Ryan di tenermi informata, mi
diressi verso casa.
Quella notte sognai ancora falene e scheletri e cadaveri inceneriti. C'erano Ryan, la Ayers,
Chris Corcoran. Altri avvolti dalle tenebre, irriconoscibili.
Mi svegliai alle otto, di nuovo con la sensazione che il mio inconscio avesse tentato invano di
dirmi qualcosa.
Di che poteva trattarsi? I casi Jurmain, Villejoin e Keiser erano chiusi. Le ossa del Lac Saint
Jean sarebbero state presto identificate. Non rimaneva che l'informatore di Edward Allen. Era quella la
ragione del colpetto sulla spalla del mio id?
Mentre davo da mangiare al gatto, mi resi conto che non avevo raccontato a Ryan della scoperta
fatta in biblioteca. Poco male: avrebbe chiamato presto per aggiornarmi su Adamski.
Grande giorno, oggi, Bird.
Non smise di masticare le sue crocchette.
Prima risolver il caso Lac Saint Jean, poi inchioder il sorcio bastardo che ha infangato il mio
nome.
Mi lanci l'equivalente felino di un'occhiata di biasimo. Per il linguaggio? Per il riferimento al
roditore?
Lo lasciai a finire la colazione in santa pace.
Al Wilfrid-Derome, trovai una piccola busta marrone sul mio tavolo. Finalmente!
Joe aveva fatto le radiografie postmortem di tutti i denti delle vittime del Lac Saint Jean.
Piazzando le lastrine nere su un visore, esaminai ogni reperto.
La macchiolina sul secondo molare superiore da latte splendeva, bianca e radiopaca:
un'otturazione. Interessante, ma di scarso valore senza le cartelle odontoiatriche antemortem.
In seguito, riesaminai ciascuno degli scheletri del lago, quindi chiamai Labrousse, il
coroner-ginecologo di Chicoutimi.
Dopo avergli descritto quanto avevo appreso consultando i microfilm, gli domandai di svolgere
localmente qualche indagine sulle vittime dell'annegamento.
Accett di cercare membri superstiti della famiglia, nonch cartelle mediche e odontoiatriche.
Si offr inoltre di controllare i suoi archivi, ma dubitava che avrebbe trovato materiale risalente al 1958.
Era alquanto improbabile, in effetti, che dei dossier venissero conservati cos a lungo; chiesi
perci a Labrousse di limitarsi a tre sole informazioni: Richard Blackwater era un appartenente alle
Prime Nazioni? A Claire Clemenceau erano stati somministrati antibiotici nella prima infanzia? La
bambina aveva otturazioni?
Promise di ricontattarmi.
Subito dopo, chiamai il coroner capo.
Definire scettica la sua reazione equivarrebbe a chiamare la Battaglia di Bull Run una
scaramuccia da niente. O forse odiava ammettere che il mio  scetticismo era giustificato. Facesse pure!
Il suo commento prima di riagganciare? Valentin Gouvrard aveva preso la tetraciclina a sette
mesi. Il ragazzino del lago aveva i molari da latte anneriti. Quelle concidence!
Giusto! Che coincidenza!, pensai, la mano che indugiava sul ricevitore. Una coincidenza grande
come lo Yankee Stadium.
A volte lo sai e basta. Chiamala intuizione. Chiamalo ragionamento deduttivo fondato
sull'esperienza e sul riconoscimento inconscio di schemi ricorrenti. Me lo sentivo: le vittime del Lac
Saint Jean erano i dispersi di Sainte Monique. Dovevo semplicemente provarlo.
Frugai nella mente. C'era qualcosa  che indicasse il sesso degli scheletri pi giovani? Date le
condizioni delle ossa, qualunque misurazione era impossibile.
Zero assoluto.
Rimuginavo sul problema, quando chiam Ryan. Sembrava stanco quanto me: non c'era da
sorprendersi. Ci che, invece, mi sorprese, fu il suo resoconto.
Adamski sta collaborando sulla Keiser e sulle Villejoin: sputa fuori i dettagli come se scrivesse
un romanzo. Ma  categorico sul fatto di non avere niente a che vedere con il caso Jurmain.
Tu gli credi?
Perch ammettere tre omicidi e mentire sul quarto?
Avete menzionato una certa usanza americana chiamata pena capitale?
Ormai Adamski ha un avvocato e sa che l'estradizione non  un'eventualit possibile.
Quel trucchetto vi si ritorcer contro?
Nessuno gli ha mai detto che sarebbe finito negli Stati Uniti. Non  colpa nostra se il tonto ha
frainteso il riferimento alla cittadinanza della Jurmain. Noi stavamo solo fornendo il contesto.
Riflettei per un momento. Le ossa di Rose non presentavano segni di violenza.
Forse il fatto di trovarsi all'Auberge  stata solo sfortuna per Adamski osservai.
Il che significa che la teoria iniziale era corretta: la signora girava ubriaca ed  morta
assiderata.
Non c'erano traumi a carico del suo scheletro.
Tranne quelli prodotti dagli orsi.
Tranne quelli. E il suo corpo non  stato seppellito, n nascosto in alcun modo.
Poi c' un'altra cosa che non quadra: Adamski giura di avere ucciso la Keiser a pugni nello
stomaco.
Perch mentire sul fatto di averle sparato?
Non ne ho idea. Ma la storia collima con il suo racconto.
Io per ho visto la traccia del proiettile: la Ayers mi ha mostrato le fotografie.
Forse Adamski ha problemi di autostima. Che ne so, magari considera le pistole un'arma da
fichetta, quel genere di cose. O forse il cannone apparteneva a qualcuno che cerca di proteggere. Ci
stiamo ancora lavorando, ma  pi difficile ora che ha assunto un difensore.
Dissi a Ryan dell'incidente nautico sul Lac Saint Jean.
Avevi chiesto a Jacqume le origini di suo cognato?
Sissignora. Achille Gouvrard era  pure laine.
Pura lana. Traduzione: qubcquois  bianco al cento per cento.
E Jacqume si  ricordato un'altra cosa. Gouvrard aveva preso parte alla Battaglia della
Schelda nel 44. Era tornato a casa con una scheggia nella coscia destra. Quando cambiava il tempo si
lamentava per il mal di ossa.
Chiusa la telefonata, mi alzai e misi una radiografia sul visore: non c'erano tracce metalliche nel
femore destro dell'uomo del lago.
Studiai gli zigomi larghi e l'incisivo a pala.
Ero pi che mai convinta che quello non fosse Achille Gouvrard.
Poi mi cadde l'occhio sui molari striati del soggetto pi giovane.
Di nuovo mi sentii avvampare per la vergogna.
La Briel aveva individuato la discolorazione da tetraciclina, io no.
Distolsi lo sguardo, rivolgendolo alla finestra, allo scenario che da tanti anni aveva il potere di
calmarmi i nervi: il fiume, il ponte, automobilisti e pedoni che proseguivano la loro giornata.
Sul davanzale c'era una falena, le zampette accartocciate, le ali avvizzite come mummie in un
museo. Morta fin dall'estate?
Il piccolo cadavere richiam i miei visitatori notturni: le falene, gli scheletri, i corpi bruciati.
Qualcosa si lev dai recessi della mia scatola cranica.
Mi voltai a guardare le ossa.
La Briel aveva trovato la discolorazione.
Quel qualcosa incresp la superficie del mio inconscio.
La Briel aveva trovato la traccia del proiettile nel corpo della signora Keiser.
La traccia del proiettile.
Quel qualcosa irruppe nel pensiero cosciente.
36
Afferrai il ricevitore e, pigiando sui tasti, telefonai all'ufficio del medico legale della contea di
Cook. Quando una voce rispose, chiesi di Chris Corcoran.
Ci furono tre squilli, poi la sua casella vocale. Lasciai un messaggio: Chiama appena possibile.
 importante.
Guardai l'orologio a parete: le 9.30. Probabilmente, a quell'ora, stava sezionando un fegato.
La traccia del proiettile. Natalie Ayers, una veterana, non l'aveva notata. Marie-Andra Briel,
una principiante, invece s. Il mio inconscio sventol una bandierina rossa.
Un caso identico aveva lasciato a bocca aperta Chris Corcoran anni prima: me lo aveva
descritto nei dettagli quand'ero a Chicago: la donna trovata morta sul pavimento del soggiorno,
l'autopsia che non rivela segni di trauma, il nipote che ammette di averla uccisa, la seconda autopsia.
Chris aveva ritenuto quella lesione cos unica da scriverci una pubblicazione.
Giusto!
Andai di corsa in biblioteca.
Da dove cominciare? Corcoran era alle prese con il caso nel periodo in cui il corpo di Laszlo
Tot era stato ritrovato nella cava di Thornton. Luglio 2005.
Ci vuole tempo per scrivere un articolo scientifico, rivederlo, attendere che ti concedano uno
spazio sulla rivista. Provai con il Journal of Forensic Sciences del novembre 2005 e consultai
l'elenco degli autori.
Niente. Controllai il 2006, il 2007, il 2008. Ancora niente.
Inutile insistere.
Tornai in laboratorio.
Mentre attendevo notizie da Chris sulla vicenda del proiettile e da Labrousse sulle vittime di
Sainte Monique, decisi di compiere qualche ricerca in Internet.
In Google, il nome Marie-Andra Briel richiam un numero sorprendente di link. Oltre che di
numerosi articoli on-line e blog, la giovane patologa era coautrice di varie pubblicazioni su Journal of
Forensic Sciences, American Journal of Forensic Medicine and Pathology e altri periodici
scientifici canadesi e britannici.
Tutte prodotte in collaborazione con la sua prima studente-assistente, poi liquidata.
Tutte scritte nel corso dell'anno precedente.
La Briel aveva fatto decine di colloqui, in francese e in inglese, figurava in commissioni che
offrivano consulenza agli studenti su questioni di networking  e indirizzo professionale, compariva nel
corpo docente del dipartimento di patologia dell'Universit Laval e su una dozzina di siti che
arruolavano esperti biomedici. Era membro di ogni associazione forense del mondo conosciuto.
Mentre passavo da un link all'altro, ero vagamente consapevole di Joe che si spostava qua e l
nel laboratorio, archiviando campioni di tessuto, scattando foto, inserendo dati nel sistema. Di Jean
Leloup, Isabelle Boulay, Daniel Blanger e, naturalmente, Cline che sussurravano melodie dalla radio.
In tutti i byte dedicati alla Briel nel cyberspazio, non scovai nulla di antecedente al suo arrivo in
Quebc. Nessuna biografia, nessun curriculum, nessuna menzione del background formativo o dei
precedenti impieghi.
Quando staccai finalmente gli occhi dallo schermo, mi accorsi di una presenza dietro di me. Mi
voltai.
Joe aveva le braccia incrociate sul petto.
Scusami... hai detto qualcosa? Ero sorpresa di ritrovarmelo alle spalle.
Le radiografie dei denti, quelle del Lac Saint Jean. Andavano bene?
S. Non l'avevo ringraziato? Benissimo, grazie.
Esitai, chiedendomi se esporgli la mia nuova teoria sull'identit delle vittime.
Perch no? Forse l'avrebbe ammansito, l'avrebbe fatto sentire partecipe della scoperta.
Ascolt con sguardo totalmente privo di espressione.
E la discolorazione? domand.
Ottima domanda risposi. Per la quale trover  una risposta.
Lei...
Squill il telefono.
Mi voltai, sperando fosse Corcoran. Lo era.
Che cosa bolle in pentola? Sembravi esaltatissima.
Grazie per avermi richiamato cos in fretta. Quand'ero a Chicago, a dicembre, mi hai descritto
un omicidio in cui un unico proiettile scendeva lungo il dorso della vittima, ricordi?
Una cosa pazzesca. La traiettoria seguiva la disposizione delle fibre muscolari, celando
completamente la presenza della traccia. Ho svolto una piccola inchiesta nell'ambiente: nessuno aveva
mai visto nulla di simile. Il caso era cos assurdo che ci ho scritto su un articolo per il JFS. Ho
ricevuto la bozza corretta e l'ho rimandata, ma devo ancora esaminare i tagli suggeriti dai revisori. Ne
vuoi una copia?.
Puoi faxarmela adesso?
Sicuro.
Gli diedi il numero, poi andai di corsa alla ricezione. Pochi minuti dopo il documento usciva a
scatti dalla macchina.
L'insolito caso di una lesione mortale d'arma da fuoco con decorso longitudinale attraverso
una massa singola del muscolo erettore.
Ventiquattro pagine. Concordavo decisamente con i revisori: prolisso.
Diedi una rapida occhiata mentre tornavo in laboratorio.
Donna di sessantotto anni, vista viva per l'ultima volta a un picnic di famiglia il 4
luglio... La figlia la trova cadavere in stato di avanzata decomposizione... Assenza di
perforazione degli organi... Assenza di traumi scheletrici... Assenza di tracce metalliche... Causa della
morte sconosciuta... Il nipote della vittima confessa di avere sparato...
Al paragrafo sottotitolato Risultati della seconda autopsia,  mi si gel lo sguardo su una frase.
La dissezione trasversale ha mostrato un'unica traccia di proiettile che decorreva
longitudinalmente lungo una massa dell'erettore di destra.
Con la gola che mi si serrava per la rabbia, scorsi rapidamente il resto.
L'orientamento della lesione suggerisce che la vittima si stesse muovendo nel momento in cui
veniva colpita dal proiettile... A un secondo esame, la morte appare dunque dovuta a omicidio... Un
fenomeno estremamente raro... In letteratura non si  trovata menzione di casi simili...
Gettai il fax sul mio tavolo, i pensieri che mi scoppiettavano nella testa come chicchi di mais
che si trasformano in popcorn. Il percorso del proiettile era di un genere straordinariamente raro e
difficile da individuare. Era sfuggito alla Ayers nel caso Keiser e a Chris nel caso della donna di
Chicago. Due patologi esperti.
Ma la Briel l'aveva notato.
Fortuna? Abilit? Coincidenza?
Impossibile.
Di certo non poteva aver letto l'articolo di Corcoran: non era stato ancora pubblicato.
Dalla mia ricerca in Internet non erano emerse informazioni sul passato di quella donna. Lei
rivendicava svariate specializzazioni postdottorato: che avesse svolto attivit sul campo presso il
CCME?
Il mio id spar un altro flash: il sogno di venerd notte, i viticci che ondeggiavano intorno allo
scheletro di Rose Jurmain, uno con incise le iniziali ML.
Ma era sbagliato: ML aveva analizzato le ossa di Lassie, non di Rose.
Improvvisamente, sentivo tendersi la pelle del volto.
La Briel andava pazza per l'antropologia. Aveva fatto un corso accelerato, ripetuto gli scavi a
Oka, esaminato a tradimento le vittime del Lac Saint Jean in mia assenza.
ML poteva essere lei?
La mia corteccia cerebrale fece una risata rivolta ai centri inferiori: un po' tirato per i capelli.
Eppure...
Composi nuovamente il numero di Chris. Questa volta rispose lui direttamente.
Ho letto l'articolo: bel lavoro!
A te sembra troppo lungo?
Un pochino. Ricordi di avere avuto al CCME una patologa di nome Marie-Andra Briel?
No, ma vanno e vengono.
L'autopsia di cui si parla nell'articolo risale circa all'epoca in cui il corpo di Laszlo Tot  stato
ripescato dalla cava di Thornton, giusto?
S.
Hai detto che, per le perizie antropologiche, Walczak usa gente che non si fa retribuire:
patologi, laureati in antropologia, tirocinanti.
Non  una decisione mia.
La perizia su Laszlo Tot era siglata con le iniziali ML, vero?
Scusa, non me lo ricordo. Dovrei ricontrollare il file.
Lo faresti per me? E se si tratta di questo tale ML, puoi scoprire chi  quella persona?
C' di mezzo lo stronzo che ha fatto la telefonata anonima a Jurmain?
Dio Onnipotente.
A un tratto sembrava terribilmente logico.
La Briel aveva trovato la traccia del proiettile.
La Briel aveva trovato le falangi.
La Briel aveva trovato la discolorazione.
La mia competenza non era in calo: mi stavano sabotando!
Era lei ad avere contattato Jurmain? Lavorava al Laboratoire. Sapeva del mio coinvolgimento
nel caso.
Ma perch?
Terra chiama Tempe.
Scusa. Non ne sono certa, Chris. Forse. Ma di sicuro so una cosa. La merde  sta per colpire il
ventilateur.
La linea emise un hip.
Devo andare, ho un'altra chiamata. Fammi sapere che cos'hai scoperto. E grazie.
Presi la chiamata in arrivo.
Labrousse. Altra carne al fuoco.
Meno male che questa  una zona di incroci tra consanguinei. Non diceva per scherzo:
costituendo una popolazione isolata, che rappresentava geneticamente un collo di bottiglia e si
riproduceva a ritmo frenetico, negli anni, la gente del Lac Saint Jean era stata sfruttata ampiamente
dalla ricerca medica. Le famiglie tendono a rimanere nell'area e hanno la memoria lunga. Su
Blackwater sono tutti d'accordo: era mezzo montagnais.
Evvai!
Claire Clemenceau? domandai. C' una storia di tetraciclina?
Nessuno ricorda un simile particolare. Il fratello sostiene che la piccina era una bimba
sanissima. Il medico di famiglia  morto, ma ai tempi aveva un giovane associato. Negli anni
Cinquanta, era appena arrivato allo studio, eppure si ricorda di Claire. Dice che la vedevano pi che
altro per i controlli alle et-filtro. Adesso ha novantanni, ma sembra piuttosto lucido.
Per non restano documenti scritti a sostegno di ci che afferma.
No.
Quanto ai denti?
Secondo il fratello, nessuno dei bambini andava mai dal dentista, allora.
Verosimile: a giudicare dalla dentatura della donna adulta, non pareva che, all'epoca, l'igiene
orale fosse una priorit.
E tuttavia, la ragazzina aveva un'otturazione: i conti non tornavano.
Il fratello ricorda se i denti di Claire fossero scoloriti?
Dice che erano perfetti.
Il silenzio ronz all'altro capo della linea, poi: La versione dei famigliari potrebbe essere
leggermente edulcorata.
Cio? chiesi.
Un tragico incidente, il tempo che passa: la bimba morta diventa l'immagine della
perfezione.
O forse, invece, il dottore non si sbaglia e Claire era sana come un pesce.
Forse ammise Labrousse. Mi faccia sapere che cosa decide.
Riagganciai, quindi andai al mio tavolo di lavoro e presi i due molari da latte del soggetto pi
giovane.
Chiusi gli occhi e li strinsi nel pugno, desiderando che mi parlassero. Claire Clemenceau,
annegata durante una gita in barca? Valentin Gouvrard, ucciso in un incidente di volo?
Ne sentii soltanto la durezza appuntita contro il palmo.
Aprii le dita e studiai le piccole corone dallo smalto rovinato.
Un sussurro mi attravers la mente.
Cuspide del Carabelli.
Non c'era da sorprendersi che mi fosse sfuggita: la minuscola sporgenza era quasi invisibile,
una protuberanza appena accennata sulla faccia linguale della cuspide mesiolinguale del dente
superiore.
Recuperai il molare permanente: non l'aveva.
Strano, ma non c'era da allarmarsi. La variazione  s tipica dei primi molari superiori
permanenti, ma pu anche essere presente nei secondi da latte.
La cuspide del Carabelli varia in frequenza di espressione da una popolazione all'altra,
comparendo in un'elevata percentuale di europei: la sua presenza induceva a ritenere che la pi giovane
delle vittime del lago fosse caucasoide, ma questo lo sospettavo gi. La variante era poco pi di una
curiosit.
Delusa, rimisi i denti nella loro fiala.
Cominciai a camminare su e gi, i pensieri che mi ronzavano come vespe nel cervello.
La Briel si era occupata di antropologia, nonostante la sua formazione da patologa.
Ora i resti erano esposti al rischio di un'identificazione scorretta. Poco importavano i motivi di
quella donna: dovevo dimostrare a Hubert che era un'incompetente, per impedirle di sconfinare ancora
oltre i suoi limiti professionali.
Rosicchiando l'unghia del pollice, riesaminai i fatti.
Achille Gouvrard era bianco. Lo scheletro maschile del Lac Saint Jean aveva caratteristiche tali
da suggerire un'ascendenza mongoloide.
Richard Blackwater era mezzo montagnais.
Achille Gouvrard aveva una scheggia di metallo in un femore. L'uomo sul tavolo anatomico no.
Claire Clemenceau era una bambina sana.
I denti da latte del soggetto pi giovane da identificare mostravano una discolorazione da
tetraciclina. Evidente. Che per mi era sfuggito durante l'esame preliminare.
Claire Clemenceau probabilmente non aveva mai visto un dentista in vita sua.
Il bambino o la bambina sul mio tavolo aveva un'otturazione.
E una cuspide del Carabelli su un dente da latte. Inutile.
Mi era sfuggita anche quella.
O forse no?
La Briel aveva trovato la traccia del proiettile.
La Briel aveva trovato le falangi.
La Briel aveva trovato la discolorazione.
La verit proruppe nella mia mente.
Sapevo che cosa era successo.
E ci che dovevo fare per dimostrarlo.
37
Lasciando il laboratorio, controllai la lavagna in fondo al corridoio.
Accanto al nome della Briel erano scritte a pennarello le lettere AM. Absence motive.
Si era presa una giornata libera.
Excellent.
Andai in amministrazione. Con la scusa che mi serviva un dossier, chiesi le chiavi della porta di
LaManche. Niente di strano: con il capo in malattia, capitava spesso che, per consultare un documento,
i membri dello staff dovessero accedere al suo ufficio.
Il mio orologio segnava le 11.50. Tornai alla mia scrivania e mi costrinsi ad aspettare.
Venti minuti e tutti gli altri si sarebbero ritrovati a ingurgitare l'arrosto della mensa o una
pizzetta scaldata al microonde.
Troppo generosa: dieci minuti dopo, l'ala medico-legale era deserta.
Muovendomi rapidamente, andai al tavolo di LaManche e presi il suo mazzo di chiavi generale.
Poi mi introdussi nell'ufficio della Briel, chiusi la porta e cominciai a cercare.
La scrivania non produsse nulla d'interessante.
Perquisii la libreria, poi il mobile a parete. Ancora niente.
Avevo i palmi sudati, mi sentivo una ladra.
Cominciai ad aprire bruscamente i cassetti del primo schedario.
Nada.
Del secondo. No.
Gli occhi mi corsero alla stretta finestrella parallela alla porta. Attraverso le veneziane non
rilevai alcun movimento nel corridoio.
Respiro profondo.
Attaccai con l'ultimo schedario.
Tombola!
La bustina trasparente era nell'ultimo cassetto, nello spazio al di l dell'ultimo divisorio.
Dentro c'era almeno una quarantina di denti.
Dandomi il cinque da sola, uscii di soppiatto dalla stanza, richiusi la porta e restituii il mazzo di
chiavi.
Nel mio laboratorio, disposi l'intera collezione sul piano della scrivania. E cessai all'istante di
gongolare.
Non c'era un solo dente da latte, scolorito o meno.
Mi ero sbagliata? Avevo giudicato male la Briel? Cercavo disperatamente un modo per
togliermi dai guai?
Come tante altre volte, il mio sguardo vag fino alla finestra sopra la scrivania. Un fiore di
brina si allargava dall'angolo inferiore del vetro. Ci vidi una peonia, una civetta, il volto di un vecchio.
Pensai a Katy, al nostro gioco delle nuvole quand'era bambina. Avrei voluto essere a casa,
sdraiata sull'erba in un pomeriggio d'estate.
Ricordai la mia conversazione con Solange Duclos, che teneva in mano uno dei molari della
vaschetta di Bergeron. Whisky il ragnetto sale la grondaia. In quel momento non mi era sembrato
divertente: un segno che stavo invecchiando?
Perdendo la capacit di immaginare? Di ridere?
Di operare professionalmente?
Diavolo, no! In realt non avevo ancora esaminato gli stramaledetti denti. .,,. I denti.
La vaschetta.
Visualizzai il ragnetto che la Duclos faceva arrampicare nell'aria.
I miei occhi si chiusero.
Si riaprirono.
La cuspide del Carabelli!
Afferrando le chiavi, mi precipitai nello stanzino, aprii l'armadio metallico e afferrai la
collezione di campioni dentari di Bergeron.
Tornai al tavolo per suddividere anche quelli.
La serie comprendeva dodici denti decidui: otto incisivi, tre canini e il ragnetto
della Duclos, un primo molare destro.
Figlio di puttana! Il molare aveva una cuspide del Carabelli.
Lo portai sotto la lente d'ingrandimento fissata a un tavolo. Lo stavo ruotando per osservarne
tutte le facce, quando la porta si apr e si richiuse.
Alzai gli occhi.
Joe.
Troppo sovreccitata per fare conversazione, tornai alla lente, sperando, pur senza contarci, di
trovare ci che cercavo.
Stavo per arrendermi, quando un puntolino opaco attir la mia attenzione, non tanto una
discolorazione, quanto un appiattimento dello smalto.
Quasi trattenendo il fiato, portai il molare allo stereo-microscopio e aumentai l'ingrandimento.
S! Una faccetta da usura.
Dopo aver chiuso il dente in una fiala, scorsi la rubrica del mio cellulare, selezionai un numero
e lo chiamai.
Dipartimento di antropologia.
Miller Barnes, per favore.
Una voce rispose, vasta e monotona come una prateria del Kansas.
Ci salutammo e convenimmo che era passato troppo tempo dall'ultima volta che ci eravamo
sentiti. Lui mi chiese di Katy, io gli domandai di sua moglie, poi riuscii a presentare finalmente la mia
richiesta.
C' un microscopio elettronico a scansione alla McGill?
Ne hanno uno a ingegneria. Di che cosa hai bisogno?
Gli spiegai brevemente la situazione.
Per quando?
Ieri.
Rise. Gioco a racquetball con uno dei ragazzi e mi faccio sempre bastonare.
Credo che ci dar una mano.
Mi ritrovai nuovamente a passeggiare su e gi, mordendomi le unghie. Joe lanciava occhiate
curiose nella mia direzione. Lo ignorai: gli avrei comprato dei biscotti.
Un secolo dopo, il telefono squill.
Vedevi mai Okay, il prezzo  giusto?  mi chiese Miller.
S, ma nel Pleistocene.
Questa sera gioca con noi la signora... Temperance Brennan! Imit l'ambito appello.
Chiusi a chiave la bustina della Briel nella mia scrivania, la vaschetta di Bergeron nel suo
armadio, quindi infilai in tasca la fiala con Whisky il ragnetto, un primo molare superiore destro, e
quella con i denti della pi giovane vittima del Lac Saint Jean.
Agguantai al volo giacca e borsa, e volai verso la porta.
La McGill University sorge nel cuore di Centre-Ville, perci parcheggiare la macchina  come
depositare scorie nucleari: non qui, sorella.
Dopo tre giri intorno all'universit e attraverso un quartiere ribattezzato il ghetto
della McGill, avvistai una possibilit. Con un buon cinque minuti di manovre, riuscii a infilare
la Mazda nel posto che probabilmente era stato di uno scooter.
Scesi. I veicoli davanti e dietro avevano almeno trenta centimetri ciascuno.
Grande!
Il cielo era metallico, la temperatura leggermente pi alta. L'aria umida premeva sulla citt
come una pesante trapunta bagnata.
Mentre entravo nel campus dal cancello est, grossi fiocchi cominciarono a cadere pigramente.
Molti si scioglievano al contatto con il selciato, altri indugiavano, non troppo entusiasti all'idea di
un'azione collettiva.
Intorno al complesso principale, spogli edifici salivano dalla Sherbrooke alla Docteur Penfeld,
grigi e massicci come il Mont Royal alle loro spalle. Gli studenti percorrevano frettolosamente le
viuzze con le spalle curve, teste e zaini coperti da trine di neve fresca.
Sopra di me, il nuovo, splendido Wong Building appariva squadrato, essenziale, testimonial
ideale dell'efficienza moderna. Il suo vicino, lo Strathcona, era una versione pi severa e di un'altra
epoca. Era stato edificato alla fine del Diciannovesimo secolo e il suo architetto non aveva fatto nulla
per tirar fuori il proprio lato femminile.
Scarpinai fino in cima alla salita e oltrepassai le porte del Wong. Miller mi aspettava all'interno.
Mi ricevette con un abbraccio da orso bruno.
Il mio contatto sta a Materiali e attivit estrattiva.
Fai strada.
Percorremmo lunghi corridoi fino a un ufficio con il nome Brian Hanaoka sulla targhetta
accanto alla porta.
L'uomo alla scrivania portava abiti che parevano pi vecchi di lui. Camicia a quadri, jeans
scoloriti, un logoro maglione di lana. Al proprietario davo circa trentacinque anni.
Miller fece le presentazioni. Hanaoka era basso e tozzo, con un viso molto arrotondato e capelli
nerissimi.
Accomodatevi, prego. Pi che un accento, un'esasperata correttezza della dizione.
Sedemmo tutti, Miller e io di fronte al suo tavolo, lui, di nuovo al suo posto.
L'amico Barnes mi dice che possiamo essere d'aiuto al suo laboratorio. Il volto di Hanaoka si
arrotondava ancor di pi quando sorrideva.
Dopo un istante di riflessione, preferii non stare a specificare chi esattamente chiedeva il favore:
se i miei sospetti fossero stati confermati, l'intero laboratorio ne avrebbe beneficiato.
Quando, anni fa, ero consulente presso lo United States Central Identification Laboratory delle
Hawaii, ho sentito di una ricerca che sfruttava le faccette da usura su denti isolati. Lo studio ricorreva al
microscopio elettronico a scansione e alla spettroscopia a emissione di raggi x iniziai a spiegare.
Sarebbe il centro che identifica i soldati dispersi nel Sud-Est asiatico, giusto?
chiese Miller.
S, e in Corea e nei luoghi della Seconda guerra mondiale risposi.
Un compito difficile.
Molto. I resti sono spesso frammentari. A volte pochi denti sono tutto ci che torna a casa e le
cartelle odontoiatriche diventano fondamentali. Capita che il dossier antemortem documenti un
intervento su un dente non recuperato,  riportando, per esempio: capsula in oro o amalgama. In
tali casi pu essere utile rilevare e individuare specifici elementi su un dente adiacente recuperato,
anche se di per s non restaurato.
E qui entrano in scena le famose faccette da usura intu Miller.
S. Sono minuscole zone abrase che si formano tra i denti. A occhio nudo sembrano
scarsamente rilevate, ma al microscopio appaiono in realt piene di spigoli.
Il che le rende ricettacoli di residui di particolato.
Esattamente. Sveglio, il tipo. I ricercatori del CIL usavano il microscopio elettronico per
visualizzare le faccette e la spettroscopia per stabilire la composizione elementare dei residui di
otturazione intrappolati in esse.
Bene. Hanaoka fece rimbalzare ripetutamente la testa in un prolungato cenno di assenso.
Molto bene.
Tolsi di tasca la fiala con i reperti del Lac Saint Jean e la posai sul tavolo. Poi, senza entrare
nello specifico, spiegai l'idea.
I denti A sono associati a uno scheletro infantile recentemente recuperato. I due molari da latte
mostrano caratteristiche incompatibili con il resto delle spoglie. Uno  un secondo molare superiore
destro, l'altro un secondo molare inferiore destro.
Si riferisce ai pi piccoli e scuri? Hanaoka teneva la fiala a pochi centimetri dal volto.
S.
Uno ha un'otturazione?
Quello superiore.
Tirai fuori la fiala con il ragnetto preso dalla collezione di Bergeron.
Il dente B  stato ottenuto da un altro contesto.  sempre un molare da latte: un primo molare
superiore destro. Presenta una faccetta da usura sulla faccia distale.
Non ha otturazioni.
Hanaoka afferr al volo. Vuole stabilire se, in origine, il primo molare infantile superiore B,
che ha una faccetta da usura, si trovava accanto al secondo molare infantile superiore A, che ha
un'otturazione.
Tombola.
Perch i denti da latte A sono scuri?
Spiegai il collegamento con la tetraciclina e la tempistica di formazione della corona.
Altri cenni d'assenso, una pausa, poi: Mi piace.
Lei pu fare quanto richiedo?
Posso.
Quando?
Se mi d venti minuti, anche adesso.
Mentre Hanaoka si allontan dalla stanza, Miller descrisse i suoi recenti scavi in Giordania.
Distratta dal pensiero della perfidia della Briel, non ne capii granch, ma l'argomento archeologico mi
fece tornare in mente Sbastien Raines. Quando Barnes ebbe finito di parlare, chiesi se lo conoscesse.
Certo che conosco quella viscida merda di capra. No, aspetta, sono ingiusto nei confronti delle
capre.
E nei confronti delle merde?
Sottoscrivo la rettifica. Raines  infido come un serpente. E una disgrazia per la professione.
Mi raccomando, non ti trattenere.
Piazzerebbe la dinamite a Machu Picchu, se qualcuno gli offrisse dei soldi. E
scriverebbe il rapporto come glielo detta il committente. Il suo volto si contrasse per la rabbia.
Ha avuto i cojones  di fare domanda per una cattedra nel nostro dipartimento. Quando abbiamo
esaminato il curriculum,  venuto fuori che si era inventato quasi tutto.
Ha la laurea specialistica, no?
Oh, certo. Comprata on-line. Si era iscritto a un corso regolare in Francia, ma l'hanno sbattuto
fuori a met del primo anno. Il direttore del progetto l'ha beccato a rubare manufatti.
Lui  di qui, perch andare a studiare in Francia?
Nessun programma postlaurea del Quebc l'avrebbe accettato.
Mi dicono che  un separatista.
Quel tipo  un fanatico. Si rifiuta di parlare inglese a meno che non ci sia costretto.
Perch fare domanda alla McGill, allora?
Universit de Montral e UQAM l'hanno respinto.
 specializzato in archeologia urbana.
Gi. Miller sbuff disgustato. Lo stronzo non riesce a trovare finanziamenti, perci scava
qualunque cosa sia vicina e non inchiodata al suolo. Hai sentito dell'ultima trovata?
La Body Find?
Corps dcouvert, madame, s'il vous plat.  Comunque, s, la concezione  in puro stile
Raines. Scosse il capo. Fare dei bei dollaroni sulle disgrazie altrui.
In quel momento mi torn in mente un episodio avvenuto poco dopo che la Briel era stata
assunta. Consumavo il pranzo su una delle panchine in cemento davanti al Wilfrid-Derome e c'era un
uomo che attendeva all'ingresso, la sigaretta in mano e l'aria parecchio agitata. Poco dopo, la Briel era
uscita e i due avevano litigato. Lui se n'era andato via come una furia, lei era tornata dentro. Io la
conoscevo appena, allora, e non avevo fatto molto caso all'incidente.
Raines  un tipo muscoloso, alto? Occhi scuri, capelli neri lunghi, legati sulla nuca?
S. Si crede Grizzly Adams. Senti questa: ti piacer. Una volta, Raines...
Hanaoka riapparve. Miller e io ci alzammo.
Dopo essersi scusato per l'assenza prolungata, il nostro ospite ci condusse nel seminterrato.
Percorremmo un lungo corridoio e oltrepassammo una porta blu, entrando in un'area sorvegliata con la
scritta Centro di microscopia.
Indicando uno stereomicroscopio, Hanaoka mi chiese di localizzare la faccetta sul dente di
Bergeron. Lo feci. A basso ingrandimento, il punto di contatto si presentava come una macchiolina
scura.
Il sistema di microscopia elettronica a scansione occupava un angolo della stanza.
Camere cilindriche, CPU, monitor, un paio di tastiere, una serie di aggeggi la cui funzione mi
sfuggiva. Dovevo ammettere che non avevo idea di quale parte fosse il microscopio vero e proprio.
Ci spostammo alla postazione di controllo. Essendoci due uomini e una sola poltroncina,
Hanaoka insist che la prendessi io. Forse aveva paura che combinassi qualche guaio con la sua
strumentazione.
Le servono foto ad alta risoluzione?
Per ora vorrei solo vedere se ci sono residui nella faccetta. In caso affermativo, vorrei sapere
se il materiale  coerente con quello utilizzato nell'otturazione dell'altro dente.
Benissimo. Se le serviranno immagini ad alta risoluzione, pi tardi rivestiremo la superficie
dei reperti con carbonio evaporato od oro sputterato.
Hanaoka prese una sorta di argilla, posizion il molare della vaschetta su una piccola
piattaforma e lo inser in un contenitore stagno rettangolare per campioni.
Questa  la camera a vuoto. Il processo dovrebbe richiedere solo un minuto.
Una volta creato il vuoto, l'uomo accese un interruttore per attivare il fascio di elettroni.
Apparve un'immagine su uno schermo.
Ora la faccetta pareva la cava di Thornton e, ammassati negli angoli e nelle crepe, c'erano quelli
che ai miei occhi sembravano ciottoli e pietre.
Wow dissi.
Wow mi fece eco Miller.
Hanaoka era raggiante, come un bambino con in mano una tavoletta di cioccolata.
Dopo avere aumentato l'ingrandimento, us l'immagine sullo schermo per focalizzare il fascio
su un aggregato di rocce particolarmente impressionante. Mentre eseguiva l'operazione, continu a
spiegare.
Sto impostando lo spettrometro in modo che raccolga l'emissione di raggi x caratteristica del
campione.
Quando si ritenne soddisfatto, mi fece segno di spostarmi con la poltroncina davanti a un altro
monitor, dalla parte opposta dell'area di controllo. Miller mi venne dietro con un picchiettio di suole
sul pavimento.
Si materializz un paesaggio: un sottobosco verde con tre pini stretti che svettavano da un lato.
Ciascuno era identificato da un codice di due lettere: Yb, Al, Si.
Itterbio, alluminio, silicone. Questa combinazione le dice qualcosa?
Scossi la testa, confusa. Non sono una dentista, ma so qualcosa di amalgami; mi ero aspettata
elementi molto diversi: mercurio, stagno, rame, argento. La roba che si trova in genere nelle
otturazioni.
Hanaoka tolse il dente dal contenitore a tenuta stagna, inser quello del Lac Saint Jean e ripet la
procedura.
Qualche attimo pi tardi, un secondo paesaggio riemp lo schermo.
Wow disse Miller.
Cazzarola! commentai io.
38
Il secondo paesaggio era identico al primo: Yb, Al, Si.
Il materiale presente nell'otturazione era coerente con i residui presenti nella faccetta. E
inusuale. Ci significava che, in origine, il dente della vaschetta e quello del Lac Saint Jean erano stati
fianco a fianco nella bocca dello stesso bambino.
Porca puttana!
Nella mia mente zampillarono due scenari.
Scenario A. La Briel aveva letto della tetraciclina nel dossier antemortem di Valentin Gouvrard,
aveva preso i molari striati dalla vaschetta e li aveva sostituiti a quelli della giovane vittima del lago.
Scenario B. In qualche modo il primo molare del bambino del Lac Saint Jean era migrato nella
vaschetta di Bergeron.
Il secondo scenario era probabile come una scopata in chiesa.
Le mie dita si chiusero a pugno.
La Briel aveva sabotato il mio caso.
Gli altri mi avrebbero creduto?
Coerente con e inusuale non erano abbastanza per inchiodarla. Ci voleva qualcosa di pi.
Lo spettro elementare che descriveva il materiale dell'otturazione: quella era la chiave.
La voce di Hanaoka irruppe nei miei pensieri.
... potrebbe chiedere in giro se esiste qualche genere di database. Ce l'ha un thumb drive?
Posso salvare lo spettro in un formato EMSA se lo desidera.
S risposi, esumando la chiavetta USB dalla mia borsa. S, ce l'ho.
Faceva buio quando lasciai il Wong Building. La neve scendeva ancora, anche se non con
mucho gusto.
Anzich tornare alla macchina, proseguii lungo la salita fino allo Strathcona, all'angolo tra
University e Pine. Un tempo sede della facolt di Medicina, la vecchia fortezza ospita attualmente il
dipartimento di anatomia e la scuola di odontoiatria.
Era marted, giorno in cui l'Investigadenti insegnava alla McGill. Il soprannome non  una mia
invenzione: Bergeron ce l'ha effettivamente ricamato su una camicia e gli piace da morire.
Lo trovai in un ufficio del secondo piano. Le plafoniere sul soffitto erano spente e una lampada
da tavolo in stile inglese con il paralume verde gettava una morbida luce gialla sulla scrivania in legno
scolpito.
Delineai il problema, tralasciando solamente il ruolo svolto dalla sua vaschetta.
Mi ascolt, le lunghe dita ossute intrecciate in grembo. Quando mi segnal annuendo che aveva
il quadro della situazione, gli chiesi se fosse al corrente dell'esistenza di un database dei materiali
odontoiatrici.
Bergeron ricord di aver sentito parlare di un progetto in corso di realizzazione presso il
laboratorio di microscopia elettronica di Quantico dell'FBI.
Fece una telefonata, spieg, prese qualche appunto, pronunci infiniti A-ha e
Capisco. Finalmente riappese.
Il database esisteva. Il suo ideatore era ormai in pensione e, attualmente, il software veniva
gestito da un laboratorio di microscopia elettronica presso la State University di New York a Buffalo.
Altra chiamata. Altre spiegazioni.
A-ha.
Capisco.
Per fortuna la conversazione fin.
L'uomo si chiamava Barry Trainer - Bergeron mi porse un foglietto con l'indirizzo e-mail
scarabocchiato sopra - e se gli avessi inviato lo spettro in formato EMSA, era disposto a immetterlo
nella banca dati.
Ringraziai il collega, poi feci la discesa praticamente saltellando. E inciampai.
Quando toccai terra, ci fu un piccolo schianto all'altezza del mio polso. Dentro il guanto, sentii
qualcosa di duro tra il mio palmo e il marciapiede.
Rialzandomi con cautela, raccolsi la borsa, mi spazzolai il giaccone e proseguii fino alla
macchina con un'andatura pi dignitosa.
La Sherbrooke era un'arteria ostruita. Tra una tamburellata sul volante e qualche maledizione al
traffico, valutai i danni al mio orologio da polso: il vetro si era frantumato. Sembrava che l'avessero
colpito con un martello.
Trenta minuti dopo arrivai a casa. Il parcheggio sotterraneo era buio e deserto.
Stavo azionando la chiusura centralizzata dell'auto, quando sentii muoversi qualcosa.
Un passo?
Rimasi immobile.
Un altro.
Un altro.
Mi voltai. Una figura stava uscendo dall'ombra di un angolo.
Il mio cervello registr le informazioni fondamentali.
Maschio.
Rapido.
L'istinto mand in corto i miei nervi strafatti di adrenalina.
Gli mollai una borsettata che lo colp in pieno sull'orecchio.
La mano dell'uomo cerc di proteggersi e lui si pieg in due.
Dannato figlio di puttana!
Merda. Sparky.
Mi ha spaventato.
E lei mi ha rotto il fottuto timpano.
Improbabile.
Si tir su, schermandosi l'orecchio con fare teatrale. Lei  da ricovero, lo sa?
Non avevo la pazienza di blandire il mio assistente risentito, figurarsi di lisciare il mio vicino
psicopatico.
 sbucato fuori dal nulla. Che ci faceva quaggi?
Non sono cazzi suoi, prendevo della roba dalla macchina.
Ci sa proprio fare con le parole.
Scosse la testa, poi si picchiett l'orecchio con la base del palmo.
Probabilmente avr bisogno di un medico.
Mi mandi il conto.
Rinfilai la cinghia della borsa sulla spalla e mi avviai speditamente verso l'uscita.
Aspetti. Mi venne dietro, piagnucolando: Ho una cosa da dirle.
Mi scriva una lettera, sono troppo occupata.
Il suo fottuto gatto mi sta facendo impazzire, deve fare qualcosa per quel miagolio.
Sparky vive un piano pi su, nell'ala dall'altra parte del cortile. Birdie dovrebbe avere degli
amplificatori incorporati perch i suoi versi arrivino lass.
L'interruttore della rabbia scatt.
Mi voltai.
Sparky mi fin addosso.
Lo spinsi indietro, mano sullo sterno.
Ora la fa finita col mio gatto, fesso frignone. Basta lamentele, basta uccelli morti, basta merde
imbustate. Capito?
Nella semioscurit, i tratti scolpiti del suo volto s'indurirono.
Ah s? Vedremo chi la far finita.
A casa, dissi a Birdie quale magnifico felino fosse. Poi avviai il laptop, scaricai e inviai via
e-mail lo spettro a Trainer.
Per ammazzare il tempo, scaldai dei ravioli agli spinaci surgelati. Mentre il microonde ronzava,
constatai i danni riportati dal mio orologio: le cifre erano illeggibili per l'incrinatura a ragnatela del
vetro.
Merda.
Riesumato un vecchio Swatch dal com, tornai in cucina.
Avevo terminato i miei ravioli e mi apprestavo a passare nello studio, quando squill il
telefono. Risposi.
Dimmi che mi ami. Chris Corcoran suonava un po' troppo autocompiaciuto.
Esuberante, persino: era terribilmente fastidioso.
Ti amo.
Quanto?
Che hai scoperto, Chris?
Una volta eri divertente.
Ero anche la regina delle gare di ballo.
No che non lo eri.
Pretender una verifica.
A proposito. Finto dispiaciuto. Ricordavi giusto. ML. La perizia antropologica sulle ossa di
Laszlo Tot era stata eseguita da una patologa di nome Miranda Leaver.
Si trovava a Chicago per un corso postdottorato di un anno alla UIC. Nessuno qui ricorda molto
di lei: a un tecnico  venuto in mente che, proprio in quel periodo, il marito l'aveva piantata. Lei
divorzi e torn a usare il nome da nubile.
Briel!
Il mio urlo sped Birdie a palla di cannone lungo il corridoio.
S, esatto. Sorpreso. Dopo essere stata scaricata, se ne and in Francia per raccattare i
cocci. La terapia? Una full immersion di osteologia per non antropologi.
Dove in Francia? Sentivo formicolare i nervi.
Montpellier.
Afferrai carta e penna. Sai il nome dell'istituto...
Calma, ragazza. So usarlo anch'io il telefono. Il programma era patrocinato congiuntamente
dall'Universit de Montpellier e dal dipartimento di scienze forensi dell'Hpital Lapeyronie. Mentre si
trovava a Montpellier, Miranda Leaver, o meglio Miranda Briel, divenne pi francese dei francesi. Si
compr delle scarpe trs  chic, un baschetto e cominci a dire: Je m'appelle  Marie-Andra. Alla
fine ha conosciuto un gorgon  con le sue stesse inclinazioni. O forse, chiss,  stato lui la causa della
metamorfosi gallica.
Di norma la pronuncia francese di Chris mi avrebbe fatto sorridere, ma ero totalmente presa dal
suo racconto.
Un archeologo.
Voil.
Il suo nome? Conoscevo la risposta, volevo solo sentirla.
Sbastien Raines.
Hai saputo qualcosa anche di lui?
Da studente, era stato espulso in seguito al furto di alcuni manufatti. A quanto pare aveva
colpito sul muso il professore che lo accusava: lo sbatterono fuori dal corso e, per un po', gir da un
posto all'altro, compiendo scavi a pagamento. Alla fine moll la Rpublique  per la Belle province.
Dicono che abbia un pessimo carattere e covi un sacco di risentimento.
Contro?
Gli accademici in generale e quelli con il dottorato in archeologia in particolare.
Il laptop emise un trillo: e-mail in arrivo. Mi ci accostai.
BTrainer@buffalo.edu.
Grazie, Chris. Sei davvero grande.
 questa Briel che ha tentato d'incastrarti con Edward Allen Jurmain?
Credo di s. O Raines.  suo marito adesso: quei due hanno un piano per arricchirsi con la
scienza forense.
Quali erano le gare?
Che cosa?
Le gare di ballo in cui spopolavi. Se ne facevano tante nel quartiere.
Tutte.
Aprii con un clic  l'e-mail di Trainer.
Il messaggio era assai conciso.
L'ultima riga gridava dal video.
39
Molare B. La carie  stata otturata con Heliomolar, una resina la cui composizione
elementare e le cui percentuali atomiche, a quanto mi risulta, sono uniche. Al 2,85, Si 87,4, Yb 9,75.
Molare A. I residui presenti nella faccetta da usura hanno dato luogo a uno spettro identico,
per composizione elementare e percentuali atomiche, a quello ottenuto dal molare B: Al 2,85, Si 87,4,
Yb 9,75.  mia opinione che anche la faccetta contenga un residuo di resina Heliomolar.
Trainer aveva aggiunto qualche commento.
L'Heliomolar HB Resin Composite  un materiale ricostruttivo estetico, fotopolimerizzabile,
microriempito ad alta viscosit, concepito per l'uso nei denti posteriori (classi I e II).
L'Heliomolar  pi radiopaco di smalto e dentina e appare pi luminoso ai raggi x.
L'Heliomolar  prodotto da Ivoclar Vivadent Inc., Amherst, New York.
Lessi l'ultima riga, le dita contratte sul mouse: L'Heliomolar  stato immesso sul mercato nel
1984.
Il molare chiazzato dalla tetraciclina del bambino del Lac Saint Jean era otturato con una resina
chiamata Heliomolar. In vita, quel molare, aveva sbattuto le cuspidi con l'altro, trovato nella vaschetta
di Bergeron, che presentava residui di Heliomolar nella faccetta da usura. Entrambi, presentavano una
cuspide del Carabelli.
L'Heliomolar era in commercio solo dal 1984.
Gli annegati di Sainte Monique erano morti nel 1958.
I Gouvrard si erano schiantati nel 1967.
Di nuovo, mi trovai di fronte due scenari.
1. Entrambi i denti appartenevano veramente al bambino del Lac Saint Jean. Ergo, le vittime
non erano n i Gouvrard, n gli affogati di Sainte Monique.
2. Nessuno dei due denti apparteneva al bimbo del lago. Ergo,  erano stati presi dalla vaschetta
per sostituire i secondi molari originari.
Dalla Briel.
Un turbine di emozioni pervase la mia mente.
La discolorazione non mi era sfuggita, n l'otturazione: non c'erano, perch io avevo esaminato
i denti originari del bambino.
Prima che la Briel li sostituisse.
E le falangi che aveva ritrovato?
Col cavolo! Le aveva sgraffignate dal mio laboratorio e piazzate a Oka.
La traccia del proiettile?
L'aveva creata ad arte durante una delle sue notti all'obitorio?
Cercai di immaginarla che sparava una pallottola dentro il cadavere di Marilyn Keiser. Una
visione agghiacciante.
Nel corso della mezz'ora successiva non feci che considerare e riconsiderare la sconvolgente
verit appena scoperta.
Possibile che fosse davvero cos?
Null'altro quadrava.
II telefono squill proprio mentre cominciavo finalmente ad apprezzare la portata delle azioni di
quella donna.
Come butta, fiorellino?
Ero troppo sconvolta per contestare il vezzeggiativo. Senza chiedere a Ryan della sua giornata,
gli spiattellai tutte le novit. Il caso della traccia di proiettile descritto da Chris Corcoran a Chicago,
Miranda Leaver, alias Marie-Andra Briel, il passato violento e discutibile di Sbastin Raines,
l'Heliomolar, il 1984, lo scambio di molari.
Il furto delle falangi.
La telefonata a Edward Allen Jurmain  stato il primo passo di un piano escogitato dalla Briel
per silurarmi.
A che scopo?
Consolidare la sua reputazione. Dare lustro alla Body Find per procurarle contratti con enti
governativi, aziende private e studi legali.
Capirei voler sputtanare la Ayers, se mi passi l'espressione, ma perch colpire te?
In Francia, i patologi fanno tutto: antropologia, odontologia, qualunque cosa. Un approccio
arcaico alla medicina forense, ma tant'. Probabilmente, quando ha studiato l, si  fatta venire le
manie di grandezza.
Crede di potersi occupare delle ossa e ti vede come una concorrente.
Questa  la mia teoria.
Se ci che dici  vero, la Briel ha un futuro nelle patrie galere. Contraffazione di prove,
intralcio alla giustizia, vilipendio di cadavere.
Non male per una principiante.
Qual  il piano?
Innanzitutto, parler con Hubert. Se non si mostrer recettivo, andr da LaManche.  una cosa
grave: le azioni della Briel potrebbero avere serie ripercussioni sui casi Keiser e Villejoin. Su tutti i casi
cui ha messo mano.
Finora si era parlato solo di me.
Come vanno le indagini?
Florian Grellier ha riconosciuto Adamski in un confronto all'americana. L'ha identificato
senz'ombra di dubbio come il tizio che in quel bar gli aveva parlato della sepoltura di Oka. Abbiamo
anche un commesso che dichiara di aver venduto al nostro uomo una vanga il giorno in cui
Anne-Isabelle Villejoin  stata uccisa. Poi c' l'inserviente di una stazione di servizio che ammette di
avergli venduto kerosene la settimana della scomparsa della Keiser. E una cameriera che lo ricorda a
Memphrmagog nello stesso periodo. La rete si sta stringendo.
Poppy?
Il giudice ha emesso un mandato. Mentre parliamo una squadra  impegnata a rivoltare il suo
appartamento a Saint Eustache.
Claudel si sta ancora lavorando Adamski?
 pi difficile ora che si  preso un avvocato, ma secondo il pubblico ministero le confessioni
su Keiser e Villejoin sono solide. Adamski resta irremovibile a proposito della Jurmain e insiste di non
avere mai sparato a nessuno.
Quindi la mia teoria sulla Briel  calzante.
Un guanto. Come sta Birdcat?
Gli raccontai del mio recente incontro con Sparky.
Vuoi che il tuo simpatico vicino abbia un incontro anche con il lungo braccio della legge?
Grazie dissi. Posso gestire la cosa.
Segu uno di quei silenzi impacciati. Poi: Vuoi compagnia, stasera?.
La proposta mi fece annodare lo stomaco: non desideravo altro che Ryan si addormentasse al
mio fianco.
Ma no. Il feeling non era ancora quello giusto.
Parai il colpo con l'umorismo.
Compagnia di chi?
Perch ci provo con te, Brennan?
Il mio acume brillante e il mio aspetto mozzafiato. Ma nessuno dei due riceverebbe un
punteggio molto alto questa sera.
Per me  sempre un dieci pieno.
Grazie. Me ne star comunque in clausura con Birdie. Da quando gli ho riferito i commenti di
Sparky sulla portata delle sue corde vocali, il tipetto ha deciso di rimettere insieme la band rinnovando
gli amplificatori. Devo farlo ragionare.
Terminammo la conversazione, poi tornai al computer e creai un documento.
Volevo le mie argomentazioni in perfetto ordine in vista del faccia a faccia con Hubert,
l'indomani.
Lavoravo da circa un'ora quando colsi un movimento con la coda dell'occhio.
Guardai distrattamente in corridoio.
Birdie era acquattato stile pantera.
Bird.
Il gatto non si mosse.
Che c', Palla di pelo?
Appiatt le orecchie.
Flashback. La finestra in frantumi.
Un gelo si diffuse nel mio corpo. Con la peluria ritta sulla nuca, percorsi in punta di piedi il
corridoio e sbirciai in camera da letto.
Sulla tendina avvolgibile tirata, illuminata dalla luce del lampione, c'era la sagoma di un uomo.
Vicina. Vicinissima.
L'adrenalina part per una nuova ronda.
Sparky! Figlio di puttana!
Afferrai una scarpa da ginnastica e mi fiondai fuori casa, girando il chiavistello in modo che
non si inserisse. Voltai sparata l'angolo del corridoio e raggiunsi un'uscita d'emergenza sul retro;
spinsi la barra con il fianco, oltrepassai la porta e la lasciai socchiusa, incastrandoci la scarpa.
La temperatura era ancora mite, ma l'umidit pungente: mi si accappon la pelle delle braccia.
La neve si scioglieva sulla striscia di prato sotto la mia camera e lo studio.
Ricordavo di aver perquisito il rettangolo erboso con i poliziotti. La luce del lampione fece
scintillare alcuni vetri rotti, ricordo dell'assalto al mio appartamento.
Quello psicopatico non si vedeva da nessuna parte.
Abbracciandomi il tronco, attraversai furtivamente il cortile, rimpiangendo gi di essere uscita
precipitosamente senza giacca.
Sparky!
La mia voce suonava alta nella quiete dopo la nevicata.
Dove si  cacciato?
Mi fermai.
Tesi le orecchie in attesa di un movimento.
Una macchina pass con un sibilo, sollevando fanghiglia. Da qualche parte dell'acqua
sgocciolava.
I miei occhi perlustrarono il cortile.
Nel bagliore color pesca di un lampione, i cespugli parevano coralli. Gli aghi di pino
indossavano cappotti rosa haute couture,  destinati ben presto a dileguarsi.
Si faccia vedere. Lo so che  qua fuori.
Nessuna risposta.
Il suo piano, quale che fosse, non aveva seguito. Apparentemente, avevo messo paura al piccolo
verme e se n'era andato.
Raggiunsi la porta.
E la realt and in frantumi.
Schermo nero.
40
Mi accovacciai immobile, fissando con insistenza il vuoto nero senza fine.
Evidentemente non mi trovavo nel mondo in superficie. Dove allora?
Un seminterrato? Una galleria? Un'altra catacomba, chiusa e dimenticata da tempo?
Le impressioni mi vorticavano nella testa.
L'aria esterna era umida, pi fredda di quella della tomba.
Il mio naso distinse nuovi odori. Fango. Acqua stagnante. Terra. Urina?
Aiuto!
La mia voce echeggi, lasciando intuire un luogo cavernoso.
C' qualcuno qui?
Solo il rimbombare sordo delle mie parole.
Strizzai gli occhi nell'oscurit, cos totale che pareva avere vita.
A giudicare dal tempo che la porta aveva impiegato a toccare terra, calcolai che il suolo
doveva trovarsi pi gi di un certo dislivello.
La caviglia ferita avrebbe retto il colpo?
Doveva: restare dove mi trovavo non era una possibilit.
Mettendomi seduta, mi spostai in avanti, portai con cautela le gambe oltre il bordo, poi mi
girai a pancia in gi. Cercai di allungarmi il pi possibile, reggendomi al vano della porta, ma i
mattoni erano troppo scivolosi, le mie dita troppo intorpidite. Caddi.
Atterrando, un'acuta sferzata dolorosa mi percorse la gamba. Il ginocchio cedette e ruzzolai
da un lato. Sbattei forte la spalla e il suolo accidentato si prese una porzione di pelle della guancia
destra.
Rimasi stesa per un lungo istante, aspettando che il dolore pulsante si placasse.
Mani e piedi erano quasi congelati, il cuore martellava nel petto, la bocca e la lingua erano
secche.
Avevo i conati per l'odore di liquami e acque di scolo.
Flash improvvisi. Una cava. Ossa in una cassetta. Chris Corcoran. Vecamamma.
Cukura Kundze.
Lassie Tot.
Finalmente. La memoria, poco a poco, tornava.
Quando ero andata a Chicago! C'erano le decorazioni natalizie di Vecamamma: dicembre. Di
quanto tempo fa? Che cosa era successo da allora?
Gli eventi recenti mi sfuggivano ancora, perci tentai di concentrarmi sul presente.
Nel silenzio udii squittire e grattare. Un suono debole, ma vicino.
L'adrenalina schizz da una sinapsi all'altra.
Ratti!
Balzai in piedi.
E sbattei la testa.
Il mio cuore and in iperattivit da claustrofobia.
Calma!
Un respiro profondo per normalizzare il battito. Un altro.
Piegata all'altezza della vita, saggiai il terreno con un pass esitante.
La caviglia ferita sput fuoco.
Inghiottii, ancora e ancora, altre boccate d'aria, poi, acquattandomi e tendendo le braccia,
tornai dolorosamente indietro.
Ero atterrata non lontano dall'entrata della tomba. Esplorai il muro con le mani.
Mi trovavo all'interno di una struttura di mattoni, di forma tubolare e con il pavimento in
pendenza. L'ingresso della cripta era ricavato nella parte alta del tunnel, su un lato.
Ora sentivo grattare pi vicino a me, pi forte. Rabbrividii di freddo e di disgusto.
Il tunnel porta da qualche parte. Seguilo.
Usando il muro come guida e sostegno, cominciai ad avanzare zoppicando nelle tenebre.
L'aria era umida, il terreno scivoloso sotto i piedi.
Immaginavo occhietti rossi luccicanti, code nude, denti gialli scoperti in lunghi musi appuntiti.
Dovevo costringermi a non ritrarre le dita dai mattoni.
L'odore era insopportabile: un mix di spazzatura, feci e melma. Ero in un canale di scolo? In
una fogna?
S. Non poteva essere altrimenti.
Una fogna ancora in attivit? In disuso?
Improvviso, terribile pensiero.
Nei quartieri pi vecchi, Montral si affida a un sistema misto di scarico, con liquami e acque
pluviali che scorrono negli stessi condotti.
L'aria era gelida. Quali condizioni prevalevano in superficie? Neve? Nevischio?
Faceva troppo freddo per piovere?
Esisteva la possibilit che un ondata di acque luride inghiottisse improvvisamente lo spazio in
cui mi trovavo? Mi avrebbe trascinato a valle o annegato?
Che cosa non andava nella mia mente? Perch ricordavo il sistema fognario di Montral e
non ci che mi aveva ridotto in quell'inferno?
Pensa! Pensa!
Altre immagini come lucciole nel buio.
Lo scheletro di Oka. Il cadavere di Memphrmagog.
Feci altri cinque passi strazianti. Sette?
Nomi.
Rose Jurmain. Christelle Villejoin. Anne-Isabelle. Marilyn Keiser.
Nove passi.
Dieci.
Poi, la mia mano incontr il vuoto.
Con il cuore in gola, la ritrassi bruscamente.
Qualcosa rotol, colp i mattoni.
Un pallido raggio giallastro trafisse il pavimento.
Sbattei le palpebre davanti alla prima fonte di luce che vedevo da ore. Da giorni?
Oh, Ges santo, s! S!
Mi sporsi in avanti e afferrai la torcia elettrica.
Il raggio si affievol, ebbe un guizzo.
Ti prego!
Avvitai meglio l'impugnatura. Il raggio si stabilizz. Con ampi movimenti del braccio,
illuminai la zona intorno ai miei piedi.
Era coperta d'acqua putrida, di un nero iridescente sotto il tenue chiarore giallo.
Risalii piano la curva della parete.
Il piccolo ovale ballava per il tremore della mia mano. Esaminai la nicchia che aveva
contenuto la torcia: ora il vano era vuoto, a parte lo sterco di topo.
Illuminai il soffitto.
La muratura, che s'incurvava sopra la mia testa, era coperta di melma. Brutto segno.
Qualunque cosa scorresse l dentro a volte riempiva l'intero spazio. Il tunnel che percorrevo
acquattata non misurava pi di un metro e venti centimetri di diametro.
Puntai il raggio davanti a me. Dietro. Un paio di metri scarsi e il minuscolo fascio luminoso si
disperdeva nell'oscurit.
Un tremito scosse il mio corpo. Mi battevano i denti.
Non fermarti. Non ti devi fermare.
Ripresi ad avanzare lentamente, appoggiandomi alla parete, muovendo la luce da una parte
all'altra. Il tenue raggio cominciava gi ad affievolirsi.
A ogni metro avvertivo maggiore umidit, maggiore resistenza ai miei passi. Le pozze
diventavano sempre pi frequenti, l'acqua mi superava ormai le suole.
Le fogne devono svuotarsi da qualche parte.
Ti prego, Dio, fa  che non stia risalendo la corrente.
Il livello delle acque si stava alzando? Dovevo invertire la marcia?Davanti a me, percepii, pi
che sentirlo, un basso mormorio, come un frullare d'ali nel buio.
Un movimento della torcia illumin una flotta di testine minuscole che increspavano la viscida
superficie. Tirai dritto, rifiutando di sapere cosa nuotasse ai miei piedi.
L'acqua putrida, i ratti, la rabbia e la paura: quale che fosse il fattore scatenante, ricordi
rompicapo presero ad affluirmi in massa alla memoria.
Adamski.
Claudel.
Ryan.
La confessione.
Proseguii sollevando schizzi di fango.
L'acqua mi arrivava ai lacci delle scarpe.
Le falangi mancanti.
I molari del Lac Saint Jean.
Marie-Andra Briel.
Miranda Leaver.
Sbastien Raines.
Era stato Raines a chiudermi l sotto? La Briel aveva scoperto che ero sul punto di
smascherarla?
Il sequestro era ancora un vuoto nella mia mente. Ero stata drogata? Stordita con un colpo in
testa? Che importava? Ora mi trovavo l e dovevo uscire.
Dieci passi, poi il raggio prese a tremolare.
Ti prego, Dio. No!
Spensi l'interruttore per preservare le batterie, ritrovandomi nel buio pi assoluto.
Il mormorio produceva un controtempo di gorgoglii  sciaborda. L'acqua mi aveva ricoperto
le stringhe. Procedevo sempre piegata in due, schiena e muscoli delle cosce che urlavano per lo sforzo.
Tornare indietro?
Andare avanti?
Avevo perso ogni sensibilit nelle dita di mani e piedi. Ero scossa dai brividi.
Febbre? Ipotermia?
Trova un uscita! Liberati!
Continuai nella stessa direzione, ogni cellula del mio corpo tesa all'unico obiettivo: fuggire da
l.
Sentii formicolare il cuoio capelluto.
Lo ignorai.
Di nuovo il formicolio, questa volta sulla fronte.
Zampe impalpabili mi sfiorarono la palpebra, la radice del naso.
Un ragno!
La mia mano scatt in su, le dita mi spazzarono la faccia.
Tremante per la ripugnanza, il freddo e la stanchezza, mi appoggiai al muro, la disperazione
che minacciava di avere il sopravvento.
Fanculo le batterie. Mi serviva luce!
Azionai l'interruttore.
Il raggio era quasi inutile se non come appiglio emotivo. Lo puntai davanti a me, nella
direzione da cui proveniva il mormorio. Vidi buio pesto.
Brividi violenti pi che mai sconquassavano il mio corpo.
Mentre mi cingevo il tronco con le mani, la luce ambrata sfior la muratura alle mie spalle.
Scorsi qualcosa.
Con il fiato sospeso, accostai la luce alla parete.
41
L'alone luminoso dai contorni indistinti percorse lentamente segni neri sui mattoni.
Caratteri sbiaditi e scrostati.
Li illuminai uno dopo l'altro, costringendo il mio cervello annebbiato a colmare i vuoti,
formare parole, trarne significati.
ALEX DRE DE S VE ET DU PAR L FONT INE
Nomi di vie.
Rue Alexandre de Seve, e Rue du Parc Lafontaine.
Un incrocio.
Dio, quell'angolo era solo a pochi isolati dal laboratorio!
L'acqua salmastra. Il fetore.
La galleria doveva essere un condotto fognario. Passava sotto a una di quelle strade?
Perch allora mi ero risvegliata in una tomba?
Non aveva senso.
Il freddo spietato stava gi dissipando la nozione appena acquisita.
Mi sforzai di evocare una mappa mentale dell'area sovrastante.
Il Parc des Vtrans, la rampa che immetteva sul ponte Jacques Cartier, Rue Logan, Malo,
Avenue Papineau, De Lorimier.
Altro flash, non recente: questa sinapsi arrivava da molto lontano, da una pagina scritta.
Il parco dei veterani era la sede del vecchio cimitero militare.
Mi avevano rinchiuso in una cripta costruita per i caduti?
Impossibile. Il terreno di sepoltura era stato ricollocato negli anni Quaranta.
Forse una camera sotterranea era rimasta intatta?  Raines era un archeologo urbano,
conosceva cimiteri, tombe, fognature.
Il mio rapitore non poteva essere che lui.
Cominciai a provare un senso d vertigine.
Da quanto tempo avevo lasciato la tomba? Quanto doveva passarne prima che soccombessi
all'ipotermia?
Cercai di ritrovare la lucidit.
Il cervello urlava una parola sola: Avanti!.
Con le mascelle serrate per cercare d ridurre i tremiti, ripresi ad avanzare, accovacciata, il
palmo che rasentava il muro.
La pendenza aument.
Il mormorio-gorgoglio-sciabordio si fece pi forte.
L'acqua ormai mi lambiva le caviglie.
Continuai, arrancando, il raggio ridotto a un filamento ambrato.
Altri tre metri e giunsi a un apertura rotonda, la met inferiore colma di detriti e cocci di
mattoni. Dall'interno proveniva l'inconfondibile scroscio dell'acqua in movimento.
Puntai la torcia verso il buco.
La fogna in cui mi trovavo si congiungeva a un'altra. Un collettore principale?
L'acqua scorreva attraverso il condotto pi ampio, un fiume di nera melma vorticante ad
altezza di ginocchio.
Strizzai gli occhi nel tentativo di cogliere i dettagli che la luce non riusciva a trovare. Vidi
solo una collisione di ombre.
Stando a quel che sentivo, la corrente era abbastanza rapida e forte da falciarmi i piedi.
L'unica alternativa, per, si trovava alle mie spalle.
La tomba. I morti silenziosi.
Non dire sciocchezze. Non potresti mai tornare l dentro: l'apertura  troppo in alto.
Fu allora che la luce mor del tutto.
Scossi la torcia, disperatamente.
La lampadina torn in vita per un breve istante, sfrigolando, poi il raggio tremol e si spense
definitivamente.
Seguendo il ritmo accelerato del mio cuore, mi ipnotizzai in uno stato di calma.
Va tutto bene. Va tutto bene.
Da quanto avevo lasciato la cripta? Un'ora? Un minuto?Il tempo continuava a non avere
senso.
Programma la prossima mossa. Pensa. Non ti fermare.
Poi, sopra il clamore dell'acqua, colsi un altro suono. Uno stridore, come di metallo che
raschia il cemento.
Allungai il collo all'interno del condotto principale, guardai in entrambe le direzioni lungo la
galleria.
A sinistra, una luce filtrava da un apertura circolare nella volta del tunnel.
C'era anche prima? Mi era sfuggita?
No.
E allora?
Un tombino!
Qualcuno stava scendendo nelle fogne!
Sotto i miei occhi apparvero due gambe. Un tronco. Una figura umana cominci a scendere
lungo la scaletta ora visibile sulla parete.
Sono qui! Puro istinto. Ma il mio grido era debole.
La figura continu la sua discesa.
Je suis ici! Ancora rauco, appena pi di un sospiro.
Altri due pioli. Il suo corpo riluceva stranamente, come fosse di plastica o di raso.
Mi aiuti! Questa volta urlai con tutto il fiato. La prego!
La figura s'immobilizz.
Qui! Il grido echeggi nella galleria.
La figura scese in fretta gli ultimi pioli, poi corse a rifugiarsi nell'ombra.
Attesi, paura e speranza che mi mulinavano nel petto.
L'avevo immaginato? Era un allucinazione?
No, l'uomo era reale.
Perch non aveva risposto?
Un pensiero terrificante mi chiuse lo stomaco.
Quello non era un operaio del comune.
Il mio rapitore era tornato per farmi fuori!
Raines.
Ma no.
Raines era un uomo robusto, la figura sulla scaletta aveva gambe lunghe, sottili.
Da ragno.
Il ragno sul mio viso.
Il ragnetto della Duclos.
Whisky il ragnetto sale la grondaia...
Sentivo le palpebre pesanti.
Mi concessi di lasciarle calare lentamente.
La Briel aveva preso il molare dalla vaschetta di Bergeron e lo aveva messo tra i resti del Lac
Saint Jean.
Piove a dirotto e Whisky cade gi, gi, gi...
Come sarei caduta anch'io.
Spazzata via. In una fogna.
Che cosa esplori?
Roba sotterranea.
Drainsploring.
Joe!
Joe aveva accesso alla vaschetta.
Non la Briel.
Io ho una chiave.
Joe ha l'altra.
Ero cos stanca. Avrei voluto ritrascinarmi fino alla cripta, nascondermi.
La schiena appoggiata alla parete, scivolai gi nell'acqua fetida, mi abbracciai le ginocchia
nel tentativo di tenermi calda.
A un milione di chilometri sentii sguazzare, gridare.
No. Non lontano.
Proprio l.
E in quel momento.
Dischiusi faticosamente le palpebre e mi spinsi avanti a forza, scrutando l'interno del
collettore.
Una marionetta - un mostro a due teste - incespicava, sollevando spruzzi, nel pallido cerchio
grigio proiettato dal tombino aperto. Quattro gambe lottavano nell'acqua nera turbinante, due lucenti,
due scure. Quattro braccia si agitavano scompostamente.
Sotto il mio sguardo, la marionetta esplose, dividendosi a met. Rimasero due burattini,
entrambi alti e dinoccolati. Uno portava un berretto con la nappa, l'altro aveva una cresta da punk.
Cresta barcoll verso sinistra.
Nappa si lanci verso di lui e lo afferr, serrandogli la gola.
I burattini caddero all'indietro, ma non vennero trascinati via dalla corrente. Si scambiarono
colpi producendo cascate nell'oscurit.
Urla furibonde rimbalzarono lungo il condotto. Non riuscivo ad afferrare le parole.
Avevo la vista annebbiata.
Battei le palpebre, ma le immagini continuarono ad apparirmi frammentate, come fotogrammi
di un film tagliati in cabina di montaggio.
Cresta si rialz barcollando.
Nappa gli si aggrapp alle gambe, venne trascinato.
Cresta si volt e sferr un calcio.
La testa di Nappa scatt indietro, lui gir su se stesso e cadde. Acqua bruna putrida gli copr
il volto.
Cresta arranc verso la scaletta, incespicando.
Nappa lott per rimettersi in piedi, corse, lo agguant da dietro e lo mand a sbattere contro
il muro.
Le mani di Cresta volarono in su, il collo gli si rovesci indietro. Colpo di frusta.
Nappa lo risbatt contro la parete una seconda volta. Pi forte.
Di nuovo la sua testa colp i mattoni.
Nappa indietreggi.
Cresta scivol gi, nella fanghiglia acquosa.
Qui.  Appena un sussurro. Sono qui. 
Detto questo mi rannicchiai in un angolo nascosto della mente, ascoltando il ritmo confortante
del sangue che pulsava nel mio orecchio interno.
La fogna si dilegu. L'acqua. Il freddo. I ratti.
Attimi dopo, oppure ore, vidi una torcia muoversi su e gi verso di me.
Pass del tempo. O forse no.
Fui consapevole di una presenza. Di esser sollevata per le spalle. Di respiri profondi e
affannosi, odore di lana bagnata, sudore d'uomo, calore.
Mi obbligai ad aprire gli occhi.
Un volto ondeggiava a pochi centimetri dal mio.
Lentamente, i tratti si fecero distinti.
Tieni duro, fiorellino. 
42
Ipotermia al secondo stadio.
Questa la diagnosi. Quando Ryan mi aveva trovato, la mia temperatura corporea era scesa sotto
i trentacinque gradi. Per i mammiferi, non  buona cosa.
Ho solo ricordi confusi degli ultimi momenti nella fogna: ormai ero al caldo, sonnolenta,
desiderosa solo di cioccolata, biscottini e un letto.
Ricordo di essere stata sballottata e qualcosa di imbottito sotto la mia schiena: probabilmente
una barella. Il cielo grigio, luci rosse lampeggianti.
Poi pi nulla.
Mi risvegliai in una stanza d'ospedale. Buio, luce, di nuovo buio.
Infermiere mi sistemavano tubi, mi cambiavano flebo, mi controllavano mani e piedi, mi
puntavano luci negli occhi.
Avevo i geloni, ma non lesioni permanenti da congelamento. Spiegandolo, il medico s'era
messo a ridere. Io non lo trovavo molto divertente. Era comunque un sollievo avere ancora l'uso delle
dita.
Come pure il fatto che la terapia si limitasse a coperte termiche e bevande calde: niente
brodaglie tiepide da riversarmi nello stomaco, nella vescica e in altri luoghi nascosti del corpo.
Alleluia.
Nei momenti di lucidit, appresi che il freddo non era stato il mio unico aggressore.
Anche Joe Bonnet aveva dato il suo doloroso contributo. Mentre mi sequestrava, trasportava e
abbandonava sottoterra, mi aveva procuralo una commozione celebrale, slogato una caviglia e
trasformato la guancia destra in una bistecca cruda.
S, Joe. Il drainsplorer.  Ci avevo azzeccato.
Lasciai vagare lo sguardo nella stanza. Flebo, cardiomonitor, brocca d'acqua, TV a parete, sedia
per i visitatori (di quel tipo originariamente progettato per torturare gli agenti segreti), un romanzo in
brossura poggiato sul bracciolo. Lessi il titolo. Ancora una notte.  Raymond Chandler era lo scrittore
preferito di Ryan.
Sorrisi. Faceva un male del diavolo.
Ricordai di avere parlato con Ryan durante una fase di veglia. Di averlo tartassato di domande,
per meglio dire. Ero stata rapita il marted sera alle dieci. In quel momento erano le dieci del mattino di
gioved. Feci un rapido calcolo: erano trascorse trentasei ore da quando avevo lasciato il mio
appartamento, ventotto dal momento in cui Ryan mi aveva liberato. Sottrazione: avevo passato otto ore
sottoterra.
Il fugace miglioramento climatico di quei giorni era stato un bene e un male. Le temperature pi
miti mi avevano aiutato a sopravvivere, ma avevano anche favorito il disgelo, inviando litri di
ruscellamento nelle fogne.
Come obbedendo a un richiamo telepatico, Ryan apparve sulla porta, in mano un bouquet di
grossi cosi arancioni appuntiti che parevano cibarsi di piccole lucertole.
Vedendo che ero sveglia, si affrett accanto al letto.
Quegli affari sono pericolosi? La mia voce suonava roca e gracchiante.
Solo se ti avvicini ai loro piccoli. Pos i fiori, mi prese la mano.
Tienila e basta. Non sfregare o massaggiare.
Mi sfior leggermente le nocche con il pollice.
Inarcai un sopracciglio. Credo. Il mio sopracciglio della perplessit  il destro ma quel lato della
mia faccia era ridotto in una polpetta.
Accarezzandoti potrei disperdere i cristalli di ghiaccio che minacciano di assalire il tuo cuore.
Detesto quando succede.
Trascin la sedia accanto al letto, si sedette, reclam di nuovo la mia mano.
Okay, Galahad dissi. Spara.
Tutta la storia?
Per ora solo le parti salienti. Il mio rapitore era Joe Bonnet, giusto?
Annu. Per farla breve, il tuo caro assistente si sentiva poco apprezzato e molto sfruttato.
Alzai gli occhi al cielo. Doloroso anche quello.
Fiutando il malcontento, la Briel l'ha abbindolato con le chiacchiere. Gli ha detto che era un
fuoriclasse, gli ha offerto un futuro d'oro alla Body Find.
E Joe ha rubato le falangi della Villejoin per lei.
No, quella  stata proprio opera della Briel. Ha ascoltato la tua conversazione con il medico di
Anne-Isabelle, intuendo l'importanza delle ossa del mignolo a causa della camptodattilia.
Ripensai a quel giorno. Le ha sottratte mentre ero di sopra a prendermi una Diet Coke.
Si  detta che non c'era nulla di male: tanto le avrebbe recuperate lei durante il secondo
scavo.
Come sapeva che Hubert l'avrebbe rimandata a Oka?
Nel caso si fosse rifiutato, aveva in mente di ritrovare le falangi in laboratorio.
Meno sensazionale, ma sufficiente a metterti in cattiva luce.
 sempre lei che ha sostituito i denti del Lac Saint Jean?
S. Ha letto il dossier antemortem di Valentin Gouvrard e ricordava di aver sentito dalla
Duclos di una collezione di campioni dentari, tra cui alcuni anneriti. Joe le ha aperto l'armadio che
contiene la vaschetta di Bergeron, lei ha trovato i molari da latte striati, li ha presi e li ha piazzati tra i
resti da identificare. A chi importava, dopo tanti anni?
Ossa vecchie di decenni, un caso dimenticato... Che differenza fa, giusto?
 esattamente ci che ha pensato.
Proprio questo, l nelle fogne, mi ha suggerito che il sequestratore fosse Joe. Mi sono resa
conto che la Briel doveva essersi fatta aprire l'armadio da lui: il solo, oltre a Bergeron e a me, ad avere
la chiave. Questo, e le lunghe gambe da ragno.
Gambe da ragno?
Lascia perdere.
Non indag oltre. Con la faccenda di Oka e quella del Lac Saint Jean, la Briel credeva di
potersi mettere in luce senza fare alcun male.
A mie spese, per.
Ragione di pi.
La chiamata anonima a Edward Allen Jurmain?
L'ha fatta fare a Raines. Voleva una voce maschile, nel caso qualcuno avesse chiesto al
vecchio. Marito e moglie hanno usato un telefono pubblico della Gare Centrale per evitare
ripercussioni sull'uno e sull'altra.
E la pallottola nel cadavere di Marilyn Keiser?
La Briel insiste che  stata tutta opera di Joe. Dice che lei non avrebbe mai compromesso
un'indagine di polizia in corso. Sostiene che l'azione di Bonnet le ha fatto orrore. Se vuoi la mia
opinione,  stato un lavoro a quattro mani. Joe non poteva conoscere la faccenda della traiettoria del
proiettile. La Briel, invece, ricordava il caso capitato a Richie Cunningham, a Chicago...
Si chiama Chris Corcoran.
... e ha intravisto un'altra occasione per brillare: un omicidio di tre mesi prima, che
probabilmente sarebbe rimasto insoluto. Che male c'era a camuffare un po' la causa della morte? Credo
che abbia retto il corpo, mentre Joe sparava il colpo. Poi lei estrae il proiettile, annuncia la scoperta
della traccia et voil:  l'eroina del giorno.
Entr un'infermiera, si avvicin al letto con uno scricchiolio di suole di gomma.
Mi tast il polso, poi mi ficc in bocca un termometro, mi allacci intorno al braccio
l'apparecchio della pressione e strizz ripetutamente la pompetta nera.
Quei fiori dovrebbero andare in un vaso. Senza guardare in faccia me o il mio visitatore.
Naturalmente. Ryan offr il suo sorriso pi accattivante. Non  che, per caso, lei ne avrebbe
uno da qualche parte?
Tutti attendemmo i risultati della mia performance termica.
L'infermiera compil il diario clinico e usc con passo svelto.
Non dare il tormento a quella donna disse Ryan.
Non ci penso nemmeno dissi io.  stata la Briel a scrivere il biglietto
Tornatene a casa tua maledetta americana?
Un pensierino di Joe.
Simpatico. Suppongo invece che sia stata lei a far trapelare alla stampa la notizia
dell'identificazione della Keiser.
Che c' di meglio per accaparrarsi minuti in onda?
Cosa  successo marted sera? Dov'ero?
Le sue sopracciglia migrarono sensibilmente verso l'alto. Sei tu che l'hai spiegato a me,
canarino. Non te lo ricordi?
Canarino? Questa era nuova. O si trattava di un riferimento clinico? In effetti avevo il catetere
con la sacca per l'urina in vista.
Scossi il capo.
Ti ho trovato in una fogna sotto Rue Alexandre de Sve. Eri strisciata attraverso un condotto
semiabbandonato, fino al punto in cui si immette nel collettore principale. Prima ancora eri riuscita a
evadere da una vecchia tomba sotto il Parc des Vtrans. Questo l'hanno scoperto oggi ispezionando i
luoghi.
Parte del vecchio cimitero militare dissi. Ma era stato ricollocato anni fa...
Non ti sbagli. Assunse un tono professorale. Un tempo, il territorio che circonda l'attuale
parco dei veterani fungeva da luogo di sepoltura per la guarnigione britannica, nonch per un numero
non trascurabile di civili. Insomma tradusse in parole povere, ci piazzavano un po' chiunque. Poi di
nuovo Herr Professor: Dal 1797 alla met del Diciannovesimo secolo, pi di mille soldati con le loro
famiglie furono sepolti in quello che divenne noto come il Vecchio cimitero militare. Negli anni, i
vandali hanno fatto scempio del camposanto. Nel 1944, i soldati britannici furono esumati e spostati al
Campo d'onore di Pointe Claire. Ma ecco l'inghippo.
Parlata semplice alla Ryan. Non c' mai stato un tentativo sistematico di disseppellire i civili.
Hanno tolto le lapidi, ma molti cittadini comuni son rimasti l.
Anche qualche militare, pensai, ricordando i miei compagni di tomba.
Ogni tanto affiora un cadavere continu, per la gioia dei lavoratori di imprese pubbliche e
cantieri edili. Sorrise, fin troppo soddisfatto di s.
Come sai tutte queste cose? domandai.
Abbiamo contattato un archeologo dell'Universit de Montral e uno storico della McCord. Il
primo ha accettato di scendere laggi con la squadra della Scientifica. Il secondo ha gentilmente
declinato. A sentire l'archeologo, le sepolture sono venute alla luce, con ogni probabilit, ai primi del
secolo, durante la costruzione della fogna.
Ipotizza che gli operai, spaventati, abbiano improvvisato una tomba, schiaffandoci dentro i
cadaveri che trovavano, e proseguito i lavori. Essendo geograficamente separata dal resto del cimitero
militare, la cripta di fortuna  sfuggita alle esumazioni degli anni Quaranta, quando il terreno di
sepoltura  stato ricollocato.
All'inizio ero convinta che il mio sequestratore fosse Raines dissi. Lui se ne intende di
tombe storiche. Poi ho messo a fuoco Bonnet. Si era imbattuto nella cripta facendo drainsploring,
giusto?
Giusto.
La sua idea era di farmi semplicemente scomparire. Niente corpo, niente spiegazioni. Andata.
S. Ryan mi strinse pi forte la mano e il suo pollice acceler la sua corsa sulle mie nocche.
Si ferm. Attendemmo entrambi un assalto dei cristalli di ghiaccio lungo le arterie. Nulla.
Agiva per conto della Briel?
Anche qui, lei dice che  tutta opera di Joe. Nega di essere mai stata a conoscenza di un piano
volto a nuocerti fisicamente.
Lui dov' adesso?
Si gode una gabbia e una tuta arancione brillante: mentre ti cercavo, la mia squadra di
supporto l'ha ripescato dalla fogna.
Stando a ci che sostiene, la Briel girava intorno all'argomento, ma il messaggio era chiaro:
ripeteva di continuo che sarebbe stato tutto pi facile senza di te, si augurava che sparissi e non tornassi
pi.
Come mi hai trovato?
Verso le undici ho richiamato il tuo appartamento e il cellulare. Non hai risposto.
Mi  parso strano, perch avevi detto di voler restare a casa con il gatto. All'ennesimo tentativo,
ho cominciato a preoccuparmi: pensavo che ti fossi sentita di nuovo male.
Ho deciso di fare un salto da te. La porta d'ingresso era aperta, il tuo orologio era sul pavimento
con il vetro del quadrante rotto. E tu non c'eri, ma c'era la tua giacca.
L'orologio per terra? Probabilmente avrei dovuto ringraziare Birdie per quello.
Mi avevi appena riferito i tuoi sospetti sulla Briel e descritto il carattere di Raines, il suo
passato losco. Avevi anche sostenuto un round con il tuo vicino.
Sparky! Me n'ero completamente dimenticata.
Ho chiamato Claudel e gli ho detto di accalappiare la Briel e il suo maritino.
Sparky l'ho trovato che dormiva su una poltrona reclinabile. Il suo capo ha garantito che era
stato ad asfaltare buche sulla Dcarie Expressway fino alle undici. A proposito, ammette di averti rotto
la finestra.
Come?
Mazza da baseball di metallo. Pagher i danni, ma questa  un'altra storia.
Figlio di puttana.
All'inizio, Briel e Raines hanno opposto resistenza, ma Claudel ci  andato pesante e son
crollati sotto la minaccia delle pi diverse imputazioni. Lei ha accettato di chiamare Joe.
Inutile dire che noi stavamo ad ascoltare. Bonnet le ha riferito di averti visto frugare nei
cassetti del suo ufficio, di averti sentito parlare dei denti del Lac Saint Jean con l'intenzione di farli
analizzare al microscopio elettronico. Per proteggere lei e il proprio futuro alla Body Find, si era deciso
a toglierti di mezzo.
I muscoli della mascella di Ryan si contrassero, la pressione sulla mia mano aument.
Joe si vantava di averti sepolta viva in un posto in cui nessuno ti avrebbe mai trovata. La Briel
gli ha chiesto dov'eri, ma lui si  rifiutato di dirglielo. Lei lo ha implorato. Niente da fare. Allora, come
concordato in precedenza con noi, gli ha chiesto di incontrarla al laboratorio.
Quando  arrivato, gli ha detto che tu avevi una cosa di cui non poteva fare a meno: altrimenti
il suo inganno sarebbe stato scoperto, la sua reputazione rovinata, la Body Find distrutta. Ha chiesto di
nuovo dove fossi; Joe rifiutava ancora di parlare.
Fingendosi sconvolta - in modo molto convincente, devo ammettere - la Briel lo ha pregato di
recuperare un sacchettino di denti che portavi sicuramente addosso. Ha minacciato di non volerne pi
sapere di lui, se non l'avesse fatto.
E il coglione ha creduto che me ne andassi in giro con delle prove in tasca?
Nessuno poteva essere cos stupido. La Briel gli ha fatto credere che tu avevi chiamato,
accusandola di scorrettezza professionale e sostenendo di avere la prova nella tasca dei jeans. Ha
raccontato a Joe di avere controllato i suoi schedari: i denti mancavano. Denti in grado di incriminarla.
Suonava vero: lo stesso Joe ti aveva visto prendere qualcosa dall'ufficio di lei. E nel frattempo, tu
attendevi nell'ombra.
Sissignora.  stato Joe a portarmi da te. Il resto lo sai. Come diavolo mi ha ficcato in quella
tomba? C' una botola pochi metri pi in l dell'ingresso della cripta. Sei andata dalla parte
sbagliata, ma non avresti potuto vederla, da dentro, nel buio.
Plausibile. Come ha sigillato cos bene la stramaledetta porta e perch?
Cemento a presa rapida da esterni. Ryan era raggiante. Aspettai la spiegazione.
Si compra in qualunque ferramenta. Ne aveva nascosto un secchio da quattro chili e mezzo
nella fogna e si  portato dietro l'acqua calda. Dopo averti buttata nella tomba, ha miscelato il tutto, ha
incastrato al suo posto la tavola di legno e ha cementato l'apertura. Quella roba si indurisce in trenta
minuti e, in due ore, raggiunge una forza di compressione di circa quattordici chili per centimetro
quadrato, di ventotto chili in ventiquattro ore. Tu probabilmente hai cominciato a scalpellare intorno
alle due, tre del mattino: a quel punto, la forza necessaria avrebbe dovuto essere notevole.
Probabilmente ha sigillato l'uscita per evitare che un altro drainsplorer  ci entrasse e
s'imbattesse in un cadavere recente. Riflettei un momento.
Perch non ha usato la stessa botola, quando  tornato? Al suo arrivo, poco prima dell'alba,
una squadra di operai addetti ai lavori stradali si stava installando sopra la via d'accesso originaria.
Senza perdersi d'animo, Bonnet si  spicciato a raggiungere il tombino pi vicino, ha infilato gli
stivaloni da drainsplorer  e si  calato gi. Con il sottoscritto che lo marcava stretto, naturalmente.
Nel corridoio ci fu il suono di un campanello, un carrello pass, una voce chiam il dottor
Qualcuno all'altoparlante. Dietro di me alcune macchine emettevano segnali sommessi.
Grazie di essere arrivato, Ryan.
 stato un piacere.
Un piacere?
Era una fogna.
Dentro c'eri tu.
Venne l'infermiera, pos un vaso sul comodino e produsse faticosamente una specie di sorriso.
Ryan e io la ringraziammo.
Mi sono ricordata una cosa dissi, quando se ne fu andata.
Che cosa?
Avevi un affare orrendo in testa.
Il mio berretto? Oltraggiato.
Quel coso ha un pompon.
 una nappa da uomo. Adoro quel cappello.
43
Sabato mattina. Ryan mi aiut con le pratiche di dimissione, mi accompagn a casa, mi install
sul divano, accese il fuoco nel camino, prepar il pranzo.
La caviglia mi faceva male, le guance erano catrame rappreso. Sull'occipite avevo un bozzo che
avrebbe potuto combattere nei pesi massimi e le sirene di Weeki Wachee facevano ancora impennate
nel mio cervello.
Che diamine! Avevo bisogno di nutrimento.
Mangiando una zuppa di pomodoro e un toast al burro di noccioline, affrontammo argomenti di
conversazione sicuri.
Ryan mi disse che il mercoled era giunto il responso definitivo sulle vittime del Lac Saint Jean:
il femore della donna adulta aveva prodotto materia organica sufficiente a sequenziare il DNA
mitocondriale.
Il fratello ha fornito un campione?
Sissignora.
E?
La simpatia paga. Tu hai fama di essere simpatica, piaci alla gente.
Ryan! Lo incenerii con lo sguardo. Strizzare gli occhi irrit la crosta che avevo in faccia.
Per riguardo a te, vista la tua recente disavventura, un agente della SQ ha portato
personalmente il campione da Sainte Monique a Montral, i ragazzi del DNA gli hanno dato
precedenza assoluta.
E?
Un sorriso si diffuse sul suo volto.
Forza!
Il sorriso si allarg.
Mi sporsi in avanti, gli sferrai un cazzotto scherzoso al bicipite.
Medaglia d'oro alla signora.
Sii! Colpii l'aria con il pugno. E mi fece male anche quello. Clemenceau e Blackwater, non
Gouvrard.
Parlammo soprattutto delle prove che si andavano accumulando a carico di Adamski. Era stato
emesso un mandato e una squadra della SIJ aveva perquisito l'appartamento di Poppy a Saint Eustache,
con vivo disappunto della ragazza.
Da un incavo sotto un materasso ad acqua  venuta fuori una sacca da viaggio con dentro
duemila dollari.
Usciti dalla dispensa delle Villejoin?
Forse. Stanno cercando impronte, tracce di DNA.
Le impronte sarebbero una gran bella cosa. Il DNA  un tentativo quasi disperato.
Meglio che...
Non tentare del tutto. Poppy non sapeva dei soldi?
Credi che li avrebbe lasciati l, dopo l'arresto di Adamski?
La Scientifica ha trovato altro?
Una pala in garage. Un sedimentologo sta confrontando la terra con i campioni che avevi
prelevato tu dalla fossa di Christelle a Oka.
Sangue?
I biologi stanno analizzando una macchia. E abbiamo dei peli come tracce dal valore
probatorio. Il garage ospitava anche una graziosa motosega portatile: un botanico sta confrontando i
residui tra i denti con i ceppi di pino accatastati nel cortile delle Villejoin.
Oh yeah!
Oh yeah! Se Adamski dovesse ritrattare, il pubblico ministero vuole prove solide.
Suon il citofono. Di nuovo. Ryan and alla porta, torn con l'ennesimo regalo.
Avevo gi ricevuto svariati mazzi di fiori, un pigiama-auguri Guarisci presto dalla Ayers e un
cesto di frutta dalla Santangelo. Questa volta era una composizione floreale delle dimensioni di Denver.
Ryan pos il vaso sul tavolo e mi pass il biglietto.
Claudel lessi.
Che cosa dice?
Claudel.
Visto? Gli piaci.
Port i piatti in cucina, poi rovistammo nel cesto della Santangelo: una clementina per me, una
banana per lui.
Adamski ammette di avere contraffatto gli assegni della pensione di anzianit della Keiser. Li
aveva trovati nella sua borsa. Dopo averli incassati, ha buttato la borsa nel cassonetto sul Boulevard
Saint Laurent e si  trovato un bar.
Da bere per tutti: offre la mia defunta moglie! La mia voce esprimeva il disgusto che
provavo.
Su Rose Jurmain non cede: nega di averla uccisa. Categoricamente.
Perci le conclusioni originarie del coroner erano probabilmente corrette. Rose aveva bevuto
troppo, si  allontanata ed  morta per assideramento.
L'unica ammissione di Adamski circa la Jurmain  che la sua scomparsa gli ha dato l'idea di
seguire l'ex moglie. Insieme alla notizia televisiva degli anziani rapinati e uccisi nello Stato di New
York.
E al fatto che gli fosse andata liscia con le Villejoin.
Ovviamente.
Ci sono novit sul fronte Joe-Briel-Raines?
Si azzannano a vicenda come iene intorno a una carogna. La balistica sta controllando una
Browning calibro ventidue semiautomatica trovata nell'appartamento della Briel. Non se la
caveranno.
Raines era coinvolto?
Indirettamente. La Body Find  una sua creatura.
Aveva fatto il lavaggio del cervello alla moglie, spingendola a credere che se fosse diventata
una specie di celebrit, l'impresa sarebbe decollata. Ed  lui che ha telefonato a Edward Allen
Jurmain.
La Briel  una vipera dissi.
Non siamo esageratamente duri con lei. Non credeva di lasciare impunito un criminale o di far
condannare un innocente: stava sabotando una collega per promuovere la sua carriera, ma questo non fa
di lei una Adamski, a meno che non consideriamo la possibilit che abbia voluto veramente farti
uccidere da Joe. Inoltre, quando il gioco  stato scoperto,  stata indispensabile per riuscire a salvarti.
Probabilmente per evitare l'accusa di concorso in omicidio.
Probabilmente.
Il fuoco si era ridotto a brace. Ryan si alz, la smosse con l'attizzatoio.
 la gente come lei che rovina il buon nome della scienza forense dissi.
Adamski  marcio e sparir dalla circolazione per un pezzo, ma un comportamento come
quello della Briel mi fa riflettere. Ryan parlava senza voltarsi.
Quanti colpevoli sono rimasti a piede libero e quanti innocenti sono stati incriminati per un
errore nelle indagini o nella perizia forense?
Hai sentito parlare del Progetto Innocenza?
Annu.
Negli ultimi vent'anni, ci sono stati pi di duecento proscioglimenti tardivi negli Stati Uniti,
alcuni che riguardavano detenuti del Braccio della morte. Pi del venticinque per cento -
cinquantacinque casi con sessantasei imputati - implicavano procedure forensi erronee o testimonianze
fallaci dei periti. E le statistiche non si avvicinano nemmeno alle dimensioni reali del problema.
Ryan aggiunse un ceppo. Le ceneri ardenti vorticarono, fuochi d'artificio in miniatura sullo
sfondo indistinto del focolare.
L'indagine scientifica sta vivendo un momento di popolarit, oggi, e c' la fila di incompetenti
che scalpitano per entrare a farne parte. La Briel  un esempio perfetto: ha imparato qualcosa sulle ossa
ed ecco che si crede un'antropologa.
Con risultati prevedibili concluse Ryan.
Che si tratti di errore metodologico, incapacit professionale o scorrettezza deliberata, i giurati
non sono sempre in grado di smascherare la spazzatura: se l'esperto porta un camice bianco,  scienza.
Tornando al divano, Ryan sedette pi vicino.
Poliziotti e avvocati hanno lo stesso problema disse. Come facciamo noi profani a sapere
chi ha le carte in regola?
Ecco il senso della certificazione. Ormai ce l'ha ogni categoria. Antropologia, ingegneria,
entomologia, odontologia, patologia, tossicologia: tutti hanno un organismo collegiale di valutazione. Il
riconoscimento ufficiale  un processo rigoroso.
Naturalmente, non risolve ogni problema, Ryan: ci saranno sempre gli incapaci che riescono a
intrufolarsi, proprio come capita tra i medici e gli avvocati. Ma  un inizio. Quelle lettere accanto al
nome dei professionisti non servono a mettersi in mostra: sono guadagnate col sudore della fronte. E ci
dicono che il tal perito si  sottoposto al vaglio dei colleghi, che soddisfa criteri etici elevati. Il fatto poi
che venga ritenuto competente in un campo, non lo render un esperto in un altro.
La Briel non possedeva quel tipo di certificazione per l'antropologia forense.
Certo che no: ci vogliono il dottorato e anni di esperienza per soddisfare i requisiti
dell'American Board of Forensic Anthropology. Essere un patologo non fa di te un antropologo e
viceversa.
Per vari istanti restammo ad ascoltare il sibilo e lo scoppiettio dei ceppi.
Lo sguardo mi corse al bouquet sul tavolo da pranzo. LaManche. I suoi fiori erano stati i primi
ad arrivare.
Tutto questo non sarebbe successo se ci fosse stato il vecchio a vigilare dissi.
Lui non avrebbe affidato una perizia antropologica a personale non qualificato.
Non si sarebbe lasciato infinocchiare dalla Briel concord Ryan.
Spero che stia bene.
Anch'io.
Ryan mi prese la mano. La luce della fiamma gli danzava negli occhi e inondava il suo viso di
un caldo bagliore color miele.
E noi, fiorellino? Stiamo bene?
Esitai.
S, pasticcino.
Sorrisi.
Molto bene davvero.
...
FINE.